CAVA DE’ TIRRENI (SA). La Maddalena di Sabatino nella Chiesa di Vetranto. L’opera è stata donata dall’artista e benedetta il giorno dell’Immacolata

Una  colorata “penitenza” per il battesimo in pittura di Salvatore Sabatino, che ha regalato alla Chiesa di Vetranto  la sua Maddalena, un grande quadro dipinto di suo ed integrato da un’originale dell’artista cinquecentesco Fra’ Raffaele Romano.

L’opera, in una festosa atmosfera popolare, è stata benedetta domenica 8 dicembre da Padre Giuseppe Ragalmuto, parroco di Maria SS dell’Olmo e del circondario di Castagneto.

È stata collocata all’inizio della navata laterale sinistra, in posizione di grande evidenza, accanto alla tomba dell’Abate Pascasio, uno dei più antichi e preziosi cimeli cittadini, testimonianza del primo nucleo di cristiani apparso nella Valle Metelliana intorno al VI secolo.

Antico e moderno, quindi. E di moderno il quadro ha, se non il disegno, le forme e l’ambientazione, che rientrano nel classico figurativo e nell’iconografia tradizionale, le tonalità forti di colore e l’evidenziazione del gesto della protagonista, che quasi, per dirla in gergo attuale, buca la tela.

La penitente è in ginocchio, protesa con il crocefisso verso il messale e l’altare, dove è collocato un teschio, segno della caducità delle cose umane e della bellezza che comunque è destinata a diventare polvere.

Il gesto e gli oggetti rappresentano il futuro spirituale di Maria Maddalena, che è uscita dalle spire del peccato corporale e, perdonata e convertita dal Cristo, ha colto nel profondo l’anima del suo messaggio ed il fascino della sua figura. La posa inginocchiata è il segno della penitenza profonda, che rappresenta la svolta esistenziale della donna. I vestimenti e la stessa procacità del corpo rappresentano invece il passato da cui lei si sta progressivamente distaccando.

Il tutto, nel pieno rispetto dell’iconografia rinascimentale e dell’armonia con l’ambiente che si stava riscoprendo, è inquadrato in un bel paesaggio, ricco di scenari umani e naturali.

L’acquisizione di questo quadro si aggiunge alle altre opere con le quali gli artisti del territorio hanno inteso festeggiare ed omaggiare il recupero di una chiesa così importante e così maltrattata nei secoli. Ed è suggestivo il colpo d’occhio che permette di vedere all’ingresso la Maddalena di Sabatino e sull’altare il Crocifisso di Emilio Socci ed al centro la splendida e dolcissima statua seicentesca della Madonna col Bambino.

Per tutto questo la festa della benedizione è stata emozionante, ma la ciliegina più succosa sulla torta dell’emozione è stata offerta dalla presenza e dalla persona di Salvatore Sabatino, che è finalmente uscito allo scoperto con un’opera visibile, dopo una lunga ed intensa vita in cui ha coltivato in privato o poco più la sua passione per l’artigianato di qualità. Lavoratore e decoratore del legno, ceramista fantasioso e preciso, ha alle sue spalle e nelle sue stanze una miriade di opere che testimoniano l’emozione che gli deriva dal contatto con la materia e dalla trasformazione a sua immagine, somiglianza e volontà.

A titolo di esempio, ricordiamo con tanto calore il suggestivo presepe a forma di Badia e Corpo di Cava che egli ha creato nell’anno del Millenario. Un’opera tanto realistica che una foto sua con gli amici davanti al presepe così elaborato sembrava una foto scattata dall’alto della collinetta. Insomma, roba da esposizione in ambienti tipo MinItalia e dintorni.

Grazie allora a Salvatore ed alla sua generosa creatività. Ma questi ringraziamenti sono anche un invito caldo e sincero: che esca presto ancora di più allo scoperto per mostrare i suoi “parti”.

E, con l’invito a Salvatore, la speranza che la Chiesa di Vetranto continui ad essere arricchita dal segno degli artisti cavesi. Anche questo è un segno d’amore e di identità …

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