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Regione: finanziati sei progetti di edilizia scolastica

comune-3_vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). La Giunta Regionale, nell’ambito del Piano Triennale di Edilizia Scolastica 2018/2020 ha ammesso a finanziamento sei progetti di adeguamento ed efficientamento di strutture scolastiche cittadine, per un importo complessivo di euro 5.546.070,44.
In particolare, sono stati finanziati i lavori di adeguamento sismico, impiantistico e di afficientamento energetico: del plesso dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII, di piazza G. Trezza, alla frazione Passiano, per un importo di euro 1.154.304,60; della palestra dello stesso plesso per un importo di euro 288.576,15; della scuola materna ed elementare di via Adinolfi, alla frazione Annunziata per un importo di euro 1.385.340,76; della scuola elementare della località San Martino, per un importo di euro 1.267.848,93; della scuola elementare della frazione Sant’Anna, per un importo di euro 786.520; della scuola elementare della località San Cesareo, per un importo di euro 1.450.000.
“Sono felice per questa notizia – afferma il Sindaco Vincenzo Servalli – che conferma il nostro impegno per la scuola e per le future generazioni. Le strutture scolastiche e le palestre sono uno dei punti più importanti della nostra azione amministrativa, avevamo promesso di mettere mano alla loro riqualificazione ed adeguamento e questi finanziamenti sono frutto di una programmazione messa in campo fin dal primo giorno di amministrazione”.

La Juve Stabia espugna il Lamberti

cavese-juve-stabia-cava-de-tirreni-novembre-2018-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Di scena al Simonetta Lamberti il big match dell’11° giornata del campionato di serie C, gir. C. Contro le vespe stabiesi derby dal sapore antico. Che lo sblocco delle restrizioni prefettizie ha reso davvero spettacolare. In campo e sugli spalti. Finalmente è stato calcio vero, quello d’altri tempi. Anche con qualche lacrima nel ricordo dell’indimenticato Catello Mari, stabiese di nascita ma adottato dalla società biancoblù fino alla sua prematura, tragica scomparsa. Il saluto alle reciproche curve dai ventidue in campo eloquente. Come lo scambio di doni a bordo campo prima del fischio iniziale tra i due sindaci. Poi via libera alla partita, quella giocata sul campo. La prima, quella del fairplay, già vinta. La cronaca si apre con la Juve che prova subito a imporre gioco e ritmo. La Cavese regge bene, però. E al 6′pt il topolino Cavese si fa vedere. Contropiede egregiamente portato avanti da Fella che taglia tutta la difesa ospite e allunga in corridoio per l’accorrente Sciamanna, in ritardo di un pelo. Ma applausi da parte dei tifosi metelliani, accorsi numerosi nella notte metelliana nello stadio amico. Ancora Cavese all’11′pt. Rosafio fraseggia al limite con Lia ma la conclusione è debole, addomesticata da Branduani. Buon approccio mentale alla gara da parte dei giocatori di Modica che sanno che non possono calare di ritmo e lasciare alla tecnica superiore degli avversari il pallino del gioco. Per una ventina di minuti, fino al 30′pt, portieri inoperosi. Alla mezzora la Juve Stabia pericolosa con una punizione dalla trequarti che Troest, sotto misura, gira in porta con Vono superato. A vanificare tutto la bandierina alzata del I assistente che segnala l’off side. Capovolgimento di fronte e Cavese subito pericolosa con Rosafio. Il tiro dal limite è debole e parato a terra da Branduani. Fino al fischio che sancisce il ritorno negli spogliatoi non ci sono più emozioni. E alla ripresa del gioco le cose non cambiano. Squadre che a lungo si annullano a centrocampo. Fiammata aquilotta al 9′st con una sgroppata sulla fascia di Sciamanna che però con Rosafio tutto solo al limite sbaglia il lancio. La prima palla gol del match è della Cavese al 15′st. Da schema di punizione Migliorini lancia in area per l’accorrente Manetta che di testa da l’illusione del gol ma ci mette una pezza sulla linea di porta Branduani. Capovolgimento di fronte e la Juve passa. Palla d’oro di Melara per Pavoni che tira in porta da posizione decentrata. Determinante la deviazione di Silvestri che spiazza Vono. Il gol rischia di piegare il morale aquilotto. Ma i ragazzi di Modica non demordono e col cuore si gettano in avanti alla caccia del pareggio. Scoprendosi, naturalmente, al contropiede ospite. Nella mischia Modica getta il vecchio De Rosa e Bettini nel tentativo di trovare la chiave per scardinare la retroguardia stabiese. Ma con scarsissimi risultati. E così senza altro colpo ferire la sfida si chiude con la vittoria corsara delle vespe. La Cavese incassa così una sconfitta che poteva sicuramente evitare se avesse avuto al suo arco qualche freccia in più in fase conclusiva, avendo sprecato qualche palla gol di troppo e incassato, invece, il solito autogol. Che brucia non poco.


CAVESE 1919 JUVE STABIA 0-1 

CAVESE (4-3-3): VONO, SILVESTRI, MIGLIORINI, MANETTA, ROSAFIO (43′st Heatley), SCIAMANNA (37′st Agate), FELLA (27′st Bettini), TUMBARELLO, LICATA (27′st De Rosa), BRUNO, LIA (37′st Palomeque). A disp. Favasuli, Mincione, Buda, Zmimer, Dibari, Di Dato.ALL. MODICA Giacomo.

JUVE STABIA (4-3-3): BRANDUANI, CALO’, ALLIEVI, MELARA, PAPONI, DI ROBERTO (18′st Elia), VIOLA (37′st Carlini), TROEST, AKTAOU (27′st Mezavilla), MASTALLI (37′st Vicente), VITIELLO. A disp. Venditti, Schiavi, Ferrazzo, Stallone, Castellano, Dumancic, Sinani, Lionetti. All. CASERTA Fabio.

ARBITRO: Matteo MARCHETTI (Ostia), I ass. RINALDI (Roma1), II ass. SPINIELLO (Avellino).

RETE: 17′st Pavoni (J), (C ).

NOTE: Spettatori circa 2300, compresa quota abbonati (250 ca.) di cui 504 in curva nord, dedicata agli ospiti stabiesi. Ammoniti: Allievi (J). Angoli: 4 a 1 per la Cavese. Recuperi: 0′pt, 5′st.

