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La Battaglia di Cava del ’43 sarà rievocata in Comune lunedì 10 settembre

Costituito in Provincia un Comitato dei comuni dello Sbarco.


SALERNO, EBOLI, PONTECAGNANO, VIETRI SUL MARE, CAMPAGNA, CAVA DE’ TIRRENI: rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni, personalità della cultura insieme, grazie alla meritoria iniziativa del giornalista Eduardo Scotti, di Repubblica.

Finalmente, sia pure senza finanziamenti particolari, in occasione del settacinquesimo anniversario dell’evento, si è costituito un comitato intercittadino che comprende i comuni a suo tempo coinvolti nell’Operazione Avalanche, cioè nello sbarco degli Alleati angloamericani, avvenuto nel 1943 sulla Costa salernitana e immediatamente successivo all’Armistizio dell’8 settembre, che unilateralmente rompeva l’alleanza italotedesca e faceva passare l’Italia dalla parte degli Angloamericani e i Tedeschi nel novero dei nemici in terra propria. Se pensiamo allo sfruttamento in senso positivo che i Francesi hanno fatto dello sbarco in Normandia e consideriamo che lo sfondamento delle truppe di sbarco è stato decisivo per la se sorti dell’Italia e forse della guerra stessa, ci rendiamo conto delle opportunità che si potrebbero cogliere… e anche di quelle che finora si sono perdute, con iniziative parcellizzate e frammentate. 

Momento cruciale di questo sfondamento è stata la cosiddetta Battaglia di Cava, con gli Alleati a premere dal mare e i Tedeschi a difendersi sulle colline metelliane. Giorni drammatici, giorni difficili, giorni indimenticabili. Giorni che, nella distribuzione delle date dei vari eventi (rimandiamo ad altra sede il calendario generale), saranno rievocati, con la presenza del Sindaco Vincenzo Servalli e del Coordinatore del Comitato Edoardo Scotti, a Cava lunedì 10 settembre, alle ore 18, 30, nella Sala del Consiglio Comunale, nel corso della manifestazione intitolata, appunto, “La Battaglia di Cava”.

La manifestazione, condotta dal sottoscritto scrivente, si articolerà in quattro momenti:

*Diario del ’43 – Lo sbarco in diretta -Conversazione con Gregorio Di Micco.

I giorni dello sbarco, molto difficili per la popolazione, costretta a lasciare le proprie case ed a cercare alloggi di fortuna, in un’altalena terribile di pericoli e di morte, sono stati raccontati praticamente in diretta attraverso il diario di una signora napoletana sfollata a Cava e ritrovato in casa dell’avvocato Vincenzo Mascolo dal giornalista Gregorio Di Micco e pubblicato nel suo recentissimo libro Cava 1943 – I giorni del terrore. Non solo diario e cronaca in diretta, però, ma anche uno sguardo a trecentosessanta gradi sugli eventi epocali di quei giorni, con corredo di testimonianze e carrellate di personaggi ed episodi, Mamma Lucia in testa, naturalmente. Il tutto raccontato con la cura del giornalista, la competenza dell’uomo di cultura, la chiarezza del cronista, la passione del cittadino.

*Il video di Cava Storie

Non solo storici di antico pelo ed esperienza si stanno appassionando alla ricostruzione degli eventi del secolo scorso che hanno cambiato la storia del nostro territorio, ma anche giovani ricercatori, che all’attenzione per la lettura uniscono l’abilità dei moderni supporti tecnologici. Tra questi, un gruppo che fa capo al sito web Cava Storie, per l’occasione rappresentato da Aniello Ragone, che mostrerà il promo di un docufilm sullo sbarco e ritagli di documentari da loro già realizzati sugli eventi di quegli anni.

*Verso il Museo di Mamma Lucia.

Sulla scia dell’autorizzazione a visionare il materiale giornalistico e iconografico contenuto in apposite casse di famiglia, quattro anni fa fu costituito dall’Amministrazione Comunale (allora guidata da Marco Galdi) un Comitato per il riordino e la catalogazione, in vista della realizzazione di un Museo dedicato all’amatissima “Madre dei caduti”, che in occasione della battaglia di Cava recuperò e restituì alle famiglie i corpi di oltre seicento soldati tedeschi, considerati non nemici ma “figli di mamma”. La nipote di Mamma Lucia depositaria del materiale, Lucia Apicella, e la Coordinatrice del Comitato, Beatrice Sparano, insieme con esponenti dell’Amministrazione, faranno il punto della situazione e per l’occasione sarà ancora una volta attribuito il dovuto omaggio, a parole e in video, a questa magnifica testimone di Maternità universale.

*Nina, la sposa americana

Sarà poi rievocata, attraverso un filmato realizzato in frazione Passiano in occasione del suo ritorno tra noi, avvenuto sette anni fa, la storia di Nina, la sposa americana. Una storia cominciata durante lo sbarco, nel 1943, quando Nina aveva solo nove anni e George, ventiquattrenne, era un marine di stanza a Passiano, e continuata quando George, dopo la guerra, si era mosso dall’America per venire a sposare la sua “principessa”, oramai cresciuta ma ancora un po’ “smarrita” dagli eventi.

Quando nel 1951, a Passiano, Nina e George si sposarono, tutta Cava e tanta parte dell’Italia e degli Stati Uniti parteciparono all’evento. Mille e mille persone raccolte davanti alla Chiesa e sotto il balcone del Dopolavoro, reportage fotografici su “Il tempo illustrato”, “La settimana Incom”, perfino l’americana “Life”, addirittura la sceneggiatura di un film da girare con la regia di Corbucci. Era, pur se tra tante contraddizioni, la materializzazione del sogno americano per l’Italia povera di allora. George è scomparso da qualche anno e Nina, fresca ancora della sua bellezza di sempre, di cuore, di sorriso e di pelle, oggi vive in California con i suoi tre figli ed è in continuo contatto con la nostra città, che è rimasta “sua” fin nel profondo dell’anima. 

Insomma, un poker di servizi di ampio ventaglio di interesse, che non si esauriranno però nel solo 10 settembre, ma proseguiranno nel corso dell’anno, essendo i protagonisti disponibili a fare giri itineranti nelle scuole, per mostrare quel sapore della storia e delle radici che è necessario come il pane per l’identità delle nuove generazioni, un pane che però troppo spesso è lasciato nella madia con tanta muffa e poco lievito. Che sia finalmente l’inizio di una giusta “cottura” di questo saporitissimo cibo della mente?.

