CAVA DE’ TIRRENI (SA). Montecassino chiama Cava: Dom Giordano Rota probabile futuro Abate della storica Abbazia

dom-giordano-rota-vivimediaMontecassino chiama Cava. Il dom Giordano Rota amministratore apostolico in scadenza alla Badia di Cava figurerebbe tra i papabili a ricoprire l’incarico di Abate della storica abbazia di Montecassino. C’è attesa nelle due Abbazie, per la nomina dell’Abate  in quella di Montecassino dopo la rinuncia per motivi di salute del dom Pietro Vittorelli e la nomina temporanea dell’amministratore apostolico dom  Augusto Ricci dell’Abbazia di Subiaco e a Cava dopo che è scaduto da tempo il mandato di amministratore apostolico per il dom Giordano Rota. Ma è proprio su quest’ultimo che sembrano essere puntati i riflettori. Da voci filtrate dalle spesse mure dei cenobi benedettini sarebbe nella rosa  a ricoprire l’incarico di Abate della Abbazia benedettina di Montecassino. Sarebbe uno dei più giovani Abati.  L’abate Giordano Rota è a Cava dal 2010, dopo le dimissioni di  Benedetto Chianetta alla vigilia delle celebrazioni del Millennio.In questi tre anni di servizio alla comunità benedettina di Cava ha restituito serenità operatività e soprattutto indicare nella contemplazione più pura volta alla preghiera e all’attività spirituale il futuro dell’Abbazia anche dopo la eliminazione della Diocesi. Ha saputo coniugare il nuovo ruolo del Cenobio con l’apertura al territorio e all’accoglienza. Dalla solida preparazione culturale e teologica ha ricoperto la carica di presidente della Congregazione Cassinese dove ha messo in luce le sue doti di mente, di cuore  , di equilibrio e prudenza. Non è la prima volta che da Cava parte l’Abate di Montecassino. Il 24 novembre del 1945, l’abate Rea, dovette inchinarsi alla volontà del papa Pio XII che lo volle trasferito a Montecassino per intraprendere la gigantesca opera di riedificazione dell’abbazia. Prese possesso della carica l’8 settembre 1945. L’Abate seguì con intelligenza e competenza la ricostruzione della monumentale abbazia cassinese. abazia-montecassino-vivimediaLa prima pietra fu posata il 15 marzo 1945, che fu poi seguita da un suo appello radiofonico (15 febbraio 1946) con il quale chiedeva aiuto agli italiani per l’opera appena intrapresa. I lavori, ispirati al principio dov’era e com’era, iniziarono effettivamente il 1º aprile 1949. Il 24 ottobre 1964, il papa Paolo VI, consacrò la rinata Abbazia di Montecassino. Intanto per l’Abbazia Benedettina di Cava ci potrebbe essere il ritorno del dom Eugenio Gargiulo, priore dell’Abbazia di Farfa. Alla Badia Gargiulo è noto per essere figlio del Cenobio dove ha ricoperto numerosi incarichi, Ordinario di lettere classiche – Preside del Liceo–Ginnasio Pareggiato e del Liceo Scientifico Paritario – Direttore della Biblioteca annessa al Monumento Nazionale – Archivista – Direttore del Laboratorio di restauro del libro – Parroco della Parrocchia dei SS. Apostoli Pietro e Paolo e Rettore del Santuario di S. Vincenzo Ferreri in Dragonea di Vietri sul Mare. Un ritorno a casa dopo l’esperienza di Farfa. Circolano, però anche i nomi, di don Faustino Avagliano, cavese doc, attualmente archivista a Montecassino e dello stesso Augusto Ricci, amministratore apostolico all’Abbazia di Montecassino.

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