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In porto la XIII edizione del Concorso “Maria SS. Dell’Olmo”, targata Solidarietà

CAVA DE’ TIRRENI (SA). È stata caratterizzata da una fusione calda di tradizione, di novità e di batticuore della memoria, la XIII edizione del Concorso Nazionale di Poesia e Prosa Mariana “Maria SS. Dell’Olmo”, indetto dal Convento dei Padri Filippini della Basilica dell’Olmo di Cava de’ Tirreni, la cui premiazione si è svolta domenica 3 settembre all’interno della Chiesa.

La tradizione è nel radicamento stesso del Concorso, ancora una volta arricchito da opere di qualità provenienti da varie parti d’Italia, non solo dalla Campania. Non a caso, dei sette premi del podio (tre per la Sezione “Prosa” e quattro per la Sezione “Poesia”) uno è andato alla calabrese Stefania Serpe e ben quattro hanno varcato lo Stretto. E tra i tre segnalati c’è Elio Marini, di Fondi (Latina), che tra l’altro fu a suo tempo il vincitore della seconda edizione. È un radicamento extraregionale che nasce innanzitutto dall’argomento mariano (che conserva per i credenti un fascino incrollabile e quest’anno, legato al tema Maria Madre dell’Ascolto, aveva un ulteriore e attuale appeal), ma ha un suo logico fondamento anche nell’azione dinamica del Parroco Padre Giuseppe Ragalmuto e nella scia luminosa che oltre vent’anni fa lasciarono in Sicilia i cari e compianti Padre Silvio Albano e Padre Raffaele Spiezie, prima di essere trasferiti alla Basilica dell’Olmo di Cava.

Le novità sono state varie e succose. Per la prima volta il primo premio nella Sezione Poesia è stato assegnato, sia pur ex aequo, ad un testo in vernacolo, Tu me siente, del vietrese Alessandro Bruno, un brillante e pimpante talento emergente, che per di più con i suoi trent’anni è il più giovane vincitore di sempre ed è il primo maschio “medaglia d’oro” dopo undici edizioni. La sua poesia è una appassionata e sommessa preghiera, un dialogo interiore col divino che crea un suggestivo ponte con l’umano, sia nel ricordare le sofferenze infinite che Maria come donna e come madre dovette affrontare, sia nel proporre Maria come modello di altruismo e di ascolto nonostante i suoi dolori, in alternativa alla terrena concentrazione intorno al nostro ombelico che ci avvolge quando abbiamo un cruccio forte che ci tormenta.

L’altra vincitrice ex aequo è la siciliana Palma Civello, una campionessa ormai abbonata alle palme mariane, tra cui la vittoria nelle ultime quattro edizioni del Premio. Ha prevalso con la lirica Ascoltando sussurri d’amore, un’invocazione a tinte calde ricca di fede tenera e intensa e nello stesso tempo di un occhio evangelico a protezione dei dannati della terra. La Civello non si è fermata alla poesia, ma ha anche vinto, da sola, il primo premio nella Sezione “Prosa”, proponendo il racconto Un diverso ascolto, storia di un sacerdote in depressione per il montare di una pesante sordità fisica, che ritroverà energia d’amore nell’opera di accoglienza e assistenza ai migranti, in un incontro che non ha bisogno di parole, ma di sguardi solidali e mani tese di fratellanza.

In questa sezione “Prosa”, en plein dei siciliani. Seconda, Maria Rita Campobello, new entry lo scorso anno e confermatasi alla grande con Shemà Israel, un intenso e appassionato viaggio nel cuore di Maria al momento della scelta di maternità. Terzo, con Perché dire di no? (un vivace parallelo tra la scelta genitoria di una coppia e quella di Maria) Toti Palazzolo, palermitano di residenza, cavese di adozione per l’amicizia a suo tempo con Padre Silvio e Padre Raffele in Sicilia e ora con la Basilica dell’Olmo a tempo pieno, qui in loco o semplicemente nel cuore.

Nuove entrate nella Sezione “Poesia” anche la seconda e la terza classificata, la calabrese Stefania Serpe (con Ecco tua madre, un ricamo poetico sulla maternità universale di Maria e sulla delicatezza della sua anima “cosmica”,) e la nocerese Carla D’Alessandro (con Maria madre dell’ascolto, una lirica meditazione poetico sulla sacrale presenza di Maria nel cuore dei fedeli). Segnalati, oltre al già citato Elio Marini (con “Ascoltaci madre, non ci abbandonare!, per un titolo che è tutto un programma…), Lucia Plateroti di Casoria (con una preghiera-ballata, Maria Madre dell’Ascolto, un cui verso, Maria madre del Sorriso, sarà utilizzato come tema del concorso il prossimo anno), Stefania Siani (emergente talento cittadino, che nel suo anno di debutto sta ottenendo successi al galoppo e che con L’ultimo vestito ha tracciato un intrigante e “conflittuale” ritratto di sua madre), Giuseppe Siani, già vincitore della prima edizione del Concorso, che con “Il viaggio” ha dipinto le vibrazioni dell’anima sospesa tra i ricordi della vita e l’attesa dell’eterno.

