SALERNO. XXV via Crucis in costume d’epoca.

xxv-via-crucis-salerno_viviAnche quest’anno le vie del centro storico di Salerno ospiteranno la “Via Crucis in costume d’epoca”, organizzata dalla Parrocchia di Santa Maria delle Grazie e di San Bartolomeo in collaborazione dell’amministrazione comunale. L’evento, in programma il 1º aprile, Domenica delle Palme, il cui intento è quello di rievocare e far rivivere i momenti fondamentali della Passione di Gesù, dal bacio traditore di Giuda al processo davanti al Sinedrio, dalla condanna a morte pronunciata da Pilato fino alla morte in croce, avrà inizio alle 18.30 con la scena dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme in piazza Flavio Gioia.
Sin dalla prima edizione, nel 1983, l’evento si contraddistingue per una duplice valenza, religiosa e civile. Soprattutto nei primi anni, in piena fase post terremoto, si voleva non solo rievocare la Passione di Cristo, ma anche far conoscere e rivalutare la ricchezza storico-artistica di un centro storico ferito dal terremoto e abbandonato dai suoi abitanti.
Ma inizialmente la manifestazione, che per problemi organizzativi, nell’arco della sua storia, non si è tenuta per due edizioni, toccava solo le strade del quartiere, in particolare Via Tasso e Largo San Tommaso D’Aquino, piazza dove si affaccia la chiesa di San Domenico, ed era poco seguita anche perché poco conosciuta; nel corso degli anni, nella sua quasi naturale evoluzione, è riuscita, poi, a coinvolgere altre parrocchie snodandosi, adesso, per quasi tutto il centro storico cittadino.
Ormai è una manifestazione consolidata che ogni anno attrae migliaia di visitatori, forse seconda solo alla processione dedicata al Santo Patrono. Una scrupolosa preparazione coinvolge, nei tre mesi precedenti, l’intera comunità parrocchiale in sinergia con le parrocchie del Volto Santo e Medaglia Miracolosa. Oltre 130 figuranti, abiti tessuti dalle donne della comunità o noleggiati presso le ditte che forniscono costumi per i set cinematografici e, soprattutto, una scelta precisa di fondo: tutti gli interpreti, tanto i personaggi principali, quanto i semplici figuranti, non sono professionisti: è gente dei diversi quartieri della città, chiamata ad interpretare la rievocazione degli ultimi momenti della vita del Cristo. Una sola eccezione, l’attore Mimmo Schiavone, veterano del palcoscenico, che in passato ha prestato gratuitamente il suo volto e la sua professionalità per interpretare il ruolo di Ponzio Pilato, ora di Marino Cogliani, anch’egli uomo di spettacolo. “Avremmo potuto interpellare, per la declamazione dei brani del Vangelo di Giovanni, esperti di dizione – spiega Giovanni Giordano, responsabile dell’organizzazione – ma si sarebbe perso lo spirito popolare della manifestazione, che, ci tengo a sottolineare, non è una processione ma, un racconto a episodi, dal vivo, del calvario compiuto da Gesù prima di morire. Per questo consiglio di non seguire i figuranti ma di raggiungere in tempo i luoghi che ospiteranno le varie scene, segnalati nel manifesto, sfruttando i vicoli che li congiungono”.
Quest’anno poi ritornano i Battenti di Minori, riconoscibili dall’abito bianco e dal cappuccio che copre il volto, assenti da circa sette anni, che con i loro canti plurisecolari, tramandati oralmente, riconosciuti Patrimonio Storico Culturale della Città di Minori e catalogati dal MIBAC come Bene demoetnoantropologico Immateriale, hanno da sempre contribuito a creare un’ atmosfera di ancora più profonda religiosità alla manifestazione. 

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