CAVA DE’ TIRRENI (SA). I valori di una buona informazione. Il banco delle idee. Convegno “Fare il giornale a scuola”

Fare-il-giornale-a-scuola-(2)-380x_vivimedia“Non permettiamo a nessuno di manipolare l’informazione e ancor meno di manipolare i nostri cervelli. Ritorniamo, anche grazie al lavoro della buona scuola ad educare i ragazzi ad approfondire le notizie, a non accontentarsi della sola informazione superficiale, e a ritornare nella vita reale, tenendo conto non solo del linguaggio verbale ma di tutto ciò che si comunica con il corpo e con lo sguardo. Lo stesso giornalismo è solo una parte della comunicazione. Nella comunicazione tutta, però, la verità deve divenire l’elemento fondamentale della comunicazione, che altrimenti diventa strumentalizzazione, autoreferenzialità e si corre il rischio di andare avanti per stigmi e preconcetti” questa le parole di Walter Di Munzio, presidente dell’Associazione Giornalisti Cava Costa d’Amalfi, Lucio Barone a conclusione di un convegno organizzato dall’associazione stessa e tenutosi venerdì 15 marzo al Comune di Cava de’Tirreni, sul tema “Fare il Giornale a Scuola”. Mente della conferenza,
Franco Bruno Vitolo, che ha guidato la mattinata cadenzando voci interessanti e stimoli “giornalistici” dati ad una platea di ragazzi di vari istituti scolastici cavesi, che hanno ascoltato la lezione di Antonio Arricale, autore del libro “Fare il giornale a scuola-La cassetta degli attrezzi”, desiderosi di portare in platea le esperienze vissute e create nel proprio istituto, vanto di un lavoro di team e di comunicazione. Ad aprire il convegno l’assessore Enzo Passa, Assessore alla pubblica Istruzione ma anche preside, che ha testimoniato l’importanza di convegni di tale levatura per i ragazzi, nel loro percorso educativo. Fare-il-giornale-a-scuola-(1)-380x_vivimediaPratico l’intervento di Antonio Arricale, che dopo aver fatto capire la differenza fra il fare un tema, un saggio ed un articolo di giornale, ha dato indicazioni sulle 5W, facendo notare come il giornalismo sia nato nella nostra cultura. “Lo stesso Dante rientra nelle regole del componimento giornalistico già con il suo incipit della divina commedia, rispondendo alle cinque domande, quando, cosa, dove, perché, chi- ha fatto notare ai ragazzi, esortandoli in conclusione a – creare un giornale che non sia una raccolta di temi, ma un raccoglitore di articoli che abbiano per la comunità cui si riferisce il duplice scopo di far crescere e di informare” Tante le testimonianze, fra cui spicca quella di Luigi Albano, presidente Anoc, Associazione Nazionale Operatori della Comunicazione, che con il Cavese Cristiano Candurro, ha raccontato l’esperienza del campo estivo che da anni si svolge in Sicilia, e vede protagonisti, gomito a gomito, giornalisti, professori e ragazzi, che nel divertimento imparano le basi per creare un vero e proprio giornale, imparano a far redazione. “Siamo sommersi di informazioni, che però in realtà sono solo input. Manca l’approfondimento, che è la causa del fallimento dei giornali cartacei- ha affermato Albano- facciamo ritornare il concetto che comunicare significa lasciare un messaggio e non scrivere paroloni.” Come riportato da Antonio Mazzotta, alunno e giornalista del giornale del Liceo Classico- Marco Galdi ” Se la libertà di stampa è un diritto, la libertà di pensare è un dovere”. Dunque momenti formativi, di testimonianze ma anche tante emozioni, come il momento di ricordo di tanti giornalisti, come Walter Tobagi, Ilaria Alpi,Giancarlo Siani, Peppino Impastato che hanno perso la vita per fare informazione corretta, vera, con il loro coraggio di riportare i fatti così come accaduti e non visti dagli occhi di chi non vuole comunicare la verità ma la “sua” verità.

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