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CAVA DE’ TIRRENI (SA). Area ex ceramica Cava, riproposto il caso

 

foto ilportico.it

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Il dirigente dell’Ufficio Urbanistica  del Comune di Cava, architetto Luigi Collazzo ha reiterato  l’Ordinanza di sospensione delle attività di lottizzazione abusiva.  Essa è tesa a reprimere, sotto il profilo amministrativo – sanzionatorio, l’illecito compiuto con opere e attività sul complesso immobiliare ex Ceramica Cava. Un provvedimento che potrebbe spingere la Procura a riaprire le indagini anche se nel mese di maggio la magistratura penale aveva annullata ogni ipotesi di illecito e archiviata la denuncia.
“Ma  oggi il caso si potrebbe riaprire dopo gli ulteriori elementi addotti  e articolati nella nota, allegata all’Ordinanza, di controdeduzioni del dirigente comunale alle varie osservazioni dei proprietari, che insistono sull’area, in avvio del procedimento amministrativo” – si sussurra nei corridoi del Palazzo di Città.
AI proprietari dei diversi lotti creati dal complesso immobiliare ex ceramica Cava, Società Califano e Panico, alla società Immobiliare Beatrice, Società Madegra, alla società Enel Distribuzione e allo stesso Comune di Cava, proprietario di parte dell’area ex Cofima, sono stati ordinati l’interruzione immediata delle opere in corso e il divieto di disporre dei suoli e delle opere stesse con atti tra vivi e sarà trascritto nei registri immobiliari a tal fine. Se non interverrà entro 90 giorni la revoca del provvedimento adottato, le aree lottizzate saranno acquisite di diritto al patrimonio disponibile del Comune.  Secondo il dirigente Collazzo con i plurimi frazionamenti immobiliari e i cambi di destinazione d’uso , mai conformi alla strumentazione urbanistica, realizzati nel corso degli anni, è stata avviata una attività lottizzatrice abusiva. Essa ebbe inizio fin dal primo frazionamento e vendita alla società Co.FI.MA da parte della società di Califano e Panico (acquirente dell’ex CAVA) per proseguire dall’82 all’85  e tra l’85 e il ‘94  e tra il ‘94 e il 2003 e infine con le vendite alla società Immobiliare Beatrice e alla società Madrega.
“Una attività illecita – così si legge nelle controdeduzioni  alle note di osservazioni dei proprietari – che ha creato un rilevante fabbisogno di standard e parcheggi che non risulta soddisfatto e condiziona l’attività pianificatoria del Comune. Una fonte di disordine urbanistico”. Ora la battaglia si trasferisce nelle aule giudiziarie amministrative,non resta, infatti, ai proprietari che il ricorso al TAR o quello straordinario al Presidente della Repubblica. In caso contrario il Comune acquisirà al suo patrimonio disponibile le aree.
L’Immobile dell’ex ceramica Cava fu realizzato nel 67,dopo il fallimento ha subito varie trasformazioni e perduto il suo originario organismo edilizio. La sua è una storia di  vendite, di condoni, di interventi abusivi. Nell’area insistono una Banca, un supermercato, una pizzeria, un bar, una Happy Casa store, un istituto di bellezza.
Una parte della COFIMA fu acquistata dal Comune, finalizzata alla realizzazione di un polo sanitario, all’asta fallimentare per 4 milioni e 200 mila sottoscrivendo un mutuo per finanziare l’operazione. Ma subito diventò oggetto di una inchiesta giudiziaria condotta dalla DDA che per l’acquisto ha indagato il sindaco e 15 consiglieri della maggioranza. Gli inquirenti sospettano che non tutti fossero all’oscuro della lottizzazione abusiva e che tuttavia si sia deciso di comprare l’immobile.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Recupero e nuova funzionalità del cinema – teatro Metelliano, una memoria storica della città

