CAVA DE’ TIRRENI (SA). Una serata della memoria per Settimia Spizzichino cittadina onoraria di Cava … e del rione Filangieri

Un ricordo buono e giusto, quello di Venerdì 7 febbraio, dove alle ore 19,30, nell’Auditorium della Parrocchia di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Cava de’ Tirreni, a via Filangieri, sull’onda delle celebrazioni per La giornata della Memoria del 27 gennaio, si terrà un incontro sul tema Settimia Spizzichino e il Rione Filangieri, coordinato da Franco Bruno Vitolo, con i saluti del parroco don Gioacchino Lanzillo e le testimonianze di Angela De Vivo Benincasa, Giovanni Benincasa, che ospitarono Settimia e furono per lei una seconda famiglia, di Anna Faiella, che ne fu amica intima, e di Raffaele Fiorillo, che da Sindaco di Cava sostenne la pubblicazione delle sue memorie e la proclamazione a cittadina onoraria ed ebbe con lei un affettuoso rapporto personale. Nel corso dell’incontro saranno proiettate fotografie e filmati.

Settimia Spizzichino, una delle più conosciute “voci della Shoah”,  è l’unica donna reduce dalla deportazione di 1022 ebrei effettuata il 16 ottobre 1943 dai nazisti nel ghetto di Roma. Con lei tornarono vivi solo altri quindici uomini.

Con Cava ha avuto un rapporto strettissimo, grazie anche al gancio di Angela e Giovanni Benincasa. Nel 1995, ebbe incontri emozionantissimi con oltre un migliaio di studenti, quindi il Comune pubblicò le sue memorie, dal titolo Gli anni rubati (a cura di Federica Clarizia, Teresa Avallone, Franco Bruno Vitolo).

Grazie alle offerte raccolte con la diffusione del libro in tutta Italia, Settimia offrì un viaggio ad Auschiwitz ad un gruppo di alunni, che andarono sui luoghi della Shoah nel corso di un viaggio indimenticabile con lei ed altri sedici ebrei romani (tra cui anche reduci diretti). L’esperienza è stata poi raccontata, in forma di diario romanzato, da Franco Bruno Vitolo nel libro Cioccolato ad Auschwitz.

Pochi mesi prima della morte, avvenuta il 3 luglio del 2000, Settimia fu proclamata cittadina onoraria di Cava. Nel 2010 le è stata intitolata una strada, che si incrocia con via Filangieri e col rione in cui ha trascorso lunghi periodi a casa di Angelo e Giovanni, in un clima di forte ed intensa amicizia, di un’amicizia che andava ben oltre il suo ruolo di pagina della storia.

A lei sono dedicati anche altri luoghi significativi, come una scuola ed un ponte a Roma. A lei è stato dedicato anche un film monografico, Nata due volte, diretto dal regista Curi, che ha montato con grande incisività materiale di repertorio, interviste di oggi e le dichiarazioni che Settimia rese a futura memoria alla Fondazione Spielberg.

Insomma, proprio un ricordo buono e giusto. Tanto più significativo se si pensa che per la nostra Amministrazione il 27 gennaio è stato la Giornata non della Memoria, ma della Smemoratezza. Il che è ancora più sgradevole tenendo conto che si tratta della “città di Settimia”.

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