ASTcava

Iniziative e comunicazioni dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Cava de’ Tirreni a cura di Franco Bruno Vitolo.

 

Splendido itinerario d’ambiente a Santa Lucia, tra religione, cultura, storia, poesie, pane, vino, sorrisi e canzoni

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Religione, storia, cultura, tradizione, economia, paesaggio: Il secondo Itinerario d’Ambiente 2014-2015, del 9 novembre, obiettivo Santa Lucia e Sant’Anna, come sempre guidato dal Cai (con Lucia Avigliano a far da Guida ed il Presidente Ferdinando De Rosa) e dall’Azienda di Turismo e Soggiorno (col Commissario Carmine Salsano ed il Presidente Mario Galdi in testa) è stata una passeggiata in più mondi, uno più stimolante dell’altro.

Partenza, come da tradizione, dalla storica ed artistica chiesa di Santa Lucia, il cui primo nucleo è dell’XI secolo: non una novità per le frazioni di Cava, una delle pochissime città al mondo dove la periferia è più antica del centro, per cui è particolarmente ricca di perle e di testimonianze di un passato lontano eppure ancora tanto vicino.

Tra i policromi marmi dell’altare, la pala della Madonna del Rosario (XVI secolo, attribuita al fiammingo Mijtens), gli stucchi leggiadri sulle pareti e sulle arcate, l’antico pulpito di legno, lo spettacolare soffitto cassettonato con le vicende di vita della Santa e le decorazioni pittoriche di un pittore come Michele Ragolia, uno dei più prestigiosi del XVI secolo (autore tra l’altro dei magnifici dipinti della Basilica della Madonna dell’Olmo), senza contare le altre preziosità del tempio (statua di Santa Lucia in testa), gli itineranti hanno potuto riscoprire un piccolo grande tesoro d’arte. Tesoro che nello stesso tempo è testimone di una storia antica, quella di una collettività operosa e produttiva, che ha saputo ben sfruttare le opportunità del territorio e la felice collocazione in un punto nevralgico della Via Maggiore che collegava Nocera con Cava e Salerno.

Non dimentichiamo che qui, accanto ad una campagna rigogliosa e fertile, per secoli, fin dai primi anni del Secondo Millennio, si sono prodotte a mano corde “firmate”, validissime per l’attività artigianale ma anche per quella marittima, tanto è vero che sembra quasi certo che le caravelle di Cristoforo Colombo fossero consolidate dalle corde di Santa Lucia.

Ed è proprio intorno a queste due attività che si è incentrata la seconda parte dell’itinerario. Prima, la visita al Museo della Civiltà Contadina, frutto dell’azione benemerita di un gruppo di innamorati del loro paese come Ciro Mannara, Filippo Gigantino e Franco Lodato, con quest’ultimo a fare da guida sapiente ed anche da vate emozionato ed emozionante, attraverso la recitazione delle sue incisive poesie di vita contadina e luciana, o semplicemente di vita. Poi, breve passeggiata con vista sul futuro, alias la struttura nascente e polivalente che conterrà il Museo, e non solo. Infine, le dimostrazioni dal vivo della produzione manuale della corda, non ancora del tutto soppiantata da quella industriale, infine, la passeggiata tra le stradine del Borgo e della campagna (infiorate da ceramiche con poesie dell’eclettico Lodato), per arrivare su all’Asproniata, a godersi lo splendore del panorama luciano, che dalle terre della frazione spazia fino alla campagna napoletana ed alle maestose erte del Vesuvio.

Passeggiata distesa, sotto un cielo che tanto ha minacciato in precedenza ma poi ha voluto anch’esso brindare agli itinerari con gli squarci di sereno; pronto comunque a brontolare pioggia alla fine, ma gentilmente proteso a risparmiare gita e gitanti.

Chiusura, come già due anni fa, nella felicità della vista, nei felici gusti dell’odorato e nella gloria del palato, a Villa Trezza, accompagnati da un salame, un capicollo un pane ed un vino da meditazione e da benedizione, targati “La Selva”, offerti con gioiosa, sorridente ed amichevole generosità dai simpaticissimi padroni di casa don Giovanni Trezza e donna Lina Lamberti, che hanno reso ancora più allegra l’accoglienza attraverso le fascinose melodie di un amico fisarmonicista ed il canto corale di un inno a Santa Lucia su parole di Lucia Avigliano.

Poi, discesa verso Santa Lucia per il ritorno a casa ed il pranzo casalingo. Ma, come due anni fa, l’appetito, anzi i tanti appetiti di tutti i tipi, erano oramai soddisfatti …

Ventesimo compleanno per gli Itinerari d’ambiente. Prima tappa dall’Annunziata a Santa Maria a Toro tra le Torri di oggi ed i colombi della memoria

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Splendida giornata, di evocazioni, di partecipazione e di emozioni.

