AGROPOLI (SA). Ospedale di Agropoli: strumentalizzazioni non gradite

ospedale-civile-agropoli-vivimediaTorna in auge la vicenda sanitaria che gira intorno all’Ospedale di Agropoli; i risvolti “gossippari” stavolta ben poco hanno a che fare con la pubblica salute ma intendono demonizzare in maniera demagogica comportamenti e posizioni da me prese nell’esercizio del mandato.

E’ opportuno, quindi, far chiarezza rispetto alle mie posizioni che a tutto si prestano tranne che alla strumentalizzazione di pseudo personaggi che sui social network pretendono di giudicare l’operato svolto nella più assoluta presa di coscienza verso la tutela dei cittadini e della loro salute.

Ed è proprio verso questa tutela a cui mi sono rivolta nella seduta di giugno quando la protesta cittadina era all’apice per l’imminente chiusura del presidio ospedaliero. Tutelare la salute è un obbligo degli amministratori e dei politici senza per questo dover alzare la bandiera del partito ad assumerne la paternità.

Ripercorriamo, brevemente, la storia dell’Ospedale di Agropoli:

  • nel 2004 l’allora Presidente di Regione Antonio Bassolino e il suo vice Antonio Valiante, entrambe in corsa per la successiva rielezione, si fanno vanto di inaugurare in pompa magna l’Ospedale Civile di Agropoli. Ma l’ospedale fu inaugurato e non organizzato, e fin da subito la vita dell’ospedale ha attraversato fasi alterne di crisi.
  • Già nel 2006 e nel 2007 i cittadini furono costretti a protestare riuscendo a convincere la Regione Campania a non declassare il presidio sanitario.
  • Nel 2008 la legge regionale N. 16/2008, firmata dello stesso Bassolino, sancisce l’uscita definitiva del presidio dalla rete dell’emergenza.
  • Azione confermata poi dal Decreto Commissariale n. 49 del 2010 a firma del nuovo Presidente Stefano Caldoro che conferma la linea in accordo con suo predecessore.

Riconversione in Polo Oncologico, prima, accorpamento all’ospedale della “Valle del Sele”, poi, restano solo proclami propagandistici.

Stiamo parlando di salute pubblica o di campagna elettorale della durata di 10 anni???

Se il presidio ospedaliero è oggi un luogo usato per distribuire favori politici, ciò ne ha determinato la distruzione che produce pessimi risultati di bilancio e scadenti risultati sanitari, non è per colpa di chi cerca di intervenire per portare un minimo di trasparenza a garanzia della legalità, ma di chi, in tutto questo tempo, ha permesso che ciò accadesse.

Io sono del parere che l’Ospedale deve restare aperto per le attività di primo soccorso ambulatoriale territoriale svolte in maniera serie e senza alcuno spreco, non più un mini ospedale pubblico, attualmente con 52 posti di degenza, che sembra un resort, dove lavorano 36 medici e 82 infermieri, e che vanta il record assoluto per il costo medio di ogni posto letto all’anno.

Chi ha permesso questo deve dimettersi. La mia presenza ai tavoli di discussione dovrebbe essere vista non come un affiancamento alla “vecchia” politica nella spartizione del potere in ambito sanitario, ma una cittadina che ha tutta l’intenzione di voler scardinare il “sistema” e riportarlo solo ed esclusivamente a vantaggio della collettività.

Spero che per il futuro chiunque voglia aiutarmi in questo complicatissimo impegno muova nei miei confronti critiche (sempre favorevolmente accolte) volte al miglioramento dell’azione e non solo per strumentalizzare vicende, già complicate dalla politica, che hanno solo bisogno di coscienza verso la pubblica salute. (Silvia Giordano portavoce M5S)

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