ambiente & territorio

 

L’accoglienza nel confronto del territorio: presentati i percorsi formativi Cilentando e Cilentanità

cilentanita-percorso-formativo-salerno-ottobre-2017-voivimediaSALERNO. Martedì 31 ottobre, alle ore 10,30, presso la Sala Azzurra della Camera di Commercio di Salerno  – sede di Via Allende – si è tenuto un incontro per il lancio del progetto “Cilentanità: l’accoglienza nel confronto del territorio”, che nasce da un lavoro condotto negli anni da Bianca Pierri Cecaro, Responsabile dell’Area Turismo di Confcommercio Imprese per l’Italia della Provincia di Salerno, insieme al “Consorzio Cilento di Qualità” composto da operatori turistici di Palinuro, Marina di Camerota e Pisciotta. L’azienda Sicme Energy e Gas è sponsor dell’iniziativa, avviata in via sperimentale già agli inizi del 2017, e che ha già dato alla luce una prima pubblicazione a cura del Consorzio Cilento di Qualità, nella quale vengono raccontate le esperienze vissute durante la prima edizione. Il progetto intende rafforzare l’identità territoriale di una serie di attività produttive – alberghi, ristoranti, bar, aziende di prodotti agricoli a km 0, associazione di promozione culturale e ambientale, aziende di servizi – facendole conoscere soprattutto agli stessi imprenditori territoriali, che potranno trasferire la loro conoscenza anche ai propri ospiti, col fine di destagionalizzare e presentare sul mercato un’offerta integrata: “Costa, entroterra, prodotti tipici”. La good practice del Consorzio Cilento di Qualità, che ha suscitato l’interesse anche di altre cittadine del Cilento, come Agropoli, Capaccio Paestum e Santa Maria di Castellabate, verrà dunque replicata: da novembre 2017 a marzo 2018, ogni 15 giorni, verranno organizzati dei tour alla scoperta del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni. Gli itinerari più interessanti, tra visite ad aziende ed escursioni, passeggiate e degustazioni, costituiranno dei percorsi da proporre ai turisti durante l’intero arco dell’anno. Verranno inoltre allestite negli alberghi e nei villaggi del Cilento delle vetrine per la promozione e vendita dei prodotti locali. Sarà inoltre lanciata la “Giornata Cilentana”, un progetto itinerante grazie al quale i turisti potranno prendere parte a visite guidate nelle aziende per degustare le eccellenze del territorio, con la creazione di un menu cilentano, proposto da chef stellati con prodotti tutti rigorosamente cilentani. All’incontro hanno preso parte il presidente della Confcommercio provincia di  Salerno avvocato Nino Marone, il direttore generale della Confcommercio Mariano Lazzarini, il vicepresidente del Parco del Cilento Vallo di Diano e Alburni Cono D’Elia, Bianca Pierri Cecaro, il presidente del Consorzio Cilento di Qualità e della Confcommercio di Palinuro, Marina di Camerota e Pisciotta Pietro Cerullo, il presidente della Confcommercio di Agropoli Emanuel Ruocco, il presidente della Confcommercio di Paestum Giuseppe Greco, il presidente della Confcommercio di Castellabate Natalino Russo, il presidente della Confcommercio Costiera amalfitana Gennaro Pisacane, il presidente del Contratto di rete Brodo Francesco Vastola, che raggruppa diversi presidi Slow Food, e Pierluigi Punzi, amministratore delegato di Sicme Energy e Gas, che si conferma partner dell’industria alberghiera sostenendo la formazione del comparto anche per gli anni 2017 – 2018. “È un settore al quale ho creduto molto e da subito”, ha sottolineato Punzi. “Le meraviglie della costiera cilentana vanno valorizzate e non c’è metodo migliore che sostenere gli operatori del turismo con percorsi formativi tesi all’innalzamento del livello dell’accoglienza”. All’incontro hanno preso parte anche i rappresentanti dell’azienda agricola “La Petrosa” e del caseificio “Tenuta Chirico”.

Ecosistema urbano: le città campane statiche nell’affrontare le politiche ambientali

legambiente-vivimediaNAPOLI. Niente di nuovo sotto il cielo delle città capoluogo campane. Sulle performance ambientali delle cinque città capoluogo di provincia della Campania, si registrano piccoli passi avanti per qualcuno ma complessivamente su tante scelte sostenibili le nostre città mostrano una certa pigrizia e un’assenza generale di coraggio delle amministrazioni locali. In Campania rispetto allo scorso anno c’è chi sale, chi scende di poco, chi crolla, ma sostanzialmente l’impressione generale che si ricava da una osservazione meno generica è che continua a prevalere una diffusa staticitàCaserta al 95° posto è tra le ultime a livello nazionale, male Napoli che si piazza all’86° posto e superata da Roma tra le grandi città. Appena sufficiente Avellino al 43° posto, rimandata Salerno che si piazza al 62° posto. Mentre Benevento conquista la palma per la miglior performance tra i capoluoghi campani con il 35° posto

È quanto emerge dall’insieme dei dati di Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente, l’annuale rapporto sulle performance ambientali delle città capoluogo realizzato con il contributo scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore.

“Nel complesso - commenta Michele Buonomo presidente Legambiente Campania - il Rapporto evidenzia con chiarezza che siamo in presenza di città apatiche, statiche e pigre. Quella urbana è una grande questione nazionale. Nelle città si gioca una partita importante, è qui che passa la sfida dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, della coesione sociale e dell’integrazione, della rigenerazione urbana e una parte della lotta ai cambiamenti climatici. Dalle amministrazioni locali della nostra regione si deve certamente pretendere molto più coraggio, molta più discontinuità e capacità di innovazione, ma nello stesso tempo è il Paese che deve fare un investimento politico ed economico e mettere tra le priorità di governo un piano per traghettare le città, tutte insieme e non una alla volta, al di là delle secche Alla politica centrale e locale il compito di raccogliere questa sfida e di non passare anni a fare solo piccoli passetti avanti”.

