Poemetti per Negrura, ultimo libro in versi di Arnaldo Ederle

Poemetti per Negrura di Arnaldo Ederle

In un’epoca di messaggi dai caratteri limitati e limitanti, Arnaldo Ederle coraggiosamente, sfrontatamente- come solo dei poeti- ci regala con questo suo ultimo lavoro, ben dieci poemetti. Sembrerebbe una mossa ardita, ed è invece mossa vincente. Tema, la Bellezza. Un libro caldo, palpitante di vita, di sole, di armonia: scritto da un autore veronese con tocco, sorprendentemente, da uomo mediterraneo (in alcuni versi si ritrovano atmosfere Sinisgalliane). Si racconta una storia d’amore. Lei, di pelle scura, raccontata, spiata, accarezzata, ma soprattutto scoperta, -o forse chissà persa e poi ritrovata in antiche ancestrali culture onnipresenti- nel suo grido di giovane donna. Il lettore assiste a un rito, un rito che solo la parola, fattasi poesia, può intendere. E il poeta è lì come antico aedo a testimoniare, parte, egli stesso, del tutto: la donna alla fine finirà decapitata¸ma è un catartico rito, un sacrificio di salvezza. Il mondo non è degno della Bellezza, di Negrura-Bellezza. Poemetti questi da forza teogonica laddove l’uomo, il creato intero, partecipa all’evento del farsi, del divenire verso un mondo sognato, dove:

Le stelle buone vedono tutto, ma
non possono muoversi, sono
incastrate nel cielo, punti fermi,
guardano, ogni tanto qualche lacrima
di stella sfregia l’aria cadendo
sulla terra. Più di così le stelle
non fanno, non possono.

Arnaldo Ederle

Da “ Poemetti per Negrura” CFR Edizioni, Piateda (SO) 2013

 

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Solo alcuni versi, dal poemetto “Fabula”. Versi dal respiro lirico. Laddove un’armonia circolare, data dal costante e sapiente uso dell’inarcature (ma/non possono; sono/ incastrate; lacrima/ di stella; cadendo/sulla terra; le stelle/ non fanno) ci regala l’immagine- sonora e visiva- di una danza di stelle. Sono le “stelle buone”. Proprio nel raccontarsi della e nella loro immobilità: (non possono muoversi) si scoprono -esse, emblema del creato – artefici di un ritmo vitale per noi umani, distratti e terribilmente privi di Bellezza. 

Arnaldo Ederle è nato a Verona nel 1936, dove vive. Poeta, narratore, critico e traduttore, ha insegnato Fonologia delle lingue romanze presso l’Istituto di Glottologia dell’Università di Padova in Verona. Corposa la sua bibliografia. In poesia, tra l’altro, ha pubblicato: Le pietre pelose ben osservate (Ferrari, 1965); Partitura (Guanda, 1981), Il fiore d’Ofelia, introd. di G. Raboni (Società di Poesia-Bertani, Milano, 1984), Varianti di stagione prefaz. di S. Verdino, (Empiria, Roma 2005), Stravagante è il tempo (Empiriria Roma, 2009). Molti i riconoscimenti e i premi. E’ stato tradotto in spagnolo, inglese, olandese.

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