cinema-teatro-Metelliano-(3)-cava-de'-tirreni-vivimediaIl cinema – teatro Metelliano, una memoria storica della città, è chiuso dal 1980. “Stiamo lavorando con finanziamenti privati, i lavori ammontano ad oltre 6 – 7 milioni di euro – ha spiegato uno dei proprietari Antonio Di Martino  – per restituire alla città, nella sua antica bellezza, un pezzo della storia  degli ultimi cento anni della città. Identico il ruolo, anche se rapportato alle nuove esigenze”. Il Metelliano sorse intorno al 1934 nei locali terranei del Pastificio Apicella ad opera dell’ingegnere Giuseppe Benincasa.  Indenne nel terribile sisma dell’80 ,fu chiuso per ragioni di sicurezza. “ Fu teatro delle più imponenti manifestazioni del regine. Si tennero, infatti, lì adunanze e parlamenti, inaugurazioni di gagliardetti e premiazioni” così si legge in una cronaca di vita della città. Nel dopoguerra dopo un nuovo maquillage fu teatro e cinema. “ Ma non mancò di essere in alcune occasioni, in particolare in periodo elettorale, sede di incontri di inizio e fine campagna. Dall’80 fino al 2011 chiuso, tranne l’androne dove funzionò per anni una altra memoria storica della città, l’edicola di giornali “ Rondinella”, quando gli attuali proprietari, nel rispetto del piano di recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente, “ Borgo ed aree annesse”, varato dal Comune negli anni ‘90, valutarono l’ipotesi del riuso recuperandolo al suo ruolo e  funzione anche aggiornata. Il piano di recupero, infatti, prevede un recupero a scopo commerciale ( negozi e botteghe e parcheggio interrato) integrato con la realizzazione di multisale per spettacoli. “In pieno centro storico, il teatro è allocato lungo il corso a pochi metri dalla piazza Duomo, unitamente agli altri due cinema funzionanti Metropol e Alambra potrà costituire per la città e per la provincia, un punto di riferimento del tempo libero e non solo” ha aggiunto l’ingegnere Nellino Apicella, progettista.  Fino agli anni ‘80 funzionavano a Cava 4 cinema, Alambra, Metropol, Capitol e Metelliano, oggi il Metelliano è in fase di recupero, mentre il Capitol è chiuso e costituisce un rischio igienico, sanitario. “E’ una struttura fatiscente, con pericolo amianto ed occorre che si trovi una soluzione. Fino ad oggi a nulla sono valse le petizioni e gli appelli al sindaco e alle autorità sanitarie” ha commentato uno dei residenti di via Sorrentino.  Oggi grazie  all’impegno e alla disponibilità dei proprietari il cinema Metelliano sarà riaperto  e restituito alla fruizione della città.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Imprenditori ed industriali in rivolta in via Gaudio Maiori

