SALERNO. Grande festa al “Vestuti” per la festa finale de “Le Piazze del Rugby”

“L’Ovale Per Il Sociale”, l’evento organizzato e promosso dall’ASD Arechi Rugby che ha coinvolto, in due mesi, oltre 650 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 5 ed i 16 anni di quattro plessi scolastici del salernitano. A loro si sono aggiunti altri 150 ragazzi delle categorie giovanili di 5 società rugbistiche campane (Salerno Rugby, Amatori Napoli, Amatori Rugby Torre Del Greco, Rugby Vesuvio, Afragola Rugby) che, unitamente alle diverse delegazioni giovanili dell’ASD Arechi Rugby hanno preso parte al Torneo Memorial “Ugo Petrone”.

Durante l’evento è stato possibile accedere alla mostra fotografica a cura di Massimo Pica, fotografo ufficiale dei Dragoni dell’ASD Arechi Rugby, dal titolo “Un anno di Arechi Rugby”: il racconto per immagini ha avuto la finalità di spiegare il percorso della società salernitana nel suo primo anno di vita e di qualificare il gioco del rugby evidenziando le regole, scritte e non, che rendono questo sport unico.
“E’ per noi motivo di grande orgoglio poter vantare numeri così importanti già dopo la prima edizione di un evento interamente dedicato al rugby – ha affermato con gioia il vice-presidente dell’ASD Arechi Rugby, Luca Lambiase – soprattutto calcolando che per molte persone questo sport è ancora sconosciuto”. “Abbiamo potuto contare – prosegue il vice-presidente – su oltre 30 educatori qualificati che hanno permesso all’intera manifestazione e al torneo memorial di realizzarsi in totale tranquillità, rispettando e onorando lo spirito di questo sport che ci contraddistingue da ogni altro genere di attività sportiva”. “E’ stata una bella festa dello sport – ha concluso Lambiase – ed è sicuramente questo uno dei modi migliori per concludere una prima grande annata targata Arechi Rugby, e per ricordare un nostro grande amico, Ugo Petrone”. 

“Vedere tanti bambini che giocano a rugby è sempre favoloso – ha affermato il direttore tecnico dell’Arechi Rugby, Luciano Indennimeo – e sicuramente non possiamo fare a meno di coinvolgere i bambini sin dalla tenera età per poterli educare al nostro sport nel migliore dei modi”. “Siamo riusciti a coinvolgere con lo stesso entusiasmo genitori, bambini e docenti degli istituti che ci hanno permesso di sviluppare questo progetto – ha proseguito Indennimeo – e siamo piuttosto fieri di tutto il lavoro svolto fino ad oggi, tenendo conto della giovanissima età della nostra società e di quanto possiamo e dobbiamo migliorare ancora per raggiungere un livello adeguato alla città di cui fieramente facciamo parte”.

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