AGROPOLI (SA). La GDF oscura sul web il portale “futubox”. Metteva in “streaming” gli eventi sportivi e i films trasmessi sui canali satellitari.

guardia-di-finanza3-vivimediaI finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Agropoli, coordinati dalla  Procura della Repubblica di Vallo della Lucania (SA), hanno eseguito un provvedimento di oscuramento dall’Italia del noto portale pirata internazionale FUTUBOX, al fine di interrompere l’illecita diffusione di opere coperte dal diritto d’autore on line, con fini di lucro. 

L’ordine di inibizione dell’accesso per gli utenti italiani è stato notificato – sotto forma di blocco IP/DNS – ai fornitori di servizi internet (c.d. “Internet Service Providers”) operanti su tutto il territorio nazionale e scaturisce dagli esiti delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza – con l’ausilio tecnico della F.P.M. (Federazione contro la Pirateria Musicale e Multimediale) – a seguito della denuncia presentata da SKY ITALIA nel mese di gennaio 2013 nei confronti dei titolari del servizio pirata internazionale FUTUBOX, attraverso il quale era possibile visualizzare in streaming l’intero palinsesto trasmesso da numerosi canali dell’emittente televisiva satellitare altrimenti fruibili con modalità “pay-per-view”, in violazione dell’art. 171-ter della L. 633/41, che tutela il diritto d’autore. 

Il servizio FUTUBOX era focalizzato sulla trasmissione in qualità HD dei programmi delle emittenti SKY GERMAN, SKY ITALIA e SKY UK, oltre ad alcuni canali della televisione francese e russa. 

L’accesso era consentito previa sottoscrizione di un abbonamento, al prezzo di 8 euro al mese; tale servizio risultava fruibile in Italia a mezzo internet, sia da computer che attraverso dispositivi mobili (telefoni cellulari e tablet).

Il segnale veniva gestito e suddiviso attraverso server media per la gestione dei flussi live (live-streaming) e server media per la gestione dei flussi on-demand. 

Recentemente, FUTUBOX aveva ulteriormente allargato l’offerta di “servizi”, proponendo la vendita (al prezzo di Euro 135,00) di un dispositivo hardware collegabile direttamente al televisore di casa, che avrebbe permesso la fruizione dei palinsesti in live-streaming o on-demand selezionabili direttamente attraverso un telecomando. 

Le indagini, svolte in ambito telematico anche setacciando i social network ed acquisendo preziose informazioni da fornitori di servizi internet, hanno fatto emergere l’articolata organizzazione degli amministratori del portale, di nazionalità ucraina i quali, grazie alle loro elevatissime competenze tecniche, hanno registrato 16 nomi di dominio (DNS) in forma anonima utilizzando il servizio denominato DomainByProxy offerto da una società statunitense ed hanno veicolato i flussi dati che consentivano la visione dei programmi in “streaming” in alta definizione attraverso server localizzati in Ucraina, Germania, Russia e Romania.  

In particolare, le attività investigative svolte hanno permesso di accertare che i server utilizzati da FUTUBOX in Ucraina appartengono ad un ente universitario di ricerca del paese dell’Est europeo, che riserva agli studenti universitari l’opportunità di fruire a basso costo della propria piattaforma tecnologica per consentire lo sviluppo di imprese digitali. 

Tuttavia, anche se nello statuto dell’ente pubblico ucraino viene espressamente proibito l’utilizzo delle tecnologie offerte per finalità illecite, tra cui la diffusione di servizi che violano la disciplina sul diritto d’autore, gli amministratori del portale hanno potuto sfruttare i server e la banda dati della sua rete come potente base per trasmettere in ambito internazionale i canali televisivi piratati. 

Tra i principali mercati di sbocco, l’Italia rappresentava per numero di collegamenti il secondo Paese al mondo, con oltre il 24 per cento dei visitatori, che potevano accedere ad un bouquet di canali in continua evoluzione (anche seguendo i suggerimenti degli utenti), recentemente arricchito con la trasmissione delle gare di Formula 1 offerte in esclusiva ai clienti dell’emittente satellitare. 

Complessivamente, al termine di questa fase d’indagine, le Fiamme Gialle di Agropoli (SA) hanno provveduto ad inibire l’accesso dall’Italia a 16 siti web attraverso i quali veniva direttamente offerto, ovvero promosso, il servizio pirata FUTUBOX. 

Contestualmente, sono state eseguite perquisizioni in provincia di Bari e Taranto nei confronti di altri due pirati informatici italiani che spedivano in Ucraina le Smart Card necessarie per accedere ai servizi SKY e promuovevano sulla Rete la vendita degli abbonamenti al servizio pirata attraverso altri due siti web in lingua italiana, parimenti oggetto di sequestro penale. 

Uno dei due indagati – giovane laureato in informatica – stava sviluppando in proprio un software, chiamato TELEBOX, con il quale – anche utilizzando le trasmissioni di FUTUBOX  – avrebbe rilanciato ed ulteriormente personalizzato il servizio pirata dall’Italia. 

Le investigazioni – tuttora in corso in 6 Paesi – verranno ora focalizzate sull’identificazione degli utenti italiani del portale e sulla ricostruzione dei flussi finanziari derivanti dalla sottoscrizione degli abbonamenti da parte dei clienti nazionali, al fine di quantificare i profitti conseguiti nel territorio dello Stato dai pirati informatici coinvolti nell’illecito. 

L’operazione si inquadra nel più ampio contesto di prevenzione e repressione del fenomeno della diffusione illegale di materiale coperto da copyright, illecito che costituisce una gravissima turbativa del mercato legale e genera mancati introiti di milioni di euro ogni anno per gli aventi diritto e per l’Erario. (Maurizio Quilici)

Condividi

Commenti non possibili