“’A poesia d’ ‘a vita mia”

Domenica 5 agosto a Santa Lucia di Cava de’ Tirreni presentazione del libro postumo di Francesco Lodato.


lodato-locandina-a-poesia-da-vita-mia-cava-de-tirreni-agosto-2018-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Si vivrà un momento di particolare emozione domenica 5 agosto a Santa Lucia di Cava de’ Tirreni, alle ore 20, 45, quando, a poco più di un anno dalla sua scomparsa, nella Chiesa Parrocchiale sarà presentato il libro postumo di Francesco Lodato, ‘ A poesia d’ ‘a vita mia, una raccolta delle liriche composte durante l’arco dell’intera esistenza da un personaggio che ha fatto e cantato la storia recente della frazione. Oltre ad essere stato un protagonista della vita quotidiana, è stato uno dei fondatori del locale Museo Arti e Mestieri ed è l’autore dei versi incisi su piastrelle di ceramica di Giuseppe Cicalese diffuse per il territorio del Borgo, versi che sono un inno alla sua storia ed alle radici della civiltà contadina luciana.

Queste ultime liriche erano state già inserite nel Volume Museo Arti e Mestieri Civiltà Contadina, di cui Lodato è coautore ed alla cui presentazione non poté partecipare perché scomparso proprio due giorni prima. In quell’occasione l’Editore Gerardo Di Agostino (Area Blu) offrì ai familiari di Franco di pubblicare questa raccolta di liriche in lingua napoletana e italiana, che racchiudono sia la sua passione per la scrittura sia lo spirito poetico con cui egli ha ornato le asprezze e le dolcezze della vita quotidiana sua e del paese che tanto ha amato.

Federica Santoro in Siberia da jazz star

Successo e apprezzamenti per la tournée asiatica della cantante, cavese doc e residente a Roma.


federica-santoro-jazz-siberia-cava-de-tirreni-luglio-2018-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA) – ROMA. Un elegante manifesto, siberiano doc, in caratteri latini e cirillici. Al centro, c’è lei, Federica Carmen Santoro, la diva della serata, con il suo bel volto giovane vagamente tenebroso e ripieno di una luce morbidamente sensuale, a promettere un gran concerto jazz in cui danzerà la sua voce carica di swing e ricca di dolci e intense modulazioni. È uno dei cinque manifesti di una tournée in Siberia, che ha visto Federica protagonista dal 23 al 27 aprile a Pervomaysk, Barnaul, Tomsk, Kemerovo, Novosibirsk, non solo in qualificati jazz club ma anche in sale di alto prestigio destinate alle filarmoniche.

Federica, oggi di stanza a Roma, è cavese doc e figlia d’arte. I genitori sono infatti la prof. Rosa Salsano, ceramista e scultrice di vaglia, dal volatile spirito creativo, e l’avvocato Raffaele Santoro, attore per vocazione esistenziale e teatrale, da decenni sulla scena con Mimmo Venditti e la sua compagnia, con la quale debuttò nel primo anno di vita la stessa Federica, “interpretando” il ruolo di una neonata nella commedia “Mio marito aspetta un figlio!”

Federica è donna di spettacolo talentuosa e ad ampio spettro. Pur avendo avuto esperienze di regia e scrittura teatrale (tra i suoi lavori, il dramma Sempre amore), si è caratterizzata come cantante, inizialmente leggera. Da ragazzina si distinse in musical prodotti dal suo maestro Michelangelo Maio, in testa quello molto suggestivo sulla nostra Mamma Lucia, poi è arrivata alla TV nazionale, cantando nella trasmissione RAI di Carlo Conti I raccomandati, dove fece anche coppia con Orietta Berti, ricevendone elogi e incoraggiamenti.

Dopo un breve periodo di stasi forzata, è riuscita, come era nei suoi sogni iniziali, a maturare altezze e profondità della voce e si è perfezionata come cantante di jazz, sempre più apprezzata, tanto da essere scelta nel 2017 per il progetto romano del Gregory’sclub dal titolo provocatorio We hate singers (Noi detestiamo i cantanti), proprio perché considerata una “strumentista vocale” capace di ispirarsi ai grandi del passato senza fermarsi all’ imitazione ma pervenendo alle conquiste dell’interpretazione personale.

Perciò la tournée in Siberia, ricca di pubblico e di applausi, è stata la consacrazione di un’autorevolezza crescente, un gratificante traguardo di ripartenza. Magari, la definitiva scalata al Monte dei sogni …

Bancarella Sport: anche la cavese Elena Catozzi tra i finalisti

Insieme con Federico Buffa ha scritto la biografia di Mohammad Alì-Cassius Clay


elena-catozzi-federico-buffa-premio-bancarella-cava-de-tirreni-luglio-2018-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Esaminare la produzione editoriale non con l’ottica della nicchia, ma in base alla capacità di impatto con il pubblico. Fin dalla sua nascita, è questo il DNA del Premio Bancarella, che ha fatto la fortuna del Concorso, uno dei più ambiti, perché nasce dal consenso e moltiplica il consenso.

Sulla scia del successo ottenuto, il Premio è cresciuto e si è moltiplicato, creando al suo interno la Sezione Sport, che quest’anno per i cittadini della Valle Metelliana ha riservato una magnifica sorpresa. Infatti, tra i finalisti risultanti dalla Selezione elaborata dalla Giuria ufficiale, è presente anche Elena Catozzi, cavese doc, operativa a Roma, laureata in Lettere, giornalista, studiosa di Cinema e Storia del Cinema.

Insieme con Federico Buffa, che è oggi in Italia il maggior aedo multimediale dello sport, ha scritto Muhammad Alì, un uomo decisivo per uomini decisivi, pubblicato da Rizzoli. È l’appassionata ed appassionante biografia di Cassius Clay, “il più grande”, il pugile che nella seconda metà del secolo scorso ha lasciato una scia profonda anche a livello sociale. Con un’affabulazione avvolgente che ha spaziato ad ampio raggio tra sport e storia, musica e società, la coppia ha dimostrato di essere magnificamente assortita.

