CAVA DE’ TIRRENI (SA). Lo psicologo del territorio? Finalmente si può. E nella scuola ? Un convegno sui disagi degli studenti e le nuove dipendenze dei giovani

 

Il gruppo degli psicologi organizzatori del convegno

Il gruppo degli psicologi organizzatori del convegno

Organizzato dall’Ordine degli psicologi della Regione Campania, dal Comune di Cava de’ Tirreni e dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), il 22 novembre p.v., con inizio alle ore 10,  in orario quindi adatto alla partecipazione delle scuole, nell’ambito della Settimana del benessere psicologico,nella Sala Consiliare del Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni si terrà il Convegno: BES, DSA e nuove dipendenze – Le nuove sfide per alunni, scuole e famiglie.  

Quest’anno si sta investendo molto su tale iniziativa perché il Consiglio Regionale della Campania ha approvato la proposta di legge ad iniziativa popolare per l’istituzione di servizi di psicologia del territori, che garantisce Il servizio in ogni ambito territoriale, con la presenza di almeno un operatore ogni diecimila abitanti. 

Il Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) raggruppa in sé le difficoltà specifiche nella lettura, nel calcolo e nella scrittura, i Bisogni Educativi Speciali (BES) invece raggruppano secondo le nuove direttive tutte le difficoltà, di ordine bio-psico-sociale, che compromettono apprendimento, motivazione e comportamento.

Dopo i saluti istituzionali, interverranno nell’ordine: la Dott.ssa Maria Antonietta Cerrato, psicologo clinico, psicoterapeuta (Individualizzazione, Interdisciplinarità e Inclusione); il Dott. Donato Rispoli, psicologo, (DSA e BES, definizioni normative); il Dott. Pietro Crescenzo, psicologo clinico, specialista in risorse umane, formazione ed orientamento (Le sfaccettature delle dipendenze tra gli adolescenti); la Dott. Dominique D’Ambrosi, psicologa, (Il cuore oltre l’ostacolo – Conoscere e gestire il disagio scolastico); la psicologa Letizia Lambiase (L’intervento dello psicologo nella scuola). Il prof. Franco Bruno Vitolo sarà il moderatore della conferenza. 

Il Convegno nasce da due ordini convergenti  di priorità.

Da una parte, ai fini di un maggiore benessere individuale e collettivo, è fondamentale l’avvicinamento delle persone al mondo della psicologia, unito all’abbattimento di quei pregiudizi che ne vedono l’uso solo in funzione curativa ed in casi patologici (e quindi con la connessa diffidenza rispetto alle malattie) e non come semplice ed utile compagna di viaggio nella vita sociale, che aiuta a capire, reagire e prevenire.

Dall’altra parte, soprattutto tra bambini e adolescenti, sono crescenti le manifestazioni di disagi di vario tipo, che vanno affrontati alla radice con un’azione congiunta scuola-famiglia-psicologo.

In particolare, sono sempre più frequenti i disturbi dell’apprendimento scolastico, soprattutto i già citati DSA (difficoltà specifiche nella lettura, calcolo e scrittura) e  BES (difficoltà di ordine bio-psico-sociali che compromettono apprendimento, motivazione e comportamento). Dalle consulenze degli psicologi può derivare una strategia utile a capire ed affrontare al meglio questi problemi. 

Iperattività, disturbi dell’attenzione o del comportamento, abbandono sono i sintomi più evidenti e significativi del disagio scolastico, che causa sofferenza frustrazione e non può essere affrontato da solo, ma sono necessari il suo riconoscimento ed un’ azione sinergica di genitori, operatori della formazione e consulenti psicologi. 

Da allarme rosso è poi lo sviluppo delle fonti di dipendenza. Cannabis, alcool, oppiacei sono le principali fonti di dipendenza per i giovani, ma non sono le sole. Si stanno affacciando con forza le insidie dell’Internet addiction (uso permanente e patologico di Internet) e del gambling (uso patologico del gioco d’azzardo).   A tali problematiche soggiacciono vissuti emotivi inadeguatamente espressi e problematiche di natura sociale e familiare che confluiscono nei primi contenitori formativi, quali appunto la scuola e la famiglia.  Ed è proprio da questi contenitori che deve ripartire un lavoro di riconoscimento dei problemi e di azione protettiva e curativa.

Si impone quindi l’esigenza dello psicologo scolastico, a supporto dell’interazione scuola-famiglia. Lo psicologo scolastico è una figura professionale che in Italia sta prendendo piede solo negli ultimi anni a causa di una legislatura arretrata rispetto agli altri Stati europei ed anche dei già citati pregiudizi  sull’identificazione impropria tra presenza dello psicologo ed esistenza di una malattia. 

Come si vede, si tratta di tematiche interessantissime, che saranno affrontate dagli psicologi organizzatori con l’entusiasmo dettato da una disciplina ricca di suggestione e con la competenza di giovani aggiornati ed aperti, desiderosi di aprire nuove strada ad una branca che è giunta l’ora di valorizzare nella pienezza delle sue potenzialità 

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