La consegna del Premio Silvio Albano, dedicato a testimoni attivi del Vangelo e dedicato all’indimenticabile sacerdote che tanto segno ha lasciato nella vita della Basilica, è stata l’occasione anche per commemorare la figura di Padre Raffaele Spiezie, scomparso improvvisamente quasi un anno fa, dopo anni di presenza forte e paterna all’interno della comunità filippina. Un suo ricordo, incisivo e pregnante come nello stile dell’autrice Lucia Avigliano, è stato pubblicato sull’opuscolo riepilogativo del Concorso.

Il Premio Silvio Albano quest’anno per la prima volta è stato assegnato non a singole persone, ma a due associazioni, Pietre vive e Eugenio Rossetto, di marchio “cappuccino” la prima, di origina laica la seconda, accomunate oramai da quasi vent’anni da un’azione concreta di fraternità e solidarietà a difesa degli ultimi e dei bisognosi, che ancora una volta dimostra come i valori legati alla dignità dell’uomo siano sempre portatori di ponti capaci di trapassare ogni muro. Pietre vive, diretta da Rita Cardone e fondata a suo tempo con Padre Giuseppe Celli, dopo un’azione pionieristica in Africa dell’Architetto Carmine Timpone, rivolge la sua opera, oltre che sul territorio metelliano e dintorni, anche e soprattutto in una provincia del Congo a sostegno dell’azione missionaria della Comunità cappuccina e di Padre Giuseppe Caso, costante “ponte” di riferimento nel corso dell’anno. L’Associazione Eugenio Rossetto è da sempre attenta ai problemi degli stranieri sul territorio ed all’accoglienza dei migranti, per iniziativa del Presidente Ferdinando Castaldo D’Ursi e di un gruppo di famiglie, ha cominciato la sua opera circa vent’anni fa promuovendo l’ospitalità di profughi, soprattutto bambini, provenienti dai campi profughi della Croazia in guerra. Insieme, le due associazioni stanno partecipando, sotto la guida della comunità cappuccina, ad una cordata di sostegno all’accoglienza ed all’integrazione di una famiglia siriana, anch’essa profuga dalla guerra.

Alla fine della premiazione, abbraccio generale con i giurati-lettori di VersoCava presenti o assenti (Maria Alfonsina Accarino, Lucia Antico, Lucia Criscuolo, Maria Teresa Kindjarsky D’Amato, Emanuele Occhipinti, Rosanna e Teresa Rotolo, Anna Maria Violante e lo scrivente Franco Bruno Vitolo, che ha fatto anche da conduttore). Quindi, tutti uniti prima intorno alle classiche foto ricordo, e poi accanto a un succulento buffet.

A detta di tutti i presenti, è stata una serata “bella dentro”, baciata dall’amore, dall’amicizia e dalla solidarietà. Una serata ricca di quel sorriso del cuore al quale sarà dedicata la prossima edizione. Attendiamolo allora con un sorriso, quel sorriso del 2018. Con l’augurio naturalmente che per i turbolenti accadimenti della vita ci sia tanto da sorridere e poco da piangere …

Il MARIC ad Accumoli per un incontro di solidarietà: e il Sindaco Petrucci sarà a Salerno

SALERNO. Emozioni a batticuore, commozione e speranza, tra la consolante tristezza dei primi prefabbricati e le poetiche montagne di una natura tanto benigna quanto aggressiva…

Con l’incontro svoltosi il 27 agosto scorso tra le nuove casette della terremotata Accumoli, culminato in un trascinante concerto del Maestro Espedito De Marino e nella presentazione dell’antologia “Oltre le pietre – Pagine di creatività per la nuova Accumoli”, l’Associazione salernitana MARIC (Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali), guidata dal Presidente, l’artista salernitano Vincenzo Vavuso, ha suggellato il legame con la comunità colpita dal terribile sisma dell’agosto-ottobre 2016. Da circa un anno, infatti, con una serie di iniziative, il MARIC ha lanciato una raccolta di fondi per dotare la ricostruenda Accumoli di una Casa della Cultura, raggiungendo in otto mesi la considerevole cifra di circa ventunomila euro.

Nel cammino si è instaurato un amichevole filo diretto con l’Amministrazione Comunale e con il Sindaco di Accumoli Stefano Petrucci, che è già intervenuto ad iniziative legate alla raccolta di fondi e che il 15 settembre prossimo con una delegazione del Comune sarà personalmente a Salerno, ospite del MARIC, dell’Associazione velica salernitana Azimut e dell’Hotel Santa Caterina di Fisciano per l’iniziativaSolidarietà in vela. Dopo una visita in regata alle bellezze della Costa d’Amalfi, la sera alle 18,45, presso la sede dell’Associazione “Azimut”, al Porto Commerciale (un’Associazione non nuova ad iniziative di avanguardia, come il recente campionato di vela per non vedenti), il Sindaco incontrerà i cittadini e le istituzioni del Comune di Salerno. Durante la manifestazione sarà effettuata una sfilata di moda a cura dell’esercizio Anter di Cava de’ Tirreni e sarà presentato il libro “Oltre le pietre” edito da Arti Grafiche Boccia. Sfileranno anche opere, abiti e accessori firmati dagli artisti Franco Porcasi e Mario Formica, con sottofondo musicale curato da Alfredo Capozzi. Alla fine, un gran buffet offerto dai ristoranti “Il Cantastorie” e “Il pescatore”.