La finale, con la proclamazione dei vincitori, sarà effettuata a Pontremoli il 21 luglio prossimo. I rivali della coppia Buffa-Catozzi sono di primissima qualità e popolarità. C’è Non so parlare sottovoce (Cairo Editore), autobiografia di Aldo Agroppi, mediano di costruzione e opinionista polemista dalla linguaccia toscanaccia. E si è messo in moto Loris Capirossi, grande e tormentato campione delle due ruote, che ha raccontato con Simone Sarasso La mia vita senza paura (Ed. Sperling & Kupfer). Il rombo dei motori da accendere nell’anima è necessario quando lo sport si sposa con vicende umane e necessità di resilienza: è allora che devi cercare L’eroe che è in te ed ecco che il dott. Claudio Marcello Costa racconta tanti anni e tanti episodi vissuti tra i box nella sua lunghissima carriera di medico del motomondiale. All’attacco della vittoria, un campione della difesa come Sergio Brio, la cui biografia è raccontata da lui stesso insieme con Luigia Casertano in L’ultimo stopper. E poi, Arpad Weisz e il Littoriale, di Matteo Matteucci (Ed. Minerva), la storia terribile e straziante di un allenatore italiano di calcio di origine ebraica all’epoca del ventennio fascista, che insieme con la sua famiglia subì l’emarginazione per le leggi razziali e poi la deportazione nei campi di lager.

Se consideriamo che sono stati solo segnalati due volumi ad altissimo tasso di popolarità come Inter 110 di Gianfelice Facchetti e Nicolas Ballario (Ed. Skira) e Nuvolari, lui, di Cesare De Agostini (Ed. Ponchiroli), appaiono chiari sia l’importanza del traguardo comunque raggiunto sia il livello di difficoltà per andare oltre. Ma Federico Buffa e Elena Catozzi oltre ci sono già andati, non solo per la finale, ma soprattutto perché il libro è bello, leggibile e profondo. E, nel caso di Elena, perché l’accoppiata gestita alla grande con un grande come Federico Buffa è un vero e proprio salto di qualità, che Le auguriamo possa essere una rampa di lancio verso la scalata al monte dei sogni.

Intanto, un brindisi è d’obbligo.In stile “La vita è bella”, Elena può già ben dire: “Ho vinto anche io!”…

Il gran finale di “Arte e Cultura 2018”

La premiazione dei vincitori, tanti eventi e artisti provenienti da dodici paesi.


È stata gran festa per la per la serata di gala del ventiduesimo Premio “Arte e Cultura”, organizzato dall’omonima Accademia, venticinquennale istituzione artistica fondata dal cavese Michelangelo Angrisani con sede a Castel San Giorgio, paese natio del fondatore. Un Premio accompagnato da una mostra d’Arte ricca di opere (ben 135) e mai tanto internazionale, con la presenza di artisti provenienti da ben 12 paesi: oltre che dall’Italia, daFrancia, Belgio, Romania, Spagna, Algeria, Portogallo, Israele, Egitto, Giappone, Iran e Canada.

L’Accademia, lo ricordiamo, ha alle spalle un’attività intensa e prestigiosa: un’azione incisiva di promozione sul territorio, annuali corsi di formazione, valorizzazione di numerosissimi artisti locali e non, istituzione del Concorso Internazionale di Pittura e di Letteratura, apertura di legami stabili con altri paesi.

Tutto questo è stato ricordato e giustamente esaltato nel corso della manifestazione finale del Concorso, che, all’interno del periodo di esposizione delle opere a Santa Maria al Rifugio (16-30 giugno), si è tenuta nel pomeriggio di sabato 23 giugno nella bellissima Sala d’Onore di Palazzo di Città.

Con la conduzione di Michelangelo Angrisani, Presidente dell’Ass. Arte e Cultura, sono intervenuti: Mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’ Tirreni, Lorena Iuliano, Presidente del Consiglio Comunale di Cava de’ Tirreni, la Dott.ssa Manal Serrj, Presidente dell’Associazione Artistica Culturale Ibdar Peace (Il Cairo – Egitto), i proff. Fabio Dainotti, Rita Occidente Lupo, Franco Bruno Vitolo, la Dott.sa Anna Pisaturo, Critico d’Arte da Firenze, la Dott.ssa Alexandra Gigantino Voglioboldini, addetta ai rapporti dell’Accademia con l’estero,Vittorio Bertolaccini, Cobra Due, reporter del sito nazionale youreporter.it del Corriere Della Sera da Latina.

Erano presenti I cavalieri del Giglio, con armature e abiti d’epoca medievale. La serata è stata allietata dalle musiche avvolgenti del maestro pianista Francesco Adinolfi

Dopo i vari interventi sono state rese note le decisioni delle giurie, quella letteraria e quella artistica, composte la prima da Franco Bruno Vitolo, Antonietta Ciancone, Fabio Dainotti, Rosanna Rotolo e la seconda da Franco Bruno Vitolo, Raffaele Picarella, Gennaro Pascale, Michelangelo Angrisani.

Ecco i premiati.

Sez. poesia in lingua

1° premio: Ai confini della mia esistenza, di Francesco Terrone (Mercato San Severino), per l’intensità emotiva e la sintesi poetica con cui esprime uno stato d’animo per un’evocazione gravida di affettuosa umanità.

2° premio: I fiori non bastano (per Anna Frank), di Giuseppe Romano (Malcesine – Verona)per la poetica maestriacon cui, attraverso il vuoto della stanza e la vana evocazione del suo sorriso, ha rappresentato il pieno orrore della Shoah e della fine dei sogni per la giovanissima Anna Frank; Il colore delle lacrime, di Stefania Siani (Cava de’ Tirreni – Sa), sia per la sintesi lirica, sobria ed emozionata, con cui vengono descritte alcune delle piaghe che oggi affliggono il mondo, sia per la discrezione “a piuma” con cui dalle lacrime nere vengono fatti spuntare germogli bianchi di speranza. –

3° premio:Fili invisibili, di Emanuele Occhipinti (Cava de’ Tirreni – Sa), per la pregnanza lirica con cui descrive la forza del rapporto coniugale immergendolo in una dimensione di ineffabile affettuosità; Amore… amaro, di Rosaria Minosa (Verona), per il pathos e l’empatica partecipazione con cui ha messo a fuoco la violenza familiare sulle donne e i terribili sconquassi fisici e morali che essa comporta

4° premio: Le foglie cadute, di Giuseppina Califano (Nocera Inferiore – Salerno), per la lirica e commossa tenerezza con cui crea un dolce correlativo nella natura evocando la dolcezza di un rapporto e il dolore di una perdita; Una fiaba senza fine, di Teresa D’Amico (Cava de’ Tirreni – Salerno), per il lirico fluire di ricordi ed emozioni con cui accompagna la sua esperienza di mamma nel lancio dei suoi figli verso il mondo; La fine del mondo, di Manuel Mascolo (Salerno), per l’energia vitale intrisa di affettuosa ironia con cui dipinge il cammino di ognuno di noi verso il gusto pieno della vita

5° premio: Donna all’orizzonte, di Umberto Vigorito (Cava de’ Tirreni), per il lirico e fascinoso alone con cui tra vagheggiamenti e fantasiosa immaginazione evoca la figura della “donna più stupenda dall’aurora del mondo”.

