BARONISSI (SA). Palazzo Regina Margherita, crolla un’ala dello storico immobile. Nessun danno a persone: area messa in sicurezza. Lo stabile è di proprietà privata

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Un’ala dello storico palazzo della Regina Margherita di Durazzo è crollata poco dopo la mezzanotte.

Nessuna persona coinvolta.

Gli unici danni registrati riguardano tre autovetture, parcheggiate lungo la strada, sommerse dalle pietre dell’antico immobile, che si trova nell’omonima piazza alla frazione Acquamela.

Sono attualmente in corso le operazioni di demolizione delle parti pericolanti del palazzo e di messa in sicurezza dell’area.

Sul posto, vigili del fuoco, polizia municipale, ufficio tecnico comunale, il sindaco Giovanni Moscatiello e l’assessore all’Urbanistica Sabatino Ingino.

Il palazzo, di proprietà privata, era oggetto di un progetto di recupero e riqualificazione, dopo aver vinto il ricorso al Tar contro il Mibac, che aveva posto una serie di vincoli ambientali.

crollo-palazzo-regina-margherita-(3)-baronissi-novembre-2013-vivimediaIl cedimento, stando alle prime risultanze tecniche, sarebbe stato provocato dalle piogge degli ultimi giorni. Il crollo non ha causato alcun danno a persone, mentre sono state danneggiate dai grossi lastroni in pietra dello storico immobile tre auto parcheggiate proprio lungo la stradina che lo costeggia: una Ford Fiesta, una Fiat Bravo ed un’Opel Corsa.

«Abbiamo provveduto a transennare immediatamente l’area – spiega il sindaco – anche se non è di proprietà comunale l’ufficio tecnico ha garantito la messa in sicurezza dello stabile a tutela dei residenti della zona. Ho disposto, anche in vista delle copiose precipitazioni previste nei prossimi giorni, uno screening sul territorio per verifica la presenza di immobili pericolanti o soggetti a possibili cedimenti».

Il palazzo era la dimora della Regina Margherita di Durazzo, (28 luglio 1347 – 6 agosto 1412) madre di Ladislao, re di Napoli e consorte del re angioino Carlo di Durazzo, morta di peste nel 1412 proprio ad Acquamela.

crollo-palazzo-regina-margherita-(1)-baronissi-novembre-2013-vivimediaSuggestiva la rievocazione storica in costumi d’epoca che, ogni anno, sfila per stradine del bordo.

Margherita di Durazzo/La scheda

Margherita di Durazzo (28 luglio 1347 – 6 agosto 1412) fu consorte del re angioino Carlo di Durazzo. Quarta figlia di Carlo duca di Durazzo (1323-1348), e di Maria di Calabria. I nonni materni erano Giovanni di Gravina, duca di Durazzo, e la sua seconda moglie Agnese di Perigord mentre quelli materni erano, Carlo duca di Calabria e Maria di Valois. Nel febbraio 1369 Margherita sposò suo cugino di primo grado dal lato paterno Carlo di Durazzo, figlio di Luigi di Durazzo, altro figlio di Giovanni e della sua seconda moglie Agnese di Perigord; gli sposi avevano rispettivamente 22 e 24 anni. La coppia ebbe tre figli: Maria di Durazzo (1369-1371), Giovanna II d’Angiò (23 giugno 1373-2 febbraio 1435), Ladislao I d’Angiò (11 febbraio 1377- 6 agosto 1414).

Dopo le trame che re Carlo ordì contro la zia materna Giovanna I d’Angiò per deporla dal trono nel 1382 e per succederle alla guida del Regno di Napoli, Margherita divenne la regina consorte anche sul trono del Principato d’Acaia nel 1383. Carlo divenne successivamente il membro più anziano della famiglia degli Angioini e, nel 1385, depose dal trono la regina Maria d’Ungheria, ma fu assassinato a Visegrad il 24 febbraio 1386 da un complotto capeggiato da Elisabetta di Bosnia. Margherita divenne così la principessa madre e non si risposò più dopo la morte del marito, mentre suo figlio Ladislao acquisì il trono di Napoli e Maria d’Ungheria fu rimessa sul trono che aveva perso in precedenza. Negli ultimi anni della sua vita si ritirò prima a Salerno (in ciò che resta del suo palazzo è attualmente ospitato il Museo Provinciale), poi ad Acquamela, piccola frazione di Baronissi, ove morì di peste nel 1412. Religiosissima, negli ultimi anni divenne terziaria francescana, e come tale volle essere sepolta: con il saio bianco. La sua bellissima tomba, opera di A.Baboccio da Piperno e a forma di letto a baldacchino, si trova attualmente nella Cattedrale di Salerno.

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