VIETRI SUL MARE (SA). Vietri ha reso omaggio ad Angelo Belmonte. Una folla immensa ha salutato il “Direttore”

angelo-bemonte-vietri-(1)-sul-mare-vivimediaSi sono svolti a Vietri, alla presenza di  centinaia, forse migliaia, di persone, i funerali di Angelo Belmonte, 66 anni, una vita nello sport e sui campi di calcio. Ha lottato in questi ultimi anni  contro una grave malattia, con coraggio, tenacia e speranza, ma non ce l’ha fatta. Storico dirigente del calcio Salernitano, dove ha  scoperto calciatori  come Galderisi e Della Monica nella formazione dilettantistica del Vietri Raito, per poi passare a vari ruoli da dirigente in squadre professionistiche come la Salernitana, per poi approdare come DS nel salernitano, a Nocera, a Battipaglia e a Palma Campania, senza dimenticare le collaborazioni svolte con società di massima serie tra cui spicca quella con la Fiorentina, al tempo di Cecchi Gori. Angelo Belmonte ha ricevuto gli onori che si riservano solo ai “grandi”, e lui lo è stato, e  non solo a Vietri.

Una giornata uggiosa, con il cielo che “piangeva” con le persone che  lo hanno voluto bene, ma che ha “regalato” all’uscita della Chiesa un tiepido sole, che ha idealmente “abbracciato” ed accompagnato l’ultimo viaggio di uno dei personaggi vietresi, più amati, non solo nello sport. Sulla bara la maglia del Vietri Raito, società in cui iniziò tutto e un pallone, un Super Santos, quasi a voler identificare il suo legame viscerale con il calcio di strada, quello autentico, genuino e con i  giovani. I funerali che si sono svolti nella Chiesa di S.Giovanni Battista ed officiati da Don Mario Masullo e tutta Vietri si è stratta intorno alla moglie Amalia ed ai figli, con affetto sincero e profondo. 

Presenti ai funerali  l’Amministrazione Comunale di vietri sul Mare, con un commosso Sindaco Francesco Benincasa, assessori e consiglieri tutti, ma anche delegazioni e tantissimi sportivi tra cui la Salernitana, con Susini, Giubilato, Grilli, il medico sociale Italo Leo ma soprattutto quel Carlo Perrone che gli aveva voluto dedicare la vittoria di Benevento. Ma anche tanti allievi, da Sasà Russo a Luciano Carafa passando per Sasà Avallone, Ivano Pastore, Marco Ciardiello, Ousmane Sené e tanti altri. Tantissimi invece i volti noti, calcisticamente parlando che hanno voluto essere presenti alla funzione: Roberto Chiancone, Rino Santin, Gaetano Zeoli, Enrico Coscia, Fulvio De Maio, Giovanni Piemonte, Giubilato, Gerardo Viscito, Criscuolo, portiere della Nocerina, e moltissimi suoi ex compagni di squadra, quando giocava a calcio. 

Molte le società sportive che hanno voluto manifestare il loro dolore anche attraverso i siti ufficiali, ricordiamo tra gli altri i tantissimi attesati di cordoglio la Battipagliese Calcio, la Nocerina, la  U.S. Salernitana, la Cavese, l’Ebolitana, lo Sporting Vietri e tanti altri.

Tante anche le attestazioni di stima di addetti ai lavori, che hanno conosciuto Angelo Belmonte. Carlo Susini: “Angelo Belmonte era una persona di grandissima professionalità, dedita allo sport e ai ragazzi“. Carlo Perrone: ”Con lui avevo un rapporto di amicizia e stima reciproca. Era un grande conoscitore di calcio e aveva un grande talento a scoprire giovani calciatori. Belmonte è stato un professionista stimato da tutto l’ambiente e dagli atleti di tutte le età che hanno avuto modo di conoscerlo nella sua lunga carriera. Eppure, l’ultima avventura, la vittoria del campionato Allievi con la Salernitana allenata dal nipote Nino, aveva un sapore particolare per lui, quello del miracolo: “La soddisfazione e la gioia che mi hanno dato questi Allievi non l’avevo mai provata. Sento questo settore giovanile come una mia creatura. Ci vuole amore, passione … “. Quello stesso amore che metteva in tutto ciò che faceva e che i suoi cari non gli hanno mai fatto mancare durante la malattia. E che continueranno a trasmettergli anche ora che non c’è più. La morte di Angelo produrrà tante lacrime che attraverseranno intere generazioni di persone che lo hanno conosciuto ed apprezzato. ”Qualche tempo  fa si era rimesso in gioco sia pure nelle categorie inferiori era diventato infatti il direttore generale dello Sporting Vietri. “Tonino Fiorillo, già memoria storica del calcio ebolitano ed attuale custode del ‘Dirceu’, quartier generale delle giovanili granata: “Mi onoro di conoscere Angelo Belmonte da oltre quarant’anni, cioè da quando ha vestito per la prima volta la maglia dell’Ebolitana. Fu scoperto dall’allora allenatore, il compianto rag. Polichetti. Era un calciatore tutto estro e fantasia, lo chiamavamo il Sivori del Vallo di Diano. La sua dipartita lascia un vuoto enorme nei cuori di tutti coloro i quali l’hanno conosciuto”.

Un affranto Luigi Abate,  Presidente dello Sporting Vietri, ricorda gli ultimi mesi di Angelo Belmonte: «Non era stato facile riportare “a casa” il Direttore – dichiara  tra le lacrime il presidente – ma dopo due anni di corteggiamenti finalmente ero riuscito nel mio intento restituendo alla Vietri sportiva colui che aveva “creato” il famoso Vietriraito, fucina di giovani talenti (Filardi, Pecoraro, Gregorio, Della Monica, Galderisi)». Sono qui a chiedermi perché. Abbiamo fatto veramente tutto quello che si doveva? Potevamo fare di più? 
La risposta me la ripeteva sempre il mio amico Angelo: “SI DEVE, fare di più, ma senza rammaricarti di quello che hai fatto sin d’ora”.
Non dimenticherò mai quel giorno di luglio quando accettò la proposta di guidare la mia Società, questa Società che lui stesso mi aveva insegnato a condurre.
Aveva negli occhi la stessa gioia che vedo nei miei ragazzini che corrono inseguendo un pallone, un entusiasmo fuori dal normale che infondeva in tutti quelli che lo circondavano.
A tutti quelli che mi chiedevano come mai una persona del suo valore aveva accettato la proposta di una società così piccola, io non potevo spiegare che aveva deciso di “finire lì dove aveva iniziato”.
Ma io lo sapevo e con il segreto nel cuore andavo avanti condividendo questi ultimi giorni della sua vita, senza tentennamenti, senza mollare mai, così come ci aveva insegnato da piccoli quando anche noi prendevamo a calci un pallone, quel pallone che era diventato la sua vita.
Non nascondo che anche io vedendolo partecipe al progetto e presente addirittura agli allenamenti speravo che il calcio potesse guarire qualsiasi malattia.“
E ci piace ricordare la sua ultima intervista in cui, ritornando nella sua Vietri dichiarava il suo amore per il centro costiero e per il giovani, vera essenza della sua vita: ”Ho deciso di tornare nella mia Vietri e di accettare la carica di DG dello Sporting Vietri – dichiarò Belmonte – perché a dispetto della mia età ho entusiasmo da vendere e perché penso che questa società abbia tutte le carte in regola per far rinascere la famosa “cantera” vietrese. ».

 

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