CAVA DE’ TIRRENI (SA). Il viale dell’autostrada dedicato a Riccardo Romano. Il 19 ottobre un convegno in Comune e poi lo scoprimento della lapide

Riccardo-Romano-cava-de'-tirreni-vivimediaAppena trascorsi i canonici dieci anni dalla scomparsa, con una scelta tempestiva ed apprezzabile il Comune di Cava de’ Tirreni ha deciso di dedicare una strada a Riccardo Romano, e precisamente il viale che dall’Epitaffio scende sulla Nazionale e che fino ad oggi rappresentava il tratto terminale di Corso Mazzini.

La cerimonia dello scoprimento della lapide avverrà sabato 19 ottobre, alle ore 11, preceduta da un miniconvegno previsto nella sala del Consiglio Comunale a partire dalle ore 9, con la partecipazione di Achille Mughini e Antonio Armenante, propositori dell’assegnazione, Marco Galdi, Vincenzo De Luca, Gaetano Panza, Carmen Brunetto.

Riccardo Romano (Cava de’ Tirreni 1922-Agropoli 2003) è uno dei personaggi che nell’arco di tutta la seconda metà del secolo scorso hanno segnato maggiormente la vita politica della Città e sono rimasti vivi ed amati nell’immaginario e nel ricordo delle persone, al di là degli schieramenti politici. Ai suoi tempi, per il suo senso del collettivo e la sua profonda ed indiscussa onestà  intellettuale, godé sempre del rispetto anche degli avversari e non furono pochi i cavesi che nelle varie tornate elettorali gli diedero il voto superando le personali convinzioni politiche.

Divenne un protagonista della vita politica in concomitanza con la nuova Italia del dopoguerra.

Iscritto al Partito Comunista, fu in prima fila nel sostenere o organizzare le lotte dei contadini e degli operai per il riconoscimento dei loro diritti.

Diventò subito popolarissimo, perché sapeva stare tra la gente e trascinarla all’impegno ed alla partecipazione, aveva e trasmetteva una fortissima coscienza politica, era l’interprete amato dei sogni di riscatto delle classi lavoratrici, era l’oratore capace di riempire “ad uovo” le piazze, in quei comizi che diventavano ogni volta una memorabile festa popolare.

Alla sua militanza “di piazza” corrisposero anche adeguati riconoscimenti ed incarichi ufficiali: dal 1946 fu progressivamente segretario della Camera del lavoro, poi Consigliere Comunale (1947-1985) protagonista di un’opposizione sempre dura e sempre costruttiva, quindi Senatore della Repubblica (1963-1973), deputato al Parlamento (1981-83), infine delegato del Partito Comunista Italiano per i rapporti con la Germania Est.

Nel 1985 si ritirò dalla vita politica ed andò a vivere fino alla morte ad Agropoli, paese nativo della moglie Maria, insieme con lei, la figlia Ada e la sua famiglia.  

Comunista convinto nel cuore e nella mente, si distaccò parecchio dalla vita del Partito, di cui non approvò le svolte ed i cambi di nome che portarono alla progressiva “decomunistizzazione”. Ma non perse mai del tutto i rapporti con la sua Cava e gli amici della politica. Lo ricordiamo ancora esultante in piazza per l’elezione a Sindaco di Raffaele Fiorillo, che era stato uno dei tanti giovani pupilli maturati accanto a lui (e senza il timore della rivalità tipico di molti leader) nei tempi delle grandi speranze sessantottine.

E negli ultimi anni della sua vita, nonostante il peso grave di una malattia destabilizzante, la sua casa di Agropoli non smise mai di accogliere i tanti compagni ed amici che non lo avevano dimenticato e conservavano un’affettuosa gratitudine per la sua opera

Per tutto questo nella dedica della strada si può riconoscere, con compiaciuta soddisfazione, tutta la comunità cittadina.

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