Premi speciali del Presidente: Adel Al Khatib (Il Cairo – Egitto) e Anna Cervellera (San Vito dei Normanni – Brindisi), Paola De Lorenzo (Avellino).

Segnalazioni di merito a Gianni Terminiello (Massa Lubrense – Napoli), Antonio Arpaia (Pompei – Napoli), Sergio Zappia (Salerno), Sofia Colaiacovo (Latina), Pasqualina Petrarca (Pozzuoli – Napoli) 

Sezione Poesia in vernacolo

1° premio: E cantava, di Luigi Abbro (San Nicola la strada – Napoli), per l’emozionata, vivace ed intensa descrizione di una scena di dolcezza e di dolore da cui deriva una forte lezione di vita

2° premio: ‘O tatuaggio, diAlessandro Bruno (Vietri sul mare – Salerno), per la forza espressiva e l’incisiva intensità del messaggio con cui crea “un ponte da meditazione” tra la superficialità del consumismo modaiolo di oggi e i terribili drammi vissuti sulla propria pelle dalle generazioni di ieri

3° premio:Farfallina, di Vincenzo di Fiore (Giugliano – Napoli), per la delicata vivacità con cui gioca tra la descrizione di una farfalla e le dolci farfalle del cuore.

4° premio: Manifesto a lutto, di Gaetano Vitolo (Castel San Giorgio – Salerno), per l’affettuosa vivacità con cui ironizza sulla morte e smaschera le convenzioni legate ai suoi riti. 

Sezione Narrativa

1° premio: Nel labirinto, di Gaia Mirra (Cava de’ Tirreni – Salerno), per la pregnante efficacia espressiva con cui costruisce una sintetica successione di scene e crea una profonda metafora esistenziale intrisa di satira sociale.

2° premio: Il giorno del mio compleanno, diAssunta Gneo (Latina), per il respiro storico e umano con cui un compleanno centenario diventa lo spunto per rievocare la storia di una famiglia ed affrescare l’identità di un territorio.

3° premio: Miriam Russo (San Marzano sul Sarno – Salerno), per la fantasia e le suggestioni con cui crea un suggestivo elastico del tempo e costruisce una storia di mistero e d’amore intrisa di esistenziale eticità;A mia madre, di Franca Littera (Decimomannu – Cagliari), per l’intensità di sentimento con cui rievoca un rapporto familiare che ha lasciato una scia di affettuosi e laceranti rimpianti.

Premio speciale:Centane, di Silvana Lazzarini (Roma), per la lucida forza dell’emozione con cui ha evocato una storia plurigenerazionale, coniugandola con l’efficace “pittura” di un ambiente e di un’acquisita, profonda identità. 

Sezione Pittura figurativa

1° premio: Silvie Hastir (Belgio), per lo spettacolare e incisivo impatto delle figure, liricizzate dalle suggestioni evocative dei colori e dalla forza espressiva e dolente dello sguardo, che riesce a trasmettere tutto il sapore delle lacrime e delle speranze della storia.

2° premio: Adriana Ferri (Salerno), per l’armonioso e dirompente gioco dei colori e la creazione di uno scenario gravido di tutta la forza della vita, ma nello stesso tempo evocativo delle tensioni che vi si creano all’interno, in un poetico, squilibrato equilibrio a favore del sempre stupefacente miracolo dell’essere; Anna Ciufo (Salerno), per l’elettrica suggestione che nasce dalla composta scomposizione e iterazione di pesci umanizzati, in una lirica dimensione di contrasto tra la tendenziale monocromia del tutto in blu e l’energia liberatoria del giallo che vola e nuota fuori scena con un grido quasi di sollievo che netto si stacca dallo smarrito ondeggiare di anime “esplose nel mondo e alla ricerca di amniotici silenzi”.

3° premio:Giuseppe Di Mauro (Cava de’ Tirreni – Sa), per la nettezza delle forme, la suggestione delle tonalità cromatiche e la plastica corporeità di una figura femminile intrisa di virginea e naturale sensualità.

Premi speciali del Presidente a Mohamed Larachiche (Algeria), Liliana Scocco Cilla (Ravenna) – Anna Esposito (Sorrento).

Segnalazioni di merito a Carmine Maccaferri (Napoli), Renato Cortese (Brescia), Marilena Fanfani (Arezzo), Giammaria Trotta (Nocera Inferiore – Salerno), Dina Zilberberg (Israele). 

Sezione Pittura non figurativa

1° premio: Jeanine Lucci (Belgio) per la delicatezza dei colori e la poetica composizione delle figure, in una canto di vita musicato dalla danza della leggerezza.

2° premio: Remo Romagnuolo (Napoli), per l’intelligente, stimolante e spettacolare rappresentazione della tecnologia informatica, in cui coniuga la geometria della scienza con le fantasie del colore; Giuseppe Citro (Castel San Giorgio- Salerno) per aver coniugato la forza polemica per l’inquinamento dei mari con la poetica bellezza dell’insieme, che offre la dolente sensazione di un paradiso perduto.

3° premio:Ludovic Èche (Francia) per la creatività estetica con cui ha caratterizzato l’impatto a volte straniante dell’astrazione, valorizzandola con l’armonizzazione dei colori e la tridimensionalità dell’immagine nel suo complesso. 

Sezione Scultura

1° Premio: Adamo, di Stefano Ortolani (Velletri – Roma), per l’emozionante e poetica tensione espressiva di una “forma parlante”, che, unita alle vibrazioni tonali e materiche del legno, rende perfettamente il rimorso in cerca di perdono del primo peccatore.

2° Premio: Crocifissione, di Fiorello Doglia (Genzano – Roma ), per la capacità di coniugare l’impatto scenico della Passione con l’onda di composto eppur complesso dolore che essa emana, lasciando una scia che vola nel tempo e oltre il tempo.

