CAVA DE’ TIRRENI (SA). Un superlibro sul SuperRanger Tex Willer. L’autore è il “cavese” Raffaele De Falco, che nel 1992 introdusse Cava nel giro del fumetto nazionale

Novembre 1992. È l’ultimo giorno di Cava Comics ‘92, una straordinaria mostra incentrata sui personaggi principali della Bonelli, la principale Casa Editrice italiana nel settore dei fumetti.  A pranzo con l’editore, il grande Sergio Bonelli, si parla naturalmente della sua produzione e del personaggio più rappresentativo, Tex Willer, il celeberrimo ranger americano, nato nel 1948 e tuttora popolarissimo. Alcuni tra i lettori più accaniti notano che si pubblicano tanti libri di critica spesso incompleti e imprecisi, impreziositi magari da una bella confezione, ma contenutisticamente carenti. Ad un certo punto l’editore scatta: “Perché non lo scrivete voi, un libro?”

La conversazione prosegue su altri temi, ma uno dei partecipanti, il giovane dottore Raffaele De Falco (mezzosangue cavese ed organizzatore dell’iniziativa), ha deciso in cuor suo di accettare la sfida.

Comincia così un lungo viaggio nel mondo della produzione totale della casa editrice, poi, da un certo punto in avanti, la scelta di seguire la pista di Tex Willer. L’intento è quello di ricostruire l’avvio del processo creativo, le origini del nome, l’evoluzione dei personaggi, e poi di mettere ordine nella cronologia dei mare magnum delle varie edizioni, e poi ancora di effettuare l’esame di tutti i formati in cui sono state narrate le avventure, e poi rimarcare la presenza nel mercato internazionale e l’arrivo nelle librerie degli editori più prestigiosi (Mondadori, Rizzoli, etc.) e l’ingresso nel mondo dei media più “tecnologici” (radio e cinema in primis).

Occorre anche scovare nuovi documenti: e l’autore riuscirà a ritrovare la lettera autografa nella quale l’editrice Tea Bonelli invita a Milano il disegnatore Angelo Galleppini per coniare un nuovo personaggio. Occorre consultare autori, coinvolgere disegnatori che offrano una loro interpretazione del mondo di Tex, ricercare manifesti e locandine d’epoca. In una parola occorre non scrivere un altro libro su Tex, ma il libro definitivo, completo e inattaccabile, che oltre ad offrire tutti i dati che fanno notizia e statistica trovi le ragioni di un’osmosi tra un personaggio di carta e generazioni di lettori.

Per un’impresa simile non ci si può improvvisare autori. C’è prima un lungo apprendistato: Raffaele De Falco organizza mostre, scrive articoli per le riviste del settore, è il promotore di una rivista (Flex)) agile e ben fatta, acquista credito e competenza, fino a diventare il punto di riferimento di iniziative bonelliane in Campania e fuori.

Intanto la ricerca continua, il materiale si accumula, c’è sempre altro da raccontare, nulla deve essere tralasciato, gli anni si susseguono, ma la tenacia dell’autore è incrollabile.

Quando finalmente l’opera è pronta, il titolo stesso testimonia l’abbondanza del materiale riportato: Tex, fiumi di china italiani in deserti americani.

È un giovane editore campano, Nicola Pesce, che lo pubblica e lo presenta in anteprima alla prestigiosa fiera di Lucca del 2013.

Sfogliare questo libro è una gioia per gli occhi, leggerlo è trovarsi in un universo fantastico, ma incredibilmente vicino e reale per milioni di lettori in Italia e nel mondo.

Questo articolo non può non concludersi perciò in chiave texiana. Nell’Albo n.68 (Duello Apache) Kit Carson dice ad un colonnello: “Ciò che Tex non sa sugli indiani può essere comodamente scritto sul retro di un francobollo”. Parafrasandolo, si può tranquillamente affermare che ciò che il Dottore De Falco non ha scritto su Tex in questo libro può trovare comodamente posto sul retro del suddetto francobollo.
(Alfredo Della Corte)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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