VIETRI SUL MARE (SA). Toponomastica a Vietri: … 19 … 102 … 132 … un portone … due numeri … anzi tre …

numeri-civici-raddoppiati-triplicati-vietri-sul-mare-vivimediaQuesto è il dilemma che tutte le mattine sono costretti ad affrontare i postini di Vietri per recapitare la posta ai cittadini. Infatti la toponomastica nel comune costiero è demandata alla intuizione dei poveri postini, che si trovano a fare i conti con abitazioni che presentano due, a volte anche tre numeri civici.
Se questo per alcuni cittadini puo’ essere un vantaggio, specie per chi è “inseguito“ da Equitalia, Agenzia delle Entrate, e/o  multe di vario genere e puo’ essere la “salvezza”, per non essere scoperti o contestare le raccomandate, per altri, invece, è diventato un  vero e proprio incubo, poiché molte volte, si ritrovano nella loro casella della posta, raccomandate o lettere non indirizzate a loro, ma che presentano il numero civico della loro abitazione.
Questo pero’ non è solo per i numeri civici, ma anche molte strade di Vietri che, fino a poco tempo fa, erano segnalate su un pezzo di legno, ora sostituito da piccole mattonelle di pessimo gusto, opera del compianto Franchino o’ Carabinere, personaggio storico recentemente scomparso che, nella sua infinita  ingenuità si pose il problema che molte strade non erano segnalate e si invento’ questo stratagemma per dare un nome a strade, piazze e vie.
Via Mazzini, Via Scialli, lo stesso corso Umberto, via delle ceramiche, oltre ad altre importanti vie del paese sono segnalate con questo criterio, a dir poco discutibile, vista la grande tradizione ceramica del paese costiero.
Qualche tempo fa il Maestro Francesco Raimondi  presento’ un prototipo di toponomastica su piastre di ceramica con il logo del comune, la via, di indubbio pregio e sensibile buon gusto, ma l’idea fu immediatamente scartata per motivi non ancora chiariti.
Anche l’Ente Ceramica Vietrese, con il suo Presidente Nicola Campanile in collaborazione con la ProLoco di Vietri, cerco’ di ovviare a queste “oscenità estetica”, cercando di coinvolgere molti ceramisti vietresi, con i quali raggiunse un accordo di massima per rifare tutta la toponomastica cittadina, facendo spendere al Comune solo le spese vive del materiale, ma personalizzando le targhe con il nome dell’artista che le produceva, dando così risalto e pubblicità alla ceramica vietrese, all’artista, ma soprattutto rendendo il paese più “estetico”.
Il progetto, per altri oscuri motivi  naufragò miseramente. Chi ha girato i paesi della Costa d’Amalfi o in molti borghi d’Italia, soprattutto Toscana, Umbria, Sicilia, ha notato che le strade di molti paesi di queste regioni, soprattutto quelli vicini ai centri di produzione ceramica, sono segnalati con targhe in ceramica, quindi la domanda sorge spontanea: ”Perché a Vietri non è possibile fare cio’?”.
E’ da tempo che gli assessori alla toponomastica, che si sono succeduti negli anni, cercano di trovare un modo per ovviare a questo problema, ma sembra che “problemi insormontabili” pregiudichino il progetto “toponomastica” e si continua a rinviare la risoluzione, cercando chissà quale soluzione “metafisica”.
Vietri dovrebbe avere una toponomastica degna di tale nome e a quanto si apprende nelle stanze comunali, prima delle fine di questa legislatura, l’assessore al ramo Vincenzo Alfano, presenterà un progetto di massima per un rapido e risolutivo intervento.

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