Napoli con l’86° posto risulta la peggiore, superata solo da Roma, tra le grandi città. La qualità dell’aria presenta per il biossido di azoto un valore medio delle concentrazioni misurate dalle centraline in ambito urbano che raggiunge il livello di 36,38 ug/mc, vicino al limite di legge di 40 μg/mcLa raccolta differenziata si assesta al 33%, percentuale ancora bassa rispetto alle altre grandi città e che non raggiunge l’obiettivo di raccolta differenziata previsto per il 2006 (il 35%) a cui si aggiunge un aumento della produzione rifiuti pro/capite pari 536 kg per abitante (erano 518 kg lo scorso anno). I numeri del trasporto pubblico (domani) – con 109 passeggeri trasportati annualmente per abitante – sono ancora lontani dalle altre grandi metropoli e città turistiche come Venezia con 640 viaggi/ab, Roma 514 viaggi/ab e Milano 472 viaggi/ab.Inoltre tra le grandi città per quanto riguarda l’offerta di servizio di trasporto pubblico con 18 km-vetture/ab tra le peggiori in Italia superata solo da Messina e Taranto. Sono 0,47mq per abitanti di isole pedonali mentre mostra perdite della rete idrica che superano il 42%.

Il primato regionale spetta a Benevento che si posiziona al 35mo posto a livello nazionale. La percentuale di raccolta differenziata raggiunge il 64 % conseguendo il primato regionale, tra le migliore città del sud con una ottima performance per la riduzione della produzione annua pro capite di rifiuti urbani (405 kg/ab), quinta migliore città italiana. Il biossido di azoto con un valore medio delle concentrazioni misurate dalle centraline in ambito urbano raggiunge i livello di 20,8 ug/mc, miglior performance regionale molto al di sotto del limite di legge di 40 μg/mc. Unica tra le città campane ad avere un buon indice di ciclabilità con 10,31 metri equivalenti per pista ciclabile ogni 100 abitanti. Nota dolente la depurazione. Gli ultimi dati Istat relativi alla percentuale di popolazione servita da rete fognaria delle acque reflue urbane relativi al 2015 (ancora provvisori) sembrano mostrare una situazione più critica con Benevento con solo il 22% degli abitanti allacciati mentre l’acqua immessa nella rete viene perduta in percentuale pari al 33,8%.

Avellino si conferma a metà classifica: viene promossa sulla depurazione con il 100% di capacità depurativa ma non invia dati sulle perdite di rete. Scende la percentuale di raccolta differenziata al 33% con una produzione annua pro capite di rifiuti urbani che aumenta pari a 496kg/ab un aumento del 33% rispetto lo scorso anno (474,4 kg/). Nel 2014 le vittime e i feriti causati da incidenti stradali nei comuni capoluogo di provincia sono stati, in media, 7,1 ogni 1.000 abitanti. Sono 0,35 i metri quadrati di superficie pedonale a disposizione di ogni residente.

Salerno con il suo 62posto viene rimandata. La raccolta differenziata si assesta al 60% perdendo la leadership regionale. La qualità dell’aria presenta per il biossido di azoto un valore medio delle concentrazioni misurate dalle centraline in ambito urbano che raggiunge il livello di 38,60 ug/mc vicino al limite di legge di 40 μg/mc. Nel capoluogo salernitano l’acqua immessa nella rete viene perduta in percentuale pari al 54,5% a riprova di una situazione critica per la città. Male l’offerta del trasporto pubblico che viene calcolata con i chilometri percorsi annualmente dalle vetture per ogni abitante residente: Salerno che si posiziona in zona retrocessione per le città medie con 15 km-vetture/ab.

Maglia nera della Campania è assegnata a Caserta con la sua 95ma posizione penalizzata per il mancato invio delle informazioni su alcuni parametri. Male la qualità dell’aria: il biossido di azoto preenta un valore medio delle concentrazioni misurate dalle centraline in ambito urbano che raggiunge il livello di 44 ug/mc superando il limite di 40 μg/mc. La media relativa alle concentrazioni di polveri sottili si assesta sui 40 microgrammi al metro cubo che raggiunge il limite per la protezione della salute umana di 40 μg/mc, previsto dalla direttiva comunitaria. La raccolta differenziata fa registrare una percentuale pari al 48 % mentre sono appena 0,11 i metri quadrati di superficie pedonale a disposizione di ogni residente.

Infine, il nuovo parametro inserito quest’anno è relativo alla presenza di alberi in città: a quattro anni di distanza dall’approvazione della legge nazionale 10/2013 (Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani), soltanto Napoli e Salerno sono stati in grado di fornire un bilancio del numero di alberi esistenti in aree di proprietà pubblica (strade e parchi). A Napoli sono 6 alberi /100 abitanti meglio la situazione a Salerno con 15 alberi/100 abitanti.

Operazione Torpedo: in beneficenza oltre 100 kg. di pesce spada e tonno rosso

sequestro-tonno-rosso-pesce-spada-guardia-costiera-salerno-ottobre-2017-vivimediaSALERNO. Nella giornata di oggi, i militari della locale Capitaneria di porto, agli ordini del Capitano di Vascello Giuseppe Menna, hanno concluso un’importante operazione di polizia marittima, denominata “Torpedo” a tutela della salute pubblica e delle risorse ittiche di specie protette, quali il tonno rosso ed il pesce spada, a contrasto di attività di pesca illecita, rilevata soprattutto nelle acque antistanti la Costiera Amalfitana. 