via-gaudio-maiori-verso-nord-cava-de-tirreni-vivimediaImprenditori ed industriali in rivolta. Sono i cosiddetti figli di un Dio minore le cui aziende, e sono un nutrito gruppo, insistono nella zona industriale lungo la via Gaudio Maiori e ubicati  lungo una strada degradata ed abbandonata. “Sono anni che paghiamo un duro prezzo – ha spiegato con veemenza Luigi Medolla, amministratore unico della Me co srl ( industria del ferro) – all’inerzia delle amministrazioni comunali. Siamo ignorati tanto che la strada non ha alcuna intitolazione La strada che conduce alle nostre aziende costituisce un pericolo continuo per i mezzi e per gli stessi pedoni. E’ in discussione la nostra sopravvivenza economica per le difficoltà che debbono sopportare i nostri clienti. Possiamo dirlo con forza, unitamente ai tanti colleghi della zona industriale, rappresentiamo lo zoccolo duro della economia della città”. E’ amareggiato e con i lui l’ingegnere Alfonso Romaldo (Imag), Gerardo D’Agostino (Grafica Metelliana), Candeloro De Santis  (manufatti in cemento) e altri. Di qui una nuova petizione, un nuovo appello  all’amministrazione comunale non solo per la precarietà ambientale e viaria dell’area  e della strada che conduce alle loro aziende, ma, soprattutto, per il rischio che vivono gli operai persistendo le difficoltà dei clienti e dei mezzi di rifornimento. Sono circa 250 i dipendenti delle varie industrie allocate nell’area con un fatturato di svariate decine di milioni.  E in un periodo di grande crisi, la perdita del posto di lavoro o messa in cassa di integrazione costituirebbe un danno enorme per tante famiglie “ E’ necessario restituire all’intera area  decoro e fruibilità. Diamo una pessima impressione dell’efficienza della città, oltre a forti disagi ai clienti provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero, le nostre aziende offrono un prodotto di eccellenza “ ha aggiunto l’ingegnere Alfonso Romaldo, da tempo in trincea nella richiesta di interventi radicali. Erbacce, cumuli di rifiuti, ingombranti depositati fuori dalle fasce orarie e dei giorni prescritti fanno da cornice ad un manto stradale con buche profonde che mettono a repentaglio veicoli e pedoni che la percorrono. E’ una strada, lunga circa mezzo km, dove insistono stabilimenti industriali e fabbricati per civili abitazioni, non illuminata,  anonima, con curve a gomito che rendono difficili le manovre dei mezzi pesanti. “ Chiediamo di essere ascoltati, avere la possibilità di poter esprimere le nostre difficoltà e offrire la nostra collaborazione per la soluzione dei problemi. Ma occorrono concretezza e soprattutto decisionismo nelle scelte da adottare” ha ribadito Gerardo D’Agostino, amministratore della Grafica Metelliana, già tanto vicino alle numerose iniziative di associazioni cittadine. E’ una strada che dovrebbe essere allargata espropriando alcuni piccoli triangoli di terreno, essere illuminata e rifare il manto stradale. E’comunale, i titolari delle aziende pagano i passi carrabili, vi sono stalli di sosta per i disabili. “ Allo stato attuale non rientra tra quelle per le quali è stata prevista la manutenzione. “ Rientrerà  forse quando i nostri operai e noi tutti avremo  gettato la spugna o ci saremo sistemati altrove, fuori Cava ?” spiega amaramente uno dei titolari.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Conferita la cittadinanza onoraria a Padre Abate Giordano Rota

dom-giordano-rota-vivimedia“Un atto, tra l’altro condiviso dall’intera città e dal Consiglio comunale, di gratitudine e di affetto per Padre Abate Giordano Rota e un segnale di civiltà e di sensibilità della città verso i 60 bambini figli di stranieri, nati in Italia e residenti a Cava” – ha spiegato il sindaco dando il via alla cerimonia del conferimento della cittadinanza onoraria all’abate e ai bambini stranieri. “ Un gesto, quello della città di Cava, che fa onore alla sua millenaria storia di accoglienza e che costituirà un esempio per tante comunità. Una iniziativa che sottolineeremo nell’incontro con il ministro delle Pari Oppportunità unitamente alla  Consulta per i popoli” ha ribadito il presidente regionale della Campania dell’Unicef Margherita Dini Cicci. Infine Padre Abate, Giordano Rota, visibilmente commosso, ha ringraziato il sindaco e la città. “ Il periodo trascorso a Cava come amministratore apostolico dell’Abbazia benedettina e le iniziative per il Millennio della fondazione del cenobio restano indelebili nel mio cuore. Cava de’ Tirreni ,la sua storia religiosa e civile lasciano il segno. La bellezza architettonica del Borgo e quella delle sue colline sono un’espressione della bellezza del creato. Ed esserne cittadino, anche se onorario è un motivo di orgoglio” ha concluso padre Rota.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Sottoviastory: Italia Nostra firma con una propria nota un altro capitolo di una storia infinita

