CAPACCIO (SA): La GDF sequestra una struttura adibita a sala ricevimenti

gdf-sequestro-capaccio-sala-ricevimenti-abusiva-(1)-marzo-2014-vivimediaI finanzieri della Sezione Operativa Navale di Salerno, nell’ambito della intensificata attività di polizia ambientale e controllo economico del territorio, nel Comune di Capaccio, hanno sottoposto a sequestro una struttura adibita a location per feste e ricevimenti.

Le indagini condotte dai militari, su delega della Procura della Repubblica presso Il Tribunale di Salerno, hanno consentito di accertare che su di un fondo agricolo, in adiacenza ad un preesistente fabbricato, il proprietario aveva realizzato una struttura di cinquecento metri quadri adibita a sala per ricevimenti.

L’area ispezionata, di oltre 20.000 metri quadri, avrebbe dovuto essere un fondo agricolo; proprio grazie a tale natura giuridica, i proprietari avevano, negli anni, potuto beneficiare delle norme che consentono la trasformazionead uso residenziale di fabbricati strumentali ai fondi agricoli, con i parametri previsti da tali norme.

gdf-sequestro-capaccio-sala-ricevimenti-abusiva-(2)-marzo-2014-vivimediaAll’atto del sopralluogo, tuttavia, si è accertato che, attraverso consistenti modificazioni dello stato dei luoghi, erano state realizzate, oltre alla citata sala ristorante, anche una piscina di oltre 400 metri quadrati, locali interrati per quasi 300 metri quadrati, viali e sentieri di camminamento, oltre ad un’area di parcheggio di quasi 8.000 metri quadri asservita alle strutture ricettive.

Tutte le opere risultavano essereprive dei necessari titoli autorizzativi, per cui i finanzieri hanno procedutoal sequestro delle stesse ed alla denuncia dei soggetti ritenuti responsabili.

I reati contestati, vanno dall’abuso edilizio alla violazione delle norme a tutela del paesaggio; gli abusi perpetrati, infatti, ricadono in un territorio, quello del Comune di Capaccio, che dal 1967 è stato dichiarato di notevole interesse pubblico con apposito decreto ministeriale.

Gli abusi perpetrati ricadono, ancora una volta, all’interno del perimetro del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diana, zona riconosciuta “patrimonio dell’Umanità” dall’UNESCO.

Alle operazioni hanno preso parte anche i funzionari del competente Ufficio Tecnico del Comune di Capaccio.

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