Il giorno successivo, sabato 16 settembre, per il MARIC nuovo evento a Persano, nella Casina Reale, alla Casina Reale di Persano, tra verdeggianti praterie e antichi pascoli incorniciati tra i fiumi Sele e Calore.

Qui il Reggimento Logistico “Garibaldi”, comandato dal Colonnello Stefano Capriglione, e le sempiterne “rondini persanesi”, hanno infatti organizzato, con la collaborazione degli artisti del MARIC, l’iniziativa Oltre le pietre – musica sotto le stelle.

Sarà una serata all’insegna della musica, delle stelle e dell’aria salubre, dove gli ospiti d’onore saranno tutti i partecipanti, ovvero tutti gli innamorati di questo incantevole territorio, capitanati da Antonino Gallotta, Presidente dell’Associazione “Persano nel cuore“, uno dei fautori del ripristino della razza equina “Persano” nella terra di origine dopo ben cinquant’anni anni di esilio.

La serata prevede l’intervento di Maurizio Lembo, specialista di sigari italiani, cubani e caraibici, sul tema “Fumare il sigaro è un’arte“, l’esibizione del cantante-chitarrista Espedito De Marino, già partner per circa vent’anni del grande Roberto Murolo, ed infine la presentazione dell’antologia “Oltre le pietre Racconti, poesie e immagini d’arte per la nuova Accumoli”.

Un convegno operativo per cogliere al volo la decisione della Regione Campania di finanziare fino al 65% le innovazioni imprenditoriali

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Per certi versi è stato un convegno doppiamente battesimale, quello su Campania start up innovativa organizzato martedì 20 giugno presso il Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni. Da una parte, è stato il primo promosso dal Consigliere Comunale Eugenio Canora, nella sua qualità, di recente riconosciutagli, di Delegato all’Innovazione; ed è stato anche il debutto pubblico del neo assessore alle attività produttive, Luisa Iannone, da poco nominata in sostituzione di Enrico Bastolla, spostato alle Politiche sociali.

Il convegno è stato particolarmente tempestivo, addirittura organizzato quasi di corsa, perché i fondi stanziati sono limitati e la scala di valutazione dei progetti sarà determinata non solo dalla sua qualità ma anche dai tempi di presentazione.

E potrebbe, dopo l’incontro formativo dell’ottobre scorso alla Mediateca Marte, anche rivelarsi come il primo convegno operativo degli ultimi tempi a vantaggio delle nuove generazioni.

Ha fatto seguito tempestivo ad una campagna informativa susseguente ad alcune disposizioni della Regione Campania miranti al sostegno ed al rafforzamento del potenziale imprenditoriale e scientifico-tecnologico, tra cui spicca il bando Campania-Start up innovativa. Sono stati destinati quindici milioni destinati alla creazione ed al consolidamento di nuova imprenditorialità ad alto contenuto innovatvo: in particolare start up e spin off della ricerca.

Data la non scontata comprensibilità dei termini, proviamo a chiarirli. Con start up (termine che significa “partenza”)si intende la fase operativa primaria di una nuova impresa basata su un progetto innovativo che ha bisogno di sostegno economico per strutturarsi e portare a termine l’idea di partenza in modo che possa essere ripetibile come produzione ed offerta e possibilmente anche operativa sul mercato. Tanto per fare un esempio “nobile”, un famoso “start up man” cavese nel campo delle comunicazioni via web è Adriano Farano, il cui progetto è stato finanziato per circa un milione di dollari addirittura nell’Olimpo di Silicon Valley negli USA.

Per spin off (termine che significa letteralmente separazione, scissione) si intende un’azienda “costola” di un’istituzione pubblica, come l’Università, o di altro ente economico e finanziario, capaci di sostenere l’ingresso dell’azienda verso il compimento dell’innovazione e l’autonomia nell’operatività e nell’ingresso su un mercato che altrimenti non sarebbero in grado di affrontare.

La disposizione della Regione Campania, finalizzata proprio al sostegno di queste nuove realtà, è ovviamente riservata agli inniovatori operanti in territorio regionale. Il sostegno non è l’iterazione di disposizioni precedenti, ma, nelle sue intenzioni, un vero e proprio salto di qualità, dato che l’agevolazione, sotto forma di contributo in conto capitale e conto gestione, mira a coprire il 65% dell’investimento, in un arco che va da un minimo di cinquantamila ad un assimo di cinquecentomila euro.

L’incontro, al quale hanno partecipato anche il Sindaco di Cava Vincenzo Servalli, il rappresentante dell’ordine dei commercalisti Mauro Ventrello e due esperti del campo, come Massimo Bracale (di Knowledge for business, un collaboratore prestigioso e prezioso di enti importanti, come La Città della Scienza) e Laura Manzo (ODCEC d Nocera Inferiore) è stato stimolante ed alla fine ci si è lasciati con la sensazione positiva di aver gettato dei semi importanti. Ma noi sappiamo che dalle nostre parti i punti di partenza sono sempre più brillanti di quelli di arrivo….

