SALERNO. Lavoro, Esposito: “Vertenza Alcatel, massima attenzione sull’incontro in programma giovedì al Ministero”

alcatel-logo“Si sta verificando una situazione davvero sconcertante  assolutamente non rispettosa della condizione di gravissimo disagio dei lavoratori del sito di Battipaglia dell’Alcatel. Così, l’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Pina Esposito, che ha richiesto ed ottenuto presso l’Assessorato al Lavoro della Regione Campania un ulteriore incontro tra lavoratori e sindacati con l’Assessore Regionale al Lavoro Severino Nappi. “Eppure -continua- si tratta di una vertenza delicata e complessa che anni fa vide il salvataggio di posti di lavoro con l’intervento del Gruppo Vivado/Btptecno e che oggi si ritrova a pagare le conseguenze negative del piano di ristrutturazione avviato dalla multinazionale Alcatel in Italia.
E’ bene ricordare che l’Alcatel 
aveva sottoscritto nel 2010 un accordo con il quale si impegnava a garantire un determinato volume di commesse che avrebbe consentito al polo di Battipaglia di sostenere un ciclo produttivo adeguato al mantenimento dei livelli occupazionali”.  “Inutile dire – sottolinea – che come sempre a pagare è il territorio meridionale, sempre più desertificato e privo di industrie manifatturiere, ed i lavoratori che hanno assicurato in questi anni impegno e grande senso di responsabilità. Ho chiesto all’assessore Nappi, di attivare un tavolo regionale dedicato alla “vertenza-Salerno” che si faccia carico di verificare complessivamente ed organicamente  tutti i percorsi istituzionali e politici necessari per dare risposte concrete ai lavoratori  del nostro territorio”. “Dal Governo centrale – conclude Esposito – non è arrivato un minimo segnale di attenzione  per una vicenda emblematica di quello che sta accadendo nel Mezzogiorno: le industrie preferiscono andare via nel più generale disinteresse di chi ha responsabilità istituzionali di livello nazionale. La riunione di giovedì a Roma a questo punto diventa estremamente importante per iniziare a capire quali strade si prospettano per i lavoratori, ma certamente il metodo fin qui seguito non lascia ben sperare”.

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