La Battaglia di Cava del ’43 sarà rievocata in Comune lunedì 10 settembre

Costituito in Provincia un Comitato dei comuni dello Sbarco.


SALERNO, EBOLI, PONTECAGNANO, VIETRI SUL MARE, CAMPAGNA, CAVA DE’ TIRRENI: rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni, personalità della cultura insieme, grazie alla meritoria iniziativa del giornalista Eduardo Scotti, di Repubblica.

Finalmente, sia pure senza finanziamenti particolari, in occasione del settacinquesimo anniversario dell’evento, si è costituito un comitato intercittadino che comprende i comuni a suo tempo coinvolti nell’Operazione Avalanche, cioè nello sbarco degli Alleati angloamericani, avvenuto nel 1943 sulla Costa salernitana e immediatamente successivo all’Armistizio dell’8 settembre, che unilateralmente rompeva l’alleanza italotedesca e faceva passare l’Italia dalla parte degli Angloamericani e i Tedeschi nel novero dei nemici in terra propria. Se pensiamo allo sfruttamento in senso positivo che i Francesi hanno fatto dello sbarco in Normandia e consideriamo che lo sfondamento delle truppe di sbarco è stato decisivo per la se sorti dell’Italia e forse della guerra stessa, ci rendiamo conto delle opportunità che si potrebbero cogliere… e anche di quelle che finora si sono perdute, con iniziative parcellizzate e frammentate. 

Momento cruciale di questo sfondamento è stata la cosiddetta Battaglia di Cava, con gli Alleati a premere dal mare e i Tedeschi a difendersi sulle colline metelliane. Giorni drammatici, giorni difficili, giorni indimenticabili. Giorni che, nella distribuzione delle date dei vari eventi (rimandiamo ad altra sede il calendario generale), saranno rievocati, con la presenza del Sindaco Vincenzo Servalli e del Coordinatore del Comitato Edoardo Scotti, a Cava lunedì 10 settembre, alle ore 18, 30, nella Sala del Consiglio Comunale, nel corso della manifestazione intitolata, appunto, “La Battaglia di Cava”.

La manifestazione, condotta dal sottoscritto scrivente, si articolerà in quattro momenti:

*Diario del ’43 – Lo sbarco in diretta -Conversazione con Gregorio Di Micco.

I giorni dello sbarco, molto difficili per la popolazione, costretta a lasciare le proprie case ed a cercare alloggi di fortuna, in un’altalena terribile di pericoli e di morte, sono stati raccontati praticamente in diretta attraverso il diario di una signora napoletana sfollata a Cava e ritrovato in casa dell’avvocato Vincenzo Mascolo dal giornalista Gregorio Di Micco e pubblicato nel suo recentissimo libro Cava 1943 – I giorni del terrore. Non solo diario e cronaca in diretta, però, ma anche uno sguardo a trecentosessanta gradi sugli eventi epocali di quei giorni, con corredo di testimonianze e carrellate di personaggi ed episodi, Mamma Lucia in testa, naturalmente. Il tutto raccontato con la cura del giornalista, la competenza dell’uomo di cultura, la chiarezza del cronista, la passione del cittadino.

*Il video di Cava Storie

Non solo storici di antico pelo ed esperienza si stanno appassionando alla ricostruzione degli eventi del secolo scorso che hanno cambiato la storia del nostro territorio, ma anche giovani ricercatori, che all’attenzione per la lettura uniscono l’abilità dei moderni supporti tecnologici. Tra questi, un gruppo che fa capo al sito web Cava Storie, per l’occasione rappresentato da Aniello Ragone, che mostrerà il promo di un docufilm sullo sbarco e ritagli di documentari da loro già realizzati sugli eventi di quegli anni.

*Verso il Museo di Mamma Lucia.

Sulla scia dell’autorizzazione a visionare il materiale giornalistico e iconografico contenuto in apposite casse di famiglia, quattro anni fa fu costituito dall’Amministrazione Comunale (allora guidata da Marco Galdi) un Comitato per il riordino e la catalogazione, in vista della realizzazione di un Museo dedicato all’amatissima “Madre dei caduti”, che in occasione della battaglia di Cava recuperò e restituì alle famiglie i corpi di oltre seicento soldati tedeschi, considerati non nemici ma “figli di mamma”. La nipote di Mamma Lucia depositaria del materiale, Lucia Apicella, e la Coordinatrice del Comitato, Beatrice Sparano, insieme con esponenti dell’Amministrazione, faranno il punto della situazione e per l’occasione sarà ancora una volta attribuito il dovuto omaggio, a parole e in video, a questa magnifica testimone di Maternità universale.

*Nina, la sposa americana

Sarà poi rievocata, attraverso un filmato realizzato in frazione Passiano in occasione del suo ritorno tra noi, avvenuto sette anni fa, la storia di Nina, la sposa americana. Una storia cominciata durante lo sbarco, nel 1943, quando Nina aveva solo nove anni e George, ventiquattrenne, era un marine di stanza a Passiano, e continuata quando George, dopo la guerra, si era mosso dall’America per venire a sposare la sua “principessa”, oramai cresciuta ma ancora un po’ “smarrita” dagli eventi.

Quando nel 1951, a Passiano, Nina e George si sposarono, tutta Cava e tanta parte dell’Italia e degli Stati Uniti parteciparono all’evento. Mille e mille persone raccolte davanti alla Chiesa e sotto il balcone del Dopolavoro, reportage fotografici su “Il tempo illustrato”, “La settimana Incom”, perfino l’americana “Life”, addirittura la sceneggiatura di un film da girare con la regia di Corbucci. Era, pur se tra tante contraddizioni, la materializzazione del sogno americano per l’Italia povera di allora. George è scomparso da qualche anno e Nina, fresca ancora della sua bellezza di sempre, di cuore, di sorriso e di pelle, oggi vive in California con i suoi tre figli ed è in continuo contatto con la nostra città, che è rimasta “sua” fin nel profondo dell’anima. 

Insomma, un poker di servizi di ampio ventaglio di interesse, che non si esauriranno però nel solo 10 settembre, ma proseguiranno nel corso dell’anno, essendo i protagonisti disponibili a fare giri itineranti nelle scuole, per mostrare quel sapore della storia e delle radici che è necessario come il pane per l’identità delle nuove generazioni, un pane che però troppo spesso è lasciato nella madia con tanta muffa e poco lievito. Che sia finalmente l’inizio di una giusta “cottura” di questo saporitissimo cibo della mente?.

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