POSITANO (SA). Domenica 11 agosto presentazione del libro ”Vieni qui, il paese è una fiaba …”. Pittori di Positano nel ‘900

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L’11 agosto 2013, nello spazio all’aperto del Teatro-giardino a Positano, alle ore 21, si presenterà il libro ”Vieni qui, il paese è una fiaba …” Pittori di Positano nel ‘900, di circa 350 pagine con un apparato iconografico di 432 immagini.

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco del Comune di Positano, Michele De Lucia,  e dell’Assessore ai Beni Culturali, Matteo Bottone, interverranno: Licia Borrelli Vlad, già ispettore centrale per l’archeologia presso il MIBAC, e Loredana Conti, Soprintendente ai Beni Librari della Regione Campania, che tenne già a battesimo il primo libro sulla pittura di Positano nel ‘900 il 17 dicembre 2011. L’evento sarà presentato da Matilde Romito, autrice del libro e dirigente della Provincia di Salerno, che accompagnerà l’intervento con alcune immagini dei quadri contenuti nella pubblicazione.

Il volume, nato come prosieguo del primo volume, si è ampliato in uno studio teso a inquadrare la storia artistica di Positano nel corso del Novecento, sottolineando quanto vasta sia la diffusione dell’immagine del famoso “paese verticale” nel mondo fin dall’inizio del Novecento.

L’affinarsi dello studio stesso ha permesso sempre più di verificare, attraverso motori di ricerca italiani e stranieri, l’enorme diffusione di quadri rappresentanti l’immagine di Positano in tutti i continenti. Una diffusione che non tanto e non solo risponde alla notorietà della località al livello mondiale, ma che rispecchia spesso le zone di provenienza degli stessi artisti che l’hanno ripresa nel corso del secolo.

L’arco cronologico, rispetto al primo volume, non è variato perché la nuova documentazione afferisce comunque ancora a tutto il Novecento, partendo anzi dagli anni Quaranta dell’Ottocento e includendo un acquerello sulle isolette Li Galli, del 20 agosto 1866, conservato a Copenaghen, Hirschsprungske Samling. Sono stati analizzati una quindicina di artisti già esaminati per i quali si è verificato un così significativo incremento di documentazione da non poterli escludere: dallo straordinario Ritratto con fichi d’India  di Anita Rée, una delle interpreti più alte della pittura di Positano nel Novecento, ai tanti acquerelli di Oskar Gawell, esplicitato prima con una sola immagine, per citare soltanto due esempi.

Di grande rilievo, storico e documentario, è stato il recupero, attraverso pubblicazioni d’epoca, di altri quadri -ovviamente in bianco e nero- di autori operanti nei primi decenni del ’900, dalle riviste italiane “Emporium” e “Valori Plastici”, alle riviste tedesche “Jugend”, “Die Kunst”, “Der Queschnitt” e altre. Di forte sostanza anche il diario illustrato che narra il soggiorno primaverile di Julo Fehr dal 24 febbraio al 10 aprile del 1924, inclusa la disastrosa alluvione del 26 marzo cui egli assistette in diretta.

Interessanti contributi sono venuti ancora dall’esame completo dell’Archivio Storico del Comune di Positano che ha prodotto dati importanti per alcuni personaggi, come Vaclav Vytlacil, che creò una Scuola di pittura informale a Positano agli inizi degli anni Trenta, dove si insegnavano le tecniche pittoriche pompeiane, riconosciuta nell’attuale Albergo Miramare.

Ed è proprio negli anni Venti – inizio dei Trenta che Positano esplode nell’immaginario artistico europeo, il periodo certo più ricco e fervido che vide i quadri con immagini di Positano primeggiare a tal punto nelle aste tedesche, e non solo, che già negli anni Trenta alcuni bandi di mostre pittoriche all’estero cominciarono a escludere i quadri di Positano.

Dunque, si ridimensiona fortemente l’idea che Positano sia stata conosciuta soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, essendo stata “rest camp”, con un passa-parola che diffondeva la bellezza del luogo e l’amabilità degli abitanti; ciò senza nulla togliere all’importanza dei movimenti artistici e del fervore che caratterizzò quegli anni, molto più vicini a noi, più ricordati e pertanto molto esaltati. Si tratta di due periodi assolutamente diversi, con il denominatore comune della bellezza del paesaggio positanese: negli anni Venti Positano era appena uscita dallo stato di “Comune chiuso per comprovata miseria” e per le sue caratteristiche estetiche e il modo di vivere riusciva a rispondere a tutti quei movimenti artistici che circolavano fin dall’inizio del XX secolo, dal Cubismo, che trovava riscontro nell’eccezionale aggregato urbano, all’Orientalismo, che si rispecchiava nelle case e torri “saracene”, al Primitivismo, che aveva rispondenza in un paese dal modo di vivere “antico”, all’Espressionismo, nella forza dei colori che la natura ha regalato a questo lembo di costa. Situazione di eccellenza che ha prodotto quadri di assoluta bellezza. Negli anni Cinquanta l’atmosfera era pervasa dalla presenza di scrittori, registi, commediografi, attori, tutti alla “scoperta” di questo posto incredibile, con la voglia di creare propria del dopoguerra: ma gli americani e i nordeuropei erano già stati a Positano a cavallo fra Ottocento e Novecento e una nuova ondata di svedesi, norvegesi, danesi si verifica già dagli anni Quaranta.

Il tutto è accompagnato anche da una rassegna di brani letterari e poetici che il Comune concretizzerà in una esposizione permanente e in progress. 

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