Sgambetto alla capolista

cavese-trapani-cava-de-tirreni-ottobre-2018-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). Al Simonetta Lamberti arrivava la corazzata Trapani, società tra le più accreditate per la vittoria finale e legittimata da un avvio stagionale più che positivo. Ma la Cavese, quella del patron Santoriello e di Giacomo Modica, è soprattutto cuore e sacrifico. La corazzata sicula ha tenuto fede alla sua nomea per una buona mezzora d’avvio della sfida. Gestendo con grande disinvoltura la palla e divorandosi almeno due o tre gol. Poi però la determinazione e la grinta dei gregari aquilotti hanno attutito i colpi e hanno permesso di andare all’intervallo sullo 0 a 0. E nella ripresa, poi, ancora più Cavese. Alla fine vincente e… convincente. Se non sul piano della tecnica, sicuramente su quello della buona volontà e del cuore. Alla fine qualche rimprovero mister Italiano l’ha fatto ai suoi per aver sfruttato male quella superiorità tecnica che i vari Evacuo, Tulli, Golfo e tutti gli altri potevano e dovevano mettere sul piatto della bilancia per tutta la sfida. Ancora una volta, dunque, la legge del calcio ha colpito. Davide ha avuto la meglio sul gigante Golia. Viva il calcio, bello e imprevedibile. La cronaca della gara si apre, dopo una manciata di minuti di studio tra le due squadre, con una palla gol per gli ospiti propiziata da un rilancio impreciso e frettoloso del portiere Vono. La palla finisce sui piedi di Taugourdeau che lancia in area tutto solo Golfo che sull’uscita del portiere metelliano non inquadra lo specchio della porta mettendo sul fondo e sprecando in malo modo. Il pericolo scampato scuote la Cavese che dopo un minuto ha sui piedi di Favasuli la sua occazione ma è troppo altruista l’aquilotto che non tira da posizione favorevole preferendo smistare al centro. Ancora una grossa opportunità per passare in vantaggio il Trapani se la costruisce al 9′pt. Corapi taglia magnificamente con un traversone al bacio l’area biancoblù, all’appuntamento si fa trovare Evacuo ma la conclusione, un vero e proprio rigore in movimento, di testa finisce a lato. Dalla distanza ci prova a sorprendere Vono Corapi al 12′pt quasi da centrocampo. Il portiere locale deve smanacciare in angolo. Applausi per la Cavese dal proprio pubblico al 15′pt quando una bella azione di prima sulla fascia destra innescata da Lia non produce effetti per il provvidenziale tocco di testa di Ramos che sventa la minaccia. La gara è aperta a qualsiasi risultato. La capolista dimostra di meritare la posizione di classifica, la Cavese però non sfigura, stringe i denti e ci mette il cuore. Ancora ospiti al 23′pt pericolosi. Tulli impegna dal limite severamente in volo plastico Vono. La Cavese ha la sua brava palla-gol al 26′pt con Licata che potrebbe sfruttare meglio un errore in fase difensiva di Ramos. Il tiro è troppo schiacciato e finisce sul fondo. La formazione di Modica fa quel che può contro i siciliani ma qualche volta ci mette anche il suo per complicarsi la vita. Silvestri al 33′pt sbaglia il rilancio regalando la sfera a Golfo che un passo all’interno dell’area metelliana prova a giro a mettere la sfera all’incrocio ma senza inquadrare lo specchio della porta. Al 38′pt fiammata di Rosafio che si invola per tutta la metacampo ospite prima di servire per l’accorrente Sciamanna che gira un soffio a lato a portiere battuto. Ancora più ghiotta è l’occasione di marca trapanese. È il 43′pt quando Da Silva lancia in area il compagno Golfo che si mangia di piatto un altro rigore in movimento. La prima frazione si chiude qui. Senza un secondo di recupero. Nella ripresa la Cavese parte come meglio non potrebbe. È il 6′st quando dal cilindro Modica estrae un’azione corale da manuale del calcio a cui partecipano Favasuli, Rosafio Sciamanna, Lia e, determinate sotto porta, Fella, chedi piatto insacca. Esplode di gioia lo stadio amico. Ma il Trapani non ci sta e si riversa nella metacampo aquilotta alla ricerca del pareggio. Ma invano. Merito di un supergruppo, quello allenato da Modica, che non cede un metro agli avversari rispondendo colpo su colpo. Così, al 21′st, in contropiede Migliorini dalla lunga distanza sfiora il palo alla destra di Dini. Devono aspettare il 38′st gli ospiti per rifarsi vivi dalle parti di Vono ma l’inzuccata di Nzola finita in porta è vanificata dalla sua posizione di off side segnalata dall’assistente con largo anticipo. Grida al rigore la Cavese al 40′st per un atterramento di Manetta ad opera di Mulè ma l’arbitro, anglosassone per tutta la sfida, fa proseguire. Ancora forcing ospite. Al 43′st Ferreira crossa da sinistra ma Nzola incorna alto sulla traversa. I tentativi ospiti si esauriscono qui. Dopo 4 minuti di recupero la fine delle ostilità e l’agognata vittoria. Strameritata per l’atteggiamento mentale messo in campo dai blu foncé. Un bel passo in avanti è stato così fatto verso la meta salvezza. Gli aquilotti stanno crescendo.


CAVESE 1919 TRAPANI CALCIO 1-0 

CAVESE: VONO, SILVESTRI, MIGLIORINI, ROSAFIO, FAVASULI, SCIAMANNA (25′st Bettini) , FELLA (33′st Agate), TUMBARELLO, LICATA (33′st Inzoudine) , BRUNO, LIA (23′st Manetta). A disp. De Brasi, De Rosa, Mincione, Buda, Heatley, Landri, Zmimer, Nunziante. ALL. MODICA Giacomo.

TRAPANI (4-3-3): DINI, DA SILVA, RAMOS, TAUGOURDEAU, ALOI (32′st Toscano) , EVACUO (17′st Nzola), MULE’, SCRUGLI, CORAPI, TULLI (10′st Costa Ferreira), GOLFO. A disp. Ingrassia, Kucich, D’Angelo, Dambros, Toscano, Mastaj, Girasole, Culcasi. All. ITALIANO Vincenzo.

ARBITRO: Luca ZUFFERLI (Udine), I ass. BERTI (Prato), II ass. DELLA CROCE (Rimini).

RETE: 6′st Fella (C ).

NOTE: Spettatori circa 1400, compresa quota abbonati (250 ca.) di cui una ventina ospiti. Ammoniti: Evacuo (T), Taugourdeau (T), Da Silva (T), Rosafio (C ). Angoli: 8 a 1 per la Cavese. Recuperi: 4′st.

