CAVA DE’ TIRRENI (SA). la cavese Giovanna Rispoli vince il Concorso Nazionale “La Piazzetta”. Si è affermata con una silloge di appassionate poesie d’amore e di vita

 

Giovanna Rispoli nel gioioso momento della premiazione al Concorso Nazionale “La Piazzetta”

Giovanna Rispoli nel gioioso momento della premiazione al Concorso Nazionale “La Piazzetta”

Non è stata la prima soddisfazione, ma comunque è il primo battesimo con la vittoria per la nostra giovane Giovanna Rispoli, poetessa emergente e promettente ai suoi primi cimenti con concorsi e pubblicazioni.

È risultata infatti vincitrice assoluta nella Sezione Silloge al Concorso Nazionale La Piazzetta, organizzato dal Centro Artisti Salernitani. Una vittoria netta, determinata dalle dieci poesie de La Pelle nuova, liriche che singolarmente esprimono una gamma variopinta di stati d’animo ad elastico ascendente e discendente, ma che considerate nel loro insieme rappresentano quasi un racconto, il flash back di un recupero emozionale del sé, dopo momenti di smarrimento e di crisi, che avevano emarginato speranze e voglie di versi. Poi sono venuti momenti diversi e l’anima si è ritrasfigurata e rivestita di luci nuove ed antiche.
La silloge inizia proprio con la lirica che dà il nome alla raccolta, che è la presa di coscienza di un raggio di sole che ha aperto le nuvole e le ha squarciate in due, alla faccia delle ore di pugni stretti e stomaco rigido e grazie a denti che finalmente hanno imparato a mordere ogni istante di solitudine per digerirlo e non per avvelenarsi.

Come in uno specchio, la poetessa parte poi in un cammino di lettura interiore. Si scopre culla d’amore, di un amore avido, che stringe l’aria concentrica. Si autoesalta come donna, calice di vita nel nome madre e amante e amica. Si scioglie in un inno di amorose reciproche promesse verso il partner: Sarai il ritmo incessante del tamburo che farà battere il mio cuore che diventerà canzone per il tuo. E gli promette che gli regalerà sorrisi e notti d’amore infinito, custodirà il suo grembo, scrollerà il dolore intrappolato tra i suoi capelli, felice perché il sole del mattino è nato sorridente anche dietro le nuvole, scivolando in un urlo di passionale affettuosità: Sarai la metà di me per sempre.

Ma non dimentica di essere una che ha bisogno addirittura del mare, per accoglie le sue lacrime cadenti, quando la rabbia sua l’invade. E si sente percorsa da un brivido di dolore al pensiero che le sue illusioni giovanili sono state spesso spente da bugie spiegate al vento e falsi sorrisi di progetti nascosti e baci di giuda. Ma poi la risveglia il presente al risveglio del mattino, e accanto al suo dolce amore può unire al bacio del sole il suo bacio a sfiorare le labbra con la brezza. Il dolce si sovrappone al fiele dei momenti di vana ricerca del cuore da sfiorare, mentre i battiti chiusi in gola deglutiscono amaro dolore. Ma per fortuna si può salvare con la sua identità, grazie alle spalle coperte da quel padre e quella madre, che la fecero donna di valori, di umiltà e di semplicità. Proprio grazie a tutto questo vulcanesimo interiore può sentire se stessa in ogni muscolo ed in ogni osso e sussurrare la vita è in me. E della vita può bere la linfa. Quella linfa che serve a rigenerarsi ed a rifare la pelle nuova. Ed il cerchio si chiude. Per riaprirsi all’infinito, ma carico di calori e colori.

Insomma, un mix di sensazioni, ma un’unica dimensione: la poesia che esalta e che consola e che permette di sognare e di gestire anche i grigiori interiori, e non solo, della vita quotidiana. Tutto questo traspare nei versi di Giovanna, che hanno il pregio dell’immediatezza semplice coniugata alla forza pura dell’emozione e del sentimento, espressa con vocaboli chiari e scelti tra i più connotati e connotabili. È uno slancio che lei conserva fin dai tempi in cui era studentessa e lottava con, contro e per i suoi sogni. E già allora si cimentava in scritture poetiche e ricercava tra i personaggi della cultura e dello spettacolo chi più poteva stimolare il suo rovente immaginario. Tra questi, il mondo degli indiani d’America e soprattutto l’amatissimo Jim Morrison, che in una memorabile mattinata lei, appollaiata sul tavolo del Palazzo di Città, spiegò a compagni e docenti in uno dei più suggestivi filoni di lettura, ideati dal Prof. Francesco D’Episcopo all’interno del Premio Badia e che vedevano i ragazzi protagonisti di lezioni su temi di cultura a loro cari, ma non propriamente scolastici.

Dopo quegli anni pieni di bollicine, il gas in Giovanna è stato caricato a fasi alterne e, tra amori e maternità, ha vissuto ben altre forme di poesie e di personalissime “epiche”.

Ma ora è tornata. Ha vinto alla Piazzetta, ma già prima era stata prescelta per una pubblicazione proprio della silloge campione, ed in altri concorsi ha ricevuto segnalazioni e consensi.

È un percorso di crescita, che darà linfa alla vita, con la speranza che la vita ricambi con la sua linfa…e che la pelle nuova possa essere alimentata da un cuore sempre giovane.  

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