3° Premio: Yulia Shtern (Canada), per la geniale e fantasiosa evocazione di figure animali elaborate con materiale di riciclo e rivestite di colori forti, ricomposti con musicale armonia.

4° Premio: Keizo Mori (Giappone) – Premio Speciale: Antonietta Ciancone (Castel San Giorgio – Salerno) – Premio Speciale “fuori concorso” a Giuseppe Milite, restauratore (Cava de’ Tirreni – Salerno). 

Sezione Fotografia

Primo Premio: Flora Cocchi (Perugia), per la fantasia creativa e la sensibilità culturale con cui ha messo a fuoco la figura e l’immagine di una donna come Trotula, che a modo suo ha prefigurato una storia di genere e di conseguenza la storia stessa della società. –

2° Premio: Pasquale Esposito (Cava de’ Tirreni – Salerno), per la nettezza giornalistica, la profondità di campo e di pensiero e lo sguardo emozionato con cui viene adagiata nei nostri occhi una società fisicamente lontana eppure di scatto sempre più vicina

3° Premio: Maria Stimpfl (Padavena – Belluno), per l’affettuoso sguardo che trasmette della sua terra e delle sfumature di colore e di luce, che diventano piccola poesia dell’anima

Premio speciale: Giorgio Vezzaro (Vicenza) – Segnalazione: Gianna Burroni (Arezzo). 

Sezione Baby Artisti

1° Premio: Popescu Alexandru, anni 12 (Romania), per la maturità, ben superiore alla sua età, con cui ha saputo scomporre, ricomporre e armonizzare linee, immagini e colori – 2° Premio: Halip Istrade, anni 12 (Romania) – 3° Premio: Prelipcean Teodor, anni 12 (Romania)

Premi di Segnalazione: Popescu Alexandra e Popescu Sorin, da Radauti (Suceava, Romania) – Vincenzino Middei da Pontinia (Latina) e Sara Amaro (Cava de’ Tirreni, Salerno). 

Tra gli eventi da annotare nel corso dell’intera manifestazione, le battaglie medievali in costume simulate dal Gruppo folkloristico “I cavalieri del giglio”, la presenza dell’egiziana Manal Serrj,, che con parole e versi ha fatto assaporare l’anima solare e i drammi del Medio oriente, la presentazione del libro Frammenti, di Pino Zecca, poetica antologia di un cuore sospeso tra sogni incisi nell’anima e dolci realtà del presente, illusioni sfumate per un mondo in declino e la rassicurante certezza di aver comunque vissuto.

Un’emozione da lasciare il segno è stata donata dall’esposizionedella statua settecentesca di Santa Filomena, di proprietà della famiglia Ferrentino e restaurata dall’artista cavese Giuseppe Milite. Senza fare offesa a nessuno, la teca della statua ha rappresentato il punto di maggiore attrazione dell’intera mostra, non solo per l’antichità, ma per la bellezza intrinseca dell’opera e del recupero.

Tra i personaggi emersi nell’ambito del Concorso, non possiamo non evidenziare l’ennesima affermazione dell’ingegnere poeta Francesco Terrone, tra l’altro reduce dalla vittoria nel Concorso nazionale dedicato a Padre Pio, e l’affermazione della giovanissima Gaia Mirra, appena diciottenne, che con un racconto pregnante imperniato su un metaforico labirinto ha superato anche adulti già ben affermati.

E poi naturalmente lui, il big one di Arte e Cultura, Michelangelo Angrisani, che, oltre ad essere un dinamico operatore e organizzatore ha da sempre dimostrato anche una notevole valenza artistica. Accanto ai tanti lavori di livello della mostra, si sono fatte come sempre ammirare le sue opere, in primis la Crocifissione, con quella poetica e smarrita umanità immersa nel buio ai piedi della croce ed in attesa della Redenzione, che sta per nascere, per tutti, dalla sofferenza del Cristo sanguinante.

Se questo è uno dei suoi dipinti più significativi, non dimentichiamo neppure le opere caratterizzate dalla tecnica innovativa del colore del legno e dalla sua “pittura-messaggio”. Egli infatti crea dal disegno stesso e dalle increspature materiche, specificamente del legno, le linee, le sfumature e le vaghezze capaci di esprimere le sue permanenti inquietudini e la sua ricerca di una religiosità che vada oltre le forme rituali, dolorosamente gioiosa e pacatamente egualitaria.

La sua è una presenza stimolante per la vita culturale e rassicurante per il futuro di un’iniziativa che da qualche anno rappresenta uno dei fiori all’occhiello della prima estate cavese.

Dopo il salto di qualità di quest’anno, questo fiore promette veramente tanti altri petali, colorati e resistenti. Alla prossima!

Concorso “La libellula”: martedì 26 la premiazione in Comune

A proclamare i vincitori sarà un padrino di eccezione, l’attore Alessandro Preziosi.


 CAVA DE’ TIRRENI (SA). Giunge finalmente in porto il Concorso La libellula, indetto dall’Associazione “Amici di Lola” di Cava de’ Tirreni e patrocinato dal Comune di Cava de’ Tirreni, con il sostegno esterno dell’Associazione Giornalisti di Cava e Costa d’Amalfi “Lucio Barone”.

La cerimonia di premiazione avrà luogo martedì 26 giugno nella Sala del Consiglio di Palazzo di Città, con inizio alle ore 16,15. I saluti saranno portati dalle autorità cittadine e dagli organizzatori: il Sindaco Vincenzo Servalli, il Vicesindaco Enrico Polichetti, la Presidente del Consiglio Comunale Lorena Iuliano, la Vicepresidente dell’Associazione “Amici di Lola” Maria Rosaria D’Arienzo, il Presidente dell’Associazione Giornalisti “L. Barone” Emiliano Amato. La conduzione sarà affidata a Franco Bruno Vitolo, che ha anche fatto parte della giuria insieme con Lola D’Arienzo, Autilia Avagliano, la Presidente del Consiglio Lorena Iuliano, la consigliera comunale Paola Landi.

La premiazione avrà un padrino d’eccezione in Alessandro Preziosi, magnifico e ben noto attore di teatro e televisione, che recentemente ha avuto modo di conoscere personalmente Lolita e che, trovandosi a Salerno per uno spettacolo in quei giorni, ha generosamente dato la sua disponibilità ad essere presente nel lasso di tempo dalle ore 16,45 alle ore 17,45.