trincerone-maggio-2013-cava-de'-tirreni-vivimediaItalia Nostra ribadisce che finalmente è stata riconosciuta dallo stesso sindaco Galdi la difformità  commessa dall’amministrazione comunale (vedi le rampe di accesso al sottovia veicolare, una variante abusiva realizzata dalla giunta Gravagnuolo) e che ha dato il via all’opposizione dell’Associazione. Ma nello stesso tempo. Italia Nostra sottolinea che sulla sanatoria avviata tra la Sovrintendenza e il Comune di Cava non ha mai espresso parere positivo, pur avendo perplessità. “Essa è un’attività prettamente di competenza della Soprintendenza”.
Si legge nella nota. Una vicenda, quella del trincerone – sottovia veicolare che parte nel 1984, con l’appalto concorso del I lotto tra via Atenolfi e via Tommaso di Savoia. Nel 1986 il via ai lavori, nel 1988 completato il primo lotto, copertura del tratto ferroviario, parcheggio per oltre 400 auto. Nel 1987 – 88 durante i lavori del I lotto il comune affidò alla stessa ditta il tratto tra il ponte di via Savoia e il ponte del Mattatoio (via Caliri).
Per il “Decongestionamento della Statale 18 mediante la realizzazione del sottovia veicolare la commissione comunale istituita completò i lavori, ma l’opera non fu mai aggiudicata. Poi la bufera tangentopoli sul Palazzo e sulla città, arrestati l’ingegnere capo del Comune e il titolare dell’impresa appaltatrice, successivamente assolti, interruppe l’iter. Intanto il sindaco Fiorillo aveva revocato in via di autotutela le delibere del bando.
Solo nel 2002 con Messina il progetto fu ripreso e modificato e ripescato il finanziamento (40 miliardi  di vecchie lire). Nuovo bando, nuovo appalto. Oggi i lavori sono fermi da oltre un anno, prima per il fermo della Sovrintendenza per difformità al progetto e poi per  i ritardi nel pagamento degli stati di avanzamento alla ditta.
“Se la Regione non sblocca i pagamenti – spiega l’assessore all’Urbanistica Salsano – avremo una ferita urbanistica e un ammasso di cemento al centro della città”. 

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Borgo in luce, scontro e polemiche sui lavori

borgo-porticato-crepe-fili-esterni-cava-de'-tirreni-2013-vivimediaAvviati i lavori del II lotto di “ Borgo in luce” e già le prime polemiche.  Gli interventi in atto riguardano il tratto del Borgo che va da piazza Vittorio Emanuele II a viale Garibaldi ( II lotto A) e da piazzetta Di Mauro a piazza S. Francesco ( II lotto B). Lavori, finanziati per un importo di oltre un milione  di euro più IVA che prevedono la eliminazione alla vista dei cavi di alimentazione e distribuzione della illuminazione. La polemica di questi giorni registra un duro e forte botta e risposta tra l’Associazione difesa del Territorio e il direttore dei lavori architetto Umberto Barone  e il collaudatore in corso d’opera ingegnere Rosario Landi. In particolare l’Associazione lamenta che la progettata illuminazione del centro cittadino rischia di arrecare gravi danni alle murature, agli archi e alle volte.  Le conseguenze sono visibili e non  occorre rivolgersi ad un luminare della Scienza o della Tecnica delle Costruzioni  per conoscere il comportamento statico della struttura muraria, quando la si priva di porzione dello spessore alla base. Sotto accusa  la riduzione delle sezioni trasversali delle murature  e la tecnica di mettere sotto traccia le tubazioni delle illuminazione.  Immediata la replica del direttore dei lavori e del collaudatore che in una articolata nota inviata al sindaco, al dirigente Avagliano,  al RUP Faiella,hanno fornito ampie assicurazioni sulla compatabilità delle opere in corso di realizzazione ed oggetto dell’appalto e le strutture murarie del porticato. Ma in particolare hanno sottolineato che nel progetto hanno tenuto conto non solo della tipologia costruttiva del centro storico  sviluppatasi nelle diverse epoche, ma anche degli interventi di riparazione e di consolidamento che si sono succeduti  soprattutto all’indomani del sisma del 1980. Continui i contratti tra il direttore dei lavori e i tecnici Enel e telecom e gli stessi cittadini interessati per individuare le soluzioni più idonee. “ I lavori in corso – ha fatto osservare l’architetto Emilio Maiorino – riprendono in parte l’idea progettuale che è rappresentata dal mio Piano del Colore” E l’architetto Enzo Pepe ha aggiunto che la nuova illuminazione, la eliminazione dei cavi di alimentazione, il restauro degli elementi lapidei degli archi e di quelli lignei dei solai esistenti ci restituiscono la bellezza del nostro Borgo con il porticato unico nel Mezzogiorno”. Intanto ci si chiede è una querelle di fine estate o un richiamo a una riflessione?

