Con Amalia De Simone e Isaia Sales, nel nome di Giancarlo Siani, giornalista vittima della camorra

È andato alla grande anche il terzo appuntamento della serie “Pagine di parole- conversazioni sul giornalismo”, organizzato dall’Associazione Giornalisti di Cava e Costa d’Amalfi “L.Barone”, come sempre svoltosi nella magnifica ed attrezzatissima sala rossa della Mediateca Marte di Cava de’ Tirreni.

Dopo il brillante e provocatorio esordio con la free lance Laura Battaglia, intervistata da Bianca Senatore sulle sue esperienze nei paesi arabi, alternative e soprattutto “dirette” e senza veline, e la stimolantissima conversazione politico-cinematografica con Renzo Rossellini intervistato da Franco Bruno Vitolo sulle “documentazioni” filmiche del padre, il grande regista Roberto, e sulle sue partecipazioni personali alle vicende nazionali ed internazionali, sulla nascita “rivoluzionaria” di Radio Città Futura, venerdì 24 maggio è stato il turno di Amalia De Simone, intervistata dalla VicePresidente della “Barone” Imma Della Corte. Coraggiosa giornalista “di strada”, capace di entrare nel cuore dei meccanismi della malavita e di affrontare anche tutti i rischi del caso, oltre ad essere corrispondente incisiva del Corriere, è attualmente una delle voci più vive di Radio Siani, la radio web intitolata a Giancarlo Siani, il giornalista napoletano ucciso a soli ventisei anni dalla camorra per i suoi servizi “non allineati”, che avevano scatenato la reazione del boss di Torre Annunziata Valentino Gionta.

Sulla linea coraggiosa di Siani si muove la radio e si muove anche la nostra De Simone, che opera per voce, su carta ed anche in video. Ne ha mostrati due dei suoi, dal contenuto dirompente: un’intervista a Scampia sul traffico della droga, con diretti protagonisti,  ed un servizio dall’estero con la voce intercettata di un finanziere (legale) che spiega come ha intenzione di riciclare il denaro camorristico (illegale). Minacce ne ha ricevute e ne riceve, ma non solo dalla malavita organizzata. Infatti, per aver fatto causa di lavoro al Mattino per i servizi sottopagati, ne è stata ripagata con una richiesta di risarcimento di cinquantamila euro per una causa persa dal giornale in seguito alla denuncia per un articolo dal titolo “imbarazzante” e dal contenuto noto ma altrettanto imbarazzante per certa gente che conta.

Coraggiosa e spesso precaria, quindi, la nostra Amalia, come Giancarlo Siani, ma capace di lanciarsi in inchieste scottanti anche con contratti solidi, quindi non solo per “farsi notare”. Non a  caso ha ricevuto vari premi nazionali ed internazionali, è stata finalista al premio Ilaria Alpi ed è stata citata dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti come un modello di giornalista d’inchiesta ed anche purtroppo di giornalista attaccata dai poteri vari.

L’incontro, ottimamente condotto dalla Vicepresidente della “Lucio Barone” Imma Della Corte, con interventi ad hoc del Presidente Walter Di Munzio, dell’Assessore alla Cultura Teresa Sorrentino e dell’addetto PR del Marte Davide Speranza, ha appassionato e coinvolto il pubblico presente, così come gli interventi puntuali e come al solito “speleologici” dell’altro ospite della serata, il Prof. Isaia Sales, docente di Storia della Criminologia presso l’Istituto Orsola Benincasa di Napoli e noto e stimatissimo “filosofo della camorra”, autore di numerose pubblicazioni profonde, incisive e provocatorie.

Sales ha parlato della cultura malavitosa, della tendenza dei boss napoletani a farsi notare per acquistare prestigio, a differenza dei mafiosi più abituati ad operare nell’ombra, della diffusione della criminalità a livello internazionale, Messico in primis, dell’importanza di non legarsi troppo agli stereotipi dell’omertà, considerando le tante, troppe violenze contro persone scomode e la diffusione di una coscienza civile sempre più forte che potrebbe portare ad isolare efficacemente il mondo della criminalità, unico strumento questo per sconfiggerla veramente. Su questo terreno, ha anche adombrato un’altra soluzione: la legalizzazione delle droghe, che taglierebbe molto spazio alla criminalità, rendendo impossibile la moltiplicazione esponenziale dei ricavi, così come, fatte le debite proporzioni, negli USA molti meccanismi criminali si incepparono dopo l’abolizione del proibizionismo.

Alto livello ed interesse, quindi. E grande attesa anche per i prossimi incontri, il 5 giugno al Marte, con Marcella Ciarnelli, quirinalista de L’Unità (intervistata da Walter Di Munzio), e il 12 giugno al Social Tennis Club sul gornalismo enogastronimico con Luciano Pignataro, caporedattore de “Il Mattino”, (intervistato da Franco Romanelli), a conferma che la strada degli incontri di livello a serie ed in luoghi di prestigio, scelta dalla Lucio Barone si sta rivelando proprio buona e giusta.

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