In cammino verso la BEATITUDINE. Ultimo lavoro in versi di Arnoldo Mosca Mondadori

copertina-libro-arnoldo-mosca-mondadori-vivimediaDall’ultimo lavoro in versi di Arnoldo Mosca Mondadori.

In cammino verso la BEATITUDINE:

SANGUE: “Pensiero più caro per te è l’uomo, l’uomo perduto/ che non sa che il sangue è l’unico patrimonio di Dio”; è sangue che unisce ”qualcosa sanguina in me, qualcosa che ti conosce”.  La fine principia: “inizia una seconda guerra, fatta di silenzio e di/sangue d’amore, riducendo i nostri corpi a nulla”. Si diventa parte indissolubile del Tutto, creatori noi attraverso il suo sangue: ” E nelle nostre vene tu comandi all’universo di risorgere”. E cos’è questo nostro morire se non “il disfarsi di ogni nostra intelligenza e / presunzione, di ogni legame e vanità”? E come nell’ ultimo umano respiro “ti accorgesti che tutta la creazione era nelle tue membra”  (vedesi poesia scelta) già “ Il tuo corpo nel sonno tremava di beatitudine” per noi tutti.  E la tua voce fu nell’anima “ …un tuono, una sorgente/ improvvisa che fa risorgere la carne”, e “sora nostra morte corporale” muta: “ E’ nella tua carne dove la morte diventa fuoco”.

FUOCO: E’ lì “Sull’eterno fuoco il Cristo brucia eternamente./ Tutto il suo viso è un incendio d’amore”.  E l’uomo alfine “Allora capirà se ha vissuto: se la luce inizierà a sorgere come fiamma /allora avremo amato”. Ed solo allora e finalmente si potrà alzare il nostro sguardo: “L’eternità è questo guardarti un istante”.

Tua madre fu la tua prima resurrezione
quando ti prese tra le braccia
sotto la croce
e ti baciò dolcemente.
Nessuno vide
che tu apristi gli occhi
per guardarla.
E in questa prima resurrezione
tu sentisti tutte le musiche dell’universo,
le musiche dei fiumi,
le musiche di ogni uomo.
E con il corpo disfatto
senza nessun potere di alzarsi
ti accorgesti che tutta la creazione
era nelle tue membra.

Arnoldo Mosca Mondadori

Da “ La lenta agonia della Beatitudine”,  Morcellania, Brescia 2013

Arnoldo Mosca Mondadori, nipote del fondatore della Mondadori di cui porta il nome assieme a quello del padre, l’indimenticato scrittore e giornalista Paolo, è scrittore e poeta. Laureato in filosofia vive con moglie e tre figli a Milano. Le sue liriche pur inserendosi nel grande filone della poesia religiosa che attraversa tutto il Novecento (da Betocchi,  Rebora, Turoldo,….) godono di una cifra personale ed originalissima. Cosa rara e forse unica, nel proliferare oggi, più che mai, di scontati versi di maniera.

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