Il Premio ha riguardato poesie, racconti brevi, produzioni di arti visive sul tema obbligato “La resilienza”, cioè la capacità di recupero, personale o collettiva, dopo una situazione tragica o semplicemente critica, sul piano fisico, psicologico, sociale.

L’idea di partenza è venuta dall’Associazione che fa capo a Lolita D’Arienzo, la nota ex ballerina cavese da vent’anni immobilizzata dalla SLA eppure capace di reagire, organizzare momenti pubblici e perfino di scrivere ben quattro libri. Una campionessa di resilienza, quindi, una “libellula che ha continuato a volare”, come recitava il titolo del primo spettacolo a lei dedicato, andato in scena al Teatro delle Arti di Salerno.

Insomma, un tema importante, un concorso che non c’era e una “preziosa” ciliegina sulla torta che può rendere ancora più gustoso il battesimo. Ci sono le premesse per una crescita e una vita lunga e brillante. Ben venga …

“Padre camorra”, la rivolta giovane per la legalità

Il 15 giugno alla Libreria Bar Rodaviva il romanzo del diciassettenne Vittorio Vavuso


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CAVA DE’ TIRRENI (SA). È stata una felice sorpresa il battesimo letterario del talentuoso studente liceale salernitano, Vittorio Vavuso, che con la sua opera prima, Padre Camorra (Il quaderno edizioni), un romanzo breve e gradevole ricco di temi brucianti e colpi di scena, ha raccontato uno scontro generazionale a tinte fortissime, ha emesso un urlo ribelle contro la criminalità organizzata, ha proposto un’alleanza d’amore (non solo adolescenziale) contro l’odio di una cultura della violenza.

Il libro ha già goduto di palcoscenici importanti per la presentazione: la Sala della Provincia in Palazzo Sant’Agostino a Salerno, la Biblioteca Comunale di Curti, e di recente il gran salto alla manifestazione GiocaCernusco, tappa di GiocaItalia, la kermesse ideata quarant’anni fa, con il giornalista Sandro Ravagnani, nientemeno che da Cino Tortorella, storico e “mitico” Mago Zurlì.

E ora il libro arriva anche a Cava de’ Tirreni, dove, patrocinato dall’Amministrazione Comunale e dall’Associazione Giornalisti di Cava e Costa d’Amalfi “L. Barone”, sarà presentato venerdì 15 giugno presso il Bar – Libreria Rodaviva, con inizio alle ore 19,15.

Con la conduzione del giornalista Antonio Di Giovanni, dopo i saluti istituzionali (il Sindaco Vincenzo Servalli, il Vicesindaco Enrico Polichetti, il Presidente dell’Associazione Giornalisti di cava e Costa d’Amalfi Emiliano Amato), si terrà una tavola rotonda con Raffaelina Trapanese, assessore della Pubblica Istruzione al Comune di Cava de’ Tirreni, Franco Romanelli, giornalista e dirigente dell’Associazione Giornalisti “L. Barone”, Lucia Avigliano, nella sua veste sia di operatrice culturale sia di insegnante dell’Università della Terza Età (perché in un concorso da essa indetto tre anni fa si rivelò il giovanissimo Vittorio), Angela Di Gennaro, docente e ultradecennale delegata alla legalità del Liceo Scientifico “Genoino”, l’Editrice Stefania Spisto, presidente de “Il quaderno edizioni”, Franco Bruno Vitolo, che ha curato l’editing e la prefazione del romanzo.

Il tutto godrà dell’accompagnamento musicale della giovane e promettentissima violoncellista Ludovica Ventre, allieva del Liceo Musicale “Marco Galdi”.02-padre-camorra-vavuso-cava-de-tirreni-giugno-2018-vivimedia

Gli Sbandieratori Cavensi inseriti nel programma ONU per lo Sviluppo Sostenibile

E celebrano con gli studenti la terza edizione del Concorso “Una Torre per la Pace”


torre-per-la-pace-cava-de-tirreni-giugno-2018-vivimediaDi fronte all’oscurità inquietante di un futuro che fa paura, sotto le grinfie di un’espansione economica che imbavaglia la giustizia e l’anima stessa dell’umanità, in una terra che trema per lo sfruttamento incosciente delle risorse e l’inquinamento irrazionale dell’ambiente, l’ONU ha lanciato una campagna mondiale di coscientizz-azione mirante alla realizzazione di uno sviluppo sostenibile con le esigenze del pianeta e della dignità umana.

Diciassette obiettivi sono le stelle polari di questa campagna. È bene che ognuno nel suo piccolo li tenga presente e li faccia suoi, anche nella vita quotidiana, dove possibile. Perciò è giusto qui elencarli ad uno ad uno, senza commentarli perché parlano da soli.

  1. Porre fine alla povertà in tutte le sue forme.

  1. Azzerare la fame, realizzare la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile.

  1. Garantire le condizioni di salute e il benessere per tutti a tutte le età.

  1. Offrire un’educazione di qualità, inclusiva e paritaria e promuovere le opportunità di apprendimento durante la vita per tutti.

  1. Realizzare l’uguaglianza di genere e migliorare le condizioni di vita delle donne.

  1. Garantire la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e condizioni igieniche per tutti

  1. Assicurare l’accesso all’energia pulita, a buon mercato e sostenibile per tutti.

  1. Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena e produttiva occupazione e un lavoro decoroso per tutti.

  1. Costruire infrastrutture resistenti, promuovere l’industrializzazione sostenibile e inclusiva e favorire l’innovazione.

  1. Riduzione delle disuguaglianze tra i Paesi.

  1. Rendere le città e le comunità sicure, inclusive, resistenti e sostenibili.

  1. Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili.

  1. Fare un’azione urgente per combattere il cambiamento climatico e il suo impatto.

  1. Salvaguardare gli oceani, i mari e le risorse marine per un loro sviluppo sostenibile.

  1. Proteggere, ristabilire e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, la gestione sostenibile delle foreste, combattere la desertificazione, fermare e rovesciare la degradazione del territorio e arrestare la perdita della biodiversità.

  1. Promuovere società pacifiche e inclusive per lo sviluppo sostenibile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia, realizzare istituzioni effettive, responsabili e inclusive a tutti i livelli.

  1. Rinforzare i significati dell’attuazione e rivitalizzare le collaborazioni globali per lo sviluppo sostenibile.

L’attuazione dell’Agenda richiede un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni filantropiche, dalle università e centri di ricerca agli operatori dell’informazione e della cultura.

