Il gioco illegale: costante danno per la società civile

sequestro-videopoker-gdf-vivimediaIl gioco è un mercato in espansione che, ogni anno, fattura circa venti milioni di euro e nonostante la grave congiuntura vedere aumentare i guadagni, da parte degli esercizi commerciali abilitati.

È sotto gli occhi di tutti l’insorgere, con troppa frequenza, di sale giochi e punti scommesse, oltre il frenetico acquisto di gratta e vinci d’ogni specie e valore. Tentare la fortuna nelle sue varie forme, con la speranza di cambiare vita, soprattutto di questi tempi, con la crisi economica che ha toccato un po’ tutti, è divenuta una diffusa abitudine anche per noi italiani. Al vasto mercato dei giochi leciti, “gestito” dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, si è affiancato, alla velocità di un fulmine, quello illegale, che, per quanto ci è dato sapere, è gestito dalla criminalità organizzata, quale fonte per finanziare altre forme d’illegalità, oltre che implementare l’evasione fiscale. A garantire un adeguato livello di protezione dei cittadini e dei giocatori abituali o non, scende quotidianamente in campo, su tutto il territorio nazionale, la Guardia di Finanza, la quale, sin dal 1774, anno della sua istituzione, è la custode del “patrio tesoro”, pubblico e privato.

Non mancano i sequestri dei gratta e vinci falsi, di slot machine truccate, che concedevano vincite in denaro oltre i limiti consentiti, siti internet non autorizzati ecc.. Nel corso del solo anno 2012, le Fiamme Gialle, fra le quali anche la Tenenza del Corpo di Cava de’ Tirreni, al fine di contrastare il gioco illegale, hanno eseguito oltre 9.000 controlli, riscontrando più di 3.000 violazioni, verbalizzando più o meno 10.000 soggetti i quali, benché detenevano, in funzione, apparecchi d’intrattenimento non collegati alla rete telematica dei Monopoli di Stato, impedivano, con tale artifizio, la lettura degli incassi e la desumente applicazione del prelievo fiscale. È l’occasione per ricordare che per contrastare il gioco minorile, nessuna forma d’intrattenimento, in funzione della quale si possono conseguire vincite in denaro, è consentita in prossimità di istituti scolastici primari e secondari, strutture sanitarie ed ospedaliere e luoghi di culto. Alla fine del 2012, la Guardia di Finanza, per contrastare la “febbre del gioco” o il “gioco compulsivo” (ludopatia), malattia che ha contagiato quasi un milione di persone, ha riscontrato, su tutto il territorio nazionale: 353 violazioni di natura penale ed amministrativa che hanno consentito il sequestrando di 161 apparecchi illegali, la denuncia di 118 soggetti all’Autorità Giudiziaria e la scoperta di 58 casi di gioco minorile. Per l’anno in corso la situazione è nettamente peggiorata, se si pensa che al 31 agosto 2013, dai 5.097 interventi eseguiti, le Fiamme Gialle hanno riscontrato 2.021 violazioni, con la contestazione di 5.509 violazioni di natura penale e non, oltre al sequestro di 1.239 apparecchi d’intrattenimento, 1.287 punti clandestini di raccolta scommesse, 370 immobili ed il sequestro di 535.429 euro.

L’esponenziale crescita del mercato del gioco, attuato in ogni sua forma, ha determinato la diffusione della patologia prima indicata, ma ha anche innescato veri e propri disagi familiari; facendo dimenticare che la giocata è bella solo quando la si effettua con alto senso di responsabilità e senza distogliere risorse finanziarie alla famiglia o, peggio, all’impresa di cui si è titolari.

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