CAVA DE’ TIRRENI (SA). Diversi per fede e pensiero, uniti nel Valore Pace Stimolante. Incontro confronto a Sant’Alfonso di credenti di varie religioni ed anche di non credenti

Quando avviene un confronto di idee tra persone o gruppi di persone che hanno una visione diversa tra di loro su qualsiasi argomento, che sia ideologico, politico o religioso, avviene un accrescimento di conoscenze da parte di tutti. Questo è successo il 20 settembre nel salone della Parrocchia di Sant’Alfonso di Cava de’ Tirreni, dove si è tenuto un interessante incontro organizzato dal Punto Pace Pax Christi di Cava coordinato da Antonio Armenante, già consigliere comunale con la delega alla Pace e pacifista con varie missioni internazionali alle spalle.

L’incontro, condotto come sempre egregiamente da Franco Bruno Vitolo, aveva un titolo wertmulleriano: “Sulla scia del grido di pace di Papa Francesco, volti appartenenti ai diversi cammini di fede e ricerca laica si incontrano per conoscersi, ascoltarsi, condividere e spalancare la finestra di un futuro di pace, pensando globalmente e agendo localmente, progettando insieme, osando insieme:

La pace non violenta: l’inizio di una nuova storia”.

Hanno partecipato, oltre al Vescovo della nostra diocesi di Amalfi Cava, esponenti di varie religioni ed anche laici non credenti.

La seduta è iniziata con il saluto del Vescovo Mons. Orazio Soricelli, il quale ha detto che non possiamo più vivere nel nostro egoismo, ma dobbiamo aprirci al mondo per vivere un orizzonte più vasto per una prospettiva di pace. Ha detto tra l’altro che l’incontro tra diversità è una possibilità di accrescimento della persona umana e che la pace nonostante tutto è possibile, soprattutto se prevale la volontà di formare una sola famiglia con l’umanità

Padre Nicolas, in rappresentanza dei cristiani ortodossi rumeni presenti nella nostra città, ha portato il saluto del vescovo Silvano ed ha detto che i cristiani ortodossi si uniscono idealmente a tutti coloro che pregano per la Pace.

Abdu, musulmano, ha integrato quest’affermazione sottolineando che per ottenere la pace la condizione essenziale è il rispetto tra tutti gli uomini.

Luigi, buddista dal 2001, ha rivelato che ogni giorno recita un mantra finalizzato alla coscienza profonda dell’appartenenza all’umana ed al tutto in cui siamo immersi. Ogni uomo, secondo il buddismo, ha in sé i germi dell’illuminazione. Uno dei primi passi per “vederla” è disarmarci, a cominciare dal vissuto personale e dai rapporti familiari. E per disarmarsi, ha sottolineato Elisa, anche lei buddista, occorre innanzitutto liberarsi dai pregiudizi, che sono pur sempre un muro contro la conoscenza.

Franco, induista, richiamandosi alla filosofia orientale di abbraccio globale, ha fatto poi riferimento alla richiesta di Papa Francesco di dialogare con gli altri, senza distinzione.

Lorena, rebirther trainer olistica, ha raccontato la sua giovanile esperienza in India, grazie alla quale è riuscita a viaggiare dentro se stessa ed a ritrovare poi il Padre Celeste in ogni persona incontrata.

Franco Bruno ha sottolineato e dimostrato con citazioni storiche e culturali come sia possibile, sul piano dei valori, una convergenza operativa ed una sintonia emozionale tra chi come lui non è mosso da proiezioni ultraterrene e chi in varie forme trova la sua energia nella fede specifica in un’entità divina.

Antonio, coordinatore di Pax Christi, ha puntualizzato che grazie a Papa Francesco ed alla sua veglia di preghiera per la Pace sono stati scongiurati i bombardamenti sulla Siria e, come quasi sempre nei suoi interventi, ha rimarcato la necessità di opporsi all’acquisto da parte del governo italiano dei cacciabombardieri F 35: una spesa di morte che dovrebbe essere sostituita da una spesa sociale, per la vita. Antonio ha anche proposto di costituire un’agorà stabile, con la presenza congiunta di persone che hanno un diverso cammino.

La bella e costruttiva serata è poi terminata con una preghiera tutta fatta di silenzio, in cui i partecipanti, tenendosi per mano,  hanno meditato sulla Pace ognuno secondo la sua visione del mondo e nello stesso tempo, tenendosi per mano, hanno creato un profondo e fecondo afflato di reciproca unità.

Facciamo nostra la proposta di Antonio, anzi aggiungiamo che sarebbe auspicabile che questa esperienza si ripetesse, magari allargandola anche ai protestanti, agli evangelisti ed ai testimoni di Geova. Secondo noi, sarebbe poi auspicabile un convegno in cui, secondo i singoli cammini, ci si possa confrontare su quello che la divinità (per chi crede) o chi per essa richiede agli uomini e su quello che gli uomini chiedono alla divinità, o a chi per essa.
(Guglielmo Cirillo)

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