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Due opere in due giorni: asilo nido e restyling di Pareti Pucciano

NOCERA SUPERIORE (SA). Nel week-end Cuofano consegna il primo asilo nido comunale ed avvia i lavori nei due borghi antichi.

Open Day con famiglie e bambini, sabato, posa della prima pietra dei lavori di riqualificazione di Pareti Pucciano, domenica.

Un week-end all’insegna delle opere pubbliche quello scandito dal sindaco Giovanni Maria Cuofano, che ha iniziato sabato mattina con l’inaugurazione dell’asilo nido comunale, il primo, e conclusosi domenica a mezzogiorno con la posa della prima pietra dei lavori di riqualificazione urbana che interesseranno le due storiche frazioni di Pareti e Pucciano. 

«Dopo la scuola di Portaromana realizzata e consegnata ad ottobre scorso insieme all’assessore regionale Lucia Fortini, l’asilo nido comunale è un altro obiettivo programmatico raggiunto da quest’amministrazione – sottolinea Cuofano – gli ambienti non sono spazi angusti e ricavati in garage, ma sono ampi, luminosi, sicuri e sani ripresi da aule in disuso della scuola elementare Marco Polo». 

Led, marciapiedi, sottoservizi, aree verdi: la nuova Pareti Pucciano riparte da un piano di riqualificazione pronto ad essere avviato nel giro di 15 giorni e destinato a dare ai due borghi storici di Nocera Superiore una dimensione europea della mobilità, delle memoria e dell’efficienza energetica. 

«Recupero e rigenerazione: sono queste le due parole-chiave che scandiscono il piano di riqualificazione urbana – ha detto il primo cittadino – con l’intervento andiamo a recuperare la storia antica di questi bellissimi borghi rigenerando gli spazi con architettura e materiali di qualità come il cocciopesto». 

Le arterie principali interessate dall’intervento sono via Pareti, via Pucciano, via San Ciro, via Cupa San Giovanni, via Cavour.

“The distinguished gentleman’s ride” farà tappa ad Amalfi, Salerno e Cava de’ Tirreni

jovanotti-lorenzo-cherubini-distinguished-gentleman-settembre-2017-cava-de-tirreni-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Domenica 24 settembre 2017, decine di migliaia di distinti gentiluomini sfileranno con le proprie motociclette classiche in centinaia di città sparse per il mondo indossando l’abito con papillon o cravatta per raccogliere fondi per la ricerca sul cancro alla prostata”.

“The Distinguished Gentleman’s Ride”il più grande evento mondiale di beneficenza per moto, e motociclisti, di stile classico e d’epoca,farà tappa a Salerno, in Costa d’Amalfi ed a Cava de’ Tirreni ,città che fanno parte delle oltre 500 città del mondo partecipanti all’evento benefico mondiale. Il DGR è un raduno inizialmente nato in Australia, creato da Mark Hawwa in primis per raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro alla prostata e in secondo luogo per raccogliere appassionati di moto classiche, d’epoca e special. L’iniziativa nasce nel 2012 e, parallelamente all’edizione australiana, sbarca presto anche in Europa: le prime edizioni europee sono quelle di Londra e Roma nel 2012 e riscuotono subito un grande successo, vuoi per il nobile scopo, vuoi per il particolare “dress&bike code” richiesto. Infatti i circa 500 elegantissimi (ed elegantissime) bikers ,che tra Salerno, Cava de’ Tirreni e la Costa d’Amalfi sono pronti a rombare,saranno vestiti in maniera molto “chic” come segno distintivo della manifestazione . “The Distinguished Gentleman’s Ride”è difatti , un elegante raduno finalizzato alla beneficenza, che anno dopo anno richiama un numero sempre maggiore di motociclisti in tutto il mondo.Quest’anno il raduno giunge alla sua sesta edizione e l’appuntamento è fissato per domenica 24 settembre, in oltre600 città del globo e in 95 paesi: New York, Toronto, Dallas, Los Angeles, San Francisco, Melbourne, Sidney, Parigi, Londra, Madrid, Berlino, nel nostro Paese saranno ben 37 le città che ospiteranno il “DGR” .tra cui Milano, Roma, Amalfi, Salerno e Cava de’ Tirreni .Protagoniste del raduno saranno le moto scrambler, café racer, special e bobber oltre ai baffi stilosi e agli abiti migliori di chi le possiede. Non conta la marca delle due ruote, ciò che conta è essere ogni anno sempre di più e raccogliere più fondi possibili per la ricerca scientifica. Lo scorso“The Distinguished Gentleman’s Ride” ha riunito oltre 37 mila motociclisti nel Mondo e raccolto oltre 2,3 milioni di dollari, poco più di due milioni di euro; l’obbiettivo di quest’anno è ancora più ambizioso, gli organizzatori puntano ad abbattere il muro dei 5 milioni di dollari australiani, che andranno poi donati a supporto della ricerca contro il cancro alla prostata.

I fondi raccolti (rigorosamente a mezzo bonifico bancario da effettuarsi da ciascun partecipante personalmente attraverso il sito web gentlemansride.com) vengono corrisposti alla Movember Foundation, la più grande organizzazione di andrologia del mondo.

Testimonial per l’Italia dell’evento, ma soprattutto sostenitore del “The Distinguished Gentleman’s Ride” è come ogni anno Lorenzo Cherubini , in arte Jovanotti, grande appassionato di moto, ed uomo molto sensibile alle tematiche sociali. L’evento prenderà le mosse proprio da Amalfi dove è previsto alle 9,00 il raduno dei “gentiluomini” in Piazza Flavio Gioia. Alle ore 10,00 vi sarà la partenza alla volta del capoluogo. Giunti a Salerno, il corteo si sistemerà in Piazza della Concordia dove opererà una sosta di un’ora per un caffè. Alle ore 12,00 la sfilata riprenderà il cammino verso Cava de’ Tirreni fino a giungere a Piazza San Francesco.