Tornano i tre punti. La Cavese c’è

cavese-matera-cava-de-tirreni-ottobre-2018-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI (SA). C’era da muovere con decisione la classifica. Pareggiare in casa e perdere fuori era una media certamente non da salvezza. Dunque contro il Matera il gruppo blu foncé era chiamato alla prova del nove e a una prestazione vincente e convincente. L’impegno di campionato per la sfida infrasettimanale sotto i riflettori accesi del Simonetta Lamberti doveva essere la gara della svolta. Alla fine lo è stata con una vittoria per 3 a 1.Ma la cronaca si apre, invece, con, a sorpresa, un Matera molto aggressivo che tiene sotto pressione la retroguardia aquilotta. Tra l’altro senza mai portarsi pericolosamente nella trequarti difensiva ospite. E i lucani ne approfittano gestendo al meglio e senza affanno la sfida. Fino al punto di trovare, al 20′pt, il gol del momentaneo vantaggio. Azione che si sviluppa sulla destra dell’attacco dei lucani. Rimessa laterale di Triarico che lancia al limite dell’area di rigore Scaringella, tacco di lusso per l’accorrente Ricci che in diagonale rasoterra buca Vono. Il gol gela il Lamberti. Dalla panchina si sbraccia Modica che desolatamente vede i suoi subire il colpo. Ci vogliono nove minuti per registrare una prima azione pericolosa di marca biancoblù. E’ il 29′pt. Sciamanna serve palla in corridoio sulla destra per Rosafio che spara sull’esterno della rete. Al 33′pt dagli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Rosafio la palla danza pericolosamente sulla linea di porta con una selva di gambe aquilotte a tentare la deviazione sottomisura ma invano. Il pareggio è rimandato di sei minuti. Ci pensa Rosafio, al 39′pt, a inventarsi un’incursione personale nel cuore della retroguardia ospite. Si trascina con se un avversario sin sulla linea del fondo e poi appoggia per l’appostato Agate, libero davanti al portiere. E’ un giochetto facile facile per il numero 24 biancoblù depositare nel sacco. Lo spauraccio della sconfitta cancellato e gara riaperta. Si va negli spogliatoi senza altre emozioni e dopo due minuti di recupero. Le due formazioni ritornano in campo senza variazioni nel loro assetto. E con un grande equilibrio sul rettangolo. Unico spunto significativo al 13′st quello di Rosafio che si infila alla sua maniera in area ospite ma il tiro è alla disperata sventato in angolo da Stendardo. Ancora Cavese al 24′st. Rosafio pesca Sciamanna in corsa nell’area di rigore materana ma la conclusione è debole e neutralizzata da Farroni. La risposta ospite un minuto più tardi. Corado impegna Vono sotto misura che chiude lo specchio della porta a piedi uniti. La Cavese però passa al 30′st con Rosafio. Beffardo il pallonetto di testa su uno splendito cross di Bettini dalla sinistra. L’entusiasmo della tifoseria biancoblù accende la notte del Lamberti. Ma il Matera è sempre pericolosamente in partita. Al 38′st Stendardo dal centrocampo prova a beffare Vono fuori dai pali ma non inquadra la porta. Ancora più pericolosa la formazione ospite al 41′st con Corado che chiama al miracolo Vono che devia il tocco sotto porta sulla traversa. Gol evitato del pareggio. I conti però la Cavese li chiude allo scadere del tempo regolamentare. Gloria anche per Sciamanna che caparbiamente difende palla e in progressione entra in area e segna la rete della tranquillità. Torna a sorridere dunque la formazione biancoblù a lungo applaudita dal pubblico amico. Perché vincente. A convincere i palati fini, in tanti a Cava, ci vorrà ancora del tempo, invece. Ma questa è un’altra storia. Che racconteremo più avanti nel campionato.


CAVESE 1919   MATERA 3-1 

CAVESE: VONO, MIGLIORINI (28′st Favasuli), ROSAFIO, SCIAMANNA, FELLA, TUMBARELLO (28′st Mincione), LICATA, BRUNO, AGATE (14′st Bettini), INZOUDINE (36′pt Manetta), LIA (14′st Nunziante). A disp. De Brasi, Silvestri, De Rosa, Buda, Heatley, Landri, Zmimer. ALL. MODICA Giacomo.

MATERA: FARRONI, SEPE, CORSO (38′st Bangu), ORLANDO, GALDEAN, STENDARDO, SCARINGELLA (13′st Corado), RICCI, GENOVESE (14′st Garufi), TRIARICO (38′st Dammacco), RISALITI. A disp. Giannone, Milizia, El Hilali, Auriletto, Lorefice, Casiello, Sgambati, Arpino. ALL. IMBIMBO, Eduardo.

ARBITRO: Alessandro DI GRACI (Como), I ass. BRUNI (Brindisi), II ass. LAUDATO (Taranto).

RETE: 20′pt Ricci (M), 39′pt Agate (C ), 30′st Rosafio (C ), 45′st Sciamanna (C ).

NOTE: Spettatori circa 1800, di cui una ventina ospiti, arrivati con una decina di minuti di ritardo sulle gradinate della curva nord del Lamberti. Ammoniti: Lia (C), Risaliti (M), Corso (M), Rosafio (C ) , Stendardo (M), De Brasi (C ), Manetta (C ), Orlando (M), Nunziante (C ). Angoli: 5 a 3 per la Cavese. Recuperi: 2′pt, 5′st. Al 38′st per una rissa scoppiata dopo un fallo subito da Bruno allontanati dalla panchina del Matera due accompagnatori.

Blu Ponti di Ceramica Francesco De Maio alla mostra “Tutto Ponti, Gio Ponti archi-designer”

Nella più grande retrospettiva che si tiene al MAD di Parigi, la Ceramica Francesco De Maio riproduce con le sue maioliche decorate a mano alcune opere di Gio Ponti.


tutto-ponti-gio-ponti-archi-designer-mad-ceramica-ottobre-2018-vivimediaC’è tutto Gio Ponti a Parigi dove la Ceramica Francesco De Maio presenta la riedizione di alcune grandi opere del celebre architetto italiano, riproducendo le maioliche bianche e blu e le straordinarie ceramiche in rilievo bianche e bludisegnate da Ponti per l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento e le famose maioliche bianche e gialle in cotto fatto a mano che pavimentarono l’ultima residenza di Gio Ponti in Via Dezza, Milano.

Una mostra-omaggio, l’unica di questo tipo mai realizzata sull’opera di Gio Ponti, per testimoniare il genio progettuale e creativo del grande maestro, dall’architettura all’editoria, dalle ceramiche ai vetri.

L’esposizione che si tiene dal 19 ottobre 2018 al 10 febbraio 2019 al MAD (Musée des Arts Décoratifs situato nell’area Marsan del Louvre), sarà una grande retrospettiva su Gio Ponti, a cura di Olivier Gabet, Dominique Forest, Sophie Bouilhet-Dumas e Salvatore Licitra in collaborazione con “Gio Ponti Archives”.

Ripercorrendo momenti salienti della carriera del grandissimo designer, sono presenti oltre 500 pezzi provenienti da tutto il mondo. Un’opera straordinaria resa possibile anche dalla preziosa collaborazione della Ceramica Francesco De Maio, esclusivista mondiale per 5 continenti dei decori di Gio Ponti, che arricchisce con i suoi capolavori ceramici questa meraviglia.

In particolare, la Ceramica Francesco De Maio ricrea lo scenario di una stanza dell’Hotel Parco dei Principi di Sorrento con i colori del cielo e del mare delle maioliche bianche e blu che Gio Ponti realizzò tra il 1960 e il 1962 per pavimentare, con diverse combinazioni, la hall e le cento camere. E lo fa con il Decoro Tipo 8 della Collezione “Blu Ponti”. Maioliche rigorosamente decorate a mano in formato 20x20cm con spessore 12,5 millimetri, che riproducono fedelmente lo smalto, i colori, i decori e lo spessore di quelle fatte negli anni ’60 e con la riproduzione in cotto fatto a mano dei ciottoli a rilievo bianchi e bludisegnati all’epoca da Ponti per rivestire la hall dell’hotel.

