CAVA DE’ TIRRENI (SA). La Guardia di Finanza scopre nove “truffaldini”.

guardia di finanza autoLa Tenenza della Guardia di Finanza della città metelliana, dall’inizio dell’anno in corso, nei servizi svolti a tutela del contenimento delle spesa pubblica, nello specifico quella di giustizia, nel corso dell’attività info-investigativa, ha scoperto e deferito alla magistratura salernitana nove soggetti: L.L.;R.S.;V.G.;R.S.;G.V.(recidivo);C.F.;A.D.;G.N. e S.D, i quali, con atti mendaci, hanno tentato di ottenere il beneficio del “gratuito patrocinio” a spese dello Stato. La prestazione sociale agevolata in argomento, lo ricordiamo, è concessa ai soggetti meno abbienti, risultati indagati, imputati, condannati, ecc. che debbano o possano essere assistiti da un difensore di fiducia o da un consulente tecnico. Per ottenere il patrocinio è necessario che l’istante sia titolare di un reddito imponibile, ai fini dell’irpef, non superiore a €. 10.766,33, aumentato di €. 1.032,91 per ogni componente del nucleo familiare, quando questi non producono redditi. Le dichiarazioni sostitutive di notorietà, nelle quali i nove richiedenti hanno esposto i redditi prodotti, scrupolosamente passate sotto la lente d’ingrandimento delle fiamme gialle cavesi, sono risultate contenere dati non rispondenti al vero; da qui la segnalazione all’Autorità Giudiziaria salernitana, che procederà nei loro confronti per il reato di cui all’art. 95 del DPR n. 115 del 2002, che prevede la reclusione da 1 a 5 anni e la multa da €. 309,87 a €. 1.549,37. Lo scorso anno i finanziare di via Generale Luigi Parisi hanno denunziato alla magistratura di Salerno un avvocato penalista il quale, a seguito del decesso dell’imputato-cliente, allo scopo di ottenere la corresponsione della parcella, aveva inopportunamente sottoscritto lui la prescritta dichiarazione sostitutiva di notorietà.

I soggetti non sono stati segnalati all’A.G. per il reato di truffa (art. 640 del C.P.) in quanto non si è concretizzata e non è quantificabile, ma per il reato di falso in atto pubblico (violando l’art. 95 del D.P.R. n. 115 del 2002).

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