CAVA DE’ TIRRENI (SA). “Pagine di Parole”: enogastronomia e giornalismo. L’incontro al Social Tenni Club di Cava de’ Tirreni

luciano-pignataro-vivimediaSarà Luciano Pignataro giornalista, scrittore e gastronomo l’ospite della rassegna “Pagine di Parole, conversazioni sul giornalismo” organizzata dall’Associazione Giornalisti Cava e Costa d’Amalfi “Lucio Barone”e dal comune metelliano. L’incontro che  si terrà martedi 11 giugno alle ore 18,30 nel Salone delle feste del Social Tennis Club di Cava de’ Tirreni,sarà moderato da Francesco Romanelli,Niccolo’ Farina e Antonio Di Giovanni dirigenti della “Lucio Barone”,con i saluti del Presidente del STC Francesco Accarino e del Presidente Walter Di Munzio.Luciano Pignataro è uno dei più importanti giornalisti enogastronomici italiani, laureato in filosofia, giornalista professionista, lavora al Mattino per il quale cura dal 1995 una rubrica settimanale sul vino, una delle più longeve su quotidiani italiani. Cura, inoltre, un popolare blog dedicato all’enogastronomia. Nel 2008 ha vinto il premio Luigi Veronelli come miglior giornalista emergente dell’anno del settore. Dal 1998 collabora con la guida “I Ristoranti d’Italia” pubblicata da L’Espresso. Ha scritto numerosi libri di enogastronomia tra i quali “Capri nella Cucina del Quisisana” (Liguori, 1998), “Guida ai Vini della Campania” (Edizioni dell’Ippogrifo 2003 e 2006), “Guida ai Vini della Basilicata” (Edizioni dell’Ippogrifo 2004), “La cucina napoletana di mare (Newton Compton 2005), “Le ricette del Cilento, i dolci napoletani” (Newton Compton 2008), “Centouno vini italiani da bere almeno una volta nella vita” (Newton Compton 2010), “Le ricette di Napoli” (Edizioni dell’Ippogrifo 2012). Dal 2010 coordina il lavoro per la guida Slow Wine in Campania, Basilicata e Calabria.L’enogastronomia,secondo gli operatori dell’informazione,deve viaggiare a braccetto con il turismo.Una importante occasione da non perdere per tentare di fare uscire il nostro paese da questa grave congiuntura economica. I “numeri” questa volta li dà Il Sole XXIV Ore,il quotidiano economico della Confindustria ha pubblicato di recente,infatti, una ricerca sul potenziale inespresso del nostro sistema turistico messa a punto dal centro studi Srm Intesa Sanpaolo e presentata a Roma durante il ventennale di Federturismo.”Se chi offre belle spiagge e mare cristallino aggiungesse musei e beni culturali ben serviti e magari anche un tour enogastronomico il Pil del turismo, senza aggiungere un visitatore in più-come emerge da questa ricerca- guadagnerebbe almeno 4 miliardi che diventerebbero cinque con un aumento delle presenze del 20 per cento L’ecoturismo, il turismo enogastronomico, culturale, rurale ed anche quello religioso si caratterizzano sempre più per essere un’esperienza di confronto e di arricchimento della propria identità attraverso un’interazione autentica con il territorio e la realtà locale. 

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