Quest’ultima, adeguatamente allestita per l’occasione con addobbi e decori in stile, ospiterà per l’intero pomeriggio oltre 400 motociclette english style e i riders accompagnati dalle proprie gentlewomans. Musica e animazione accompagneranno l’intera manifestazione sino alla conclusione, prevista per le 19,00.Per l’occasione, i pub, ristoranti e bar osserveranno orario continuato e per i “distinguished” è previsto il 20 per cento di sconto su ogni consumazione.Sponsor internazionali della manifestazione Triumph Motorcycles e Zenith Watches.

“Aspettando la San Lorenzo” ed il “Concorso Scolastico” lanciano la 56ª edizione della “Podistica Internazionale San Lorenzo”

podistica-san-lorenzo-2017-presentazione-cava-de-tirreni-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Martedì 9 maggio la 15ª edizione del progetto “Aspettando la San Lorenzo”, giovedì 11 maggio la 30ª edizione del “Concorso Scolastico – Memorial Antonio Ragone”. I due eventi, in programma entrambi allo stadio comunale “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni (Sa), rappresentano l’anteprima primaverile della 56ª “Podistica Internazionale San Lorenzo”. Saranno presenti in totale circa 700 alunni, con la partecipazione anche di un Istituto scolastico di Balvano (Pz)

Consueta entusiasmante anteprima per la “Podistica Internazionale San Lorenzo” – Trofeo Armando Di Mauro. Anche quest’anno la storica manifestazione, organizzata dal Gruppo Sportivo “Mario Canonico S. Lorenzo” di Cava de’ Tirreni (Sa), vivrà con il progetto “Aspettando la San Lorenzo” e con il “Concorso Scolastico – Memorial Antonio Ragone” una doppia festa all’insegna dei valori più autentici dello Sport. Sarà lo stuzzicante “antipasto” alla 56ª edizione, in calendario domenica 24 settembre 2017.

I due eventi sono stati presentati questa mattina, giovedì 4 maggio 2017, al Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti: Enrico Polichetti, Assessore comunale allo Sport; Vincenzo Passa, Consigliere comunale con delega alla Pubblica Istruzione; Francesco Scarlino, Consigliere del Centro Sportivo Italiano di Cava de’ Tirreni; Antonio Del Pomo, Presidente del Gruppo Sportivo “Mario Canonico S. Lorenzo”.

Il primo appuntamento è in programma martedì 9 maggio, quando a partire dalle ore 9.00 lo stadio “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni ospiterà la prova unica della 15ª edizione del progetto “Aspettando la San Lorenzo”, promosso dall’Assessorato allo Sport dell’Amministrazione comunale, in collaborazione con il Gruppo Sportivo “Mario Canonico S. Lorenzo”, guidato da Antonio Del Pomo, e con il Comitato CSI di Cava de’ Tirreni, presieduto da Giovanni Scarlino.

Quest’anno per la prima volta l’iniziativa varcherà i confini regionali. Infatti, oltre agli alunni delle Scuole Medie cavesi ed a quelli della Scuola Media “Fresa-Pascoli” di Nocera Superiore (Sa), parteciperanno anche gli studenti dell’Istituto Comprensivo “M. Carlucci Ruoti” di Balvano (Pz). In totale saranno circa 150 gli alunni che scenderanno in pista per cimentarsi sulle seguenti distanze: Prima Media: mt 600 maschili e femminili; Seconda Media: mt 800 maschili e mt 600 femminili; Terza Media: mt 800 maschili e femminili. Un intenso momento di confronto agonistico, che fungerà da prologo alla partecipazione degli studenti alla 56ª “Podistica Internazionale San Lorenzo” in una gara loro riservata, naturale conclusione del percorso sportivo intrapreso.

Anche quest’anno, come già avvenuto nelle tre precedenti edizioni, il progetto “Aspettando la San Lorenzo” sarà impreziosito dalla partecipazione degli atleti dell’A.S.D. “La Rondine” di Cava de’ Tirreni, che gareggeranno in “attività integrata sportivamente insieme”, non mancando di dare preziosi suggerimenti agli studenti anche e soprattutto attraverso “dimostrazioni pratiche”.

Il secondo appuntamento è in programma giovedì 11 maggio, alle ore 16.30, sempre allo stadio “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni: spazio al “Concorso Scolastico – Memorial Antonio Ragone”, che quest’anno taglierà il prestigioso traguardo della 30ª edizione. Intitolata alla memoria dell’indimenticabile Presidentissimo Antonio Ragone, l’iniziativa è riservata agli alunni delle Scuole dell’Infanzia, Elementari e Medie di Cava de’ Tirreni, che proporranno uno spettacolo all’insegna di balli, canti ed animazione. “Corriamo felici da 30 anni… la vita è bella” il tema dell’edizione 2017, che come di consueto rappresenterà per i più piccoli una speciale occasione di avvicinarsi al mondo della competizione agonistica. Circa 500 i partecipanti previsti alla manifestazione, che sarà trasmessa in diretta streaming sul sito www.podisticasanlorenzo.com.

La premiazione finale degli alunni partecipanti al Concorso Scolastico, come sempre egregiamente preparati dagli insegnanti di riferimento dei vari Istituti scolastici coinvolti, è prevista domenica 24 settembre in occasione della 56ª edizione della “Podistica Internazionale San Lorenzo”.

Per la realizzazione delle due kermesse Antonio Del Pomo, Presidente del Gruppo Sportivo “Mario Canonico S. Lorenzo”, ringrazia sentitamente l’Amministrazione comunale, il Comitato CSI di Cava de’ Tirreni, gli atleti dell’A.S.D. “La Rondine”, i Dirigenti scolastici Lorenzo Rispoli dell’Istituto Comprensivo “M. Carlucci Ruoti”, Michele Cirino della Scuola Media “Fresa-Pascoli”, Filomena Adinolfi dell’Istituto Comprensivo “Trezza”, Maurizio De Gemmis dell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII”, Giovanni Di Luca della Scuola Media “A. Balzico”, Maria Alfano del 1° Circolo Didattico, Pasqua Cappiello del 2° Circolo Didattico, Raffaelina Trapanese del 3° Circolo Didattico, Stefania Lombardi del 4° Circolo Didattico e tutti i docenti delegati alla preparazione degli studenti.

