CAVA DE’ TIRRENI (SA). La “Coreia” cerca casa: una scuola di danza per Lolita D’Arienzo

lolita-darienzo-danza-classica-2-vivimediaAncora una volta Apollonia D’Arienzo fa parlare di sé. Per chi non sapesse chi è diciamo subito che è stata una ballerina di danza classica e una maestra di danza, titolare della scuola di danza “Coreia” di Cava de’ Tirreni.
Nel fior fiore degli anni Lolita (così preferisce essere chiamata) fu colpita dalla SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), malattia chiamata anche morbo di Lou Gehrig (dal nome del giocatore statunitense di baseball, il cui caso nel 1939 sollevò l’attenzione pubblica intorno a tale patologia).
Malattia di Charcot o malattia dei motoneuroni, malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso, che colpisce selettivamente i cosiddetti neuroni di moto (motoneuroni), sia centrali – 1º motoneurone a livello della corteccia cerebrale, sia periferici – 2º motoneurone, a livello del tronco encefalico e del midollo spinale.
Da circa 15 anni Lola vive immobile a letto, ma le sue facoltà intellettive, la sua capacità di creare, comunicare, dialogare e persino incazzarsi non sono mai venute meno. Dopo un periodo di isolamento quasi totale, qualche anno fa decise di aprirsi all’esterno, ricevere le sue ex allieve, amici  e giornalisti.
Da allora la sua casa è diventato punto di incontro di volontari, personaggi del mondo della cultura, dell’arte e soprattutto della danza. Lola ha pubblicato tre libri: “Parole tra le ciglia” “Oltre la tenda” e Il nuovo mondo di Lola” e si appresta a pubblicare un romanzo breve. Con l’aiuto della Compagnia I Cavoti, di ballerini e coreografi suoi amici ed ex colleghi, ha messo in scena due spettacoli.
lolita-darienzo-danza-classica-vivimediaDopo più di dodici anni uscì di casa per recarsi in visita dal fratello che vive a Monte San Giacomo e poi a Vietri sua città natale. Come può una persona completamente immobile fare tutto questo ed altro? Lola ha potuto e può grazie al suo coraggio, alla tenacia, alla caparbietà e all’amore per la vita.
Con l’aiuto della sorella Maria Rosaria che le ha dedicato tutta la sua vita, la fedele cugina Emma e le sue assistenti, ha elaborato un metodo di comunicazione efficacissimo col quale, anche se lentamente parla, si arrabbia, detta, conversa. Chi crede che avvicinando Lola trovi una persona malata e stanca si sbaglia, trova una bellissima donna elegantemente abbigliata, truccata in perfetto ordine ad ogni ora della giornata, trova una donna sorridente che trasmette emozioni indescrivibili e suscita ammirazione e gioia.
Chi crede di recarsi a portare conforto trova conforto, trova speranza e trova amore. Più volte premiata e intervistata Lola ha creato una tale rete di interrelazioni che qualche anno fa fu deciso di fondare l’Associazione “Amici di Lola”.
Ma non è ancora finita la progettualità di questa donna: oggi Lola D’Arienzo rivuole la sua scuola di danza.
Sì signori, Lola vuole riaprire la sua Coreia. Per questo ambizioso e impossibile sogno si è rivolta innanzitutto al Sindaco Prof. Marco Galdi chiedendo un ambiente idoneo alla bisogna. Fino ad oggi non è arrivata alcuna notizia.
Già da tempo Lola aveva proposto alle varie Amministrazioni Comunali di istituire un premio danza esclusivamente cavese, ebbene questa libellula aspetta ancora. Di lei si stanno interessando i primi ballerini del corpo di ballo del Teatro San Carlo (scusate se è poco) pronti a rendersi disponibili a supportare con ogni mezzo la loro collega. A lei viene dedicato la manifestazione di Capri (http://caprinews.it/leggi1.asp?cod=4222).
Tutto il progetto Coreia è già pronto, Lola non ha perso tempo ad elaborarlo e a scegliere anche le insegnanti che dovrebbero aiutarla e gli ospiti che sicuramente saranno presenti per stage e saggi. Come potrà insegnare una ballerina che non può volare?
Lola può e lo farà assistendo alle lezioni e usando la sua grinta, la sillabazione, il sorriso per quando tutto va bene e …. il cipiglio .. .per quando va male. Dunque da queste pagine si fa appello all’Amministrazione, che ne acquisterebbe grande merito, e a chiunque altro abbia uno spazio, a dare a questa meravigliosa donna l’opportunità di realizzare anche questo suo sogno impossibile. 

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