CAVA DE’ TIRRENI (SA). Giulio Parisio e Cava de’ Tirreni

parisio-(2)-cava-de'-tirreni-paesaggio-foto-antica-vivimediaMercoledì 4 settembre, presso il Salone Bottiglieri di Palazzo Sant’Agostino, si è tenuta una conferenza stampa di presentazione della mostra “Giulio Parisio e il tennis. Passioni di un artista”. La rassegna fotografica, che resterà aperta fino al 21 settembre, sarà inaugurata sabato 7 alle ore 19 al Social Tennis Club di Cava de’ Tirreni. All’incontro con i giornalisti hanno preso parte, tra gli altri, Matteo Bottone, assessore provinciale al Patrimonio, Cultura e Ceni culturali, Teresa Sorrentino, assessore alla Cultura del Comune di Cava de’ Tirreni, Francesco Accarino, presidente ASD Social Tennis Club di Cava de’ Tirreni, Barbara Cussino, dirigente provinciale del settore Musei e Biblioteche, Valtere Ciani, vicepresidente nazionale del Casc-Banca d’Italia, Gerardo D’Agostino Grafica Metelliana s.p.a. – Areablu edizioni, Nunzio Siani Areablu edizioni, Ilva Pizzorno, commissario Ente Provinciale per il Turismo di Salerno, Filippo Diasco, commissario straordinario A.A.S.T. Cava de’ Tirreni, Anna Dell’Isola, presidente dell’Associazione “Sentieri e Cultura”.

Ma chi era Giulio Parisio?

Giulio Parisio nasce a Napoli il 14 marzo 1891. Muove le sue prime esperienze lavorative nel campo del giornalismo fotografico di attualità fino al 1915, quando è arruolato nell’aeronautica per effettuare servizi di rilevamento fotografico aereo. Nel 1918 è chiamato a far parte della spedizione in Dalmazia con l’incarico di rilevare fotograficamente tutte le “vestigia di italianità” esistenti sulla costa.
I lavori eseguiti in quella spedizione sono parzialmente diffusi dalla stampa e poi raccolti in più mostre: la prima inaugurata a Zara il 30 agosto 1919, in seguito a Napoli, esposta al Circolo Artistico nella Villa Comunale (1920). Più tardi, ancora, a Roma e Milano. Alla metà degli anni venti apre il suo studio fotografico a Napoli, in Piazza del Plebiscito, in quella che oggi è la sede dell’Associazione Archivio Fotografico Parisio.
parisio-(1)-cava-de'-tirreni-paesaggio-foto-antica-vivimediaL’esperienza fotografica di Giulio Parisio, ampia e attiva, spazia dalla fotografia di paesaggio alla sperimentazione futurista, dalla ricerca antropologica e di costume alla foto di industria, dal ritratto d’arte alla pubblicità. Il ritratto d’arte, svolto durante tutto l’arco della sua attività, ha certamente rappresentato la produzione più apprezzata dalla borghesia napoletana; ma il campo in cui Parisio maggiormente esprime la sua qualità di fotografo-artista, è quello della ricerca per una creazione della fotografia d’avanguardia, dando vita agli ‘ardimenti fotografici’, firmati con lo pseudonimo Paris.
Partecipa a molti concorsi e mostre fotografiche nazionali e i internazionali, da Roma a Chicago ottenendo sempre i più alti riconoscimenti: si ricorda la partecipazione all’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative (Parigi, 1925), al Grande Concorso Fotografico (Roma, 1927), alla Prima Esposizione Maestri d’arte fotografi (Torino 1928), alla Mostra Fotografica Internazionale (Fiera di Milano 1932) alla Biennale Internazionale d’Arte Fotografica (Roma 1933) e all’Esposizione Internazionale di  Artista eclettico, realizza anche numerosi allestimenti per importanti aziende meridionali in occasione delle più significative fiere campionarie italiane (tra le altre per la ditta Bosurgi di Messina, 1934). Nel 1938 progetta l’arredo urbano del percorso di Hitler in occasione della sua visita a Napoli. A partire dagli anni Cinquanta la produzione fotografica di Parisio si trasforma radicalmente: la foto industriale diviene il settore ove maggiormente egli si applica, mantenendo sempre viva la sua alta professionalità. Molto interessanti sono le immagini realizzate per l’Italsider di Bagnoli e per l’Olivetti di Pozzuoli. Muore il 17 febbraio 1967.

(fonte: biografia di Giuliana Leucci curatrice, con Stefano Fittipaldi, dell’Archivio Parisio)

Negli anni ’60 (?) l’artista su invito della Azienda di Soggiorno e più esattamente del Prof Virtuoso, venne a Cava dove produsse alcuni dei suoi più interessanti album. Cava antica, Cava come era è documentata in molte decine di fotografie rigorosamente in bianco e nero. Paesaggi, interni, ritratti di rara bellezza, la nostra città vista con la sensibilità del grande professionista. Il recupero che oggi compie il Social Tennis club è un avvenimento da non perdere. Incontrare il Parisio significherà un tuffo in uno spaccato d’epoca che solo la fotografia poteva raccontarci in maniera così reale e densa di sentimenti ed emozioni. Grazie al Presidente del Tennis amico Francesco Accarino che ha voluto questa mostra e grazie a quanti hanno collaborato alla sua realizzazione.

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