 In particolare, l’attività posta in essere ha portato complessivamente al sequestro di un quantitativo di tonno pari a circa 100 kg, in parte rinvenuto occultato tra gli scogli del litorale di Maiori. L’operazione, che ha visto impiegati 10 militari della Guardia Costiera di Salerno congiuntamente al personale degli Uffici Locali Marittimi di Amalfi e Maiori, è stata condotta anche nelle prime ore dell’alba al fine di osservare i movimenti degli uomini di guardia, complici  dei pescatori di frodo.

Gli esemplari di tonno rosso sequestrati (thunnus thynnus), della lunghezza massima di circa 40 cm, sono una specie animale allo stato giovanile protetta. La normativa comunitaria, infatti, impone precise e restrittive norme per la cattura del tonno rosso, i cui quantitativi si sono considerevolmente ridotti portando l’esemplare a rischio di estinzione. E’ infatti vietata la pesca di esemplari inferiori a 30 kg o inferiore a 115 centimetri di lunghezza, in modo da tutelare le risorse biologiche.

Durante tutta l’attività, il personale dell’Azienda Sanitaria Locale chiamato ad intervenire ha certificato l’idoneità del pescato al consumo umano e pertanto lo stesso è stato donato in beneficienza ad Istituti ONLUS operanti sul territorio Salernitano.

Tale operazione si inserisce nella più ampia attività di contrasto alla pesca illegale che da tempo la Capitaneria di Porto ha in essere e che ha consentito di arginare in modo significativo tale condotta illecita. Nell’ambito della suddetta “operazione torpedo”, i militari della Guardia Costiera sono stati impegnati per oltre 20 giorni e hanno effettuato controlli e sequestri a carico di pescatori abusivi di totani e di pesce spada, nelle acque antistanti le località Conca dei Marini e Furore. All’esito delle attività sono stati sequestrati attrezzi da pesca non previsti dalla normativa sulla pesca sportiva e prodotti ittici, per un totale di circa 20 kg di totani e 40 kg di pesce spada pescato abusivamente. In totale sono stati elevati cinque verbali amministrativi per un valore complessivo di oltre 10.000 euro. Le ispezioni della Capitaneria di Porto, inoltre, sono state estese anche alle pescherie ed ai ristoranti, al fine di verificare che non vengano commercializzati illegalmente i tonni sottomisura.

I controlli della Capitaneria di Porto continueranno senza sosta, e saranno impiegati sia i mezzi navali che quelli terrestri della Guardia Costiera, al fine di tutelare una risorsa fondamentale per la ripopolazione di una specie ittica oggetto di pesca indiscriminata e per garantire la salvaguardia dei consumatori. 

Caccia, Legambiente denuncia minaccia imminente di danno ambientale

legambiente-vivimediaNAPOLI. Una minaccia imminente di danno ambientale, irrimediabile e concreta, a causa di attività venatoria. È quanto denuncia Legambiente, tramite un esposto alle Prefetture Salerno, Napoli e Caserta , al Ministro dell’Ambiente, cui chiede informazioni sui provvedimenti assunti dallo Stato a tutela dell’ambiente.Ad agosto, l’associazione ha inviato al governo una richiesta urgente di posticipo della stagione venatoria, sottolineando l’eccezionalità della situazione determinata dall’assenza prolungata di precipitazioni, da temperature sopra la media e da numerosi incendi boschivi in vaste aree del nostro Paese, che hanno messo e mettono fortemente a rischio la conservazione della fauna.

Non avendo ricevuto alcun cenno di riscontro, Legambiente ribadisce che l’esercizio dell’attività venatoria è consentito purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato. E denuncia nuovamente come le conseguenze della grave siccità protrattasi per molti mesi e degli eccezionali incendi di vegetazione abbiano riguardato alcune delle fasi biologiche più delicate per la sopravvivenza delle specie selvatiche: la migrazione prenuziale, per l’avifauna, e la riproduzione e lo svezzamento della prole, per tutte le specie.

In particolare, i dati meteoclimatici indicano che il 2017 è stato caratterizzato, già dall’inizio dell’anno, da una situazione meteorologica decisamente critica, caratterizzata da temperature massime assai elevate e prolungati periodi di siccità, che ha determinato in tutta Italia una situazione accentuata di stress in molti ecosistemi.

Questa situazione è stata ulteriormente aggravata da una drammatica espansione del numero degli incendi e della superficie percorsa dal fuoco: in Campania tra maggio e luglio sono andati in fumo 13.037 ettari di superfici boschive, quattro volte la superficie bruciata in tutto il 2016. La provincia più colpita risulta quella di Salerno con 6.007 ettari distrutti dal fuoco pari al 46% della superficie totale regionale bruciata; segue la Provincia di Napoli con 3.143 ettari bruciati, dove si registra il disastro ambientale più grave del Vesuvio . Maggiormente colpite le aree protette, dai Parchi Nazionali, Vesuvio in primis, a quelli regionali. In particolare gli incendi nel 2017 hanno coinvolto in Campania 24 Siti di Importanza Comunitaria, 6 Zone di Protezione Speciale e 13 Parchi e Aree protette, intaccando per molti mesi o, nel caso di habitat forestali, per anni, alcuni degli ambienti naturali e degli habitat protetti più preziosi per soddisfare le esigenze essenziali di rifugio, trofiche e riproduttive delle popolazioni di fauna selvatica presenti nella nostra regione.