Stavolta però contiamo sulle qualità acclarate, sulla disponibilità piena e sull’ “entusiasmo di prima azione” dei due organizzatori, l’ass. Iannone e il cons. Canora. E saremo pronti a brindare con un tintinnante cin cin appena vedremo i primi frutti. Comunque, un cin cin augurale di viatico crediamo che se lo meritino fin da adesso…

Mani amiche: venticinque anni di trasporto dei malati e di volontariato solidale. Le nozze d’argento di un’Associazione che vale oro

CAVA DE’ TIRRENI (SA). È ancora tanto vicina nella memoria e nel cuore quella festa di cinque anni fa, quando l’Associazione Mani amiche festeggiò i suoi primi vent’anni con una festa emozionata ed emozionante, nel ricordo ancora caldo della cara persona del Presidente Antonio Lodato e con la premiazione di un magnifico concorso creativo di poesia, narrativa, arti figurative e immagini visive in foto e video, a lui dedicato e incentrato sull’azione benefica e prolifica del volontariato all’interno del tessuto cittadino.

E altrettanto vicina nella memoria e nel cuore è quell’altra grande festa di due anni fa, quando Mani Amiche festeggiò l’acquisto di una nuova ambulanza superattrezzata e la donazione ad un villaggio nigeriano, in sintonia con l’Associazione SOSolidarietà, della vecchia, ma ancora valida ambulanza.

Tra una festa e l’altra, l’azione quotidiana, e gratuita, di trasporto dei malati in ogni parte d’Italia che dura ormai da venticinque anni e che tanti benefici ha portato a Cava ed a tutto il territorio.

Tra un trasporto e l’altro, domenica 18 giugno, alle dieci del mattino, nel parco dell’ex ONPI, sede di Mani Amiche, sotto la guida del Presidente Luigi Ferrarese, si è celebrata una nuova, doppia grande festa: per i primi venticinque anni di vita dell’Associazione, ed un nuovo grande traguardo: l’ingresso dell’Associazione nell’ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze).

In apertura, è stata celebrata la Santa Messa in suffragio dei soci deceduti dell’associazione, in particolare di Antonio Lodato, indimenticato e indimenticabile presidente.

Al termine della Santa Messa ci sono state le preziose testimonianze di alcuni fondatori dell’associazione, come il Giudice Felice Scermino, il Dott. Vincenzo Baldi e il gradito intervento del Dott. Giuseppe Satriano, presidente dell’Associazione Soccorso Amico di Salerno, amico di Mani Amiche fin dai suoi primi passi.

È stato poi ufficializzato l’ingresso in ANPAS con la presenza del Vice Presidente Nazionale ANPAS Ilario Moreschi, il Presidente Regionale Antonio Aliberti e il responsabile del Sud Italia Egidio Ciancio.

A seguire, la consegna degli attestati di benemerenza ai soci dell’Associazione Mani Amiche che hanno maturato cinque, dieci, quindici e venti anni di Servizio associativo.

Il tutto alla presenza delle massime autorità cittadine: il Sindaco Vincenzo Servalli, il Vicesindaco Nunzio Senatore, l’Assessore alle politiche Sociali Enrico Bastolla, il Consigliere Comunale Vincenzo Lamberti: un segno importante della sinergia che in questi anni si è determinata tra l’Associazione e le istituzioni. Della serie, di stampo kennediano: “Non chiedete solo cosa la collettività può fare per voi, ma anche ciò che potete fare voi per la collettività.”

Alla fine, un momento conviviale con brindisi buono e giusto: rifornimento energetico per i prossimi venticinque anni di trasporti e umana solidarietà. Grazie di cuore e buon viaggio, cara Mani Amiche! Anzi, buoni viaggi!

Settima edizione del Concorso di Prosa e Poesia religiosa “Sant’Alfonso”: emozionante la serata finale, tra testi creativi “confessioni” personali

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Settima perla della collana per il Concorso di poesia e prosa religiosa, ideato ediretto alla grande dal prof. Emanuele Occhipinti, indetto dalla Parrocchia di Sant’Alfonso di Cava de’ Tirreni, dinamicamente guidata e “motorizzata” da don Gioacchino Lanzillo. Sette anni e centinaia di poesie, racconti, saggi originali provenienti da tutta Italia: edizioni ricche di lavori di buona qualità culturale e di tematiche stimolanti, tutte legate ai testimoni attivi del Vangelo, al cammino per vivere la fede nell’ascolto del cuore, nei silenzi interiori, nei gesti di solidarietà, nelle piccole cose della vita quotidiana.

