CAVA DE’ TIRRENI (SA). Il 20 dicembre l’Annuario “Arte e Cultura”. E Michelangelo Angrisani vince il Premio Severini

Ci sarà gran festa il 20 dicembre prossimo, presso la Sala del Consiglio Comunale di Palazzo di Città.

Sarà festa per la pubblicazione del secondo annuario dell’Accademia  Arte e Cultura, una quasi ventennale istituzione artistica fondata dal cavese Michelangelo Angrisani con sede a Castel San Giorgio, paese natio del fondatore. L’Accademia ha alle spalle un’attività intensa e prestigiosa:  un’azione incisiva di promozione sul territorio, annuali corsi di formazione,  valorizzazione di numerosissimi artisti locali e non, istituzione di un Concorso Internazionale di Pittura e di Letteratura, apertura di legami stabili con altri paesi, in primis la Romania (ma esistono rapporti anche con pittori israeliani, francesi e spagnoli). La pubblicazione dell’annuario è l’ennesima riprova della sua crescita e soprattutto del la feconda opera di sostegno dell’attività creativa, in campo pittorico e letterario. E allora è giusto elencare i nomi degli artisti protagonisti, che sono la linfa feconda dell’Accademia:

Luigi Abbro, Adalgisa Santucci, Antonio Arpaia, Anna Colajacovo, Carmine Avagliano, Daniela Conti, Vincenzo Caccamo, Marzia Dottarelli, Anna Cervellera, Francesco Falanga, Ettore Cicoira, Rosanna Ferraiuolo, Luca Cipolla, Giulio Ferrante, Adriana Ferri, Anna Lauro Cittadino, Sofia Colajacovo, Paola De Lorenzo, Gianna Formato, Gianni Gabrielli, Crocifissa Del Fratel, Anna Maria Guerrieri, Vera Di Prima, Marcello la Neve, Vittorio Di Ruocco, Felice La Sala, Angela Di Buono, Roberto Fiaschetti, Laetitia Leascovit, Angela Giordano, Lily Magi, Francesco Guidato, Nancy Avellina, Kellyn Allfred, Raffaele Picarella, Maria Adelaida la Salandra, Pilar Segura Badia, Liliana Scocco Cilla, Annabella Mele, Rosaria Minosa, Anna Sessa, Geltrude Nardelli, Flavio Noviello, Massimiliano Soriente, Liliana Ionescu, Elena Obancea, Angelo Spatuzzi, Renzo Tonello, Agata Tramontano, Martine Velasque, Giuseppe Romano, Vincenzo Russo, Cristiano Verde, Anna Sallustro, Maria Stimpfl, Francesco Terrone, Francesca Vitagliano, Adriana Vitale Veronesi, Angela Maria Tiberi, Dina Zilberberg, Sergio Zappia.

A questi vanno aggiunti quelli di Luigi Crescibene, Rita Occidente Lupo e dello scrivente Franco Bruno Vitolo, in qualità, oltre che di creativi, anche di soci onorari dell’Accademia, proclamati tali grazie alla fattiva collaborazione offerta al fianco di Angrisani.

La manifestazione gode del patrocinio morale dei due Comuni di Cava de’ Tirreni e Castel San Giorgio e sarà onorata dalla presenza del Sindaco di Cava, Marco Galdi.

 

Sarà festa per gli artisti, ma sarà festa anche per il suo fondatore Michelangelo Angrisani, che nel settembre scorso ha ricevuto a Cortona (Arezzo) la Tabula Cortonensis (dal nome di un antichissimo e preziosissimo reperto etrusco attestante un atto matrimoniale e conservato proprio a Cortona):  un significativo riconoscimento alla carriera nell’ambito della seconda edizione del Premio europeo dedicato al grande pittore futurista Gino Severini.

Angrisani, oltre che maestro di pittura e arti visive, è un signore dei pennelli, un padrone del disegno, interessato a creare dal disegno stesso e dalle increspature materiche le sfumature e le vaghezze capaci di esprimere lo stato d’animo perennemente inquieto di un artista alla ricerca costante di nuove espressioni  e di una persona che con l’Arte vuole trasmettere ora  il messaggio di una religiosità oltre le forme rituali, dolorosamente gioiosa e pacatamente egualitaria, ora il senso di una inesauribile vitalità interiore, intrisa di un’etica sensualità.

Nel corso della sua oramai ventennale carriera, nata da un amore connaturato fin dalla tenera età, egli ha maturato uno stile e delle tecniche raffinate, che, attraverso la varietà delle forme espressive usate (figurativo classico, figurativo simbolico, figurativo vago su materia, sculture) gli permettono di rendere con più convinzione il messaggio morale e religioso che è il fulcro della sua azione.

La novità più interessante e significativa viene dal cosiddetto colore del legno, cioè dalla tensione a dipingere nel legno e senza stravolgerne le tonalità cromatiche originali. Un’operazione che egli del resto attua anche con altre materie, prima di tutto il marmo.  Non è un vezzo, perché egli parte dall’idea che l’Arte è anche un ponte rispettoso tra uomo e materia e quindi tra uomo e natura e quindi tra uomo e Dio. Il divino è la sua principale fonte ispiratrice: non è un però un divino astratto, ma è l’oltre che parla all’umanità e che la partorisce dai segni della creazione e dal ventre del suo stesso dolore umanizzato. Lo viviamo nella suggestione del volto “rinascente” nel ventre del Cristo crocefisso, nei volti anonimi e senza bellezza esteriore (non conta, agli occhi di Dio…) che nascono intorno alla sua Croce. Lo sentiamo nell’ovale compiuto della (Sacra) Famiglia, nucleo ideale. Lo studiamo nella colorata e drammatica lotta tra bene e male, che nella scelta peccaminosa di Salomè produce la decapitazione del Battista, ma proprio attraverso l’orrore di questa scelta indica implicitamente la strada da percorrere.  Lo riconosciamo nel magnifico ponte tra luce e ombra nella fontana ideata per Castel San Giorgio. E così in tante altre opere di Angrisani, che colpiscono soprattutto quando egli riesce a creare il fascino del vago nell’apparizione delle figure, quasi impalpabile eppure proprio per questo tale da produrre un soffio di poesia che si propaga nell’anima come i cerchi concentrici di un’acqua cheta colpita da un sassolino.

Tra gli onori agli artisti dell’annuario e quelli alla carriera di Angrisani sarà quindi una doppia festa.   Ma ci sarà anche una terza festa, data dall’occasione per la città di “ri-conoscere” un artista concittadino, con cui i rapporti spesso hanno sofferto di una ingiusta labilità. L’occasione quindi di stringere definitivamente i rapporti. E sarà quella la vera festa …

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