CAVA DE’ TIRRENI (SA). Andrea Arena, una voce dall’anima. È la cantante che ha chiuso il Premio Licurti

Andrea-Arena-Liliana-De-Curtis-serata-finale-cava-de'-tirreni-ottobre-2013-vivimediaNel corso della Serata finale del Premio Licurti di Cava de’ Tirreni, dedicata a Totò ed sua figlia, la Principessa Liliana De Curtis, siamo rimasti colpiti dalla suggestiva bravura di Andrea Arena, la cantante che si è esibita per ultima, proprio accanto alla signora Liliana (vedi foto), che era ancora sul palco, dopo aver ricevuto copia del famoso quadro del presunto antenato Camillo De Curtis presente nel Palazzo di Città.

Siamo andati allora alla ricerca di informazioni sulla sua carriera.  

Andrea Arena è un’ artista di multiforme slancio creativo.

Da bravo animale di scena, è cresciuta coltivando il linguaggio della parola ed anche del corpo. I suoi maestri, il top del teatro salernitano: i veterani Sandro Nisivoccia e Regina Senatore (che a loro tempo hanno avuto esperienze nazionali, ad esempio con Eduardo De Filippo e Vittorio Gassman), i big di oggi Antonella Parisi, stella di Scenidea e Pasquale De Cristoforo, acuto profeta del “teatro nuovo”. E non è stata solo allieva, ma anche protagonista, lavorando con il regista Beppe Arena ed esibendosi alla Galleria Toledo a Napoli ne “I re di Cortazar”.

La sua passione è rimasta però soprattutto la musica. Ed a suo tempo è partita alla grande, dato che nel 1995 è arrivata in finale a Castrocaro Terme ed ha aperto il concerto di Mia Martini a Salerno. E poi ha lavorato con autori abituati alla serie A, tra cui Lorenzo Maffucci, pianista, produttore musicale ed arrangiatore di Michele Zarrillo e Laura Pausini.

Recentemente a Cava, oltre che alla serata Totò, Andrea Arena ha avuto modo di farsi apprezzare presentando la prima edizione del Festival Metelliano e partecipando al Tirreno Festival.

Insomma, alternanza tra cinema e teatro e tanta, tanta passione. Ma anche una qualità che salta agli occhi.

Nell’esibizione al premio Licurti ha mostrato un’interessante personalità, riuscendo a trasmettere la sonorità e l’anima sentimentale di classici napoletani senza cedere alle svenevolezze e sviolinature che tante volte ne riducono l’impatto profondo. Questo grazie ad una voce solidamente impiantata, ricca di scintille emozionali, a loro volta accese anche dalla presenza fisica, in cui la flessuosa armonia tra volto e onde del corpo, nata evidentemente da un’interiorità fantasiosamente a colori, crea con lo spettatore un’atmosfera di giusta empatia.

Insomma, ha gli strumenti adeguati per un cammino che corrisponda alla musica dei suoi sogni. Del resto, il suo nome significa “forza” ed il cognome evoca il terreno di lotta, dove combattere per i propri sogni. Ergo…

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