Ma non solo. Dopo una lunga ricerca ceramica, la Ceramica Francesco De Maio è riuscita a riprodurre fedelmente la famosa maiolica 25x25cm in cotto fatto a mano rigato in diagonale bianco e giallo che Gio Ponti disegnò negli anni ’50 per pavimentare la suacasa di Via Dezza in Milano che abitò, con i suoi cari, dal ’57 in avanti, arredata con tutte le invenzioni pontiane in fatto di pianta, pareti, mobili, oggetti. “Una casa dimostrativa. E in cui tutto felicemente veniva da una stessa mente e da una stessa mano”.

Riprodurre fedelmente queste bellissime maioliche è stata per noi una sfida superata con grande orgoglio e soddisfazione. Così com’èun onore e un’emozione partecipare alla retrospettiva di Gio Ponti più grande al mondo”, dicono Gianni e Patrizia De Maio, rispettivamente Ceo ed Art Director della Ceramica Francesco De Maio. “Due anni di intensa ricerca ceramica e duro lavoro svolto all’interno dell’azienda insieme Salvatore e Anna Licitra e in continuo dialogo con i curatori della mostra”.

La retrospettiva su Gio Ponti realizzata in sinergia con la Ceramica Francesco De Maio, Salvatore Licitra, Olivier Gabet, Dominique Forest, Sophie Bouilhet-Dumas, il Mad di Parigi, Gio Ponti Archives, Molteni&C, Richard Ginori, Domus, Elle Decoration e lo studio Wilmotte & Associés, valorizza uno dei più grandi protagonisti della storia del design italiano nel panorama internazionale. (Lara Adinolfi)

Biblioteca Comunale: a rischio gli storici volumi del Palladio

Soccorriamoli col Progetto Art Bonus e pagheremo meno imposte!


biblioteca-cava-de-tirreni-ottobre-2018-vivimediaSOS dalla nostra storica Biblioteca Avallone, una delle più antiche e prestigiose del Sud Italia, custode di opere secolari, importanti e rare, tra cui un’Edizione della Rivoluzionaria Enciclopedia di Diderot e D’Alembert e tante cinquecentine. Proprio queste non godono di florida salute, perché logorate dall’umidità di luoghi sotterranei e dalle difficoltà tecniche ed economiche di cura e di preservazione.

Il grido di allarme riguarda proprio una delle opere più prestigiose, i “Quattro libri dell’Architettura”, di un grandissimo come Andrea Palladio, edizione veneziana, stampata da Bartolomeo Carampello nel 1581. Si trovano nella nostra città perché prima erano proprietà del tavolario cavese Giovan Bernardino Bongiorno e poi sono passati a Vincenzo Meccia, il pittore che restaurò i dipinti della chiesa di San Francesco.

Per poterla salvare, l’opera è stata inserita nel Progetto Nazionale Art Bonus, che pone sotto la sua tutela alcune opere d’arte di particolare importanza e per stimolare finanziamenti da parte dei privati garantisce un credito d’imposta del 65% rispetto all’importo offerto. Quindi dare un contributo economico sarebbe non solo cosa buona e giusta, ma anche remunerativa. Soprattutto, significherebbe aggiungere un mattone al castello sempre pericolante del nostro patrimonio culturale. E farlo con i libri ha sempre un sapore in più, anche perché, come diceva l’imperatore Adriano nelle sue memorie yourcenariane, le biblioteche sono il granaio dell’anima, le depositarie di un’identità collettiva, oltre che testimoni di una storia radicata in tempi a volte fascinosamente secolari.

Allora non resta che aprire il cuore alla sensibilità e mobilitarsi. Come? Rivolgendosi alla Direttrice della Biblioteca Comunale Teresa Avallone e/o alla sua sorella in bibliofilia, Federica Clarizia (con lei nella foto), oppure aprendo il link http://artbonus.gov.it/1648-i-quattro-libri-dellarchiettura. E occorre anche fare presto, perché il Pogetto può essere sostenuto solo entro quest’anno solare. Meditiamo, gente, meditiamo…

Cavese 1919 – Sicula Leonzio, un pareggio giusto

cavese-1919-sicula-leonzio-cava-de-tirreni-ottobre-2018-vivimediaCAVA DE’ TIRRENI. Il buon punto conquistato a Rieti ha caricato al meglio la formazione aquilotta e l’ambiente. La tifoseria cavese però ormai non va oltre quel paio di migliaia di supporters che ad ogni turno affolla il Simonetta Lamberti. Anche contro la Sicula Leonzio, il ricordo della sua ultima apparizione a Cava è ancora bruciante per come si concluse quella sfida (netta vittoria ospite per 2 a 0 ), nonostante la voglia sportiva di riscatto fosse tanta, quel muro non è stato abbattuto. A complicare i piani di Modica e co. una certa imprecisione degli avanti metelliani in giornata storta e qualche decisione arbitrale discutibile. Ma valutando sul piatto della bilancia le occasioni prodotte da ambo le squadre il pari finale, risultato sancito dallo 0 a 0, è più che giusto. La formazione metelliana è ancora acerba in alcuni elementi e non al top per quelli sulla carta più esperti della categoria. Dovrà dunque Modica, tecnico scelto quest’anno dalla dirigenza blu foncé, lavorare parecchio per la quadratura del cerchio. Insomma il direttore d’orchestra c’è, quello che al momento non è ancora ben palesato è l’anima della squadra. E quindi ora quello che importa è muovere la classifica, mettere in cascina più fieno possibile per affrontare con più tranquillità i tempi a venire. Ma veniamo alla gara. Che si apre con la Cavese subito pericolosa. Rosafio al 5′pt prova la botta sul primo palo ma fa buona guardia Narciso. All’11′pt grida allo scandalo il pubblico di fede locale. Tupparello approfitta di una palla vagante in area e beffa con un rasoterra dai venti metri Narciso. Ma dopo la segnalazione del suo I assistente annulla l’arbitro Tremolada per un tocco di mano galeotto dell’aquilotto in fase di controllo. La Sicula si fa viva dalle parti di Vono al 17′pt con un traversone di Squillace che Rossetti devia sul fondo di testa. Pericolosissima in contropiede di nuovo la Cavese al 24′pt. Azione personale di Rosafio che se ne va dalla sua metacampo e scarta anche in uscita Narciso ma proprio mentre sta per battere in porta arriva da dietro Sciamanna che in equilibrio precario spara alle stelle tra la disperazione generale per l’occasionissima sprecata. Un colpo di testa di Gomez su angolo di Squillace finisce oltre la traversa aquilotta. Scampato il pericolo i metelliani si gettano in avanti alla ricerca del vantaggio. Rosafio al 41′pt non riesce per due volte a trovare il corridoio giusto per l’accorrente Sciamanna, solo in area ospite. A salvare il solito, ottimo, Squillace. Dopo tre minuti di recupero, dati anche per una lunga interruzione a fine primo tempo per lieve infortunio muscolare occorso all’arbitro, si va negli spogliatoi. Da meditare molto tra i metelliani per qualche ghiotta opportunità non sfruttata al meglio. Nella ripresa Modica mette dentro Nunziante e lascia negli spogliatoi Palomeque. Ma bisogna aspettare il 7′st per vedere la prima opportunità di graffiare di marca metelliana, complice un violento acquazzone abbattutosi sul Lamberti ad apertura di ripresa. E’ ancora una volta Sciamanna a girare in porta da sinistra. Narciso respinge di piede. Al quarto d’ora, però, la Sicula Leonzio ha una palla gol con Gammone. Il suo tiro dal limite viene smanacciato in angolo da Vono in volo plastico. Gli ospiti pericolosi ancora al 23′st con una punizione velenosissima del nuovo entrato Sainz che Vono a guantoni aperti allontana dalla sua porta. Ancora una occasione targata Cavese tre minuti più tardi. Sciamanna con il suo classico movimento entra dalla sinistra in area e in diagonale sfiora il palo lontano, a portiere battuto. Rischia la Cavese però al 35′st di essere bucata da un tocco sotto misura di Russo che Vono alla disperata chiude con i piedi. La formazione allenata da Bianco dimostra così di meritare il pareggio. E nemmeno un fallaccio di Gammone su Sciamanna al 41′st Gammone che gli costa il rosso mette in crisi l’ottima tenuta della formazione siciliana che dimostra nel finale di non soffrire più di tanto l’inferiorità numerica. La Cavese non ne approfitta. A chiudere l’elenco delle occasioni è, in pieno recupero, Sciamanna su punizione ma Narciso c’è e sventa la minaccia. Il triplice fischio dopo 4 minuti di recupero, accolto da qualche mugugno nelle tribune. In curva sud “Catello Mari” invece con il solito inno del leone si fa festa. In attesa di tempi migliori.