“Già in condizioni ordinarie- commenta Pasquale Raia, responsabile Aree Protette Legambiente Campania- per poter essere autorizzata, la caccia ha l’obbligo di essere supportata da dati oggettivi, puntuali e aggiornati. La Regione Campania  l’ha autorizzata senza che sia stato fatto il monitoraggio a scala regionale delle specie cacciabili, né la lettura e l’analisi dei tesserini venatori per valutare l’impatto dei carnieri realizzati. Senza alcuna banca dati regionale regolarmente implementata che supporti scientificamente le autorizzazioni annualmente rilasciate. Senza valutazione di incidenza relativamente ai siti Natura 2000 percorsi dal fuoco nel 2017. A fronte di ciò e delle condizioni di rischio non ordinarie per la conservazione della fauna appena illustrate, Legambiente denuncia quindi che la caccia - il cui obiettivo è l’uccisione diretta di specie di fauna selvatica – rende irrimediabile e concreta la minaccia imminente di danno ambientale.”

Il Forum dei Giovani entra nelle scuole con il progetto “Sei tu la mia Citta #ioavrocuradite”

manifesto-la-mia-citta-pontecagnano-faiano-ottobre-2017-vivimediaPONTECAGNANO FAIANO (SA).
“Sei tu la mia Citta #ioavrocuradite”.

E’ il titolo dell’interessante progetto di educazione civica promosso dal Forum dei Giovani insieme al Comune di Pontecagnano Faiano. 

L’iniziativa verrà presentata ufficialmente martedì 10 ottobre 2017, alle ore 10, al Teatro San Paolo, alla presenza del Coordinatore Cosimo Erra, del Vice Coordinatore Alessandro Mucciolo, ideatore del progetto, dei Consiglieri e degli iscritti dell’organismo comunale, del Sindaco Ernesto Sica, dell’Assessore alle Politiche giovanili Francesco Pastore, dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Maria Rosalba de Vivo e dell’intera Amministrazione. 

“Sei tu la mia Città”, rivolto alle classi seconde delle scuole primarie degli  istituti comprensivi cittadini,  prevede un percorso di otto incontri rivolti alla sensibilizzazione delle nuove generazioni sul senso civico, sul rispetto per la propria Città, per l’ambiente, per se stessi e per gli altri. La discussione delle tematiche sarà arricchita dalle attività laboratoriali. 

“Il Forum dei Giovani – afferma soddisfatto il Coordinatore Cosimo Erra – entra nelle scuole per sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza del rispetto della propria Città. Il progetto sarà seguito direttamente dai Consiglieri e dai nostri iscritti, a testimonianza del nostro impegno quotidiano rivolto a favorire un’ampia partecipazione giovanile a tutte le attività che rappresentano un momento di sviluppo personale e formativo. L’hastag #ioavrocuradite è un leit motiv che spiega appieno gli obiettivi di un’iniziativa finalizzata ad accrescere e diffondere il senso civico a partire dai più piccoli”. 

“Il Forum Comunale dei Giovani – dichiara il Primo Cittadino Ernesto Sica – si conferma uno straordinario e costante punto di riferimento per Pontecagnano Faiano attraverso un progetto di assoluta valenza socio-culturale e un entusiasmo davvero coinvolgente”. 

 “Il Forum – sostiene l’Assessore alle Politiche giovanili Francesco Pastore – è un’eccezionale occasione di crescita per il nostro territorio e siamo orgogliosi di condividerne e sostenerne gli obiettivi che si concretizzano attraverso una vivacità contagiosa per l’Amministrazione e per l’intera Comunità”. 

“Il progetto ‘Sei tu la mia Città’ – aggiunge l’Assessore alla Pubblica Istruzione Maria Rosalba de Vivo – esalta un rapporto tra Forum e Scuola che assume un’importanza primaria in quanto è testimonianza di un impegno comune e quotidiano per la crescita dei nostri giovani e del nostro territorio”.

Ultimo step per il piano cittadino dei sottopassi ferroviari, lunedì iniziano i lavori in via Alfani

PONTECAGNANO FAIANO (SA). Entra in vigore la nuova viabilità, ok al programma di riqualificazione dell’intera area. Apre anche il tratto tra via Moro e via Pertini, pronta l’inaugurazione dell’opera in via Colombo.

Al via da lunedì i lavori del sottopasso di via Alfani. E’ quanto condiviso e predisposto dall’Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Ernesto Sica, e da Rete Ferroviaria Italiana. 

Il programma, davvero strategico per l’intero territorio, prevede l’adeguamento e ampliamento delle rampe, la riqualificazione completa dell’area e una serie di interventi per mitigare il rischio allagamenti nella zona. 

A tal proposito, dal 2 ottobre entrerà in vigore il piano viario provvisorio, predisposto dalla Polizia Municipale, che si snoda in un percorso rimodulato con modifiche alla viabilità ordinaria nelle seguenti strade: via Roma, via Torino, via Potenza, via Salerno, via Budetti, via Alfani, via Toscana, via Trento, via Moro, via Umbria. 

Per tutto il tempo dei lavori, come disposto dal Comune, sarà possibile usufruire gratuitamente di un parcheggio in via Como (ex deposito Coppola), al servizio, in particolare, dei residenti del rione Casa Parrilli. 

Uno sbocco di fondamentale importanza al nuovo piano traffico, in tal senso, è rappresentato anche dall’apertura, domattina, del tratto viario che collega via Moro e via Pertini, interessato dalle attività di realizzazione, oramai concluse, del nuovo sottopasso di via Colombo che, in attesa degli ultimi collaudi, verrà inaugurato entro metà ottobre. L’opera, insieme all’asse principale, si compone di nuovi percorsi pedonali e di due rotatorie che garantiranno una viabilità più efficiente e sicura. 

Notevole rilievo assume, ugualmente, il processo complessivo di rigenerazione urbanistica avviato dall’Amministrazione Comunale e connesso al nuovo sottopasso di via Alfani. 