Apre anche il sottopasso di via Abate Conforti: “Opera fondamentale per il territorio”

apertura-sottopasso-via-abate-conforti-pontecagnano-faiano-marzo-2017-vivimediaPONTECAGNANO FAIANO (SA). “Un altro risultato storico e una grande opera per la Città di Pontecagnano Faiano”.

A dichiararlo è il Sindaco Ernesto Sica che annuncia l’apertura del sottopasso ferroviario di via Abate Conforti.

La cerimonia è in programma mercoledì 8 marzo 2017 alle ore 11. Insieme al Primo Cittadino, interverranno l’Assessore ai Lavori pubblici Mario Vivone e i rappresentanti di Rete ferroviaria italiana.

Saranno presenti anche le scolaresche dell’Istituto Comprensivo Pontecagnano Sant’Antonio.

Dopo anni di battaglie, attese e incontri a Roma che hanno visto l’Amministrazione sempre in prima linea – afferma il Primo Cittadino Ernesto Sica – finalmente inauguriamo anche il sottopasso di via Abate Conforti che assume un’importanza strategica a sostegno dei cittadini e delle aziende della zona. Come per Pagliarone, è un risultato straordinario reso possibile dal grande lavoro di Rfi e dalla proficua e intensa sinergia con il Comune di Pontecagnano Faiano che ha sempre assicurato il proprio sostegno per la riuscita dell’intervento scongiurando ulteriori rallentamenti e, quindi, disagi per il territorio”.

Siamo orgogliosi e, come da programmazione di Rete ferroviaria italiana, più che mai determinati – aggiunge il Sindaco Ernesto Sica – a completare in pochi mesi l’intero piano dei sottopassi in Città. Entro il 2017, infatti, avremo la consegna anche di via Colombo per poi procedere all’adeguamento del sottopasso tra via Torino e via Alfani con la rimodulazione del piano traffico per una viabilità più fluida ed efficiente”.

Anche per il sottopasso di via Abate Conforti – dichiara soddisfatto l’Assessore Mario Vivone – l’apporto dell’Amministrazione Comunale si è rivelato di fondamentale importanza. Dopo aver accompagnato l’intero iter di realizzazione dell’opera, infatti, solo il nostro intervento ha consentito, in breve tempo, il trasferimento della cabina di trasformazione elettrica da Rfi al Comune e, con atto di acquisizione, dal Comune all’Enel per l’attivazione definitiva che ha determinato la conclusione dei lavori. Allo stesso tempo, l’Amministrazione ha operato positivamente per la risoluzione di tutte le controversie inerenti all’intervento in corso. E’ un nuovo traguardo che ci riempie di orgoglio a testimonianza di un impegno concreto che si conferma più forte di ogni polemica e strumentalizzazione politica da parte di chi, anche in questa circostanza, non ha fornito alcun supporto né prodotto atti o solleciti, se non generare esclusivamente confusione con notizie inesatte”.

Intanto, nelle prossime ore verrà ufficializzato il nuovo piano traffico per il sottopasso di via Abate Conforti predisposto dall’Amministrazione Comunale e dalla Polizia Municipale guidata dal Capitano Francesco Lancetta.

Gestione rifiuti, oggi la firma

firma-contratto-metellia-cava-de-tirreni-febbraio-2017-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Nel pomeriggio di oggi, 24 febbraio, presso la sede della Metellia Servizi, alla presenza del Sindaco Vincenzo Servalli, si è proceduto alla sottoscrizione da parte dei primi 19 lavoratori del cantiere di Cava de’ Tirreni del Consorzio Rifiuti Bacino Salerno1, del nuovo contratto di assunzione che, dal 1 marzo prossimo, consentirà di essere, a tutti gli effetti operatori dalla Metellia Servizi, settore Igiene Urbana. Le operazioni sono state svolte dai funzionari di Metellia e Consorzio e sottoscritte dal presidente e amministratore delegato della Metellia Servizi, Giovanni Muoio e dal Commissario liquidatore del Consorzio Bacino Sa/1, Fabio Siani. Hanno espresso grande soddisfazione tutti i lavoratori e le organizzazioni sindacali che hanno siglato l’accordo del 10 febbraio scorso, per la conclusione di un percorso lungo ed articolato e che si pone come modello per tutti gli altri comuni in cui ancora opera il Consorzio.

“Abbiamo portato a termine un impegno importante – afferma il Sindaco Servalli – nel pieno rispetto del mondo del lavoro e nelle modalità pienamente conformi alle nuove norme regionali e certamente nell’interesse della nostra città che finalmente vede risolto un dannoso dualismo nella gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Adesso bisogna lavorare per ottimizzare l’integrazione e avviare la nuova fase di riorganizzazione complessiva della Metellia Servizi”. 

Usa e Riusa: firmato protocollo d’intesa con Rete O.N.U.

usa-riusa-protocollo-rete-onu-cava-de'-tirreni-febbraio-2017-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Il Sindaco Vincenzo Servalli e il presidente di Rete Onu, l’Associazione Nazionale degli Operatori del Riuso, Augusto Lacala, hanno firmato il protocollo d’intesa per l’avvio della sperimentazione che quantificherà la riduzione dell’impatto ambientale apportata dal rutilizzo degli oggetti.

L’iniziativa, avviata dal vicesindaco con delega all’Ambiente, Nunzio Senatore, vede la Città di Cava de’ Tirreni, seconda in Italia solo a Torino, ad aver sottoscritto il protocollo con la Rete Operatori Nazionali dell’Usato, con l’obiettivo di attivare una “best practice” tra pubblico e privato nella raccolta dei dati utili a quantificare uno previsione di sconto sulla bolletta Tari 2018 per i cittadini e gli operatori virtuosi.