 


 

Emidio-Maturo-cava-de'-tirreni-vivimediaEmidio Maturo,ingegnere, ma soprattutto innamorato della città con la sua Associazione “ Difesa del territorio” è particolarmente attento perché essa conservi il suo ruolo e la sua identità.

Perché la sua denuncia e appello sui lavori II lotto Borgo in luce?

Sono stati avviati i lavori senza che fosse stata fatta alcuna verifica statica sui portici, sulle volte e sugli archi ai sensi della legge del 2008. Essa doveva essere preliminare ad ogni altra operazione. Il Comune, in alcuni casi di ristrutturazione lungo il Borgo ha sospeso i lavori in attesa di una verifica statica e perché in  opere come queste non l’ha previsto?

Ma quanto può incidere sulle murature la riduzione delle sezioni trasversali?

Nel nostro non possiamo parlare di lesioni delle fratture come quelle su intonaco, ma sono delle vere e proprie fratture . Esse riducono sensibilmente le sezioni trasversali delle murature portanti, degli archi e delle volte. Di qui la necessità di una verifica preliminare da depositare al Genio Civile.

Le tubazioni sotto traccia potevano essere esterne?

Certamente abbiamo l’esempio del Centro Pompidou che nella realizzazione del Museo Beaubourg utilizzò tubature esterne di vario colore per indicarne le varie utilizzazioni, gialle, rosse, verde. Blu. Perché non a Cava ?

Ma l’operazione sotto traccia è una prescrizione della Soprintendenza?

La Soprintendenza esprime pareri estetici, ma non sulla sicurezza. La richiesta di canalizzazione sotto traccia se essa non comporta danni alle murature portanti. Nel caso nostro tra l’altro non era stata fatta alcuna verifica statica. Di qui la necessità di utilizzare soluzioni alternative. Di qui la nostra posizione.

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Degrado della strada senza nome degli industriali: figlia di un Dio Minore