Nello specifico, a Casa Parrilli, in prossimità del sottopasso ferroviario, verrà realizzato un parcheggio pubblico di circa 4000 metri quadrati per 140 posti auto e si procederà con il rifacimento degli impianti di smaltimento delle acque meteoriche e del sistema di pubblica illuminazione, con nuovi marciapiedi e arredo urbano e con la predisposizione di spazi verdi. 

In prossimità dell’area antistante la stazione ferroviaria, invece, sorgerà un parcheggio pubblico di 1.700 metri quadrati per circa 60 posti auto e si provvederà al rifacimento degli impianti per lo smaltimento delle acque meteoriche e per la pubblica illuminazione. 

E, ancora, è stato già avviato l’allargamento della strada comunale di via Potenza che collega via Alfani con via Salerno con la riqualificazione delle strade limitrofe. Tali lavori assumono grande importanza in quanto, negli ultimi tempi, è aumentata notevolmente la circolazione di veicoli in questo tratto che è parte integrante del percorso alternativo alla SS18. Verranno, inoltre, realizzati nuovi marciapiedi e si adegueranno e potenzieranno gli impianti di smaltimento delle acque meteoriche e della pubblica illuminazione. 

Risultati e obiettivi straordinari per l’intero territorio – ribadisce il Primo Cittadino Ernesto Sica – che ci rendono davvero orgogliosi del nostro impegno quotidiano. Garantiremo una migliore viabilità, più vivibilità, decoro e sicurezza con una serie di interventi che cambieranno radicalmente il volto di queste zone. Avanti tutta per la nostra Pontecagnano Faiano e contro i soliti gufi che non vogliono il bene di questa Città, ma pensano solo alle proprie sfrenate ambizioni personali”.

In Campania è SOS acqua tra emergenza siccità e rete idrica bucata

legambiente-vivimediaNAPOLI. “Dopo gli incendi, in Campania dove non piove da diversi mesi e’ SOS acqua tra emergenza siccità e rete idrica bucata. Un’emergenza che tocca tutta la regione mettendo in in ginocchio il settore agricolo poiché gli invasi idrici non sono in grado di assicurare un rifornimento adeguato.” E’ quanto sottolinea Legambiente Campania che denuncia un sistema idrico, con elevati consumi, in particolare del settore agricolo, una rete di captazione, adduzione e distribuzione che fa acqua da tutte le parti (e non è un gioco di parole)e la mancata messa in pratica del riutilizzo delle acque reflue depurate.

A Napoli-scrive Legambiente-ogni cittadino consuma in media 154,7 litri al giorno con il 34,30% di perdite idriche reali. I cittadini salernitani registrano bassi consumi 116 litri giorno ma hanno una dispersione nella rete pari al 56,50%, la peggiore tra i cinque capoluoghi di provincia. Benevento ottiene il miglior risultato in Campania con un consumo di 134 litri al giorno e il 28,90% di perdite idriche reali.Caserta e Avellino registrano il 46% di perdite idriche reali. Inoltre la diminuzione delle piogge, in Campania si registra un 30% in meno di precipitazioni, mette a rischio le produzione agricole: oltre 13% sono a rischio.

Davanti a questi numeri- ribadisce Legambiente- c’è la necessita di incentivare una corretta e sostenibile gestione della risorsa idrica, che da una parte riduca la domanda e i consumi e dall’altra incrementi l’efficienza degli usi, per evitare, anche in risposta ai mutamenti climatici in atto, fenomeni di crisi per la regione . Sul fronte agricoltura, prima vittima di questa emergenza siccità,settore che in Campania richiede oltre 500 milioni di m3 di acqua all’anno, per Legambiente occorre ripensare ad una riconversione del sistema di irrigazione dei terreni agricoli in prevalenza(60%) fondato sulla modalità poco efficaci (aspersione o pioggia, scorrimento/infiltrazione) puntando a sistemi di micro-irrigazione e a goccia, che possono garantire almeno il 50% del risparmio di acqua utilizzata e rivedere completamente il sistema di tariffazione degli usi dell’acqua, con un sistema di premialità e penalità che valorizzi le esperienze virtuose. Occorre poi ragionare sugli scenari futuri di riconversione agricola verso colture meno idroesigenti, o comunque adeguate alle condizioni climatiche e alle disponibilità idriche del territorio. – si deve poi rivedere.

Sul piano della gestione della risorsa- commenta Legambiente- è necessario che le Regioni mettano in campo politiche indirizzate verso il risparmio e l’efficienza nell’uso dell’acqua. Oggi i nuovi Piani di gestione a livello di distretto idrografico, calati poi nei Pta regionali, devono prevedere strumenti concreti che si trasformano in piani di gestione locale, indirizzati al risparmio e alla tutela quantitativa della risorsa idrica. Occorre, inoltre, rendere sempre più efficace il sistema dei controlli preventivi da parte degli enti locali e di quelli repressivi da parte delle forze dell’ordine, dei prelievi abusivi di acqua dalle aste fluviali e dalle falde, così come occorre aggiornare il censimento dei pozzi di prelievo idrico ed irriguo. Infine -Legambiente- ricorda il tema della risorsa idrica rappresenta un fattore chiave anche per la sostenibilità in edilizia, per questo è fondamentale inserire sempre di più la voce del risparmio idrico all’interno dei regolamenti edilizi, interventi a basso costo, da parte delle amministrazioni, che consentono da subito risultati concreti.