“Quantificare la riduzione del conferimento presso la nostra isola ecologica – afferma Nunzio Senatore Assessore all’Ambiente e Vicesindaco di Cava de’ Tirreni – segue la direzione del progetto Green Valley orientato a confermare la nostra Cttà quale Comune Riciclone e attento alle politiche ambientali”.

Rete ONU, tramite l’associata Mercatino Franchising, sarà in grado di quantificare per tutto il 2017, grazie ad un sistema scientifico certificato (LCA), il risparmio nell’aria di CO2 in KG, il recupero di risorse energetiche non rinnovabili in MJ, la riduzione in % dell’impatto sugli ecosistemi e la restituzione in minuti di vita ad ogni abitante della terra. Solo nel 2015 gli affiliati alla “Mercatino” con 200 punti vendita in Italia, hanno riutilizzato e sottratto allo smaltimento 20.813 tonnellate di oggetti, evitando l’emissione nell’atmosfera di 94.000 tonnellate di CO2 equivalente e generando il risparmio di un miliardo e 300 milioni di Megajoule di energia primaria (dati certificati).

“Un approccio innovativo che tende alla circular economy – afferma Augusto Lacala Presidente di Rete Onu – un approccio che il settore dell’usato intende sviluppare e portare sul territorio direttamente ai cittadini per renderli sempre più protagonisti e attivi nell’uso di buone pratiche ambientali per la riduzione degli sprechi,aggiungendo al principio di “chi inquina paga” quello di “chi risparmia energie è premiato”.

Treni troppo vecchi e lontani dagli standard europei: in sei anni 143 mila persone in meno sui treni (-34%)

treno-vecchio-ferrovie-vivimediaNAPOLI. Per i circa 279mila pendolari campani che ogni giorno prendono il treno per andare a lavorare o a studiare la condizione del trasporto pubblico è sempre più insostenibile. Ogni giorno che passa il servizio diventa più scadente perché i soliti vecchi treni sono diminuiti e diventano più affollati e pericolosi. Con risultati inevitabili. Dal 2010 ad oggi il calo dei pendolari è stato vertiginoso, passando dai 442mila utenti a 143 mila pendolari, il 34% in meno. Una drastica diminuzione che si tramuta in più auto in circolazione, più traffico e di conseguenza più smog nelle nostre città. 

È quanto emerge da Pendolaria 2016, il dossier di Legambiente che traccia un quadro preciso sulla situazione e gli scenari del trasporto ferroviario pendolare.

In Campania – denuncia Legambiente sono stati effettuati tagli complessivi del 15% al servizio dal 2010 ad oggi, con punte di -50% su alcune linee, mentre c’è stato un aumento delle tariffe del 36%. La Regione Campania investe poco per potenziare il servizio e comprare treni: la spesa per i pendolari è pari allo 0,29% del bilancio regionale. In Campania continua ad aumentare l’età media dei treni, nonostante alcuni segnali di investimento e dei primi inserimenti di nuovi convogli nel corso degli ultimi mesi, soprattutto a causa dell’anzianità del parco rotabile di EAV (Circumvesuviana, Sepsa e MetroCampania NordEst). Complessivamente – secondo il dossier Pendolaria di Legambiente - in Campania sono 407 i treni in servizio sulla rete regionale, di cui 383 ad alta frequenza e 24 di media percorrenza con una tipologia di 321 elettrici e 86 diesel con una età media dei convogli in circolazione sulla rete regionale di 18,3 anni, con il 70,3% dei treni con più di 15 anni di età. A Napoli sono 81 il numero dei treni metropolitani con una età media del materiale rotabile di 19,2 anni, mentre il 77,8% dei treni ha più di 15 anni. Sono 52 i tram che circolano nel capoluogo napoletano con una età media di 17,5 anni con ben il 57,7% dei tram con più di 15 anni. In particolar modo 30 vetture sono state costruite 75 anni fa e con un revamping di 20 anni fa. A Napoli sono circa 65milioni i passeggeri annui che utilizzano la metropolitana, cifre basse rispetto i 479 milioni annui di Milano ed i 308 milioni di Roma, mentre sono 140 i milioni di passeggeri che a Napoli usufruiscono di tram/busniente in confronto dei 941 milioni di Roma e i 244 milioni di Milano.

Tra tante ombre ci sono anche piccoli segnali che fanno ben sperare. In Campania si è tornati ad investire nell’acquisto di nuovo materiale rotabile con oltre 47 milioni per l’acquisto di parte dei nuovi treni ETR per la Circumvesuviana, di quelli per Sepsa incluso il revamping di 13 treni e l’acquisto di 12 unità di trazione Firema e 7 nuove unità di trazione Firema per la ex MetroCampania NordEst, oltre che con i finanziamenti previsti per l’acquisto di 12 nuovi treni Jazz (che si sommano ad altri 12 già in circolazione) per Trenitalia; a Napoli aumentano i passeggeri: ogni giorno oltre 150.000 passeggeri prendono la Linea 1 (erano 110.000 nel 2013 prima del prolungamento fino alla Stazione Garibaldi). Sono inoltre state realizzate negli ultimi anni 35 tra stazioni nuove e riqualificate, attraverso il coinvolgimento di artisti e architetti di fama internazionale. La nuova stazione Toledo del metrò si è addirittura aggiudicata diversi riconoscimenti internazionali ed è arrivata in testa a diverse classifiche sulla stazione più bella.