Nel sostegno attivo alla campagna, è importante anche l’aspetto promozionale, che viene affidato ad iniziative globali ed al coinvolgimento di singoli enti. Possono perciò essere fieri di essere stati coinvolti in prima persona gli Sbandieratori cavensi, ricchi di una storia pluridecennale, di attività in più continenti, di valori molto alti concernenti Pace e Solidarietà. L’Ente infatti è stato inserito tra gli attori del Festival Mondiale dello Sviluppo Sostenibile, per la cui inaugurazione si è esibito a Roma il 22 maggio scorso.

A Cava, dopo il Premio “Una Torre per la Pace” e prima della Kermesse del Folkfestival delle Torri (che quest’anno vedrà protagonisti Nicaragua e Indonesia), ha indetto nel Cortile dell’Ex ECA una mostra di Arte, Poesia e Gastronomia incentrata sul tema dell’Accoglienza e della Solidarietà, il tutto naturalmente con il patrocinio attivo dell’Amministrazione Comunale.

Importante e significativo come al solito il Premio “una Torre per la Pace”, riservato agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, che richiede disegni, elaborati in lingua italiana e manufatti capaci di promozionare il senso, i contenuti ed i valori della Pace e dell’Unione tra i Popoli, partendo dalla promozione delle storiche Torri Metelliane, un tempo segno di ricchezza e di forza militare, in segni e strumenti di “abbraccio umano”.

La premiazione è avvenuta la mattina di giovedì 24 maggio nella grande Sala del Consiglio di Palazzo di Città, con la presenza dei Dirigenti dell’Ente (in testa il Presidente Felice Sorrentino e i suoi collaboratori Antonio Medolla, Enrico Alfano, Guido Sorrentino e Fedele Di Nunno) e delle autorità cittadine (la Presidente del Consiglio Lorena Iuliano, l’Assessore alla P.I. Raffaelina Trapanese, il Consigliere Vincenzo Passa). Ha condotto il sottoscritto scrivente Franco Bruno Vitolo, con la passione di sempre, stavolta corredata da una caduta dalla pedana per piede a vuoto in stile paperissima, con conseguente “artistica deformazione” dell’asta microfonica e per fortuna subito compensata da una rimessa in piedi immediata, oltre che accompagnata da affettuosi applausi e sinceri sospiri di sollievo.

Del Concorso, giunto alla sua terza edizione, ci è gradito riportare i risultati, con l’indicazione dei premiati, tra cui quest’anno ha fatto la parte del leone l’IC “Carducci-Trezza”. Ma chi partecipa vince comunque, perché si impregna del Colore sempre bellissimo della Pace e degli Arcobaleni d’amore.

Sezione Disegno – Scuola primaria

Primo premio alla classe V A – IC Carducci Trezza, per l’insieme di quattro opere, dai titoli Raccogliamo la Pace, Aiutiamo la Pace a crescere (la pace rappresentata da un polposo neonato nel cavo di un albero),Pace dopo la tempesta (una caravella con le bandiere delle varie nazioni si mantiene a galla sulle onde di un mare molto mosso), Liberiamo la Pace(un gruppo di bambini lancia un aquilone). Questa la motivazione: Nella varietà delle singole scelte stilistiche, con immagini ora dolcemente vaghe ora di forte e immediato impatto visivo, ma sempre arricchite da una fantasia tenera e a tratti visionaria, chiaro risultato di un lavoro appassionato e guidato da una tecnica precisa e raffinata, i disegni arrivano diretti al cuore e alla ragione, sull’onda emozionate ed emozionante di un sogno concreto di Pace e Amore.

Menzione speciale alla classeIV C – I.C. Carducci Trezza – per il disegno La Pace nel mondo, con la seguente motivazione: Attraverso la giocosa fusione tra il cerchio e il girotondo di pace tra bambini di tutto il mondo, in un dolce e ingenuo ondeggiamento delle linee, il disegno trasmette il suo positivo messaggio con quella sognante vaghezza che è tipica di un bambino nella prima fase della crescita.

Sezione Disegno – Scuola secondaria

Primo premio alla classe III C IC Carducci Trezza – per il disegno La scelta da preferire, con la seguente motivazione: Contrapponendo con un plastico srotolamento le conturbate nuvole di un mondo inquinato e la dolce serenità di un mondo in pace con se stesso e con la natura, l’opera crea un insieme suggestivo sia per la pulita chiarezza delle immagini del tocco che per l’immediatezza del messaggio.

Sezione manufatti – Scuola primaria

Primo premio alla classe IV A I. C. Carducci Trezza - per l’opera Insieme per la Pace, con la seguente motivazione:Attraverso l’eleganza visiva dell’immagine e la chiarezza dei simboli, arricchita dalla tenera unione dei fiori che inneggiano alla Pace, l’opera, frutto di un lavoro sapiente e divertente, riesce a trasmettere l’emozione che nasce dall’impatto con i colori possibili della convivenza e della vita.

Sezione manufatti – Scuola secondaria

Primo premio allaclasse II G – SM Giovanni XXIII – per l’opera La torre umana, con la seguente motivazione: Grazie all’originalità dell’idea di una grande torre cartonata ricoperta di volti di provenienti da svariate etnie, l’opera unisce efficacemente l’impatto estetico e la forza del messaggio, aprendo un dialogo immediato che parla contemporaneamente al cuore ed alla ragione.

Sezione scrittura creativa – Scuola primaria

Primo premio alla classe III A I. C. Carducci Trezza, per il testo Una compagna venuta da lontano, con la seguente motivazione: Per il limpido senso di umanità che pervade la narrazione, e la naturale semplicità con cui viene descritta l’accoglienza dell’altro, il testo offre una lezione immediata di Pace e di Solidarietà.

