CAVA DE’ TIRRENI (SA). Normodotati e persone con disabilità. Un “decalogo” di comportamento dall’Osservatorio

abili-con-diversamente-abili-diverse-abilità-in-festa-cava-de'-tirreni-2013-vivimediaIn occasione della manifestazione Diverse abilità in festa, organizzata dall’Osservatorio cittadino sull’handicap, è stato creato, letto e distribuito un utile e stimolante “decalogo di comportamento”, con dieci consigli su come comportarsi per conservare il rispetto umano e favorire l’integrazione. Una sintesi assolutamente originale, non legata a nessuna particolare patologia, ma proprio per questo valida per affrontare tutte le situazioni, o quasi, e magari riflettere su particolari errori in “pensieri, parole, opere ed omissioni”, su cui finora, anche in buona fede, non si è soffermata particolarmente l’attenzione. 

Abili con i diversamente abili. Dieci consigli di comportamento 

1)    La diversa abilità non è un marchio, né una malattia: comportati con il diversamente abile come con tutte le altre persone, perché è prima di tutto una persona. 

2)    Il diversamente abile ha bisogno di essere capito, non compatito: trasmettergli la sensazione di compatimento crea frustrazione e incomunicabilità. Ed una reciproca perdita di dignità. 

3)    Nel primo contatto con un diversamente abile, e poi anche nelle successive forme di comunicazione, non cambiare toni di voce o espressioni del volto rispetto a quelli abituali: lo faresti sentire più diverso di quello che è. E creeresti un muro anziché un ponte. 

4)    Se nella conversazione con un diversamente abile non capisci una parola o una domanda, non avere problemi a chiedere di ripetere. E non fare finta di aver capito, per non umiliarlo. Lo umilieresti di più rinunciando alla comunicazione. 

5)    Se incontri un diversamente abile con accompagnatore, cerca di interloquire il meglio possibile con tutti e due. L’accompagnatore non è un sostituto né un interprete, ma semplicemente un’altra persona. 

6)    La diversa abilità non è una vergogna da nascondere né una colpa da correggere, ma una condizione. Non avere paura a parlarne con l’interessato, ma fallo con naturalezza e senza timore né ammiccamenti.  

7)    La diversa abilità non è un costante grido di aiuto. Come ognuno di noi, il diversamente abile  ha il bisogno di ricevere e la capacità di dare: perciò, non chiederti solo cosa tu possa fare per lui, ma anche cosa lui possa fare per te. 

8)    Non pensare al diversamente abile come ad una persona dalle emozioni e dai sentimenti diversi. Ricordati che non potersi muovere bene, o parlare bene, o vedere bene non significa non poter amare e sentire. E comportati di conseguenza. 

9)    Il diversamente abile non chiede di essere trattato con più attenzione e gentilezza per la sua condizione. Non avere problemi a comunicargli le tue critiche e perfino la tua rabbia: è anche questo un ponte verso l’uguaglianza della dignità. 

10) Diversamente abili si nasce o si diventa, e le probabilità aumentano con l’avanzare dell’età. Quindi comportati con un diversamente abile così come vorresti che ci si comportasse con te.

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