CAVESE 1919 SICULA LEONZIO 0 -0 

CAVESE: VONO, PALOMEQUE (1′st Nunziante), MIGLIORINI, MANETTA, ROSAFIO (43′st Heatley), FAVASULI, SCIAMANNA, FELLA (13′st Agate) , TUMBARELLO (32′st Mincione), LICATA (13′st Silvestri), BRUNO. Adisp. De Brasi, De Rosa, Buda, Logoluso, Bettini,Landri, Di Fazio.ALL. MODICA Giacomo.

SICULA LEONZIO: NARCISO,TALARICO,SQUILLANTE, LAEZZA,FERRINI,GIUNTA (16′st Marano), D’ANGELO, GAMMONE, GOMEZ (16′st Russo), RIPA (46′st Aquilanti), ROSSETTI (20′st Sainz).. A disp. Polverino, Brunetti, Esposito, Palermo, De Felice,Vitale, Sidibe. ALL. BIANCO Paolo.

ARBITRO: Paolo TREMOLADA (Monza), I ass. PAPPAGALLO (Molfetta), II ass. POLITI (Lecce).

NOTE: Spettatori circa 2000, di cui 250 di quota abbonati, di fede biancoblù. Espulso al 41’st Gammone per fallo violento. Ammoniti: Tumbarello (C ), Laezza (S). Angoli: 8 a 1 per la S.Leonzio. Recuperi: 3 ‘pt, 5′st.

Salerno on stage: dal 7 settembre uno stage per i migliori talenti e un Concorso di danza

tp-locandina-salernonstage-salerno-settembre-2018-vivimediaSALERNO. L’associazione culturale TP Dance Events ha creato una preziosa occasione d’incontro con i migliori professionisti del mondo della danza e dello spettacolo. La manifestazione “SalernOnstage” patrocinata dal comune di Salerno e dal comune di Pontecagnano Faiano (SA) , è un evento alla sua prima edizione realizzato con l’obiettivo di unire la vitalità dello “Stage” alla competizione del “Concorso “. Una grande opportunità di aggregazione per tutti i giovani danzatori interessati a perfezionare la tecnica, sperimentare le capacità creative, misurarsi davanti a una giuria d’eccezione. Appuntamento al 7 settembre per tre giorni intensi tra stage e concorso, con la direzione artistica di Mauro Mosconi, ballerino, coreografo e giudice di “Amici.

lo stage, tenuto da maestri di chiara fama quali Mauro Mosconi, Bill Goodson, Claudia Rossi, Fabrizio Bartoli, Fernando Lazaro, Veronica Peparini, Eugenio Buratti, vedrà tutti i partecipanti impegnati in lezioni di vario livello, (principiante, intermedio, avanzato) di danza classica, moderna, contemporanea e hip hop.
Le due giornate si svolgeranno negli spazi attrezzati dalla Masseria Casella.
Domenica 9 settembre 2018, sarà invece il turno del teatro Augusteo di Salerno, dove si ritroveranno i partecipanti al “Primo Concorso Internazionale di Danza SalernOnstage 2018″. 
Il Concorso è aperto a tutti i danzatori non professionisti. I partecipanti avranno l’occasione di esibirsi davanti a una giuria d’eccezione formata dallo staff di SalernOnstage.
“Siamo molto soddisfatti del fatto che il nostro progetto stia riscuotendo successo già dalla prima edizione, – spiegano gli organizzatori –  . L’interesse riscontrato sui social, le numerose richieste di partecipazione allo stage, le adesioni al concorso “Best Talents”, giunte da tutta Italia, ci hanno sorpresi positivamente. Questo grazie anche alla collaborazione di un illustre corpo insegnante, maestri pronti ad offrire ai partecipanti l’opportunità di immergersi nelle molte novità riguardanti la danza classica, moderna, contemporanea”. La Tp Dance Events ha creato un “premio speciale” unico, diretto a riconoscere e valorizzare soprattutto il talento dei giovani. “ Con il premio Best Talents vogliamo ritornare a parlare di grandi sogni, di quelli che si fanno strada con impegno, determinazione e talento –  affermano gli organizzatori – “ . È dunque ancora possibile (viste le numerose richieste pervenuteci al rientro dalle vacanze) iscriversi sia al concorso che allo stage. Di seguito ricordiamo le date.

Stage dal 7 all’ 8 settembre 2018 presso la Masseria Casella
Concorso 9 settembre 2018 presso il teatro Augusteo di Salerno

Info e iscrizioni – sito www.tpdanceevents.it –  pagina Facebook : Tp Danceevents cliccando sull’evento SalernOnstage Concorso e Stage di Danza.

Vi aspettiamo!

Cava Città della Musica: al via la trentunesima edizione delle Corti dell’Arte

In apertura, un concerto aperitivo con giovani talenti e il travolgente piano di Alexander Romanovsky. 

