CAVA DE’ TIRRENI (SA). Ex cinema Capitol: un pericoloso mostro fatiscente in pieno centro, petizione dei residenti

ex-cinema-capitol-fatiscente-cava-vivimediaOggi è solo una struttura degradata nel pieno centro della città. Negli anni tra la fine del ’50  e 70 un  accorsato locale cinematografico, un vero gioiello di architettura. E’ la storia del ex cinema Capitol, costruito in via Sorrentino e inaugurato nel 1957.  Fu posto al centro della nuova arteria che il costruttore Tobia Rizzo, venuto da Salerno, ridisegnò un’ampia area per costruirvi un intero rione con palazzi ed esercizi commerciali. Fu l’inizio dei “mostri edilizi” che in quegli anni furono disseminati per la città. Attualmente  il cinema teatro è dismesso e si attende che venga demolito e ricostruito con i criteri dettati dal Piano di recupero del Centro storico. Intanto in questi anni la struttura è diventata fatiscente, degradata e oggetto di numerose petizioni dei residenti circostanti. Non poche le denunce e le raccolte di firme perché vengano eliminati quei pericoli che rappresentano un rischio. E l’attuale proprietario, Vincenzo Siani, ha eseguito vari interventi – tampone in attesa di presentare il progetto definitivo di demolizione e ricostruzione. Forse al momento dell’acquisto ben altre erano le attese e le prospettive cullate dall’imprenditore, ma la struttura è in pieno centro storico e deve sottostare alle regole del Piano di recupero. “Per completare il progetto previsto, occorre che il Comune conceda il diritto del sottosuolo e per il quale è in corso una valutazione  monetaria. Appena l’iter sarà completato, passeremo alla elaborazione del progetto, anche se non nascondiamo che il momento è critico, ma è nostra intenzione restituire alla città un pezzo della sua storia e della sua funzione” ha spiegato Vincenzo Siani. Nello studio di fattibilità del  Progetto Pilota del 1988 ha come destinazione prevista uffici pubblici e privati, negozi, multisale e parcheggio a box interrati per uso privato. Nel 98 l’importo previsto per i lavori era di 8 miliardi e 870 milioni di vecchie lire, oggi a distanza di circa 15 anni i costi potrebbero essere aumentati ed inciderebbero molto sull’importo finale. Il proprietario, infatti, ha chiesto per realizzare il parcheggio interrato l’uso del sottosuolo ai due lati della struttura. Intanto i residenti insistono perché si arrivi ad una conclusione della vicenda. La presenza di lastre di amianto e il degrado della struttura costituisce un serio pericolo. “Chiediamo risposte concrete e non vaghe promesse e soprattutto che si incominci a ragionare sui tempi di attuazione degli interventi” ha ribadito uno dei firmatari della petizione.  La valutazione monetaria della concessione del diritto del sottosuolo è all’attenzione dell’Ufficio Patrimonio che ha già chiesto il parere e la stessa valutazione alla Agenzia delle Entrate. Lo stesso ex assessore Angelo Borrelli aveva sollecitato la conclusione dell’istruttoria perché il Siani potesse decidere se insistere o meno sulla richiesta del diritto di concessione del sottosuolo. Pare che la valutazione è stata comunicata all’imprenditore: “Siamo in attesa di una decisione”, ha aggiunto il responsabile dell’Ufficio Urbanistico architetto Luigi Collazzo.

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