AMALFI (SA). Da Conca Dei Marini al fiordo di Furore

passeggi-segreti-da-conca-a-furore-giugno-2013-vivimediaDal piccolo piazzale antistante l’ex-convento S. Rosa (oggi lussuoso Hotel), immediatamente dopo l’incrocio con la SS. Agerolina, ci portiamo su via Roma. Siamo in uno dei più piccoli centri della Costiera amalfitana ma l’atmosfera incantata che avvolge Conca dei Marini ne fa un luogo senza confini. Superato il bivio che porta a San Pancrazio, proseguiamo lungo la via principale fino a raggiungere Piazza Olmo che, ovviamente, deve il suo nome alle essenze arboree che l’abbelliscono. Il termine piazza può sembrare esagerato per indicare uno spazio di poche centinaia di mq. ma il panorama che questa minuscola area ci consente di ammirare è di grande suggestione. Ancora immersi nel fascino del paesaggio, raggiungiamo la chiesa principale dedicata a S. Giovanni Battista che visiteremo sotto la guida di un esperto del posto.
Poco oltre deviamo a sinistra per imboccare uno dei tanti viottoli che costituiscono l’essenza del tessuto urbanistico di Conca dei Marini e, per via S. Michele, tra profumi e colori, scopriamo una piccola chiesa di campagna dedicata appunto all’arcangelo. Raccolta e silenziosa la cappella ci mostra le sue semplici bellezze, testimonianza di un luogo e di un tempo che non richiedevano orpelli sfarzosi per celebrare la fede.
Si risale sulla rotabile per arrivare, dopo pochi minuti, alla piccola cappella che sormonta un grande sperone roccioso dalla caratteristica forma che le fa attribuire il nome di Punta Tavola. Una lunga scala (circa 700 scalini) ci permette di scendere nell’area interna del Fiordo di Furore dalla quale attraverso un sentiero, cd.”dei pipistrelli impazziti”, raggiungeremo la spiaggia.
Famoso a livello non solo nazionale, questa profonda forra costituisce una delle realtà più singolari della Costiera Amalfitana. A prescindere dalle suggestioni suscitate dall’antico, minuscolo insediamento edilizio e dai ruderi di antiche cartiere presenti nella parte più profonda, la valle presenta una ricchezza naturalistica tra le più importanti dell’intera penisola sorrentino-amalfitana.

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