(di Franco Bruno Vitolo e Paola La Valle)


Ogni edizione è vissuta pericolosamente e, dopo i festeggiamenti pieni di complimenti della trentesima edizione, lo scorso anno, si temeva che quella festa fosse anche un funerale, per la cronica difficoltà nel reperimento dei fondi. Invece, grazie alla sensibilità non solo delle istituzioni, ma anche di un gruppo di un Comitato appositamente costituitosi, è andata in porto anche la trentunesima edizione delle Corti dell’Arte, la kermesse musicale organizzata dall’Accademia “Jacopo Napoli”, che si svolge nella suggestione degli antichi Palazzi del Borgo a Cava de’ Tirreni. Ha riproposto ancora una volta un programma di alta qualità, si è riproposta ancora una volta come un momento anche di formazione e di esibizione per giovani talenti. Ed ha anche presentato un nuovo Direttore, Giuliano Cavaliere, docente del Conservatorio di Potenza, figlio di Felice, il padre fondatore e benzina prima della manifestazione. La conduzione, come sempre, è affidata alla pastosa, qualificata e comunicativa presenza di Eufemia Filoselli.

L’apertura ufficiale è avvenuta con un concerto aperitivo nella bellissima Sala di Rappresentanza del Palazzo di Città di cava de’ Tirreni, con esibizioni dei talentuosi giovani che ogni anno vengono a Cava presso l’Accademia “Jacopo Napoli” ad effettuare degli importanti e formativi corsi di perfezionamento.

Inizio all’insegna della freschezza giovane: un affiatato duetto con Antonio Nobile al violino e l’accompagnamento al piano, gradevole, misurato e dolcemente disponibile, di Lorena Oliva (foto n.2). I due hanno sostenuto con determinazione il peso di un brano lungo ed impegnativo come la sonata. N.1, op. 105 di Schumann, che nel titolo cita l’espressione della passione amorosa e nell’esecuzione rivela anche la tensione esistenziale da cui era schiacciato Schumann in quegli anni Quaranta dell’Ottocento durante i quali compose questa sonata, fatta di slanci e di ripiegamenti, di urla e di sussurri. Per aver retto e comunicato tale elettricità, i due giovanissimi sono stati ricompensati da meritatissimi applausi. Ed è stato bello, subito dopo, vederli seduti in prima fila tra il pubblico, a sostenere i compagni e nello stesso tempo a “crescere con loro”. Anche così si consolida la spina dorsale.

Quindi In scena il violoncello, in due esibizioni di gruppo: un Requiem di Popper con Francesco Canfailla, Valerio Cassano e Matilde Michelozzi accompagnati al piano da Luigi Maresca, ed una Modinha dalla Bachiana brasileira di Villa Lobos, con i tre del primo gruppo più Lorenzo Phelan, Paolo Miccolis, Gioia Bertuccini, Donato Messina (foto n. 3,4, 5,6). Notevole l’affiatamento, molto suggestivo l’impatto musicale e di atmosfera, a dimostrazione che il violoncello non è solo capace di accompagnamento, ma ce la fa anche da solo (vedi l’esempio di Pablo Casals) e riesce a fare spettacolo con il suo suono comunque caldo, che ricorda quello della viola, rispetto a cui è più basso solo di un’ottava. E i ragazzi del gruppo sono riusciti a valorizzare questo calore evocando la dolce armonia classico-brasileira dell’andante di Villa Lobos (1922) e le carezzevoli disarmonie nell’elegiaca malinconia del Requiem di Popper.

Molto apprezzata l’esecuzione della Sonata op.35 di Chopin da parte della diciottenne Laura Licinio (foto n.7), che ha “aggredito” i tasti con la foga energetica della sua età e nello stesso tempo con l’emozionata sensibilità della musicista che nelle note di Chopin ha “visto” e vissuto le onde del tumulto romantico, dimostrando ancora una volta come la famosa “dolcezza” dell’autore dei Notturni non sia la pace statica del cuore ma la guerra che anela alla pace di un’anima che non si stanca mai di vibrare. La bravissima Laura, che tra l’altro era al suo debutto in pubblico con una sonata di tale impegno, se l’è cavata proprio bene, interpretando i battiti di Chopin e mescolandoli a tamburo con i suoi, in un impasto limpido e comunicativo.

Con divertito stupore e convinta ammirazione, tanti applausi per il giovanissimo Enrico Cavaliere, tredici anni e figlio d’Arte di Felice, che, accompagnato al piano da Felice Maresca, si è esibito in una brillante e vivace sonata al violino di Niccolò Paganini. Secondo lo stile dell’autore, tanti e spettacolari virtuosismi, gestiti da Enrico con bravura tecnica, nel cogliere note e accordi, e limpida fluidità nello sviluppo della frase musicale. Non è l’unico alla sua età a prodursi in simili esibizioni, ma non crediamo se ne possano trovare tanti, di violinisti in erba, capaci di suonare con una disinvoltura che sfiora la nonchalance ma senza mai perdere grinta ed efficacia. Segno di un talento puro, oltre che della fertilità del ”giardino di famiglia”. Ci auguriamo, e gli auguriamo, che sappia sempre supportare il suo talento con il sudore e l’umiltà necessari per fare i salti di qualità occorrenti per salire sull’Olimpo, e quindi non cada nel granello di tanti talentuosi, in tanti campi, che non hanno completato l’ascesa perché convinti di poter fare tutto con rapidità e col minimo sforzo. Anche Maradona, quando non si allenava, perdeva occasioni e anni di carriera…

In conclusione vogliamo spendere una parolina in più per Daniele Boldi (foto n.8), il pianista ventunenne che ha chiuso il concerto, facendoci emozionare con la ballata n. 2 op. 38 di Chopin e trillare con i fuochi d’artificio di Debussy.

Ci ha aperto il cuore vedere in lui un felice e non certo scontato connubio di qualità tecnica e capacità interpretativa: con le scale rombanti e i sottofondi d’atmosfera rendeva magnificamente la forza dei due brani, a cui sapeva aggiungere la forza che gli deriva dai precordi. Tutte le note erano gestite dalla padronanza del tasto, ma erano una dopo l’altra prima filtrate dall’emozione e, ora fluidamente ora con pause sofferte ed efficaci, sgorgavano dalla passionale e “corporea” partecipazione dell’esecutore, impegnato in una ricerca quasi esistenziale, che ha creato una forte ed emozionante empatia con il pubblico presente.

Alla fine, l’aperitivo spirituale si è tradotto in aperitivo “materiale”… e buon appetito a tutti, ma dopo una così deliziosa mangiata di note lo stomaco era predisposto con la chiave giusta… (Franco Bruno Vitolo)

 

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Il calendario:

L’aperitivo ha aperto di fatto le manifestazioni di questi quindici giorni, che si svolgeranno secondo questo calendario:

Mercoledì 22 agosto (Corte del Teatro Comunale, Corso Umberto I 153, ore 21), gran tandem Jazz con la tromba di Fabrizio Bosso e il Pianoforte del “cavese d’Inghilterra”, o inglese di Cava, Julian Oliver Mazzariello, che, tra l’altro, a suo tempo ha vinto il Festival di Sanremo suonando con Nicky Niccolai ed ha ottenuto premi in tutta Italia, è stato ospite fisso in una trasmissione RAI di Bonolis ed è stato gratificato da Lucio Dalla come uno dei migliori musicisti con cui aveva avuto la fortuna di suonare.