L’organizzazione del Concorso ha brindato al successo nazionale ed al radicamento nel territorio il 25 maggio, nell’Auditorium della Parrocchia di Sant’Alfonso, con una bella serata di gala ed una manifestazione “a caminetto letterario”, in cui gli autori, oltre ad essere premiati, hanno avuto anche la possibilità di farsi conoscere e di aprire il cuore e le porte dell’anima. E si sono aperte anche emozionate ed emozionanti finestre su storie vere e personali: da tragedie sfiorate a pietre con le ali degli angeli, da aborti abortiti a conversioni illuminanti, da egoismi superati a raggi di sole inattesi che ridanno luce ad un corpo malato e restituiscono il miracolo della vita. C’è stata anche una premiazione, è vero, ma possiamo dire tranquillamente che hanno vinto tutti, perché ognuno ha condiviso un pezzo di anima e di fede o sulla pagina oppure nella sala, trovando gli spazi giusti per aprire fecondi ponti del cuore. E ad ognuno, in segno di indistinta fratellanza, è toccato in premio il legnetto fantasiosamente scoperto e scolpito dal segretario Emanuele Occhipinti

Anche per questo riteniamo cosa buona e giusta elencare tutti i protagonisti ed i segnalati di quest’anno, giudicati come sempre dalla giuria dell’Associazione VersoCava, composta da Maria Alfonsina Accarino, Lucia Antico, Lucia Criscuolo, Maria Teresa Kindjarsky D’Amato, Rosanna e Teresa Rotolo, Anna Maria Violante, e presieduta dallo scrivente Franco Bruno Vitolo, che ha anche condotto la manifestazione finale

Con il racconto Le pagine della vita, una fantasmagorica vicenda tra fantasia e realtà, ricca di colpi di scena, in cui un apparente colpo di fulmine amoroso rivela alla fine un doloroso evento ed un grande recupero d’amore ed un divino senso del perdono, ha vinto la savonese Rita Muscardin, che è al suo sesto podio e alla sua quarta vittoria e sta diventando per il Concorso Sant’Alfonso quello che nel calcio è la Juventus per la Serie A…

Sul podio, con lei, Anna Guzzi (Soveria Simeri-Catanzaro), che in Come un fiordaliso blu in chiave di umana pietà, spirito d’ amore e doloroso affetto, rivisita dalla parte di Maria, sorella di Lazzaro, la storia della visita a Betania da parte di Gesù, e Maddalena Della Mura (Maiori – Salerno), che nella poesia Una piccola donna tratteggia con delicatezza e intensità la grande e feconda figura di Madre Teresa di Calcutta.

I premi speciali sono stati così distribuiti:

Premio speciale dell’Arcivescovo dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’ Tirreni Mons. Orazio Soricelli a Valentina Carleo (Pontecagnano – Salerno) per la lirico Lo sguardo, una intensa meditazione sui riflessi della Passione di Cristo nel tempo e nell’anima individuale;

Premio speciale del Parroco di Sant’Alfonso a Alfonso Apicella (Cava de’ Tirreni) per il racconto Affacciarsi alla vita con la fede, emozionato diario di un cammino di conversione che ha avuto il suo apice in una visita a Medjugorje e che si snoda tra ricordi lontani, emozioni vicine e riflessioni di ampio respiro

Premio speciale del Presidente di VersoCava a Ennio Orgiti (Alatri – Frosinone) per la poesia Dov’è Dio?, un lungo inno al cammino verso Dio, dai dubbi e le diversioni fino all’accensione della luce silenziosa che è dentro di noi e che ci aiuta ad osservare e ad ascoltare il soffio dell’essere e dell’oltre;

Premio Speciale del Segretario del Concorso a Enrico Del Gaudio (Castellammare di Stabia – Napoli), un inno in vernacolo a San Pio, che parte dal cuore, arricchito da un profondo slancio di fede e impregnato dell’aureola luminosa che emana dalla sua figura.

Dodici le menzioni speciali: Alessandro Bruno (Vietri sul mare – Salerno), Vincenzo Cerasuolo (Marigliano – NA); Davide Rocco Colacrai (Terranuova Bracciolini (Arezzo); Pasquale Cusano (Ruviano – Caserta); Maria Teresa Epifani Furno (Sorrento – NA); Francesca Messina (Cassino – Frosinone); Rita Minniti (Cava de’ Tirreni); Salvatore Palazzolo (Palermo); Alfonso Penza (Casalnuovo di Napoli); Michela Pietropaolo (Napoli); Barbara Tesauro (Molina di Vietri sul mare – Salerno); Salvatore Vicari (Ragusa).

Tra queste, senza voler far torto agli altri, ci piace segnalare anche la presenza di due “pulcini”: la diciottenne Barbara Tesauro, che è già una veterana del Concorso e che nella poesia “A una donna” ha innalzato con sapienza linguistica un dantesco inno alla Morte, e il non ancora trentenne Alessandro Bruno, che a dispetto della giovane età è innamorato della scrittura poetica in lingua napoletana e nella sua Commemorazione dei vivi (‘E muorte nun so’ muorte) ha ricordato con delicata vivacità come l’assenza delle persone care si possa tramutare in una perenne presenza dentro il cuore.