La Solidarietà ha fatto goal

La squadra della Salernitana alla cena di beneficenza per donare una Casa della Cultura alla terremotata Accumoli


Una bella serata “giovane” in serena amicizia e cordialità, antipasti e pizze dall’avvolgente sapore casareccio, una location che è un piccolo, suggestivo nido delle aquile, una squadra di Calcio della Serie B Nazionale come la Salernitana, che per disponibilitA’ e umanitA’ si è comportata da Serie A, palloni e magliette firmate da campioni, una bella raccolta di fondi per ricostruire un paese e un’identità…

E la Solidarietà ha fatto un gran goal lunedì 21 maggio a Pellezzano presso l’Agriturismo “Il Casolare”, dove il MARIC (Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali) ha organizzato una cenetta a beneficio della costruzione di una Casa della Cultura nella terremotata Accumoli. L’ iniziativa è stata lanciata un anno e mezzo fa ed è oramai vicina al traguardo, grazie ad una serie di manifestazioni (pranzi, concerti, libri, aste,mostre, esposizioni etc.) che non solo sono state produttive ma hanno anche offerto suggestivi stimoli di cultura e conoscenza e favorito incontri carichi di amicizia ed umanità. Primo tra tutti il rapporto diretto con il Sindaco di Accumoli Stefano Petrucci, che è intervenuto alla serata in “cellulata diretta” e che tra l’altro nel settembre scorso è anche venuto personalmente a Salerno e, prima di un meeting serale presso il Circolo velico Azimut, è stato accompagnato in una paradisiaca gita in barca da Salerno all’isola dei Galli.

Tornando alla serata del Casolare, essa è stata allietata e fecondata dalla presenza di un’intera squadra in granata, con dieci calciatori (Tuja, Rosina, Bernardini, Sprocati, Pucino, Schiavi, Zito, Vitale, Signorelli, Bocalon) e tre dirigenti, il Direttore Sportivo (e gran Maestro di gruppo) Angelo Fabiani, la responsabile della attività agonistiche Gabriella Borgia, il responsabile delle squadre giovanili Alberto Bianchi . Inoltre è stata allegramente contornata dai caldi fan del Club Maisola presieduto da Antonio Carmando, e dall’intero team sportivo e dirigenziale della “Mazzola”, la locale squadra di calcio, guidata da Mariano Turco. E poi, tanti amici… e naturalmente il gruppo Maric, guidato dal Fondatore e Presidente, il Maestro Vincenzo Vavuso, e illuminato dalla presenza dell’artista Marina Romiti, membro del Movimento, venuta appositamente dalla Toscana per l’avvenimento, oltre che per l’abbellimento artistico del paese di Curti, altro colorato progetto Maric.

Alla fine, sul conto corrente dedicato alla Casa della Cultura è arrivata una bella sommetta che aggiunge tanti mattoni alla Casa della Cultura… e nella Banca del cuore tanti sorrisi in più. Alla prossima!

La magica serietà del gioco contro i disagi della malattia

Un convegno sulla Clown Terapia domenica 27 maggio nella Parrocchia di Sant’Alfonso di Cava de’ Tirreni.


Dobbiamo tuffarci nelle persone, navigare nel mare dell’umanità.In questa frase, tra le più emozionanti e significative del film “Patch Adams”, con l’indimenticabile Robin Williams, si può ritrovare lo spirito dell’essere medico, essenziale per entrare in contatto con quei pazienti che devono essere “pazienti” nell’affrontare lunghe, difficili e dolorose battaglie con la malattia.

La battaglia con la malattia si può perdere, ma il contatto vero con la persona è sempre un dono, una scintilla che colora la vita di chi soffre e lascia una scia incancellabile nel cuore di chi stabilisce questo contatto. Succede con tutti, figuriamoci quando si tratta di bambini. Perciò è stata geniale verso la fine del secolo scorso l’intuizione del Dott. Patch Adams, che inventò la Clown Terapia, cioè quella tecnica di intrattenimento che si svolge nelle corsie d’ospedale attraverso giochi, musico-terapia e comico-terapia a beneficio dei bambini costretti a lunghe degenze. Tale tecnica è usata dai Clown Dottori come metodo di approccio, attraverso l’incanto e la meraviglia, con i bambini oncologici.

Perciò è più che opportuna l’iniziativa presa da un gruppo di clown dottori del Gruppo di Volontariato “La Rondinella” di Scafati: un convegno sul tema a Cava de’ Tirreni, dove non è ancora nata una struttura organizzata che operi nel settore, ma dove non mancano singole persone sensibili e di buona volontà che collaborano con associazioni di altre cittadine per dare un po’ di conforto ai bambini “imprigionati” negli ospedali e costretti solo a sognare azzurrati sorrisi su spazi liberi.

Il Convegno si terrà domenica 27 maggio 2018 a Cava de’ Tirreni, alle 20,30, presso la Parrocchia di Sant’Alfonso in via Filangieri.

Accompagnata da immagini dei clown dottori in azione, la Presidente Maria Rosaria Ascione presenterà l’Associazione “La Rondinella”. Seguiranno le testimonianze della Dott.ssa RosannaDe Concilio, del reparto di Oncologia Infantile dell’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, della Dott.ssa Lucia Iavarone, delle maestre di scuola impegnate presso l’Ospedale di Nocera, della mamma di una bambina assistita dai clown dottori della Rondinella.

Brani di lettura in tema saranno letti da Riccia Capriccia, Cuccolo e Piparù, mentre Melody chiuderà con un’esibizione particolare: questi sono pseudonimi dei volontari, che generalmente si presentano ai bambini con nomi d’arte. I clown dottori dell’Associazione, capitanati da Ranocchietto, faranno sul palco una dimostrazione particolare e intoneranno qualcuna delle canzoni che fanno poi eseguire e risuonare nelle corsie.

I saluti istituzionali (don Gioacchino Lanzillo, parroco di Sant’Alfonso, don Osvaldo Masullo, Vicario del Vescovo Soricelli, il Sindaco di Cava Vincenzo Servalli o un suo rappresentante) saranno portati solo alla fine dell’evento, dopo la “digestione” del significato più profondo della manifestazione. Un significato che comunque sarà trasmesso nella sua pienezza dal gruppo dei magnifici e generosi operatori, che qui ci piace nominare tutti, con il relativo e “magico” nome di battaglia:

Maria Rosaria Ascione (Smemorina), Marco Baldassarre (Silenzio), Michele Buzzella (Charlie), Imma Coppola (Mumu), Giusy Constantino (Sorrisino), Federica D’Angelo (Muffin), Carmen De Matteo (Pink), Angela De Riso (Formichina), Davide Gracceva (Ted), Lucia Iavarone (Melody), Imma Montella (Raggio di Sole), Federica Orlando (Pollon), Mario Russo (Ranocchietto), Pietro Paolo Russo (Piparu), Carmela Salzano (Mira), Andrea Senatore (Cucciolo), Angela Stanzione (Sole), Jessica Vicinanza (Girasole), Vanessa Vicinanza (Giolly), Lella Zarrella (Riccia Capriccia).

Grazie a voi tutti, cari CD, che siete tanto più veri dei pur magnifici ma tanto tecnologici CD …