via-gaudio-maiori-verso-nord-cava-de-tirreni-vivimediaDegrado ed abbandono, denuncia appello di industriali e imprenditori all’amministrazione comunale per la precarietà ambientale e viaria della strada che conduce alle loro aziende. E’ un nutrito gruppo, che costituisce insieme ad altri che insistono nell’area industriale lo zoccolo duro dell’economia della città. Questa è’ la storia della strada , fino ad oggi ancora senza alcuna intitolazione, che da via Gaudio Maiori porta alle industrie Royal Trophi, Imag, Citroen, Medolla Ferro, Grafica Metelliana, Industria del legno ed altre di grande importanza oltre a sparse abitazioni civili. “ E’ una strada che è un vero e proprio percorso di guerra, buche, manto stradale sconnesso. Un vero pericolo per automobilisti e soprattutto per i mezzi pesanti che servono le nostre aziende. Eppure al momento del nostro insediamento – ha spiegato l’ingegnere Alfonso Romaldo, amministratore delegato della Imag – tra gli oneri di urbanizzazione dovemmo provvedere ad asfaltare l’intera strada. E’ una via  comunale, paghiamo i passi carrabili, ci sono cartelli per stalli per handicappati, mancano solo le strisce blu,  i lavori di manutenzione dovrebbero essere del governo cittadino”. Non è solo l’emergenza viaria a preoccupare i vari industriali, ma quella ambientale. Lungo la strada, purtroppo vengono depositati non solo rifiuti ma anche materiale di risulta ed altro. “Meriteremmo maggiore rispetto –  ha aggiunto un altro imprenditore – non c’è alcuna sorveglianza  o servizio, non siamo cittadini di serie b, eppure diamo il nostro contributo economico e civile alla città”.  La denuncia appello – tra pochi giorni dovrebbe stare sul tavolo del sindaco e degli uffici competenti. “ E’ una strada che solo recentemente ci è stata consegnata. Allo stato attuale non rientra tra quelle per le quali è stata prevista la manutenzione. Certamente sarà inserita in un prossimo programma. E’ una via che dà accesso ad una serie di industrie, per cui crediamo che possa facilmente essere tra quelle da bonificare” ha affermato il dirigente all’Urbanistica Luigi Collazzo da noi interpellato telefonicamente.  Intanto per quanto riguarda la bonifica ambientale e la sorveglianza l’assessore all’Ambiente Fortunato Palumbo ha previsto un sopralluogo. “ E’ in una zona dove solo il posizionamento di una telecamera può risolvere il problema. Con il responsabile dell’Ufficio Ambiente studieremo la soluzione migliore e rispondente alle esigenze dei nostri industriali ed imprenditori” ha ribadito Fortunato Palumbo.  Ma è l’occasione anche di dare un nome a questa strada. “ E’ una situazione davvero strana – ha confermato l’ingegnere Romaldo – una strada dove insistono  imprese, civili abitazioni , anonima. Negli anni scorsi avendo più volte sollevato il problema, senza alcuna risposta, suggerii sarcasticamente al sindaco di allora di dare alla via una intitolazione in linea con lo stato di abbandono e di anonimato a cui ci avevano destinati, via “Figlia di un Dio minore”. E oggi a distanza di anni la strada è ancora anonima.  

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Le FFSS sorde agli appelli dei pendolari. Il Minuetto non c’è

treno-minuetto-cava-de'-tirreni-vivimediaDel Minuetto, il gioiellino di Trenitalia,  nessuna notizia nonostante la denuncia e il vibrante grido di rabbia dei pendolari della tratta Nocera Inferiore – Cava – Salerno. Hanno ritrovato ancora una volta i soliti due vagoni al limite della sicurezza. Sulla scomparsa del Minuetto era trapelato che era stato destinato alla metropolitana di qui il sarcasmo di uno studente che lo vedeva già nelle stazioni inglesi fare mostra di se. Più realistica è sembrata quella che Trenitalia ha sostituito il Minuetto con l’inizio delle scuole per timore di eventuali danni da parte degli studenti. “ Se dovesse essere esatta l’interpretazione sarebbe un’offesa alla dignità di noi pendolari che paghiamo regolarmente l’abbonamento e in anticipo e la incapacità di Trenitalia di un opportuno e valido controllo delle proprie strutture” ha spiegato Gianluca Senatore studente di ingegneria. Intanto nella mattinata di ieri i soliti due vagoni, i soliti disagi e le solite difficoltà a far entrare in pochi metri masse di pendolari. “ Purtroppo questo ci passa il convento – ha ribadito Marina Lucifera, impiegata – eppure basterebbe poco per offrici servizi adeguati e rispettosi della nostra dignità di persona umana ed invece no”. Si, no, la solita paura della sicurezza mancata, il quotidiano assalto alla diligenza con le borse tra i denti secondo lo stile dei pirati nell’abbordaggio, il rischio di pestoni e finalmente aria e libertà di muoversi all’arrivo alla prima stazione, Duomo -  Vernieri di Salerno. “ E’ una situazione insostenibile, sarebbe opportuno che intervenisse anche l’Associazione dei consumatori per denunciare il disagio e i danni che subiamo come persone e come pendolari utenti” ha aggiunto Santoriello.  Intanto sul piano delle iniziative, dopo l’appello del direttore dell’Azienda di Soggiorno di Cava de’ Tirreni che chiedeva un trasporto pubblico su rotaia e su gomma efficiente per favorire il turismo,  il sindaco Marco Galdi, chiamato in causa dai pendolari, ha dato mandato all’assessore Passa di seguire la vicenda e di mettere in campo iniziative che possano favorire incontri e soluzioni  con i dirigenti di Trenitalia unitamente al Comitato dei pendolari cavesi e l’Azienda di Soggiorno. E Passa, investito del problema ha sottolineato: “ sentirò il direttore dell’Azienda e il presidente del Comitato dei Pendolari. Ma è mia intenzione mettere in campo una azione sinergica con i sindaci delle due Nocera e di Vietri   per difendere i diritti delle nostre comunità”  

