CAVA DE TIRRENI (SA). Incendio doloso alle case popolari di Santa Maria del Rovo

incendio-case-popolari-santa-maria-del-rovo-(2)-1nov2013-vivimediaSpaventoso l’incendio di ieri mattina che, alle ore 9.30 circa, è divampato nei locali sottostanti le case popolari di nuova costruzione di Santa Maria del Rovo. Per la natura dolosa dell’episodio si è sfiorata la tragedia. La causa accertata è stata individuata in un bombolone di gas, collocato in un locale a pian terreno ma sulla cui verticale, dallo scorso novembre, vivono quattro famiglie, prontamente evacuare per il tempo delle operazioni di spegnimento.
I locali sono quelli per i quali c’era stato una scontro con l’amministrazione Galdi, a causa della mancata concessione agli assegnatari della abitazioni ma, soprattutto, per il fatto che a seguito del ritardo dell’attribuzione, quegli stessi locali chiusi  solo con fasciame di legno, sono stati utilizzati come deposito di materiale vario da parte di gente del posto e da  persone fuori zona, facendoli diventare discariche.
C’era di tutto: mobili vecchi, bustoni di plastica, materiali di risulta edilizia, secchi, pneumatici e anche una bombola di gas, messa fuori pericolo dai vigili del fuoco del distaccamento città. Tre le ore di lavoro per i Vigili del Fuoco per portare a termine le operazioni di spegnimento al fine di evitare il peggio per le persone che ancora dormivano nelle loro case. 

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Sul posto è giunta anche una pattuglia della Polizia Locale con il vice comandante Giuseppe Ferrara e il tenente Angelo D’Acunto, oltre ad una volante della Polizia di Stato del vice questore aggiunto, Marzia Morricone. La sezione scientifica della Polizia ha provveduto ai rilievi del caso, è quasi matematica la sicurezza  che è l’incendio sia stato appiccato in maniera dolosa. Intervenuto anche un automezzo della Protezione Civile, di Cava de’ Tirreni, guidato dal vice coordinatore Felice Sorrentino. Nel corso delle operazioni alcuni abitanti delle case popolari, hanno chiesto un sopralluogo del sindaco Marco Galdi, che era già stato messo al corrente circa lo stato di abbandono dei locali incendiati. Gli stessi abitanti, mesi addietro, si erano resi disponibili a prendersi cura di quei locali e di poterne anche fruire.

Purtroppo per un contenzioso tra il Comune e Ditta appaltatrice, che voleva ricavarne danaro con la vendita, non era stato possibile lasciarli in custodia agli abitanti delle palazzine.
Le indagini sono aperte in tutte le direzioni per poter risalire agli autori dell’incendio.

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