Sabato 25, sempre alle 21, nel Complesso di San Giovanni, Giardino delle Clarisse, grande spettacolo di Flamenco con Flamenco Tango Neapolis nella performance Viento: da Napoli a Siviglia a Buenos Aires.

Domenica 26 agosto, a Palazzo di Città, alle 11,30 nuovo Concerto aperitivo (Ingresso libero).

Lunedì 26 agosto, nella Corte del Teatro Comunale, le avvolgenti e prestigiose note del violino di Vadim Brodski e del pianoforte di Sergio De Simone.

Mercoledì 29 agosto, nella Corte di Palazzo Talamo, in Corso Umberto I, 158, la suggestione degli Amori sospesi, con Gabriele Mirabassi al clarinetto, Nando Di Modugno alla chitarra, Pierluigi Balducci al Basso acustico.

Conclusione lirica come di consueto, sabato 1 settembre, alla Corte del Teatro Comunale, ore 21, stavolta con Rossiniana, scene d’opera con i solisti del Laboratorio lirico “Jacopo Napoli”.

I residui concerti dei partecipanti ai corsi di perfezionamento dell’Accademia, sempre ad ingresso libero, si terranno nella Corte del Teatro Comunale il 24, il 28 e il 30 agosto (Piano time) e il 23, 26 e 31 (Corde, legno e voci)

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Alexander Romanovsky: tante standing ovation per un concerto emozionato, emozionante e trascinante

È arrivata la XXXI edizione delle Corti dell’Arte e la prima parola che Eufemia Filoselli, storica presentatrice della Rassegna usa per il suo saluto è: speciale.

Un’edizione davvero speciale perché ha rischiato di non esserci, dopo quella del trentennale, e che ha continuato ad esistere grazie all’impegno di un Comitato di cittadini, nato spontaneamente, per tutelare quello che, a ragione, è considerato un patrimonio di altissimo valore culturale per la nostra città. E in questa edizione che segna l’inizio di un nuovo decennio, segnaliamo un’altra, importantissima, novità: la nuova figura del direttore artistico. A Felice Cavaliere, l’uomo che ha creato, con l’Accademia Jacopo Napoli tutta questa bellezza, succede il figlio Giuliano. Pianista, professore al conservatorio di Potenza, concertista, ha avuto nel suo destino il legame fortissimo con l’Accademia, essendo nati nello stesso anno, il 1987. Dunque persona che raccoglie il testimone non come un gesto dovuto, ma come giusto riconoscimento per la sua maturata competenza sul campo.

Tutte queste novità devono aver commosso anche il tempo, tanto da non saper trattenere lacrime di pioggia che hanno impedito alla Corte di San Giovanni di ospitare la prima serata in musica che si è dovuta spostare nella Sala Consiliare del Comune. Ci abbiamo perso in atmosfera, ma guadagnato di certo in acustica.

Ad esibirsi Alexander Romanovsky, pianista di grande talento molto legato alla nostra terra, tanto da decidere, giovanissimo, di trasferirsi proprio in Italia per i suoi studi all’Accademia Pianistica di Imola.

Le sue interpretazioni hanno avuto palcoscenici di notevole importanza internazionale, da Amsterdam a Madrid, da Mosca a Tokyo, dal Cile a Milano, oltre alle regolari collaborazioni con i maggiori direttori del settore. Notevoli anche le sue pubblicazioni e la carica di Direttore Artistico del “Vladimir Krainev Moscow International Piano Competition” dal 2014.

Vi confesso che tutte queste notizie non le avevo lette prima del concerto. Sono anni ormai che seguo la Rassegna e mi fido ciecamente delle scelte dei suoi direttori artistici, passati e anche presenti, per cui immagino già di quale spessore sarà la serata.

Per poter sperare in una visuale migliore, mi approprio di una delle sedie alle spalle del pianista, col pubblico di fronte, perché deve essere bellissimo seguire il movimento delle mani e l’effetto che ottiene sulla platea, ma purtroppo non è possibile restarci su quella sedia.

Ciò che mi resta è un posto sulla finestra. E devo dire che non mi è andata male. Il vento leggero che mi rinfresca la pelle, si aggiunge all’emozione delle prime note che partono: Chopin e Listz in programma.

C’è qualcosa di impossibile da quel suono che senti arrivare; la velocità con cui immagini le sue dita che si muovono sui tasti e quell’aria già rapita, un sopracciglio all’insù e corse frenetiche, un saliscendi vorticoso, una leggerezza spensierata. E di colpo, dopo un solo attimo di pausa, di nuovo via veloci, con un quasi sorriso che gli sfiora il volto.

C’è una mano che si alza alta sul piano, ma la musica continua ancora veloce, frenetica. Non possono essere solo dita quelle che corrono sui tasti. È quel mondo che guarda dietro gli occhi chiusi, è l’ardore di una passione che rende l’esercizio tecnico il mezzo per regalare brividi. E non quelli della serata fresca che mi colpisce alle spalle.

Il suo piegarsi sui tasti, quasi a toccarli col corpo, come a cercare di leggere ancora un nuovo segreto, ancora una briciola di sensazione nuova. Ancora. Dopo anni di studio, di ripetizioni, questo brivido, quello di stasera è per noi.

Arriva un passaggio come di un motore acceso, un rombo intenso e breve, qualcosa di veramente grande appena sfiorato e subito perso. Nella delicatezza successiva c’è tutta l’intensità di quell’attimo, di quel traguardo raggiunto ma non afferrato completamente.

Alti e bassi. Leggeri e intensi. Come i suoi passaggi, come la sua musica, come le rincorse dietro note rivelatrici. Noi ci siamo, ma non per lui. C’è sempre quell’altra cosa da vedere, quella sensazione da cercare, da cogliere, da intuire. Il nuovo nel vecchio, il conosciuto scavalcato dall’imprevedibile.

Il freddo adesso sembra pungente, i brividi aumentano. Voci e rumori dalla strada che non riescono ad intaccare la magia di una pioggia di note che si inseguono, cercano di spiegarsi, di interrompersi, ma sempre di dare un senso.

Quando comincia con tanta lentezza ti senti come coccolato da quella musica, ma è solo un attimo. Tutto diventa ben presto di nuovo ricerca, di nuovo scoperta. Apri porte dove immagini di trovare cose, ma non ci sono mai oggetti, solo pezzi sparpagliati di cuore che non sanno ancora ricomporsi. E corri, e cerchi di incollare, di sistemare.

Per uno strano gioco di riflessi e di luci, mi arrivano le immagini delle sue mani. Le vedo rincorrersi, nei polsini immacolati della camicia, con le vene in evidenza nello sforzo fisico della rappresentazione. Strano gioco. Lui seduto e quelle mani che corrono…

L’applauso nel breve intervallo è fragoroso, scrosciante. Si è allontanato, ma tutti aspettano di rivederlo senza smettere di battere le mani. Come a ridare vigore, come a riprendere forza come se avessimo suonato anche noi.

