Addio “Meglio Gioventù” … questo mondo non vi ha amato abbastanza … Riflessioni di un uomo, di un giornalista, di un padre,di un amico …

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“ … avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle … avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare … avrai due lacrime più dolci da seccare, un sole che si uccide e pescatori di telline e neve di montagne e pioggia di colline, avrai un legnetto di cremino da succhiare, avrai una donna acerba e un giovane dolore, viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore, avrai una sedia per posarti, ore vuote come uova di cioccolato ed un amico che ti avrà deluso tradito ingannato … avrai il tuo tempo per andar lontano, camminerai dimenticando ti fermerai sognando … avrai la stessa mia triste speranza e sentirai di non avere amato mai abbastanza …”
Sono in macchina, fumo la mia ennesima sigaretta, guardo la strada, lunga, infinita, con un orizzonte che, all’alba, complice un pallido sole, sembra più bello del solito … Ascolto questa canzone di Claudio Baglioni, che per anni è stata un “refrain” della mia vita, non la ascoltavo da tanto, ma che è stata sempre il ritornello che dedicavo alle mie figlie a cui “donavo” speranze, gioie e auguravo un futuro migliore.
… e sorridevo pensando o guardando i loro sorrisi pieni di speranze … quante volte, per scherzo, le invitavo a ballare su questo brano e nell’orecchio le sussurravo: “Avrai tutto cio’ che meriti … io saro’ felice se tu sarai felice …”. Ma stavolta i miei pensieri sono confusi, dai miei occhi scendono lacrime amare, e non è il fumo. Un groppo in gola non riesce a farmi assaporare il sapore del tabacco, più aspro del solito, ho voglia di vomitare e di gridare al mondo e a Dio … ”Perché?” … con rabbia, disperazione, amarezza … Un altro amico è andato via … un altro pezzo della mia vita ha lasciato questo mondo, oramai insensibile , arrogante, strafottente, cinico, egoista … di nuovo … il “male di vivere” non gli ha lasciato da vivere, di capire, di comprendere … un’altra giovane vita ha deciso di invece di farla finita con questa vita, falsa, ipocrita, piena di vuoto e ricca di nulla … non è possibile … ancora … e ancora … e ancora … sono stanco … stanco di vedere, stanco di dover capire, stanco di ingoiare lacrime … non è giusto … non è più il mondo in cui io credevo, in cui sono cresciuto, per cui ho lottato, su cui ho costruito il mio instabile futuro,su cui avevo riposto speranze, progetti, chieste e vute opportunità …
Da giornalista, dovrei essere asettico, insensibile, cinico, raccontare i fatti di un comunicato che annuncia la morte di un’altra giovane vita. Ti appresti a scrivere, con fredda determinazione, di un suicidio predeterminato con lucidità, ponderato e messo in atto con “ fredda determinata violenza”, quasi a voler dire “ … io sono quello che ho scelto di fare …”, non insensibile al dramma che lascerà dietro di sé questo gesto estremo, spiegato in poche righe su di un foglio dove, molte volte, l’inchiostro è sbavato per colpa di lacrime cadute prima di … ”Chiedo scusa a tutti … perdonatemi …”, le ultime parole di una vita che ha deciso di non combattere il “mal di vivere”. E tu lo scrivi, ma ti accorgi che le tua dita non riescono più a battere sui tasti, ti fermi … pensi … ma il tuo lavoro deve continuare, i lettori devono sapere … cinico, insensibile, crudo … senza commenti. Poi, ad articolo finito, ti accasci sulla tua poltrona, hai lo sguardo fisso sul monitor, ti accendi un’altra sigaretta, un groppo alla gola ti attanaglia ed una lacrima ti scorre sul viso … ritorna l’uomo, il marito, il padre, quello in cui una tempesta di sentimenti si scatena e incomincia a chiedersi “Perche’? … Cristo … perchè?”.
Cerchi di metabolizzare, di darti una spiegazione ai tanti perchè che si affollano nella tua mente, al perchè tanti giovani, che potrebbero essere i tuoi figli, decidono che è giunto il momento di dire basta … e quell’uomo è esausto, impaurito, pieno di dubbi, è un uomo solo di fronte ad avvenimenti più grandi di lui. Pensi a tutto ed al contrario di tutto, a quando credevi che questa società aveva fatto credere di aver investito nei giovani e gli prospettava delle opportunità, pensi che questa era la “meglio gioventù”, figli di un progresso imponente, veloce, troppo veloce, che avrebbe permesso a tutti di avere la propria chance.
Pensi che sei figlio di ideali politici,culturali, religiosi, su cui hai fondato la tua esistenza, e oggi questi ideali, che hai cercato di trasferire ai tuoi figli, sono solo “cartastraccia”.
Si … li puoi buttare nel cesso i tuoi ideali di ieri,niente è più come sembrava,niente è più come prima … cosa te ne fai dei tuoi ideali se non riesci a spiegare, prima a te stesso e poi a chi ami, il perché succedono queste cose … !!!
