CAVA DE’ TIRRENI (SA). Verdi note di speranza al Social Tennis Club. Caldi applausi per il concerto di quattro giovani musicisti, organizzato dal Primo Circolo Didattico

Se il buon giorno promette dal mattino, non sarà poca la strada che faranno Giada Gioiella, Marlena Szpack e Pasquale Casillo, i giovani artisti del trio musicale, che il 5 ottobre scorso, con la collaborazione di Luigia Corsini (pianista e presentatrice),  ha allietato gli spettatori accorsi al Social Tennis Club di Cava de’ Tirreni, su invito ed iniziativa del Primo Circolo Didattico diretto da Ester Cherri.

Per il trio non era certo un debutto, perché già da qualche anno hanno cominciato a riscaldarsi al calore degli applausi e sono abituati ad esibizioni di vario genere. Ma l’emozione, dato il prestigio e la qualità della sala e l’essere profeta in patria (nel caso di Giada Gioiella) faceva ugualmente battere forte il cuore.

Nonostante i battiti rombanti, comunque hanno saputo regalare un’ora decisamente piacevole agli spettatori.  Li hanno conquistati con la gradevolezza del repertorio, impostato per l’occorrenza su brani popolari e di classe, che svariavano dalla grande musica americana del primo Novecento, con le sognanti note del gerschwiniano Summertime e del celeste e speranzoso Over the rainbow, alternate con i ritmi scatenanti e scatenati di Singing in the rain, (da “Cantando sotto la pioggia”) e del beffeggiante The Entertainer (dal film “La stangata”). Ed ecco poi le immortali melodie napoletane di Torna a Surriento e Je te vurria vasà, in danza ideale con le altrettanto immortali note danzanti dei Walzer di Strauss e Brahms e dei balli spagnoli di Moszkovsky. Non potevano mancare, naturalmente, le romantiche e già classiche canzoni dei due super big delle colonne sonore, Ennio Moricone (C’era una volta il West e Il pianista sull’oceano), e Piovani (La vita è bella).

Insomma, un repertorio da leccarsi i baffi e le orecchie. A favorire le leccate ci hanno pensato poi i tre artisti, che si sono sapientemente armonizzati ed hanno messo in gioco tutta la qualità della loro passione e la passione delle loro qualità.

Marlena Szpak, ventisettenne polacca, viene dalla terra di Giovanni Paolo II, precisamente da Cracovia, dove si è diplomata ed ha ricevuto i primi applausi, esibendosi con il coro Organum come solista e come corista. In Italia ha esordito nel 2008 come solista nell’incisione del disco I canti del cuore, registrato col coro di voci bianche De Amicis. Da allora sono state numerose le sue esibizioni: da Chopin a Mozart, da Rossini a Vivaldi. Ha evidenziato una voce dolcemente avvolgente, in evidente e crescente maturazione, che le ha permesso di affrontare persino il difficilissimo canto muto di C’era una volta il West, unita ad una duttilità di pronuncia che le ha fatto sfidare, nonostante lo stampo polacco, addirittura i testi sacri della canzone napoletana. Certo, non era abituata alla non pronuncia delle vocali finali (ed il Prof. Agnello Baldi, linguista fino all’osso, glielo ha fatto simpaticamente notare), ma nel complesso non si è certo sperduta di fronte ad un dialetto così particolare: anzi ha sopperito pienamente con l’armoniosità del canto.

Mentre Pasquale Casillo (chitarrista e insegnante di chitarra, musicologo, già allievo del prestigioso maestro Fragnito e del morriconiano Maestro Zifarelli) con tocchi discreti e sapientemente armoniosi  accompagnava le esecuzioni, Giada Gioiella dal pianoforte dettava i ritmi con dita ginniche, accordi appropriati ed a volte anche con la stessa tensione del corpo che sembrava voler condurre con mano le note che si diffondevano nell’aria. E, se non doveva solo accompagnare ma cantare con le dita in assolo o brani a due mani eseguiti con l’abituale partner Luigia Corsini  (pianista e musicista pluridiplomata e laureata al Conservatorio “Cimarosa di Avellino”), si è fatta trovare pronta e coinvolgente.  Insomma, dimostrava di essere, se non sposata, almeno fidanzata col pianoforte, che rappresenta la voce calda dei suoi trent’anni. Una voce soddisfatta e già ricca di gratificazioni: Giada infatti è pianista ed organista diplomata e laureata al Conservatorio Cimarosa di Avellino,  ha studiato e lavorato con maestri prestigiosi come Ida Varricchio, Antonio Suelzu, Roberto Santocchi, Lucio Grimaldi, ha partecipato con successo a numerosi concorsi, salendo più volte sul podio nella formazione di duo), è attiva in progetti scolastici di formazione musicale.  

Insomma, il piano la fa sentire forte ed è il suo specchio del cuore e della mente, come del resto suggerisce anche il significato orientale del suo profetico nome di battesimo.

A conclusione della serata, gli applausi convinti del pubblico salutavano con un sorriso il decollo delle speranze per un concerto che, se pur non il primo, rappresentava comunque una svolta significativa per Giada, Marlena, Luigia e Pasquale. Con l’augurio che le prime due diventino al più presto sempre più “note” e che Pasquale trovi al più presto gli accordi giusti con i suoi sogni …

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