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Le FFSS sostituiscono il Minuetto con due “carri bestiame”, l’ira dei pendolari

TRENI-AFFOLLATI-vivimediaRidateci il Minuetto e la dignità di viaggiatori ” è il grido di rabbia dei pendolari della tratta Nocera Inferiore – Cava de’ Tirreni – Salerno quando hanno dovuto constatare che era stato sostituito il Minuetto 8181. Anche quest’anno, dunque, la storia si è ripetuta puntuale: il Minuetto, dopo la comparsa estiva, viene sostituito da due vecchi vagoni e con essi tornano i disagi di sempre . Viaggi allucinanti in vagoni senza aria condizionata, finestrini che non si aprono, pigiati come sardine in pochi metri. “Una vera vergogna  - ha spiegato Carmen Troiano, studentessa universitaria  che fino all’anno scorso si serviva del treno. Se ricordo quegli inverni, quelle continue paure a viaggiare in vagoni privi si sicurezza, rabbrividisco. Comprendo la rabbia, ma anche l’impotenza dei pendolari costretti solo a subire”. Alla stazione di Cava alle 7,20 sono in partenza oltre 100 persone professionisti, impiegati e soprattutto studenti di scuole superiori e universitari. “ E’ un vero e proprio assalto alla diligenza già piena, da Nocera i vagoni giungono quasi colmi per cui salire e viaggiare all’in piedi, con le borse o gli zaini in bocca è già un miracolo. A Vietri salgono altri pendolari. Si incomincia a respirare alla fermata di Via Vernieri, alla stazione di Salerno si arriva già esausti per la lotta sostenuta, tra gomitate, spinte, per trovare un centimetro dove appoggiare il piede” aggiunge il giovane studente Domenico Gigantino impiegato. A nulla sono valse le proteste o le segnalazioni fatte. Il Comitato Pendolari costituitosi negli anni scorsi ha sostenuto con forza la lotta dei pendolari  “ Ma molte volte abbiamo cozzato contro il muro” ha affermato l’ex presidente Aldo Scarlino che ha lasciato il testimone. “ Continuiamo a pagare l’abbonamento in anticipo pazientemente e la risposta di Trenitalia è quella di non ascoltare le nostre voci, eppure è in gioco la sicurezza, la dignità del viaggiatore. Per noi pendolari il viaggio è una continua avventura” ha testimoniato il presidente in pectore del Comitato Pendolari Nello Amato. E’ un’avventura vera e propria tra ritardi, annunci di soppressione e di mezzi alternativi, mancanza di sicurezza, vagoni al limite dell’igiene. E’ la storia amara dei pendolari della tratta Nocera Inferiore . Cava – Salerno nella fascia oraria dalle 7 alle 8 del mattino e nella  fascia serale. Sulla scomparsa del Minuetto  e ricomparsa dei vagoni, ormai destinati al deposito e rimessi in circolazione, non pochi gli interrogativi posti. Qualche controllore ha riferito che è stato destinato alla metropolitana. “ Forse a quella di Londra? ” sarcasticamente dichiara un giovane studente. La pazienza dei pendolari potrebbe esplodere se si dovesse continuare a trovarsi di fronte ad un muro di gomma. Di qui un dettagliato cahier de doleance sarà messo a punto dal Comitato e ripresentato agli uffici competenti. Sulla vicenda il direttore dell’Azienda di Soggiorno  Mario Galdi ha ribadito: “ E’ vitale per lo sviluppo turistico e commerciale della città un servizio puntuale e adeguato dei trasporti, sia esso su gomma che su rotaia. Unitamente al sindaco, al Comitato Pendolari faremo sentire la nostra voce e chiederemo con forza sicurezza, qualità e servizi idonei”. 