Abbiamo riempito di illusioni le nuove generazioni, ai nostri figli avevamo promesso che con lo studio avrebbero avuto sicuramente un futuro lavorativo e loro hanno investito sul loro futuro … ed ora che cosa si ritrovano? Un giovane laureato su due è disoccupato o sottopagato o fa un lavoro non attinente alle sue professionalità, ovviamente sottopagato,ovviamente sfruttato … E le frustrazioni sono tante, ed ecco che il “mal di vivere” aggredisce i più deboli, mentre molti trovano “conforto” nel bere o nelle nuove droghe che ti distruggono il cervello, e noi facciamo fatica a capire, a scoprire, a comprendere il loro stato d’animo le loro ansie le loro paure le loro “sconfitte” … Abbiamo rubato il futuro ai nostri figli, abbiamo illuso le nuove generazioni, abbiamo dato speranze e coltivato illusioni …Cristo … quanti errori … quante illusioni, e continuiamo a non capire che questa società, basata sul chi sei, cosa fai, quanto hai e cosa ti fai, ci ha resi,al di là delle apparenze, sempre più soli, sempre più fragili … e i primi a pagarne le colpe sono loro … la “Meglio Gioventù”. Avevamo avuto l’illusione che a quaranta o cinquant’anni avremmo avuto una vita più serena, avremmo potuto goderci di più la nostra famiglia, soddisfatti del lavoro che avevamo svolto per tanti anni. Con i tuoi figli avresti potuto sorridere,gioire delle loro gioie e commuoverti per i loro successi, ma per molti non è stato cosi … Si ritrovano oggi, questi padri di famiglia, senza più un lavoro,senza più uno stipendio,con fitto e/o mutuo da pagare, bollette scadute, assicurazioni non pagate, senza più poter soddisfare i minimi bisogni di una famiglia. Cerchi di rivolgerti alle banche, ma niente è più come prima “…posso darti se mi garantisci tre volte tanto … sa è il mercato … abbiamo troppe … sofferenze”.
Sofferenze? Ma che ne sanno loro delle sofferenze di una madre che non riesce più a fare la spesa? Che ne sanno loro di un padre che vede la sua dignità calpestata, offesa e vilipesa? Che ne sanno loro di una vita che, troppe volte non ha più senso vivere? … E pensi che questo non è giusto, non è più concepibile, non era questo il mondo che avevamo in mente di costruire … Rimugini sulle tue sconfitte e mentre cerchi di rialzare la testa … una telefonata, un amico … senti le sue lacrime ed i suoi singhiozzi per telefono: ”E’ finita!” … La tua testa, già in confusione non riesce più ad avere un pensiero logico, fai mente locale e all’improvviso la verità, come un fulmine che ti abbatte … un altro amico se ne è andato …”Lui” … il “Male”.
“Cristo … ma perché … dimmi solo se è possibile che ti prendi una persona così giovane? Cosa te ne fai tu se egli aveva la sua famiglia, i suoi figli … ma … Cristo … ci hai pensato? … perchè sei così crudele a volte? …”. Ed allora, come un fuscello sbattuto giù dal vento di tramontana, ti accasci dal dolore e ti accorgi che negli ultimi anni hai perso tanti amici …tumore, un melanoma, un ictus, un infarto … senza rispetto, senza pietà per una vita che ancora non era stata vissuta … Perché Dio Cristo? …
Ma poi ti accorgi che anche nel mondo della sanità vige la regola del non rispetto dell’uomo-paziente. I viaggi della speranza, case farmaceutiche che vendono prodotti che non servono a niente, o che hanno costi improponibili per tutti, associazioni che sfruttano, in nome della ricerca, la buona fede delle persone che versano un contributo, ma che in fondo il loro scopo finale, per molte ma non per tutte, è arricchire i conti correnti di lestofanti, farabutti e cinici delinquenti vertici di queste pseudo associazioni, nate la mattina e morte la sera; medici, ancora pochi per fortuna, che nel pubblico sono dei veri incompetenti, incapaci, arroganti presuntuosi, ma poi con un buon pacchetto di euro, si trasformano in “geni” della medicina, umani, disponibili … Una sanità allo sfascio dove non ci sono neanche i soldi per una siringa monouso e i macchinari per le diagnosi precoci sono perennemente rotti, pur se NOI spendiamo decine di milioni di euro per l’acquisto e /o la riparazione delle stesse … Cosa pretendi se per una visita le liste di attesa sono in media di tre mesi, se ti va bene, e quando poi arriva il giorno della visita, il medico è … ad un convegno? … Politici corrotti, medici senza scrupoli e senza morale, banche “sanguisughe”, imprenditori che calpestano la dignità delle persone, valori in cui credevi persi per sempre … e allora il dolore è più atroce, perché anche tu hai contribuito a questo scempio delle società. Tu che credevi di essere parte di un “progetto comune” ed invece eri solo un granello di sabbia in un mare di squali, pensavi di essere un raggio di sole che poteva illuminare la vita di chi amavi ed invece eri un granello di polvere sotto un cielo di avvoltoi … Questo è atroce, questo era quello che non volevi …
Ed alla fine ti ritrovi a fare i conti con te stesso, come uomo, a dare conto a chi hai deciso di mettere al mondo, un mondo che avevi in prestito, che hai contribuito a “distruggere”, che darai in macerie a chi deve continuare il tuo cammino … E pensi che quei morti, i tuoi morti saranno lì a ricordarti per sempre quello che in cui speravi, quello che ti illudevi potesse essere e che non è stato. Ma cerchi di rialzarti, lo devi fare per loro, per te, per tutto ciò che hai combattuto fino ad oggi, devi continuare a lottare come se fosse l’ultimo giorno di vita, devi continuare a sorridere con il cuore e la mente straziati, devi farlo per te, per loro, per tutto ciò in cui credi ancora …
Addio “Meglio Gioventù” … noi continuiamo … insieme a voi … puo’ e deve esserci un futuro migliore … e noi per voi lo scopriremo … per ora … perdonateci … non siamo stati in gradi di capire, di comprendere di aiutarvi …

Antonio Di Giovanni 

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