CAVA DE’ TIRRENI (SA). ALICe nel paese delle famiglie per prevenire e combattere l’ictus cerebrale

La parola ictus, da noi istantaneamente collegata al problema cerebrale, è di quelle che fanno paura, perché nell’immaginario, e purtroppo anche nella realtà, è legata a concetti come morte, paralisi, invalidità, perdita della qualità della vita.

La parola alicesuona invece molto, molto più dolce, perché evoca il paese delle meraviglie, o vezzose e vitali ragazzine, o agili pesciolini donatori di salute ed al limite anche rassicuranti connessioni: il piacere della vita nella sua varietà e complessità. Ora ALICe è anche il nome di un’Associazione nazionale che conduce una battaglia importante: l’Associazione per la Lotta contro l’Ictus Cerebrale. Un’Associazione che vuole andare preventivamente incontro ai singoli ed alle famiglie, vuole cercare prima di essere cercata. Un po’ come faceva la classica montagna con Maometto…

ALICe  si prefigge un Impegno pieno soprattutto per la prevenzione, che deve partire dalla qualità della vita di tutti i giorni, con la scelta sana di camminare, di mangiare sano e leggero, di evitare fumo e alcool, di controllare costantemente la pressione, e via dicendo. Una qualità di vita che dipende dall’individuo, ma anche dalla gestione collettiva della famiglia e dal controllo reciproco delle abitudini dei singoli.

Ma ALICe si impegna molto anche per la cura dell’ictus ed il lento e difficile cammino del recupero. Non a caso nel numero unico del giornalino ALICe informa, prodotto a cura di ALICe Campania e distribuito domenica 23 giugno in occasione della Giornata per la lotta contro l’ictus cerebrale, con lo Screening gratuito per la prevenzione dell’ictus, si parla molto dell’importanza e della possibilità del recupero, all’insegna del motto Forte non è chi non cade, ma chi è capace di rialzarsi: e nel recupero è importante non solo l’azione medica, ma anche la condizione psicologica, in una sinergia necessaria tra medici, psicologi e familiari.  Inoltre la prima pagina è dedicata alla polemica contro i tagli scervellati che colpiscono le unità di emergenza in occasione di un attacco cerebrale: il ritardo o l’errore nella terapia immediata al momento dell’attacco possono causare danni irreversibili, che in parte erano evitabili con una più sollecita e qualificata azione di intervento.

A Cava il punto di riferimento è stato il piazzale della Chiesa del Purgatorio, dove, per iniziativa di ALICe e dell’attivissimo priore della Confraternita Francesco Di Salvio, oltre che distribuire il giornalino, si è stabilito un baldacchino con personale medico qualificato che misurava la pressione arteriosa, distribuiva questionari di controllo della gestione di vita, distribuiva consigli, dava appuntamenti.

Un modo efficace per farsi conoscere e far capire che c’è un’unità in più in grado di dare una mano non solo per la prevenzione ma anche per il recupero.

Per i cavesi, è un vantaggio anche che il referente dell’Associazione a livello provinciale sia un concittadino, il prof. Nicola Senatore, persona conosciuta, stimata e di pieno affidamento e disponibilità. Non è un medico, ma può essere un “semaforo” per avviare soluzioni importanti di carattere medico, e non solo.

Per avviare contatti o ricevere informazioni, comunque, è possibile anche solo un clic o un bit: il numero telefonico di ALICe Salerno (ore 10.12) è 089672343, il cell., disponibile in ogni ora, è 3341202030. Il contatto di Cava è 3290909167.

Al prof. Senatore e ad ALICe facciamo naturalmente i nostri complimenti per la nascita e gli auguri per una giusta crescita, che si trasformerebbe naturalmente in un pizzico importante di salute in più. E almeno la salute, in un tempo in cui la crisi costa caro, cerchiamo di tenercela cara …

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