“La situazione dei pendolari - ha dichiarato il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo – è inaccettabile e insostenibile. Un fenomeno sociale che non interessa a nessuno e che incrocia i grandi temi dell’attualità e i problemi che vivono ogni giorno le famiglie, di contrazione della spesa per l’aumento del costo dei trasporti e in particolare proprio di quello legato all’automobile, di inquinamento e congestione delle città ma anche di impegni del nostro Paese nella lotta ai cambiamenti climatici. Legambiente attraverso la campagna Pendolaria vuole dare visibilità e forza a una battaglia che è oggi di civiltà: perché puntare a cambiare questa situazione, dando un’alternativa a chi si muove su mezzi privati attraverso un servizio davvero di qualità fatto di treni nuovi, più numerosi e puntuali, carrozze pulite e non sovraffollate, è un grande investimento sul futuro della nostra regione. Dobbiamo puntare a raddoppiare i pendolari che prendono treni regionali e metropolitani ogni giorno – ha continuato Buonomo – una sfida alla portata del nostro Paese e nell’interesse dei suoi cittadini, con vantaggi non solo in termini ambientali, ma di attrattività delle nostre città e dei territori, con ricadute positive sull’occupazione e sul turismo. Lo Stato deve poi finalmente comprare treni, come succede in tutti gli altri Paesi europei, perché servono più treni per potenziare le linee e le sostituzioni in corso legate ai contratti con le Regioni, lasciano scoperto proprio il Sud e alcune linee fondamentali in città come Roma e Napoli. Infine occorre cambiare le priorità infrastrutturali per dare priorità alle aree urbane e al Sud. Per cambiare questa situazione occorre mettere queste politiche tra le priorità del Paese, con un ruolo di regia e di controllo da parte del Ministero delle Infrastrutture che lo porti a spostare l’attenzione dai cantieri delle infrastrutture agli obiettivi e agli interventi necessari per rendere più semplice e sostenibile la mobilità dei cittadini”.

Con Pendolaria, Legambiente fotografa nello specifico lo sfascio del trasporto pubblico in Campania. Le maggiori difficoltà che i pendolari lamentano riguardano l’età e l’affollamento dei treni ma anche disagi derivanti dalla mancanza di coincidenze sulle direttrici Salerno-Cava de’ Tirreni-Napoli e Caserta- Aversa-Napoli, due delle tratte più utilizzate della Regione e dove i pendolari chiedono un maggiore cadenzamento dei treni. Dopo il completamento nel 2008 della linea a Monte del Vesuvio, la variante della Napoli-Cancello ed il potenziamento del passante Villa Literno-Gianturco-Cancello-Caserta-Torre Annunziata si attende la realizzazione della Stazione per i treni TAV ad Afragola che dovrebbe aprire il prossimo giugno per consentire una riorganizzazione del traffico ferroviario dando la possibilità di cadenzare i passaggi dei treni negli orari di punta. La sfida vera sarà nei prossimi anni di riuscire a potenziare realmente il servizio una volta che sarà adeguata la rete e entrati in esercizio tutti i 94 nuovi treni promessi.

Negli ultimi 5 anni però in questa Regione si è assistito ad una drastica riduzione delle risorse ed una conseguente riduzione dei servizi e degli investimenti nelle nuove infrastrutture, con criticità estreme per la vita di molti pendolari. Il piano delle 100 stazioni purtroppo si è arenato e anche strutture importanti, come l’interscambio M1/Cumana di Cilea, cadono sotto la scure dei tagli. Da anni la Circumvesuviana rappresenta la vergogna della mobilità in Campania. Eppure questa ferrovia collega un’area metropolitana di circa due milioni di abitanti e si estende per circa 142 km (distribuiti su 6 linee e 96 stazioni) che si sviluppano intorno al Vesuvio, sia lungo la direttrice costiera verso Sorrento, sia sul versante interno alle pendici del Monte Somma, fino a raggiungere Nola, Baiano e l’Agro nocerino-sarnese. L’utente medio della “Circum” ormai non fa più caso ai ritardi. La speranza, piuttosto, è che la corsa non rientri tra le diverse centinaia cancellate ogni anno. E una volta saliti a bordo non resta che sperare di poter proseguire fino alla meta senza intoppi. Fino al 2003 la Circumvesuviana assicurava più di 500 corse al giorno, oggi i numeri sono dimezzati. Questo perché fino al 2010 i treni in circolazione erano 94 poi si è assistito ad una lenta ed inesorabile parabola discendente. Allo stato attuale, salvo guasti, viaggiano 56 treni, ma ne occorrerebbero almeno 70 per garantire un servizio dignitoso ai pendolari, costretti ancora a viaggiare ammassati. Ma da disastro è la situazione complessiva dell’Eav, l’holding – con socio unico la Regione Campania – dove nel 2013 sono confluite Circumvesuviana, Cumana, Circumflegrea e Metrocampania NordEst. Il crollo del numero dei viaggiatori è lo specchio della crisi in cui versa un’azienda che gestisce una buona parte del trasporto pubblico su ferro in regione: secondo i dati della società nel 2010 erano 40 milioni gli utenti della Circumvesuviana, crollati ora a 27 milioni; quelli della Sepsa (Cumana e Circumflegrea) sono passati da 20 milioni a 11; quelli di MetroCampania Nordest, da 67 milioni a circa 40. Qualche buona notizia sembrano arrivare dal decreto fiscale che contiene lo stanziamento di circa 600 milioni da destinare alla Regione per il pagamento dei debiti pregressi di Eav. Secondo gli annunci della Regione, la flotta della Circumvesuviana sarà ampliata con la messa in esercizio di 21 dei 26 treni Metrostars (frutto di una commessa del 2004 e terminata nel 2015, ma già oggetto di manutenzione per difetti di progettazione che ne impedivano l’utilizzo). Sono inoltre partite altre due commesse (con EuroMaint e TFA) per il revamping di 37 treni che dovrebbero arrivare da marzo 2017.

