SALERNO – CAVA DE’ TIRRENI (SA). Soppressione dei tribunali: la giustizia si allontana dal cittadino, la singolare sorte dei cittadini cavesi divisi tra due tribunali

Avv. Giovanni Balbi Presidente Aiga Salerno

Avv. Giovanni Balbi
Presidente Aiga Salerno

Ormai è chiaro, lo Stato ha deciso di smantellare il sistema giustizia in ossequio ad una indiscriminata opera di spending review che, se attuata con buon senso potrebbe anche suscitare sentimenti di condivisione.

Buon senso, appunto, quello che sembra tuttavia mancare all’opera della politica quando – scimmiottando con approssimazione un non meglio identificato spirito aziendalistico – presuntuosamente ritiene di poter risparmiare e tagliare costi e spese giudicati, forse troppo frettolosamente, superflui.

In quest’ottica di tagli e presunti risparmi incappano persino decine di Tribunali autonomi o di sedi distaccate e, a breve, anche la stragrande maggioranza degli Uffici dei Giudici di Pace dislocati sul territorio nazionale.

Ci si priva dei presidi di legalità sul territorio periferico”, contestano gli avvocati, ma l’opera di risparmio prosegue!

Il giusto, probabilmente, sta nel mezzo: decenni di scriteriate gestioni hanno senz’altro determinato il proliferare di poco utili sedi giudiziarie, spesso ingiustificate e forse frutto della sola vanità di politici locali.

In alcune realtà, tuttavia, la presenza di sedi di Tribunale o di Uffici del Giudice di Pace appare essenziale per garantire il giusto presidio di legalità ad alcune aree disagiate, particolarmente periferiche o avviluppate in conclamati stati di illegalità permanente.

In quest’ottica di scelte di opportunità “aziendale”, tuttavia, non si può ignorare la posizione dei giovani legali.

L’associazione che ho l’onore di presiedere svolge il precipuo scopo di tutelare i diritti degli avvocati alle prime armi, a cui cerca di offrire orientamento professionale e di cui cerca di conoscere le esigenze lavorative.

Non si può negare nemmeno il disagio per i cittadini che, dopo aver goduto di una giustizia sul territorio, si vedono sottrarre il Tribunale!

È innegabile che per un giovane avvocato alle prime armi l’Ufficio del Giudice di Pace del suo territorio come la sezione distaccata del Tribunale rappresentino la fucina in cui ci si forma professionalmente.

La sottrazione della sede giudiziaria periferica, invece, potrebbe determinare un dispendio di energie e un aggravio di spese per il giovane tirocinante alle prime armi, costretto a doversi dividere tra due Tribunali nessuno dei quali presente nella sua area geografica.

Così come potrebbe rappresentare un duro colpo per l’economia locale privata dell’indotto che una sede giudiziaria riesce a garantire.

È un po’ quanto accaduto alla cittadinanza cavese ed ai tanti giovani legali del territorio metelliano, che a seguito della chiusura della sezione distaccata del Tribunale, si trovano oggi a dover fronteggiare anche l’emergenza della doppia sede giudiziaria.

Il provvedimento del Presidente del Tribunale di Salerno, che in ossequio alla imposta chiusura della sede cavese del presidio di giustizia ha disposto l’accorpamento al Tribunale di Nocera Inferiore, ha tuttavia lasciato la competenza di quello di Salerno per il contenzioso già pendente.

Ciò ha certamente causato un danno rilevante anche e soprattutto per i giovani avvocati cavesi, che si trovano oggi, in una sorta di diaspora giudiziaria, a dover girovagare per i due Tribunali a seconda della anzianità della causa da gestire.

Se lo spirito della riforma era quello di ridurre e razionalizzare la spesa pubblica, i cittadini metelliani – indirettamente – saranno tra gli ultimi destinatari dell’aumento dei maggiori costi addossati alla classe forense con la recente riforma.

D’altronde, anche la scelta dell’affiliazione all’Ordine professionale da parte dell’avvocato appare come un nuovo problema che difficilmente potrà trovare adeguate soluzioni dirimenti.

I legali cavesi, divisi tra i Tribunali di Salerno e Nocera Inferiore soltanto a causa della collocazione geografica subiscono, così, il peso di una decisione che li costringerà a dover scegliere anche l’Ordine di appartenenza.

Al di là del giudizio sulla opportunità, per i singoli uffici giudiziari, di subire la sorte della soppressione o meno, quel che rileva è evidenziare il criterio indiscriminato e sommario che ha accompagnato tali chiusure.

L’Aiga auspica per il futuro una gestione più condivisa per l’organizzazione delle sedi giudiziarie, nel rispetto delle professionalità umane e degli interessi dei cittadini, la cui sorte è invece oggi lasciata in balia di poco comprensibili provvedimenti normativi che determinano situazioni “anomale” o singolari come quella che si registra nella cittadina metelliana.

Di certo, con le riforme a “costo zero”, questi sono i risultati …
(Giovanni Balbi)

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