L’artista salernitano Vincenzo Vavuso varca i confini ed espone a Londra. E viene accolto nel Museo di Arte Moderna e Contemporanea in Friuli

SALERNO. Hanno oramai preso il volo le opere della serie Rabbia e silenzio dell’artista salernitano Vincenzo Vavuso. Dopo i successi e gli apprezzamenti riscontrati nelle mostre a Salerno (Palazzo Pinto), Roma (Galleria Rosso Cinabro), Venezia (Officina delle zattere) Pisa (Galleria di Arte Moderna e Contemporanea), Torino (Galleria 20),dopo la pubblicazione dell’omonimo e “provocatorio” libro d’arte, si prepara un fine 2014 di grande soddisfazione, giusto coronamento di un cammino che in poco più di un anno ha letteralmente bruciato le tappe.

Innanzitutto, da oggi Vavuso può a buon diritto definirsi artista internazionale. Proprio in questi giorni le sue opere hanno varcato il confine per una destinazione decisamente prestigiosa: saranno infatti esposte al centro di Londra, alla Tryspace Gallery, dal 20 novembre al 7 dicembre. Inoltre nel mese di dicembre è in allestimento un’altra mostra importante, una personale a Gualdo Tadino, in Umbria. Ed intanto è stato preannunciato l’inserimento di un suo olio su tavola, dal titolo “Il tallone di Achille”, nel nascente Museo di Arte Moderna e Contemporanea del Friuli, collocato a Cividale del Friuli, al convento di Santa Maria in Valle (Udine), ex Monastero e Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Le opere della serie Rabbia e silenzio (cromostrutture, oli su tavola, sculture, pubblicazioni) stanno facendo rumore per la provocazione dei contenuti, l’attualità della polemica e l’originalità del linguaggio artistico: filo comune è rappresentato da pagine di libro gualcite e bruciacchiate, spesso immerse in grumi insanguinati su fondo nero, ora calpestate da aggressivi scarponi ora ferite da lame taglienti ora imprigionate in aeree ragnatele di materia ora impiccate ad alberi a loro volta storpiati dalle distruzioni ecologiche, e così via.Rabbia per la Cultura emarginata ed offesa in questi bui tempi di crisi non solo economica ma anche etica, Silenzio non solo per gridare che non ci sono parole per esprimere l’indignazione, ma anche per riflettere e creare un rinnovamento sociale ed umano.

Insomma, opere e linguaggio modernissimi, ma molto lontani dalle cripticità astratte che caratterizzano tante opere contemporanee. Il messaggio è chiaro e forte e può arrivare a chiunque. Anche questo è il segreto del loro successo.

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