CAVA DE’ TIRRENI (SA). Carmine Senatore, dal Genoino a Marte, da Marte al Genoino. Il giovane ingegnere cavese, in vacanza dagli USA e dal MIT, ha incontrato gli studenti

Un ritorno al passato che sa tanto di futuro.

Così ci piace definire l’incontro avvenuto nell’Aula Magna del Liceo Scientifico “Genoino” di Cava de’ Tirreni tra gli studenti dell’ultimo anno e Carmine Senatore, trentenne ingegnere uscito dalla fucina del Genoino, laureatosi al Politecnico di Milano ed  attualmente impegnato in un ristretto e qualificato gruppo di lavoro internazionale presso il prestigiosissimo istituto MIT di Cambridge (Massachusetts-USA), in un progetto di collaborazione con la NASA per individuare attraverso simulazioni virtuali l’effetto del movimento sul suolo di Marte del robot Curiosity.

Carmine, con l’aiuto di slide molto chiare e stimolanti, ha raccontato il cammino che lo ha portato a bruciare le tappe e ad avere davanti a sé grandi e gratificanti prospettive di lavoro e di ricerca.

Il suo racconto ha avuto un sapore tecnico ed etico nello stesso tempo.

Tecnico, perché il processo descritto coincide con l’iter classico che porta dalla scuola superiore alla laurea, dalla specializzazione al Dottorato, in un percorso che comporta il progressivo avvicinamento ai confini dello scibile settoriale, pur se, come ha mostrato con un poetico cerchio grafico, pur sempre una goccia tra le infinite potenzialità della conoscenza umana: del resto, il vero sapiente sa di non sapere, come diceva il buon Socrate, perché più si sa più ci si rende conto di quanto si ignora.

In questo iter, per una serie di circostanze favorevoli e grazie, oltre che alle spinte della famiglia, ad un accentuato spirito di avventura ed alla voglia di mettersi in gioco, egli è andato a specializzarsi negli Stati Uniti e si è poi proposto al MIT per le ricerche ad un livello “da nazionale del mondo”. È stato accolto in funzione delle sue qualità e del suo curriculum, come succede nei paesi più normali e civili, dove la raccomandazione vera è la lettera di referenza fatta dai maestri raccomandanti, che la fanno solo quando non rischiano di perderci la faccia e non quando vogliono o devono proteggere amici e clienti, come succede invece in un certo paese peninsulare bagnato da tre mari nel Mediterraneo e dove chi è bravo e sogna di volare è facile che si ritrovi con le ali bagnate, se non le utilizza per volare altrove.

Partendo dalla narrazione di questo cammino, Carmine Senatore ha trovato qua e là lo spunto per un serio discorso etico, di natura sociale in rapporto alle questioni di cui parlavamo in precedenza, di natura personale in rapporto all’atteggiamento che ogni singolo studente è importante che assuma nei confronti degli studi e della vita. Egli ha esordito con una frase di GB Shaw, che invita a cogliere al volo le opportunità e, se non ci sono in vista, a costruirsele. Ha continuato prima con un costruttivo elogio del lavoro in team e dell’importanza di saper fare squadra, poi con una serie di riferimenti personali sui vantaggi che egli ha ricevuto dagli stimoli ben colti a scuola (compresa la partecipazione al Corso di Fotografia di Fortunato Palumbo) e dalla sua determinazione a mettere in gioco il meglio di sé nelle prove che contano e ad alimentare una passione per la conoscenza che è poi cresciuta col passare degli anni, supportata da esperienze sempre ad hoc. Ha concluso con l’invito alla lettura di libri utili per chi vuole scalare il Monte Speranza ed il Monte dei Sogni Possibili: non a caso il consiglio non riguardava manuali scientifici ma testi “di vita”, come La fine è il mio inizio di Tiziano Terzani, un cult di coltivazione dell’interiorità, Il cigno nero, sulla possibilità dell’evento determinante pur se raro, e I grandi effetti di piccoli cambiamenti di G. Malcolm, in cui il titolo apre già un’autostrada esistenziale.

Alla fine, dopo alcune domande ufficiali, i giovani gli si sono avvicinati in massa e lo hanno letteralmente circondato di affettuosa curiosità e di domande sulla sua esperienza e sulle stelle polari a cui aggrapparsi per poter sperare di realizzare i propri sogni pur in tempi di crisi internazionale e di sempre più evidenti macerie nazionali nel campo della politica scolastica e culturale.

Il tutto ha rappresentato una vera e propria boccata d’aria, anche perché, rispetto a tanti modelli adulti da operetta o da galera o da disperazione o da deprivazione della spina dorsale o da opportunismo corrotto, Carmine Senatore è la luce di una strada possibile, fascinosa e faticosa, ma splendidamente identitaria e tonificante. E, nonostante le finestre “marziane”, non è neppure un ragazzo di un altro pianeta, ma “uno come loro”: e dove sta scritto che uno di loro non potrebbe diventare come lui, o qualcosa del genere?

Ecco perché il discorso tecnico ed etico (parole tra l’altro ben consonanti) ci è risuonato nel cuore e nella mente come una bella sinfonia. Una sinfonia di speranze, o almeno di varchi possibili. Una sinfonia giovane, in questo sbandato paese per vecchi …

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