La ferrovia Alifana, lunga circa 80 km, è un’altra delle linee che negli ultimi anni è stata spesso protagonista di numerose lamentele da parte dei pendolari, a causa di molteplici ritardi, soppressione di corse, ma soprattutto per la precarietà dei mezzi su cui viaggiano, caratterizzati dall’assenza di aria condizionata d’estate, da sediolini e carrozze antiquate e da uno scarso servizio di pulizia. Si tratta di una linea su cui viaggiano convogli diesel anche se da svariati anni l’opera di elettrificazione è praticamente finita. Al momento attuale la gestione di EAV (Ente Autonomo Volturno) vede l’utilizzo di 8 treni, mentre le corse sono assenti nei giorni festivi in quanto sostituite con bus. Proprio nei mesi scorsi Trenitalia ed RFI (che gestisce le infrastrutture) hanno sollecitato l’EAV a far rispettare le tracce orarie così come già precedentemente stabilito. Questo perché una precedente decisione dell’EAV vedeva il transito dei treni da Piedimonte Matese a Caserta, mentre, anche grazie alle numerose proteste dei pendolari, da ora proseguiranno regolarmente verso Napoli Centrale. Il paradosso è che in realtà il treno del Matese è estremamente utile e comodo proprio ai viaggiatori di Santa Maria Capua Vetere e Caserta perché svolge numerose corse verso Napoli.

Questo episodio dovrebbe essere da stimolo a completare quei 10 km che mancano di Ferrovia Alifana dalla stazione di Aversa Centro della metro a Santa Maria Capua Vetere in modo da avere un tracciato proprio fino al Centro Direzionale di Napoli. Anche in questo caso potrebbero arrivare buone notizie con l’acquisto di 3 nuovi treni per l’Alifana deliberato dalla Regione a giugno 2016. Si sono registrati poi disagi gravissimi anche per i 42.000 pendolari che quotidianamente usufruiscono delle linee Circumlfegrea e Cumana. In particolare però è la Circumflegrea ad assistere ad un degrado senza precedenti. La linea, che collega il quartiere di Napoli Montesanto con Torregaveta, lungo un percorso interno di 27 km, attraversa altri quartieri di Napoli ed i Comuni di Pozzuoli e Quarto. I disagi riscontrati dai pendolari riguardano la mancanza di un numero sufficiente di treni ed i continui problemi tecnici che riscontrano quelli in circolazione.

La linea Cumana, che collega sempre Montesanto a Torregaveta ma su un tracciato costiero di circa 20 km, ha visto numerosi stop legati a guasti tecnici. La situazione però è migliorata a fine 2014 grazie all’introduzione di due nuovi treni e di uno ristrutturato.

I treni dell’ex Sepsa sono 32, di cui: 10 costruiti all’inizio degli anni ’60, 7 costruiti alla fine degli anni ’70 e 13 costruiti durante la prima metà degli anni ’90, a cui vanno aggiunti i 2 nuovi convogli entrati in funzione. La frequenza delle corse è di un treno ogni 20 minuti, ma i ritardi sono all’ordine del giorno anche a causa della soppressione di quasi il 50% dei treni avvenuta negli ultimi anni, accompagnati dagli scioperi del personale, che per mesi non ha ricevuto stipendio, e dei casellanti che durante la primavera hanno causato numerosi disservizi, come la chiusura delle stazioni dove ci sono passaggi a livello.

Ma anche la linea Napoli-Avellino è stata oggetto di un taglio enorme e che ha addirittura portato ad una parziale chiusura iniziale per poi ristabilire solo il 10% dei treni che in precedenza vi circolavano e comunque eliminando i treni diretti tra i due capoluoghi. Al momento le due città vedono 8 “collegamenti” al giorno, tra cambi ed autobus sostitutivi, un tempo minimo di percorrenza di 2 ore e 10 minuti e l’ultimo collegamento da Napoli in partenza alle 17.30.

Festa di Corpo al 4° Reggimento Carri: celebrato il 76° anniversario dei fatti d’Armi di Tobruk

 PERSANO (SA). In occasione del 76° Anniversario dei fatti d’Armi di Tobruk è stata celebrata presso la Caserma “P. Capone”, sede del 4° Reggimento Carri di Persano (SA), la tradizionale festa di Corpo dell’Unità corazzata appartenente alla Brigata Bersaglieri “Garibaldi”. Il Comandante di Reggimento, Colonnello Salvatore Alessandro Sarcià, nella sua breve allocuzione, ha ricordato e onorato le eroiche gesta dei carristi che si batterono nella difesa della località di Tobruk in Africa Settentrionale nel gennaio del 1941 e per cui il Reggimento fu insignito, con Decreto del 12 Ottobre 1953, di Medaglia d’Oro al Valor Militare. La cerimonia è iniziata con lo schieramento dei reparti in armi ed è poi proseguita con una deposizione di una corona d’alloro in ricordo dei Caduti di tutte le guerre, con la celebrazione della Santa Messa da parte del Cappellano Militare e con il rituale pranzo di Corpo. Nell’occasione il Comandante di reggimento ha consegnato i riconoscimenti tributati ad alcuni militari particolarmente distintosi nel corso dello scorso anno in operazioni. Al termine della cerimonia, un plotone di carristi è partito per Foligno per partecipare all’attività di soccorso in favore delle popolazioni del centro Italia colpite dall’emergenza neve e dal sisma. Inoltre, circa 140 tra uomini e donne del reggimento, sono attualmente impiegati nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure” con il Raggruppamento Campania, per garantire il presidio di punti sensibili e la sicurezza nelle province di Napoli, Caserta e Cosenza, in concorso e congiuntamente con le forze di Polizia.

Il centro urbano si veste di luci

albanella-mercatini-di-natale-2016-vivimediaALBANELLA (SA). Luci e colori per tre giorni all’insegna del divertimento e della tradizione con gli occhi puntati sull’artigianato ed enogastronomia natalizia.
Al via il prossimo 16 dicembre i “Mercatini di Natale” organizzati dalla Asd Albanella, presieduta da Ahmad Abdallah, e patrocinati dal Comune di Albanella, guidato dal sindaco Renato Josca. 

Un percorso di 400 metri, abbellito con caratteristiche luminarie natalizie, che si snoda proprio al centro del borgo lbanellese e collega la piazza del Poliambulatorio con quella di via Roma.
L’area mercatini sarà allestita presso il oliambulatorio, con oltre 50 stand dedicati all’artigianato locale. Lungo il percorso, invece, saranno collocati gli stand astronomici, che proporranno dolci natalizi e tipicità del territorio.
Lungo la caratteristica  scala in pietra, che collega via Roma dal Tabacchino Cortazzi all’ambulatorio, sarà invece allestito un presepe vivente.
Nella piazza parcheggio di via Roma, infine, prenderà vita il villaggio di Babbo Natale, con addobbi, regali, spettacoli e tanti giochi per i più piccoli. 

