SALERNO. Prima giornata del Congresso Internazionale sull’Autismo. I relatori concordi: “Bisogna approfondire la ricerca per evitare che si sbagli la diagnosi”

congresso-internazionale-autismo-tavolo-augusteo-salerno-novembre-2013-vivimediaAl Teatro Augusteo di Salerno questa mattina ha avuto inizio il secondo congresso internazionale sull’autismo, organizzato dall’Associazione “Giovamente” in collaborazione con l’amministrazione comunale cittadina e il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, dell’ASL e dell’Università degli Studi di Salerno. Famiglie, mondo accademico nazionale ed europeo, delle associazioni, operatori e studenti provenienti da tutta italia hanno aperto un confronto sui metodi d’approccio, lo stato del disagio, la necessità di una diagnosi precoce, sugli errori nella presa in carico, sulla inderogabile esigenza di aumentare i supporti (anche psicologici) per quelle madri e padri che ogni giorno provano ad ‘ascoltare’ i silenzi dei loro bambini.   Tra le relazioni della giornata, quelle tra i massimi esperti in Italia, Michele Zappella dell’Università del Sacro Cuore di Roma, di Gennaro Coppola e di Francesco Di Salle dell’ateneo salernitano che hanno messo in evidenza la necessità di valorizzare e promuovere le ricerche sull’autismo che, oltre a presentare uno spettro ampio, non consente sempre di effettuare una diagnosi precoce ed esatta. La diagnosi è fondamentale: se l’autismo si “confonde” con un’afasia linguistica parziale o con un’iniziale e temporanea ritrosia comportamentale sul bambino e sulle famiglie si compie un danno significativo e non sempre recuperabile. Dai dati presentati stamane emerge l’aumento dello stato di dedpressione delle madri che sempre più difficilmente riescono a gestire gli equilibri dentro e fuori la famiglia dove è presente un bambino autistico. Inoltre gli esperti hanno messo in evidenza come la scelta di rinchiudere tra le mura domestiche il “caso”, incrementi i disturbi relazionali dei bambini autistici soprattutto nella fascia d’età 8-12 anni.

La prima relazione internazionale della giornata è stata di Francisco Cuxart, che a Barcellona porta avanti il progetto “La garriga”, una struttura residenziale che segue le famiglie e i bambini con disturbi autistici.

Domani la seconda giornata di lavori durante la quale si confronteranno metodi ed esperienza di approccio.
(Anna Bisogno)

Condividi

Commenti non possibili