Un’iniziativa da pionieri all’IIS Della Corte – Vanvitelli: gli studenti a scuola di Pace

CAVA DE’  TIRRENI (SA). Iniziativa originale, innovativo e formativa Dopo la positiva sperimentazione pionieristica all’IIS Filangieri nello scorso anno scolastico, la Scuola di Pace proposta dal Punto Pace Pax Christi coordinato da Antonio Armenante quest’anno si sta realizzando, con qualche variazione e interessanti finestre collettive, presso l’IIS Vanvitelli Della Corte, diretto da quel motore turbo che è la prof. Franca Masi.

L’iniziativa, mirante a stimolare nei giovani una cultura teorica e applicata di Pace che parta dalla vita quotidiana e si estenda a tutto il campo sociale si caratterizza già dalla denominazione: La ginestra, La pace comincia da me. Il titolofa riferimento alla famosa poesia pacifista di Giacomo Leopardi, il sottotitolo è la formula necessaria per far capire che la Pace è un cammino dall’io agli altri attraverso se stesso che coinvolge al massimo livello anche la vita quotidiana di ogni persona.

Finora sono stati già realizzati due appuntamenti specifici con la classe pilota dell’esperimento, la Seconda A EE, ed uno collettivo, aperto all’intero istituto e ad altre realtà scolastiche. Il primo è stato incentrato sull’io e sul tema Come trasformare la rabbia in una scelta di Pace con la specialista del Rebirthing Lorena Tari Benvenuti.

Rapporto col proprio corpo, liberazione della compressione attraverso il respiro, apertura di finestre sulla consapevolezza e la comunicazione delle proprie emozioni, coscienza del malessere e del possibile benessere… argomenti che hanno coinvolto profondamente i ragazzi, inducendoli a guardare il mondo da un’altra angolazione. Del resto, è proprio quello l’obiettivo primario dell’iniziativa, come evidenziato dalla chiave di apertura dell’incontro, quando il sottoscritto scrivente, coordinatore dei vari incontri, ha mostrato agli studenti una scena del bellissimo film “Mignon è partita”, in cui un conflitto tra due adolescenti viene risolto proprio dalla diversa angolazione con la quale uno dei due reagisce ad un provocatorio insulto: non rifiuto, ma apertura e mano tesa. Dato che di solito scene del genere finiscono “a mazzate”, la lezione è stata proprio costruttiva per i ragazzi….

Il secondo incontro, il 29 gennaio, basato sul tema dell’accoglienza all’altro, soprattutto allo straniero, è stato incentrato sulle testimonianze dirette di migranti arrivati sui barconi e oggi ospitati a Cava. Sono intervenute due ragazze nigeriane, ospitate all’arrivo presso il monastero dei Cappuccini ed oggi da una Comunità, che, anche attraverso la loro assistente Imma, hanno raccontato la dolorosa esperienza del viaggio nel deserto con la speranza di uno sbocco felice in Europale vessazioni subite nei campi di detenzione libici, il rifiuto della prospettiva di dover invece subire l’onta della prostituzione, l’arrivo avventuroso in Italia, la rinascita della speranza.

Dopo di loro, è stata la volta di un giovane egiziano, oggi sedicenne, ospitato in una comunità e allievo dell’IIS Filangieri, che all’età di dodici anni è arrivato da noi dopo una traversata lunghissima senza i familiari, con momenti e ricordi veramente da brividi: persone morte per i disagi, persone gettate a mare, spazio minimo a disposizione, esposizione a tutte le intemperie, carenza di viveri e di servizi…

Hanno lasciato un solco profondo, queste testimonianze. La vita reale è esplosa davanti agli occhi dei ragazzi… e speriamo che uno spicchio di fraternità alternativa ad alcuni atteggiamenti di disarmante disumanità che si sentono in giro.

Sempre in tema di accoglienza, il 23 gennaio c’è stato l’incontro collettivo in Aula Magna, che ha avuto due ospiti molto stimolanti. L’avvocato Fernando Castaldo D’Ursi ha spiegato i contenuti, le motivazioni, le contraddizioni e i rischi del Decreto Sicurezza, aprendo la mente su opportune riflessioni rispetto ad un argomento che sta dividendo il paese e scatenando accesissime polemiche. In particolare, i ragazzi sono rimasti colpiti dalle conseguenze possibili della chiusura dei centri, che finora accoglievano i rifugiati non politici, con rischio di disagi e di affiliamento alla criminalità organizzata per queste persone senza più riferimenti certi.

Emozioni da brivido, come sempre quando la si incontra, sono venute dall’incontro con Suor Rita Giaretta. Con l’impeto e la passione e la determinazione che la caratterizzano, ha raccontato la storia di Casa Rut, associazione di Caserta nata quando lei ed un gruppo di sorelle decisero di impegnarsi per la liberazione diquelle ragazze, quasi tutte africane, che, prostituite e schiavizzate, costellano le strade di quel territorio,, di notte e spesso anche di giorno. Una coraggiosa sfida contro le armi della malavita con la sola arma dell’amore e della solidarietà…

Nonostante i rischi, grazie sia all’opportuna collocazione della sede nel cuore di Caserta e non in periferia, sia al sostegno progressivamente ricevuto dalla popolazione e dalle forze di polizia e dalle istituzioni, la scommessa è stata vinta: in circa un ventennio sono state salvate oltre cinquecento ragazzee sono nati, all’interno di Casa Rut, cinquanta bambini! Casa Rut è diventata così il simbolo della solidarietà attiva, un luogo di salvezza e di speranza, la riscoperta di una femminilità liberata, una finestra aperta su un futuro che sembrava perduto.

A rendere ancora più avvincente la manifestazione (magnificamente orchestrata dalla prof. Giusy Del Prete, c’è stato il concerto del prestigiosogruppo musicale I figli del Vesuvio (IV Istituto Comprensivo di Nocera Inferiore), diretto dal Maestro Enrico Della Monica: una musica prevalentemente etnica che ha trascinato ed entusiasmato gli studenti e nello stesso tempo ha mostrato la ricchezza dell’offerta pluriculturale.

Dopo questa fioritura la scuola di Pace non si ferma. I prossimi incontri riguarderanno il perdono consapevole, la gestione dei conflitti, il rapporto tra giovani e Pace, con il grande Alex Zanotelli.

Insomma, una gran bella semina da pionieri verso una formazione che esalti il rispetto della dignità umana.

Di solito i pionieri finiscono con l’avere un seguito. Succederà anche nel caso della Scuola di Pace e di Scuole aperte come quelle che l’hanno accolta? Magari… Intanto, dopo la semina, aspetteremo insieme che venga primavera …

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