Gli stand apriranno i battenti alle 17, mentre domenica 18 dicembre, giornata conclusiva dell’evento, resteranno aperti per tutto il giorno a partire dalle 10.
Alla tre giorni è abbinata anche la “Lotteria dei mercatini”, cinque i premi in palio e per il primo classificato uno splendido presepe artigianale realizzato dall’albanellese Nicola Casalaspro.
A fare da cornice a questo evento unico nel suo genere, le più belle musiche della tradizione natalizia trasmesse in filodiffusione lungo tutto il percorso.
Non mancate divertimento e allegria assicurati.
Oltre alla degustazione delle bontà enogastronomiche natalizie per i più golosi.

Il Fiume Sarno ancora ostaggio di scarichi, rifiuti, pesticidi e consumo di suolo. Presentati risultati di Goletta del Sarno

legambiente-fiume-sarno-(3)-ottobre-2015-vivimediaSARNO (SA).  Il fiume Sarno continua a versare in uno stato di forte sofferenza causato da scarichi di reflui urbani e industriali non depurati, inquinamento da fertilizzanti e pesticidi dell’agricoltura e difese naturali ridotte ai minimi termini. E se qualche risultato si intravede all’orizzonte, resta ancora tanto da fare considerato che ancora oggi più del 55% della popolazione che risiede nell’area non è servita da un impianto di depurazione. A conferma delle criticità ancora presenti i dati dei monitoraggi effettuati dai volontari di Legambiente: la metà dei punti campionati lungo l’asta principale del Sarno presentano criticità e l’80 per cento dei campionamenti lungo canali e corsi secondari presenta livelli di inquinanti considerevoli.

Legambiente rinnova quindi alla Regione Campania e agli enti preposti di avviare tutte le azioni per completare al più presto l’indispensabile rete di infrastrutture depurative e intraprendere controlli sempre più serrati contro chi continua a scaricare abusivamente. 

Sono questi, in sintesi, i risultati delle indagini condotte da Goletta del Sarno, la campagna di monitoraggio del fiume Sarno, giunta alla sua terza edizione, promossa da Legambiente Campania e realizzata dal circolo Legambiente Valle del Sarno in collaborazione con la rete dei circoli Legambiente del Bacino del Sarno e il supporto tecnico della azienda Hach. Il dossier è stato presentato questa mattina presso il Dipartimento di Chimica e Biologia “Adolfo Zambelli” dell’Università degli Studi di Salerno nel corso di un seminario con gli studenti del Corso di laurea in scienze ambientali.

“I vari enti interessati al disinquinamento del Sarno hanno sicuramente proposto ambiziose soluzioni in questi anni, ma ad oggi è evidente che non solo non si riesce a porre un freno all’inquinamento del corso dell’acqua, ma neanche si è riuscito ad arrestare il consumo di suolo, il disordine insediativo e l’abusivismo edilizio che interessa l’area – dichiara Antonio Giannattasio, Segreteria Legambiente Campania -. Fermare i numerosi scarichi industriali e civili che ancora oggi inquinano il Sarno è sicuramente una delle priorità, come quella di procedere alla bonifica delle falde contaminate. Occorre però finalmente adottare in modo sistematico e trasversale criteri di riqualificazione fluviale che orientino qualsiasi intervento in ambito fluviale, a partire dal Grande Progetto Sarno fino alle manutenzioni che a vario titolo si realizzano. Non servono gli interventi spot o le spesso dannose azioni post-emergenza, ma un approccio integrato che passa necessariamente anche per la formazione e la sensibilizzazione della cittadinanza e degli amministratori pubblici.”

A dimostrazione che la mancata depurazione resta ancora una delle principali cause di inquinamento di questo corso d’acqua vi sono i dati al 2015 di copertura del servizio. Tra lavori mai progettati, altri in corso o ancora da appaltare la situazione è tutt’altro che rosea: il servizio di depurazione copre infatti appena il 45% del carico inquinante, espresso in abitanti equivalenti (AE), che arriva dal territorio. In pratica vengono convogliati in impianti di depurazione soltanto i reflui corrispondenti a 900mila abitanti equivalenti sui circa due milioni dell’area. Comuni importanti (Pompei, Ottaviano, Poggiomarino, San Giuseppe Vesuviano, Striano, Terzigno, Corbara, San Valentino Torio, Sarno, Scafati, Boscoreale, Casola di Napoli, Santa Maria la Carità) non sono ancora oggi serviti da nessun impianto di depurazione. Per diversi altri, invece, il grado di copertura non supera il 60% (Sant’Antonio Abate, Castel San Giorgio, San Marzano sul Sarno, Castellammare di Stabia e Gragnano) e per altri resta comunque inferiore all’80% (Mercato Sanseverino, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Sant’Egidio del Monte Albino, Siano, Torre Annunziata e Trecase). 

Eppure da tempo l’Europa richiama l’Italia ad avere corsi d’acqua in buono stato. Nel 2015 è scaduto il termine per il raggiungimento degli obiettivi ambientali previsti dalla direttiva 2000/60, in termini di conseguimento (o mantenimento) del “buono stato ecologico” per tutti i corpi idrici.

“Ad oggi però circa il 60 per cento delle acque dei fiumi italiani si trova in uno stato di qualità insufficiente e un italiano su quattro non è servito da adeguata depurazione – sottolinea Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente –. I ritardi in questo settore costano multe salatissime all’Italia. Soldi che potrebbero essere spesi per mettere finalmente fine all’emergenza depurativa. Oggi, grazie alle legge sugli ecoreati, che prevede anche il reato di inquinamento ambientale, c’è finalmente un valido strumento per magistratura e forze dell’ordine, per contrastare chi continua a scaricare illegalmente. Serve però soprattutto la volontà politica, perché una corretta gestione della risorsa idrica deve prevedere azioni e strumenti precisi coinvolgano tutti gli attori interessati per poter arrivare a coniugare la qualità dei corpi idrici con la mitigazione del rischio e lo sviluppo socio economico delle comunità locali”. 