Segnalazioni semplici sono toccate a Fernanda Baragli (Treviso), Rita Cappellucci (Berna, Svizzera); Raffaele Cerasuolo (Quarto, Napoli); Alberto Cerbone (Casoria, Napoli); Matilde Ciscognetti (Napoli); Pietro Paolo Coccorese (Salerno); Grazia Condorelli (Palermo); Fabio Dainotti (Cava de’ Tirreni); Carla D’Alessandro (Nocera Inferiore, Salerno); Lucia Della Rocca (Cava de’ Tirreni); Angelomaria Di Tullio (Pescopennataro, Isernia); Anna Maria Forte (Salerno); Filomena Furno (Sorrento, Napoli); Maria Giraudo (Borgo San Dalmazzo, Cuneo); Maria Assunta Granese (Caserta); Nunzio Industria (Napoli); Rosario La Greca (Brolo, Messina); Carmela Lo Bue (Palermo); Alessio Marchegiani (Arpino, Frosinone); Gerardo Moscariello (Salerno); Alessandro Matassa (Bari); Giovanni Migliorisi (Ragusa); Elia Nese (Salerno); Manuel Nese (Salerno); Vittorio Pesca (Salerno); Monica Schiaffini (Sestri Levante, Genova); Emilia Stavolone (Giffoni Valle Piana, Salerno); Giuseppe Zagami (Salerno).

Chi volesse documentarsi ulteriormente, può consultare sul sito Chiesa di Sant’Alfonso il link Concorso di Prosa e Poesia, dove troverà tutti i testi ed una breve presentazione di ognuno.

Aspettando l’estate a Cetara: sabato 17 gran festa nel borgo marinaro dal pomeriggio fino a una mezzanotte di fuochi

CETARA (SA). Fuochi d’artificio in tutti i sensi a Cetara, in attesa della nascita di un’estate che di fatto è già nata in questo giugno già bollente di sole.

Sabato 17giugno, infatti, nei deliziosi spazi del borgo marinaro è stata organizzata una scoppiettante gran festa, la prima edizione di Aspettando l’estate a Cetara, che inizierà alle cinque della sera per protrarsi fino ad una mezzanotte di fuoco. E sarà corredata da danze, suoni, esibizioni di artisti di strada e animazioni speciali per piccini e grandi e per “grandi piccini”, grazie alla dinamica organizzazione, sostenuta dal patrocinio del Comune di Cetara.

Si parte con un happy our accompagnato dai ritmi musicali del DJ Kantony, che preparerà la strada all’esibizione e ai karaoke della scintillante coppia Sabry e Giò, in alternanza con i tambureggiamenti del gruppo ‘A tammorra ‘e Castielle. All’interno dello show sarà accolto un ospite d’eccezione, cioè Denny Celentano, che da anni mette in scena canzoni, intonazioni, cappelli, movenze e molleggiamenti del grande Adriano e che a suo tempo è stato anche star della trasmissione TV nazionale Italia’s got talent. Alle porte della mezzanotte, il fascino intramontabile dei fuochi a mare.

Al termine, progressivo ritorno a casa per tutti e sangue già caldo per diventare ognuno caldo come l’estate e godersi al meglio possibile il profumato calore della vita …

Tornerà a suonare la campana del (Monte) Castello di Sant’Adiutore

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Tornerà presto il tanto caro din don che tante volte ha scandito le celebrazioni della Festa di Monte Castello. Tornerà al suo posto la grande campana, trafugata nella notte tra il 30 settembre e l’1 ottobre del 2013, dopo cinquant’anni di vita e di suono: era stata infatti ricollocata a spese del Comitato di Monte Castello dopo la distruzione dovuta ai bombardamenti della guerra. Ed è lo stesso Ente, che tanto si è dato da fare per trovare qualche cittadino di buona volontà che desse una mano e un contributo, oggi, attraverso il sorriso e le parole del Presidente Mario Sparano, sprizza gioia e soddisfazione e grande gratitudine per l’obiettivo finalmente raggiunto.

Ad assumersi le spese del recupero, insieme con i figli Giampaolo e Luciano, sarà l’ottico Giuseppe Di Maio, storico commerciante della Città. La nuova campana sarà consacrata in Piazza Duomo sabato 24 dall’Arcivescovo Mons. Orazio Soricelli durante la tradizionale benedizione dei trombonieri. Nei prossimi mesi saranno effettuati i lavori per la ricollocazione nel suo sito sul Monte e già dal prossimo autunno si dovrebbero risentire i suoi rintocchi. Sulla sua superficie, oltre alla firma dei donatori in latino, saranno stampate anche delle brevi parole, opera dello scrivente, sempre in latino, per sottolineare il ruolo millenario del Castello e rievocare la lingua dell’iscrizione presente prima della guerra. Esse esaltano nel ritorno della campana sia il canto della storia sia la speranza che anche la città tutta faccia di nuovo sentire forte la sua voce.

Giuseppe Di Maio, insieme con i suoi figli, con questa donazione si ricollega ad una traduzione di famiglia. Suo zio Nicola Di Maio, soldato al fronte durante dopo la prima guerra mondiale, in seguito ad un voto e come ringraziamento per essere tornato sano e salvo dai combattimenti, aveva ricostruito l’altare all’interno della cappelletta sul Monte Castello, che ancora oggi porta il suo nome. Oltre che il legame con la tradizione, don Peppino, che da pochissimo ha varcato la soglia di novant’anni splendidamente portati (e/o sopportati), ha stabilito anche un ponte con la memoria delle future generazioni. I futuri rintocchi della campana avranno il suo segno e la sua firma. Per tanti decenni ancora: a meno che, naturalmente, non ci siano i soliti ignoti che riusciranno a portarsela a casa. Ma questo dipenderà dalla forza dei sistemi di sicurezza. E comunque facciamo gli scongiuri.

