VIETRI SUL MARE (SA). Petizione per i lavori a Marina. Sciortino: ”A tutti è stato tolto qualcosa.”

marina-di-vietri-vivimediaLe polemiche sui lavori e Marina di Vietri, ormai hanno assunto una connotazione prettamente politica e in questo acceso confronto tra movimenti, Amministrazioni e semplici cittadini, si inserisce Carlo Sciortino, Consigliere di minoranza, da sempre critico sul come poteva essere marina e non lo è, e forse mai lo sarà.

“I lavori del PUE Marina, così come sono stati eseguiti, senza tener conto della salvaguardia ambientale e socio-culturale, - attacca Sciortino - hanno livellato in basso il valore paesaggistico e turistico-economico di Vietri sul mare, “rubandogli” qualcosa di prezioso e non replicabile. Ogni proprietà, ogni immobile, ogni impresa, ogni bottega, ogni uomo, donna, bambino è oggi più povero di quanto fosse prima dell’attuazione dello scempio!!! 
Non è un problema solo mio, non è un problema dei Marinesi o dei Vietresi. Hanno sottratto qualcosa a tutti insomma, ed è per questo che abbiamo indetto una petizione pubblica per adesso solo online. Essa è un’idea nata dopo decine di discussioni serie e documentate, tenute in ogni luogo e sul gruppo “Contro Corrente”, Facebook, attraverso il quale con tanti  cittadini non solo residenti, ci scambiamo da anni notizie, opinioni e commenti su quella che è la situazione del nostro territorio, senza disdegnare denunce su temi di vitale importanza quale appunto il PUE Marina.
In questi anni in virtù dell’importanza strategica per lo sviluppo di un paese a vocazione turistica, si è parlato tanto del progetto, ma soprattutto delle  “sfumature” man mano “trapelate” fuori dal palazzo, quali progetti che venivano assegnati a vincitori ex-aequo di un concorso di idee unitario, ai quali veniva dato anche l’incarico per le strutture private; di progetti di stabilimenti balneari talmente innovativi da non prevedere la discesa sulla spiaggia ad abili e diversamente abili; di piani e varianti approvati, adottati ed appaltati con disegni e date altalenanti; di strutture scomparse in un grafico e ricomparse in quello successivo; di parti di progetto stralciate ed altre cancellate; di varianti delle quali si è perso il conto; di pareri chiesti e disattesi per “dimenticanze” e di prescrizioni ignorate volontariamente; di “chicane” disegnate sul posto al fine di superare dislivelli troppo ampi e anche di impianti fognari o di raccolta acque reflue non convogliati nelle nuove sedi. Che dire?  A questo punto, alla luce di un risultato tutt’altro che soddisfacente, è chiaro si sia sentito il bisogno, tutti insieme, di trovare il modo per arrivare ad avere risposte concrete su come siano andate in realtà le cose. Quello di chiedere un parere da parte di un organo super partes, che certifichi la conformità di quanto fatto – conclude Carlo Sciortino – e zittisca una volta per tutte tanto “vociare inutile”, ci è sembrato il modo migliore affinché tutti si possano dire soddisfatti e contenti, se non del prodotto finale, almeno della tutela ricevuta da chi è deputato alla gestione e al controllo.        

Quello che a mio avviso ha del paradossale è piuttosto l’episodio che vede una ditta che ha appena chiesto 1.600.000,00 euro di danni ai cittadini vietresi, per un lavoro che doveva durare 567 giorni e dopo 5 anni è tutt’altro che volto al termine, un lavoro che seppur svolto a regola d’arte, è oggettivamente privo di stile, gusto e funzionalità.“

Condividi

Commenti non possibili