Il monitoraggio svolto da Legambiente non vuole assolutamente sostituirsi o compararsi con quello realizzato dall’Arpac, unico soggetto in Campania titolato a valutare la qualità ambientale dei fiumi, attività che deve essere svolta secondo le articolate modalità definite dalle vigenti disposizioni di legge. Tuttavia, il monitoraggio realizzato consente di effettuare valutazioni utili per favorire la ricerca delle cause della contaminazione e promuovere interventi coerenti a conseguire sicurezza e qualità ambientale come previsto dalle Direttive “Acque” e “Alluvioni”. I campionamenti sono stati effettuati tra il 22 e il 25 agosto 2016. 

Il primo e principale monitoraggio ha riguardato 21 prelievi di acqua lungo l’intero bacino del Fiume Sarno, compresi i torrenti Cavaiola, Laura e Solofrana utilizzando il LIMeco, un indice sintetico introdotto dal D.M. 260/2010 per la determinazione dello stato ecologico dei corsi d’acqua. Riguardo all’asta principale del Sarno, i campionamenti svolti in prossimità delle sue tre principali sorgenti nel comune di Sarno (Santa Maria a Foce, Mercato Palazzo e Santa Marina) danno risultati, con classi di qualità del LIMeco rispettivamente di elevato, scarso e buono. Peggiora la situazione rispetto allo scorso anno di Rio Palazzo, mentre Rio Santa Marina migliora rispetto allo scorso anno. Procedendo verso valle per i due punti di campionamento successivi di Striano, San Marzano lo stato è sufficiente; quello successivo di Scafati è scarso e peggiora ulteriormente a Pompei dove si rileva una classe di qualità “cattivo”. L’ultimo punto di campionamento alla foce del Sarno a Castellammare di Stabia è risultato “scarso” come lo scorso anno. Passando ai tributari, per il torrente Solofrana quest’anno sono stati campionati otto punti: il primo in località Bocche alle sorgenti del Solofrana ha una classe elevata. Nei punti successivi da Montoro a Nocera Inferiore si è rilevata una classe di qualità del LIMeco attestata su “scarso”, ad eccezione dei punti in località San Vincenzo e Piazza del Galdo di Mercato S. Severino che è risultata invece “sufficiente”. Effettuato anche il campionamento delle acque del torrente Laura a Montoro, per entrambi i campioni prelevati lo stato di qualità è “buono”. Per la Cavaiola il primo punto di campionamento a Cava dei Tirreni è risultato cattivo mentre per il secondo a Nocera Superiore è stata registrata l’assenza di acque. Infine è risultato con un indice “cattivo” il primo punto sull’Alveo Comune a Nocera Inferiore e “scarso” il secondo punto a Pagani.

A questo monitoraggio chimico fisico è stato associato quello biologico condotto con le metodologie IFF e IBE, con cui sono stati rilevati prevalenti livelli di funzionalità tra “mediocre” e “pessimo” stabiliti con l’Indice di Funzionalità Fluviale (IFF) laddove, trattandosi dei tratti della Solofrana e del Sarno prossimi alle sorgenti, c’era da attendersi i risultati migliori. Analogo riscontro ha fornito il monitoraggio condotto con l’Indice Biotico Esteso (IBE) in due stazioni prossime alle sorgenti, in località Foce e località Lavorate a Sarno, e quindi da attendersi messe meglio, che sono risultate corrispondenti ad una “classe III” di qualità ed a un giudizio di qualità “ambiente alterato”. 

Un secondo monitoraggio ha riguardato, invece, i canali secondari ed altre criticità segnalate dai cittadini a Legambiente: valloni situati nell’alto Sarno (Solofra e Montoro), canali del basso e Medio Sarno (San Valentino Torio, Poggiomarino, Scafati, Angri, Pompei e Torre Annunziata, gli scarichi provenienti dalle vasche Pianillo e Fornillo e infine il torrente Vernotico a Castellammare di Stabia. Ben dodici dei quindici punti monitorati presentavano criticità rispetto a diversi parametri presi in esame. Per questo monitoraggio i valori riscontrati sono stati confrontati con quelli previsti dal decreto per il riutilizzo ai fini agricolo e/o industriale delle acque reflue depurate (tra gli inquinanti verificati ammoniaca, azoto, fosforo, nitrati). Un confronto che permette di valutare la qualità delle acque, relativamente a questi parametri, e capire quanto queste, prelevate principalmente in canali di bonifica che nascevano per il drenaggio e per l’irrigazione, sono lontane dagli standard di qualità per un loro possibile riutilizzo. 

All’interno del dossier vengono inoltre presentate alcune delle criticità riscontrate lungo il tratto fluviale e segnalate dagli stessi cittadini. Esempi che raccontano molto della difficile compresenza delle abitazioni, delle attività agricole, delle attività produttive e delle aree naturali: la forte presenza di rifiuti solidi urbani di varia natura o a scarti delle attività produttive, la strana colorazione delle acque e la presenza di schiume che fanno presumere agli abitanti la presenza di scarichi civili e scarichi pericolosi, ai cattivi odori che rendono l’aria irrespirabile per i residenti lungo i corsi d’acqua. A questa problematica va aggiunta quella legata ai fenomeni che si verificano in concomitanza con le piogge quando canali e vasche inondano in particolare vaste porzioni di aree urbane e aree agricole con danni per il raccolto, oltre alla preoccupazione per la distribuzione degli inquinanti nei suoli sui quali in seguito si continuerà a coltivare. Ancora, i danni che gli inquinanti solidi e liquidi provocano alle aree dall’elevato valore naturalistico, paesaggistico e ambientale.