Grazie mille, don Peppino, a voi, a Giampaolo, a Luciano, grazie di cuore da tutta la città!

Antonio Armenante ha vinto il Concorso “Antonio De Curtis-Totò” con il libro verità “Anche Dio lavora”

toto-anche-dio-lavora-armenante-cava-de-tirreni-maggio-2017-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Una bella e meritata soddisfazione per il cavese Antonio Armenante, che il 26 maggio, presso la Sala del Capitolo del complesso di San Domenico Maggiore a Napoli, ha ricevuto per il suo libro “Anche Dio lavora” (Area Blu Edizioni) il premio della Sezione Narrativa per Libri Verità nell’ambito del Concorso “Antonio De Curtis – Totò”, organizzato dall’Associazione “Amici di Totò… a prescindere” in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della morte del grande attore. Ciliegine sulla torta: gli è stato assegnato anche il Premio speciale relativo alla promozione della Bontà e della Solidarietà ed ha ascoltato un’emozionante ed emozionata lettura di uno dei capitoli più belli, quello cn la storia di Tar, il pacifista in fuga dalla fratricida guerra nei Balcani.

Il Concorso si articola in due momenti uniti e diversi. Una prima premiazione è stata già effettuata il 2 maggio presso l’Aula Nuova dei Gruppi Parlamentari a Roma, la seconda e conclusiva è invece avvenuta a Napoli, sempre guidata dal dinamico Presidente e Fondatore dell’Associazione, Alberto De Marco, che attualmente possiamo considerare tra i più preparati “totologi in circolazione”, e non solo perché ha scritto un libro ampio e documentato sul grande Principe (ripresentato nel corso della serata), ma anche perché da anni si propone ed interviene con la sua appassionata competenza sulle questioni relative al grande comico. Appassionata competenza ed umanità che egli del resto non manca di spendere anche nei suoi interventi sul sociale, a difesa dei più deboli ed a sostegno dei valori di solidarietà.

Il libro di Antonio Armenante, Anche Dio lavora… e noi non gli mettiamo i contributi”, è un concentrato di Vangelo vivo ed applicato, con quella successione di esseri umani senza fissa dimora che lo popola. Tutti sono realmente esistiti o esistenti, sono stati incontrati e conosciuti da Antonio nella sua opera di volontario di strada. Negli episodi del libro fuoriescono dallo stereotipo comune di “pietre di scarto senza volto”, assumend il loro volto e diventando persone, prima che personaggi. Armenante infatti si preoccupa di stabilire con loro un rapporto di prossimità, di evidenziarne la spiritualità e soprattutto la pienezza dell’umanità che in loro rimane viva, nonostante le terribili peripezie che hanno portato ognuno di loro a “vivere in strada” e a “vivere la strada”.

Insomma, un libro che stimola alla solidarietà… e alla voglia di mettere il nostro personale contributo alla naturale fratellanza ispirata dal nostro essere, tutti indistintamente, “sillabe del creato”, grazie al “lavoro” di Dio o di quell’energia primaria che chiamiamo ognuno in un modo e che, in un modo o nell’altro, si trasforma in rombante “benzina di vita”…

Sabato 13 maggio al Parco del Mercatello inaugurazione della Biblioteca Internazionale al Parco del Mercatello

SALERNO. Un’idea originale, un ponte tra le culture, una porta aperta all’integrazione. Questo, e tanto altro, è la Biblioteca internazionale, istituita per iniziativa del Centro Bulgaro Italiano Culturale e col patrocinio morale del Comune di Salerno, inserita all’interno del Parco del Mercatello a Salerno, che sarà inaugurata sabato 13 maggio alle ore 19, con una bella festa di piazza e rituale taglio del nastro, organizzata con la collaborazione anche dell’Associazione EducArti, dell’Albero Culturale, dell’Associazione “Alba Nova”, dello Studio VideoGrafica Avallone e dello Studio Cesat.

Nell’ambito della festa, che sarà presentata da Kalina Belcheva, Presidente del Centro Bulgaro-Italiano, e da Franco Bruno Vitolo, porteranno i loro saluti il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, l’Assessore all’Ambiente Angelo Caramanno, sono previsti un intervento della violinista Kamelyia Naydenova, docente presso il Conservatorio “G.Martucci”, la presentazione dell’Arte di vestire della stilista Natalyia Zhodko, e, al termine, un’esibizione di Tango con Quirino Tedesco. Filo rosso della serata, la lettura “a tappe” della favola “L’omino dei palloncini” da parte dell’autrice, Pina Sozio, che sarà intervallata da letture di testi in varie lingue (italiano, bulgaro, francese, inglese, spagnolo, napoletano) eseguite da Violeta Dulcheva, Rolando Lambiase e dagli stessi Kalina Belcheva e Franco Bruno Vitolo.