Mani amiche: venticinque anni di trasporto dei malati e di volontariato solidale. Le nozze d’argento di un’Associazione che vale oro

CAVA DE’ TIRRENI (SA). È ancora tanto vicina nella memoria e nel cuore quella festa di cinque anni fa, quando l’Associazione Mani amiche festeggiò i suoi primi vent’anni con una festa emozionata ed emozionante, nel ricordo ancora caldo della cara persona del Presidente Antonio Lodato e con la premiazione di un magnifico concorso creativo di poesia, narrativa, arti figurative e immagini visive in foto e video, a lui dedicato e incentrato sull’azione benefica e prolifica del volontariato all’interno del tessuto cittadino.

E altrettanto vicina nella memoria e nel cuore è quell’altra grande festa di due anni fa, quando Mani Amiche festeggiò l’acquisto di una nuova ambulanza superattrezzata e la donazione ad un villaggio nigeriano, in sintonia con l’Associazione SOSolidarietà, della vecchia, ma ancora valida ambulanza.

Tra una festa e l’altra, l’azione quotidiana, e gratuita, di trasporto dei malati in ogni parte d’Italia che dura ormai da venticinque anni e che tanti benefici ha portato a Cava ed a tutto il territorio.

Tra un trasporto e l’altro, domenica 18 giugno, alle dieci del mattino, nel parco dell’ex ONPI, sede di Mani Amiche, sotto la guida del Presidente Luigi Ferrarese, si è celebrata una nuova, doppia grande festa: per i primi venticinque anni di vita dell’Associazione, ed un nuovo grande traguardo: l’ingresso dell’Associazione nell’ANPAS (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze).

In apertura, è stata celebrata la Santa Messa in suffragio dei soci deceduti dell’associazione, in particolare di Antonio Lodato, indimenticato e indimenticabile presidente.

Al termine della Santa Messa ci sono state le preziose testimonianze di alcuni fondatori dell’associazione, come il Giudice Felice Scermino, il Dott. Vincenzo Baldi e il gradito intervento del Dott. Giuseppe Satriano, presidente dell’Associazione Soccorso Amico di Salerno, amico di Mani Amiche fin dai suoi primi passi.

È stato poi ufficializzato l’ingresso in ANPAS con la presenza del Vice Presidente Nazionale ANPAS Ilario Moreschi, il Presidente Regionale Antonio Aliberti e il responsabile del Sud Italia Egidio Ciancio.

A seguire, la consegna degli attestati di benemerenza ai soci dell’Associazione Mani Amiche che hanno maturato cinque, dieci, quindici e venti anni di Servizio associativo.

Il tutto alla presenza delle massime autorità cittadine: il Sindaco Vincenzo Servalli, il Vicesindaco Nunzio Senatore, l’Assessore alle politiche Sociali Enrico Bastolla, il Consigliere Comunale Vincenzo Lamberti: un segno importante della sinergia che in questi anni si è determinata tra l’Associazione e le istituzioni. Della serie, di stampo kennediano: “Non chiedete solo cosa la collettività può fare per voi, ma anche ciò che potete fare voi per la collettività.”

Alla fine, un momento conviviale con brindisi buono e giusto: rifornimento energetico per i prossimi venticinque anni di trasporti e umana solidarietà. Grazie di cuore e buon viaggio, cara Mani Amiche! Anzi, buoni viaggi!

Straordinario intervento chirurgico su una tartaruga marina all’Ospedale Veterinario Universitario Didattico di Napoli

NAPOLI.  Una tartaruga marina di circa 15 anni ha recuperato la vista grazie ad un delicato intervento chirurgico effettuato presso l’Ospedale Veterinario Universitario Didattico del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università “Federico II” di Napoli. L’operazione eseguita dalla Prof.ssa Barbara Lamagna e dal Dr. Andrea Affuso. L’esemplare amorevolmente ospitato e curato dal Centro Ricerche Tartarughe Marine della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli

Eccezionale intervento chirurgico su una tartaruga marina eseguito presso l’Ospedale Veterinario Universitario Didattico del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università “Federico II” di Napoli, diretto dal Prof. Gaetano Oliva.

Si chiama Ettore, ha circa 15 anni ed è stata recuperata su una spiaggia pugliese la scorsa estate: questa la “carta d’identità” della tartaruga sottoposta alla delicata operazione agli occhi. È uno dei tanti esemplari ospitati e curati dal Centro Ricerche Tartarughe Marine della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.

“Ettore” è arrivato completamente cieco al Centro Ricerche diretto dalla Dr.ssa Sandra Hochscheid. Approfondite indagini hanno consentito di appurare che il problema era stato causato da un grave processo infiammatorio con compromissione delle ghiandole del sale, che servono alle tartarughe marine per smaltire il sale in eccesso che assorbono. Tale infiammazione aveva coinvolto entrambi gli occhi (con lesioni più gravi localizzate all’occhio sinistro) ed aveva provocato la totale cecità.

Un accurato esame ecografico, realizzato presso il Centro Interdipartimentale di Radiologia Veterinaria dell’Università “Federico II” dal Prof. Leonardo Meomartino e dalle Dott.sse Giuseppina Mennonna e Carla Murino, ha consentito di verificare la fattibilità e le condizioni per poter intervenire. “Ettore”, quindi, è stato sottoposto al delicato intervento chirurgico, eseguito nei giorni scorsi dalla Prof.ssa Barbara Lamagna e dal Dr. Andrea Affuso, in collaborazione con le Dott.sse Fabiana Micieli ed Angela De Rosa, presso l’Ospedale Veterinario Universitario Didattico del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali di Napoli.

Circa due ore la durata dell’intervento, durante il quale sono state rimosse le aderenze che si erano formate tra i tessuti congiuntivali delle palpebre e la cornea ed è stata asportata una grande quantità di tessuto infiammatorio nella zona retrobulbare, laddove sono presenti le ghiandole del sale. Ed il risultato è stato quello auspicato: ora la tartaruga sta bene, ma soprattutto ha recuperato la vista, almeno per quanto riguarda l’occhio destro.