Le prime note del rientro hanno qualcosa di drammatico. Note dure, fatica pura. La loro ricerca si fa con fatica. Anche l’effetto su di noi è più violento. Impauriti da quelle note che avanzano forti e lasciano un sottofondo, un rimbombo, come a voler rimanere impresse nell’aria, come a prendere possesso dell’intera sala, di noi tutti che diventiamo prigionieri di qualcosa che non vediamo ma che ci avvolge completamente. Per un attimo aria quasi calda, o è quell’abbraccio che ha cancellato il freddo della sala?

Lui, lì, con la bocca assapora quella musica. Se ne nutre. È incredibile come diventi fisico il suono, il lavoro, la performance. Ogni parte del corpo accompagna le mani che non si trattengono, sfrecciano sui tasti e chiedono solo di essere rincorse.

Il mondo fuori non si accorge di noi. Noi qui abbiamo tutto il mondo. Un numero preciso di tasti bianchi e neri regalano scampoli imprecisati di vita, scavano in profondità e ognuno, laggiù in fondo, raccoglie i propri segreti.

Non so se quelle che arrivano sono le ultime note, ma le sta affrontando con una fatica visibile, fisica. È la corda con cui ci lega definitivamente. Siamo le sue prede e forse non sa neanche perché. Ci ha catturati involontariamente, inconsapevolmente. Per questo ora si addolcisce, per poter sciogliere i nodi delle nostre funi e lasciarci liberi di tornare a casa, a ripensare a quanto ci ha donato, a quanto ha saputo ricreare ancora una volta per lui e, per una volta, per noi.

Sembra quasi essere sorpreso lui stesso da quegli attimi di dolcezza, come se non si aspettasse di poter riprendere fiato dopo le enormi fatiche. Poche, pochissime note lente e lontane tra loro. Piccoli grandi respiri per noi e i nostri applausi ammirati e sinceri.

Ci saluta ci ringrazia ma ci regala un altro pezzo.

È altro. È delicatezza, è una carezza, è un soffio, è un modo per lasciare quel carico pesante, è una passeggiata leggera. È canzone per l’anima, è musica del cuore, è il racconto di un amore senza nome e senza volto. Tutti i movimenti sono lenti, come dopo lo sfinimento dell’amore. Solo dolcezza, solo sentimento. Meraviglia.

Ma non ci lascia. Questa serata non finisce. Lui ha ancora da dare, noi abbiamo ancora voglia di prendere.

Lui si riaccomoda, cerca un altro racconto, preludio di nuove avventure, di nuove ricerche, di nuove scoperte. Noi accettiamo tutto, soggiogati da così tanta bellezza e talento.

Gratificato e riconoscente torna di nuovo allo strumento. Musica civettuola, ansiosa, frizzante. Sono tante mani che suonano, sicuro, perché sono tante voci quelle che parlano: forti, sovrapposte in sottofondo e in primo piano. Le beviamo come assetati, ma non è acqua, è qualcosa di più, che inebria e confonde e di nuovo travolge.

Siamo qui, più che mai alla sua mercé e forse lui crede il contrario, visto che non lo lasciamo andare…

Ormai è standing ovation!

Di nuovo Listz. Atmosfera quasi irreale. Lui continua a suonare, penso che da quelle mani potrebbe trovare musica adatta a noi per tutta la notte. Ma è per noi? O è per lui? C’è un mondo troppo grande da tenere a bada dentro quelle mani, non può bastare una sola ora per raccontare tutto. C’è una trasformazione quando si siede davanti a quell’oggetto di passione. È un rapporto a due, un duello personale, un testa a testa tra chi cerca e chi dà. Noi siamo i fortunati che da tanto sforzo ricevono il prezioso dono della musica.

E restiamo ancora qui. Il sentimento che vuole lasciarci è la dolcezza. Con quanta delicatezza ora accarezza il piano. Come a spolverare piccoli granelli di sofferenza, di vecchi rancori e lasciare posto solo alla purezza di un animo buono, profondo, cosciente, commovente.

Non c’è più la giacca, i polsini si sono aperti, il sudore rende visibile lo sforzo immenso.

Questo articolo è finito un sacco di volte e tante volte è ricominciato. Come questo concerto su cui non sembra si possa scrivere la parola fine e forse davvero non la scriveremo nei nostri ricordi.

Abbonamenti gratuiti per trasporto pubblico studenti

pullman-CSTP-viale-Crispi-(2)-vivimediaAl via le domande per l’abbonamento gratuito dedicato agli studenti.


CAVA DE’ TIRRENI (SA). Su http://www.unicocampania.it/ è possibile trovare la procedura per poter richiedere l’abbonamento gratuito per gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori per l’anno scolastico 2018/2019. Per poter beneficiare dell’abbonamento gratuito bisogna essere residenti in Campania e di età compresa tra 11 e 26 anni compiuti; essere iscritti per l’anno 2018/2019 a scuole, pubbliche o parificate, secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori), università, master universitari o corsi di specializzazione universitaria post laurea; avere una distanza casa-scuola superiore a 1,0 km; essere in possesso dell’attestato ISEE Ordinario non superiore a € 35.000 (trentacinquemilaeuro).

Tutto l’incartamento dovrà essere caricato on-line attraverso apposita procedura telematica presente nel sito web di UnicoCampania e la documentazione da fornire, in caso di prima iscrizione, è la seguente: fotocopia del documento di riconoscimento del richiedente (maggiorenne/tutore); certificazione ISEE ordinaria, in corso di validità, non superiore a € 35.000 (trentacinquemilaeuro); fotografia a colori in formato tessera.

Per chi completa la pratica entro il 22 agosto, dovrà effettuare il pagamento, entro il 29 agosto, di oneri che saranno poi restituiti a fine anno scolastico. In questo caso il ritiro dell’abbonamento è possibile dal 7 settembre 2018 e la sua decorrenza da tale data. Per chi, invece, completa la pratica entro il 9 settembre 2018, dovrà effettuare il pagamento, entro il 15 settembre 2018, con ritiro dell’abbonamento dal 27 settembre 2018 e decorrenza dal primo ottobre 2018. Per chi presenta la pratica entro il 9 ottobre 2018, dovrà effettuare il pagamento entro il 15 ottobre 2018, con ritiro dell’abbonamento dal 29 ottobre 2018 e decorrenza dal primo novembre 2018. 

Per poter fornire un servizio utile alla cittadinanza, l’Assessorato all’Istruzione, retto da Raffaelina Trapanese, in accordo con il Servizio Istruzione e Politiche Giovanili, ha predisposto presso l’Ufficio Informagiovani alla via Tommaso Cuomo c/o URP, un ausilio per i cittadini che abbiano difficoltà nella compilazione on-line. Il servizio sarà attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 12.00, e nei pomeriggi di martedì e giovedì dalle ore 16.00 alle ore 18.00.