Tale moltiplicazione di lingue è il segno dell’internazionalità stessa della Biblioteca, che conterrà volumi di varia nazionalità e sarà non solo un punto di riferimento per tanti stranieri che vivono in città ma anche di incontro con i cittadini salernitani e non solo. Insomma, un fiore del dialogo, quanto mai opportuno e necessario in un momento così delicato e turbolento per i rapporti sociali all’interno del Mediterraneo.

Unico italiano premiato al Concorso Candulor di Colonia l’odontotecnico cavese Salvatore Costabile, noto operatore di solidarieta’

Il Concorso biennale Candulor KunstZahnWerk, giunto quest’anno alla sua decima edizione, è forse la più importante kermesse internazionale nell’ambito delle protesi dentarie (come richiama il nome tedesco: l’arte di lavorare sui denti). Odontotecnici di tutto il mondo si sfidano con passione e professionalità, ogni volta su un procedimento diverso, stabilito dall’organizzazione.

Un Concorso di prestigio europeo, centinaia di partecipanti di tutte le nazioni, un solo italiano medagliato con il Premio speciale nell’edizione 2017: il cavese Salvatore Costabile, che è andato a ritirare personalmente il premio a Colonia, in Germania, insieme con il figlio Davide, suo collaboratore e delfino nello studio, anche lui partecipante al Concorso, unico esempio di coppia genitore-figlio tra i concorrenti. La premiazione è avvenuta durante la grande Fiera biennale dell’IDS (International Dental Show), riservata ai professionisti del cavo orale, che quest’anno ha visto oltre duemila aziende espositrici di cinquantanove nazioni.

Il nostro campione, un pimpante professionista alle soglie dei cinquantacinque anni non nuovo a riconoscimenti importanti (lo scorso anno ha vinto il Premio Speciale al Concorso “La spatola d’oro” di Montesilvano), esercita dal 1986 in via Aniello Salsano, a Pregiato di Cava, ma è diventato odontotecnico ad Avellino, presso l’Istituto “Giorgi”, e si è formato presso i maggiori specialisti internazionali, a cominciare dallo svizzero Gerber. Seguendo il metodo di questo luminare, si è professionalizzato in edentulia (protesi totale dei denti), perfezionandosi poi costantemente, attraverso contatti diretti con specialisti all’avanguardia, come i prof.Fernando Cantoni e Damiano Frigerio (Lugano, Svizzera), Giulio Preti (Torino), Sandro Palla e Bruno Graf (Zurigo, Svizzera).

Il premio gli è stato assegnato per l’assoluta qualità del lavoro con cui ha affrontato la sfida di quest’anno: montare, con metodo liberamente scelto ma adeguatamente spiegato, la combinazione di una protesi totale a supporto mucoso nell’arcata inferiore e un restauro supportato da impianti nell’arcata superiore.

A decidere, una giuria di maestri del settore: Martin Schimmel (docente di Biologia orale presso l’Università di Berna), Thomas Schibler (istruttore della Camlog biotechnologie), Meinrad Maier (capo perito delle scuole professionali svizzere), Helmut Kicheis (responsabile dei corsi Candulor), Pius Oberwegeser (responsabile internazionale dei corsi Candulor). La valutazione è avvenuta tenendo conto della funzione, dell’estetica, dell’impressione tecnica complessiva, della documentazione addotta.

Salvatore è tornato vincitore, ricco di orgoglio, ma anche di voglia di andare ancora avanti. Del resto, anche nel sociale egli non si ferma mai. Oltre ad essere individualmente attivo e presente nelle questioni che riguardano la vita collettiva ed il recupero di persone disagiate, è infatti leader dell’Associazione “Il Cireneo”, con la quale esercita un’azione affettuosamente generosa di vicinanza agli anziani, in particolare agli ospiti della Casa di Riposo Casa Serena. Essi, unitamente a tutto il personale medico, paramedico e religioso, vogliono un gran bene a lui ed a tutti i “cirenei”, come è stato dimostrato anche dal festoso ed emozionato esito delle due manifestazioni clou di inizio anno: la consegna dei regali della Befana e la gran festa in preparazione per le 106 candeline di Sidra Pontecorvi, una delle ospiti della casa, che come sempre ha partecipato con il suo spirito gioioso, i canti che ha ancora impressi nella mente, le preghiere che è abituata a recitare tutti i giorni. Un’ anziana da record, una delle signore “più centenarie “del Sud Italia.

Con lei, con gli ospiti tutti di Casa Serena, ogni volta che può intervenire a tendere una mano solidale, Salvatore si esalta e si rigenera, si sente più “funzionale” e più ricco. Come se facesse una protesi alla propria anima. La stessa cosa che fa con le protesi “vere”. Il premio appena ricevuto gli ha prodotto una grande e gioiosa soddisfazione e insieme la spinta a volare verso traguardi sempre più alti. Anche a costo di sudore e sacrifici. Del resto, il nostro Costabile sa essere benissimo un cireneo di se stesso…Cin cin e buoni voli!!