CAVA DE’ TIRRENI (SA). La Corte d’Appello rinvia ad aprile 2014 la decisione sulla controversia tra Comune e Curia per l’occupazione e l’utilizzazione dei locali di Santa Lucia

chiesa-santa-lucia-cava-de'-tirreni-vivimediaNella giornata di ieri in Corte d’Appello l’audizione del sindaco Marco Galdi con il giuramento decisorio, una dichiarazione giurata, su domande poste dalla difesa a base dell’appello proposto alla sentenza di primo grado che vide condannati il parroco e la Curia vescovile.
Il sindaco ha confermato di non avere elementi per affermare che un’ala dell’edificio fosse stata concessa in comodato gratuito alle suore dei SS Cuori sin dalla costruzione dell’immobile, e di non essere a conoscenza di verifiche periodiche sulla staticità dell’ala o di riparazioni di ordinaria o straordinaria manutenzione.
Ha affermato invece con certezza, Galdi, che la scuola materna privata parrocchiale ha percepito contributi annuali fino a tutto il 2012 e che era stata esonerata dai costi per l’energia elettrica e del riscaldamento i cui impianti sono in comune con la scuola elementare pubblica.

«Resta in piedi – ha spiegato al termine dell’udienza l’avvocato del parroco di S. Lucia Maria Grazia Luciano – che è sempre esistito sin dagli anni ’50 un contratto di comodato gratuito bonario. Una circostanza, questa, nota a tutta la comunità ed in particolare a quella di Santa Lucia.
Di qui la nostra richiesta di accogliere l’appello, con il riconoscimento dell’esistenza di un contratto di comodato gratuito
estinto all’atto della citazione, e di dover pagare l’indennità di occupazione da quel momento».
La tesi del difensore del parroco insiste
sull’esistenza, sia pur senza alcuna forma scritta, sin dagli anni ’50 di un comodato gratuito concluso tra le parti. L’ala annessa alla scuola elementare fu concessa prima alle suore dei Sacri Cuori, poi alle suore Canossiane e infine alle suore Ospedaliere per far sì che venisse svolto il servizio di scuola materna fino ad allora inesistente, nonché il servizio di assistenza alle famiglie povere e bisognose. Inoltre da allora l’ala fu data anche a dimora delle suore.
Il giudice in primo grado aveva condannato la parrocchia di Santa Lucia e la Curia vescovile all’immediato rilascio dell’immobile nonché al pagamento dell’indennità di occupazione con decorrenza dall’ultimo quinquennio precedente la notifica dell’atto di citazione.
La vicenda ha
preso avvio nel 2006 quando il Comune rivolse al parroco don Beniamino D’Arco l’invito a stipulare un regolare contratto. Nel 2007 furono assegnati 15 giorni per regolarizzare la posizione contrattuale, solo nel 2008 il parroco rispondeva chiedendo il proseguimento gratuito delle attività che erano senza fine di lucro.
Ma un accertamento richiesto dagli uffici comunali alla Polizia locale evidenziava che il primo piano
era adibito ad abitazione delle suore e ad aule didattiche, il piano terra a mensa scolastica e ad incontri di famiglia. 72 erano gli alunni frequentanti, con un retta tra gli 80 e i 120 euro, e solo alcuni di famiglie disagiate erano accolti gratuitamente. Di qui la decisione della giunta Gravagnuolo di promuovere la citazione, poi proseguita dalla giunta Galdi. Ora alla Corte di Appello di Salerno scrivere la parola fine ad una storia che dura dagli anni ’50 e dovrà regolarizzare una situazione anomala.