Quello di “Ettore” era davvero un caso critico, con una prognosi “severa”. E l’intervento non si prospettava di certo agevole. Il lieto fine della vicenda ha ancora una volta confermato le competenze e la professionalità dell’Ospedale Veterinario Universitario Didattico della “Federico II”, diretto dal Prof. Gerardo Fatone, che offre numerose prestazioni e consulenze cliniche di base e specialistiche su piccoli e grossi animali.

Grande soddisfazione ovviamente anche per il Centro Ricerche Tartarughe Marine, all’avanguardia sul territorio nazionale, il cui qualificato staff, coordinato dal Direttore sanitario Dr. Andrea Affuso, è particolarmente legato ad “Ettore”, così come a tutte le altre tartarughe marine premurosamente accolte e trattate.

Un mix di bravura e di “amore” che ha restituito la vista ad “Ettore” e regalato un sorriso a tutti gli amanti degli animali e della buona sanità veterinaria.

Quarta edizione dell’HoRecoast 2017, un progetto per valorizzare le eccellenze locali. Da urlo la location e l’inaugurazione: il Castello Arechi e una magnifica cena sotto lo stellato

SALERNO. Lunedì 20 marzo c’è stata la cena di gala che precedeva i due giorni di lavoro della IV edizione dell’HoReCoast 2017, progetto itinerante e fiera di settore, una realtà che sta davvero diventando punto di riferimento validissimo per la valorizzazione del territorio e delle eccellenze che vi si producono.

La location è da urlo: il Castello Arechi di Salerno. L’occasione giusta per rivedere o addirittura scoprire un luogo che è di una bellezza mozzafiato.

Sono da sola e, in una serata così, la prima cosa che ti può prendere è la solitudine. Arrivi per raccontare, per guardare, per scoprire progetti, ma la prima cosa che ti accoglie è un luogo. Dal balcone a cui ho chiesto di farmi compagnia, leggo la poesia “Lo stellato” di Alfonso Gatto, che qualcuno, fortunatamente, ha deciso di lasciare qui: incisa su una lastra di marmo. È freddo il materiale, è umida la notte, ma quelle parole riscaldano, abbracciano, fanno compagnia. Deve averle scritte in un giorno di sole “…in un ultimo sole…” che rende di certo un panorama diverso. Ora c’è buio e ci sono luci. Il cielo è stellato ma il mare è prigioniero di una fredda umidità che lo ha reso immobile, quasi privo di vita, in una muta attesa di qualcosa che dovrà tornare ancora, domani, come lo è stato per il giorno prima. È l’antico e il futuro andare del tempo. È tutto ciò che culla quelle tradizioni, quella storia racchiusa in un territorio che è fatto di colori, di odori, di mani adatte e vogliose di lavoro, di uomini che hanno aggiunto alla storia personale quella dei loro vicini.

È questo il senso di serate come quella che andremo a vivere.

Serata che raccoglie l’eccellenza non solo del settore gastronomico dell’area salernitana, ma anche di docenti, di politici, di giornalisti, blogger: tutti quelli che, insieme, possono dare la spinta determinante per lanciare, alla massima velocità, la macchina di uno sviluppo territoriale “…che non deve credere di dover impiantare industrie per creare lavoro, ma agevolare chi fa impresa”. Dopo la presentazione di Michele Lanzetta, presente con Carmine D’Alessio, Raffaella Avallone e Luca Badiali come rappresentanti di MTN l’agenzia di comunicazione che affianca la manifestazione, Pietro De Luca ci accoglie con questa frase. Lui, insieme a Enzo Lamberti, è tra i fautori di questa manifestazione, che ha l’obiettivo principale di dare il maggior risalto possibile a tutto quanto di buono si sa fare dalle nostre parti. E viene fuori la parola “polo turistico”, perché è di questo che si ha bisogno in un territorio che vuole dare una svolta significativa all’accoglienza degli sopiti.

E ci spiegano anche i motivi di una scelta come quella del Castello. La cena della prima edizione si tenne all’Arsenale di Amalfi, per ricordare il luogo dei commerci dell’antica città marinara. All’epoca si partiva e non sempre si sapeva dove sarebbero arrivate quelle navi. Anche questo progetto, all’esordio, si sentiva un po’ così: una barca che si incammina e ancora non conosce perfettamente quanti porti toccherà. Ma oggi, al quarto anno, un Castello è luogo altrettanto significativo: negli antichi banchetti alla corte del re, si prendevano le grandi decisioni e anche qui, tra i tanti personaggi presenti, si spera si possano gettare solide basi per dare maggiore spinta a questa barca che non ha voglia di arenarsi in una baia desolata, ma pretende di arrivare in porti che possano accogliere le eccellenza che porta con sé.

La serata avrà un obiettivo specifico: trovare parole chiave che diano la misura e il senso di quanto è stato fatto, ma soprattutto quanto si dovrà ancora fare. C’è una lavagna bianca che aspetta i suggerimenti che verranno dai tanti ospiti presenti in sala, ma nel frattempo ci vengono presentati i cuochi che cucineranno per noi e il gruppo di ragazzi dell’Istituto alberghiero di Salerno.

Al tavolo questa sera ho ritrovato con grande piacere Salvatore Aceto, stavolta senza il fratello, ma in compagnia della bella moglie, insieme a blogger enogastronomici, una giornalista e rappresentanti di vini. Il menù è come sempre basato sui prodotti che le aziende presenti offrono, dai pomodori al pescato, alla pasta e al vino, perché davvero c’è da scegliere vere eccellenze e tutto è all’altezza di una serata così ben organizzata. Dopo l’entrée di benvenuto con prosecco, che abbiamo assaporato sul terrazzo del Castello, si comincia con una zeppola di baccalà su fondente di cavolfiore e lamelle di tartufo di Bagnoli. Una prelibatezza!

Intanto iniziano le interrogazioni di Michele Lanzetta e il primo a finire davanti alla lavagna è il professor Dall’Ara, docente di marketing del turismo. Il suo è un intervento molto significativo; ci parla dell’accoglienza che è presente nel nostro DNA, ma nel turismo può non bastare. Se diventa progetto può fare la differenza. Prima di ogni tipo di promozione, che spesso è molto costosa e non sempre efficace, bisogna soffermarsi sull’accoglienza. Apre una piacevole parentesi sul mondo del web, di come in paesi molto abituati a navigare non hanno voglia di aspettare i quasi cinquanta secondi che un .it o un .com impiegano per aprirsi. In Cina, ad esempio, viaggiano alla metà di questi tempi di attesa e noi dobbiamo adeguarci, altrimenti si rischia di rimanere fuori da quel mondo che oggi costituisce una fetta di mercato molto ampia: la realtà virtuale permette a molte più persone di scoprire luoghi e offerte, ma bisogna conoscere le sue regole e adeguarsi. Un sito che fa vedere sale vuote e belle facciate di albergo, rischia di fare un autogol: nulla è più deprimente del mostrare ambienti vuoti. Ci vogliono le persone. Sono sempre e solo loro a fare la differenza.

Io ritorno con le orecchie al mio tavolo. I racconti di Salvatore sembrano continuare da dove li avevamo lasciati un anno fa e si fondono perfettamente con il concetto del professore. Nella sua tenuta di limoni, ad Amalfi, sono le persone che hanno il dovere di tenere alte tradizioni e il rispetto per quella terra che è dura da coltivare, faticosa da affrontare tutti i giorni, ma che sa essere talmente generosa con i suoi frutti da ripagare ogni goccia di sudore che pretende per se. Chi approfitta del Lemon Tour, quando arriva, deve spogliarsi di ogni abito convenzionale, che sia il ricco arabo, il milionario americano, o il terremotato arrivato in cerca di lavoro, non fa nessuna differenza. C’è solo da sudare, guardare, sfidare se stessi e a volte, dall’alto di terrazze macchiate di giallo, poter coronare il sogno di una vita.

La sala brulica di vita e di interventi. Confesso che non sempre riesco a seguirli perché la conversazione privata è interessante. Con Carolina Milite al mio fianco, poi, cavese come me, ci lasciamo prendere da conversazioni “territoriali” per poi allargarci alla storia delle rovine del monastero abbandonato di Ravello e dalle presentazioni con Michele Amato e Renato Rocco, Chiacchierando chiacchierando, finisce l’antipasto e così pure le fettuccelle con totani, broccoletti e cremosa di pecorino carmasciano, seguiti dai tubettoni con belladonna di pescatrice e gamberi. E noi non sappiamo se farci rapire più dalle ottime pietanze o dalle ricche conversazioni che si tengono. Perché gli interventi continuano, la lavagna aspetta i suoi # e alle parole accoglienza, produttività, se ne aggiungono altre come strutture, formazione.

Ala formazione si è voluta dare grande importanza nel programma dei due giorni successivi, perché numerosi saranno i work shop che vedranno impegnati anche i giovanissimi. La conoscenza del proprio territorio, delle sue ricchezze, delle sue potenzialità è condizione imprescindibile per poter pensare ad un futuro a lungo termine.

Alle tante eccellenze già presenti, come i cuochi dell’Associazione di categoria, si aggiungerà, per la pasticceria, il prestigioso nome di Salvatore De Riso, che ha esportato nel mondo l’arte di dolci campani.

La darne di ricciola, con melanzane e colature di alici è il piatto che si aggiunge al menù e altre parole allungano la lista alla lavagna.

La burocrazia è uno degli scogli contro il quale può naufragare la barca che si era incamminata. Troppe lungaggini, troppi passaggi bloccano tanti di quei progetti che invece avrebbero bisogno di maggiore snellezza per poter proseguire al passo con i tempi, con un mondo che ci gira intorno a velocità vorticose e che purtroppo in Italia sembra paralizzarsi in quell’iter che spegne molti entusiasmi e che impedisce anche gli investimenti esteri.

Ma la macchina culinaria non appartiene a questa categoria e arriviamo al dessert: Parfait ghiacciato al limone, giusta conclusione di una cena impeccabile.

Ci credete che sono passate delle ore? Siamo quasi allo scoccare della mezzanotte. Non siamo delle Cenerentole, ma i prossimi giorni si preannunciano fitti di impegni e le forze vanno centellinate.

Ritorniamo nella notte stellata. Gli occhi si sorprendono ancora alla vista di tanta meraviglia. Guardo queste mura antiche, i cespugli che si sono sforzati di spuntare oltre le dure pietre, a marcare una presenza secolare e non posso non pensare a quando da queste altezze si vedeva lo stesso mare, ma dal basso di certo non le stesse luci. Forse in quel tempo erano più luminose le stelle del cielo che i serpenti delle strade di oggi che inghiottono e restituiscono vite continuamente, in una corsa che troppo spesso non lascia il tempo per fermarsi a guardare e a pensare a quanto di magico ci circonda.

Una fretta che non fa guardare in alto “…al Castello Arechi, a quel grande passato…”, dove qualcuno invece ha avuto voglia di salire e di guardare. Perché il tempo passa, ma il segno di ciò che siamo stati, resta.