I raggi lucenti di un sole estivo hanno fatto da perfette candeline per festeggiare alla grande il ventesimo compleanno degli Itinerari d’ambiente, che, come sempre gratificati da una folta partecipazione e guidati dal Commissario AST di Cava de’ Tirreni Carmine Salsano, dal Direttore dell’Azienda di Soggiorno, Mario Galdi, dall’anima viva della cultura cavese Lucia Avigliano e dal Presidente del CAI Ferdinando della Rocca, sono ripartiti il 12 ottobre dai luoghi stessi dove furono battezzati, venti anni fa, cioè dalle Torri Longobarde, un po’ rifatte un po’ degradate, e dagli ambienti della Caccia ai colombi, qua e là sulle tracce di quella grande strada di transito che era la via Maggiore Nocera-Cava-Salerno.

Itinerario fascinoso fin dalla visita iniziale: la maestosa Chiesa dell’Annunziata, con il suggestivo quattrocentesco portale di pietra, l’artistico altare policromo in marmo, il quadro della Sacrestia con la Vergine che bastona il diavolo, gli stalli in legno e i resti dell’organo e dell’altare dell’oratorio della Congrega praticamente semiabbandonato, l’altarino della Madonna delle Grazie di fronte al quale una granata durante la guerra si fermò inesplosa. Quindi, tra asfalto e verde, tra vecchie stradine e finestre catalane, risalita verso la Serra, con una fermata d’obblico davanti all’emozionante caverna dove Mamma Lucia cominciò il suo recupero dei “figli di mamma”.

Qui, sotto le pendici di Monte Castello e di fronte al ristorante che una volta era casina di caccia stile Casa di Hansel e Gretel dei Marchesi Talamo, ammirazione per la prima Torre, adagiata sulla collina a decorare, insieme con gli scorci della vallata, della gola di Vietri e del Vesuvio lontano, uno scenario sfamapupille. Il posto giusto per scoprire, alla presenza dell’Assessore Fortunato Palumbo, la lapide che presenta ed esalta l’Itinerario delle Torri.

Breve camminata tra verde Incanto e incanto di Valle verso la chiesetta bomboniera di Santa Maria del Toro, con la sua Torre aggregata alla Chiesa.Bypassata per il momento S. Maria a Toro, immersione nei boschi in direzione Arco, con la bella vista delle due torri insieme, morbidamente adagiate sulle pendici della collina sopra l’Annunziata.

Ritorno cadenzato verso Santa Maria a Toro, mentre pian piano pian piano si apre lo sguardo sulla gola e sulla grande piana che porta al Vesuvio. E qui si accendono la fantasia e l’immaginazione: anche se non ci sono materialmente, scivolano davanti agli occhi gli ottobrini stormi di colombi migratori e le trentadue torri longobarde del gioco, dove si mettevano i partitari avvistatori e da dove i frombolieri lanciavano le pietre bianche che abbassavano la rotta e facevano cadere a centinaia i volatili nelle reti tese in zona Serra o Valle di San Liberatore o nella stessa Arco.

Ma mentre si accendono, la fantasia e l’immaginazione a loro volta accendono la realtà. Infatti, al ritorno nella Chiesa di Santa Maria a Toro, tra resti antichi e rifacimenti moderni, sotto il pittoresco campanile con il bell’orologio di ceramica e la coriacea torre di bronzo offerti dall’industriale don Felice D’Arco, la caccia ai colombi si materializza attraverso un dinamico e pittoresco documentario prodotto dalla Settimana Incom nel 1947 (con una apparizione flash della stessa Lucia Avigliano, allora bambina),le testimonianze scritte dei grandi viaggiatori lette da Federico Guida, la presenza di un corno, di una fionda, di una conchiglia musicale, del signor Bisogno, fratello di Antonio, l’ultimo partitaro, protagonista tra l’altro del filmato Incom.

Quindi, appuntamento al mese prossimo, per l’Itinerario Santa Lucia – Sant’Anna, non senza prima aver partecipato alla presentazione del libro rievocativo dei vent’anni e dell’Itinerario dell’anno scorso sulle orme di Paolina Craven, in programma per venerdì 17 ottobre al Comune e firmato, naturalmente, Lucia Avigliano, con la collaborazione come sempre preziosa dei figli Federico e Gaetano ed il patrocinio del Comune e dell’Azienda di Soggiorno.

Libro a cui naturalmente riserveremo un’attenzione speciale in un prossimo articolo. Ma intanto, ci godiamo il sapore pieno di retrogusto di una passeggiata che ha aperto il cuore ed i polmoni. E che tanto respiro sia la premessa per un rispetto ed una conoscenza sempre maggiori verso una città come Cava dove c’è tanto ancora da scoprire…e tanta cura da recuperare …

 

 

 

 

Tra le ombre, la luce del Grand Tour e di una Vallata tutta da passeggiare. Il 5 luglio tappa spettacolo alla Badia ed al Borgo dell’Itinerario del nuovo Gran Tour

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Pur tra le beghe di piccolo cabotaggio di una Giunta senza pace divorata dalle richieste e dalle necessità di continui rimpasti, per fortuna a Cava de’ Tirreni si riesce a trovare lo spazio per proposte ed iniziative di buon respiro, che valorizzano senza se e senza ma i tesori di una vallata ricca di bellezza, di storia e di storie.

Nella conferenza stampa indetta nella Sala del Consiglio Comunale giovedì 3 luglio scorso, si è parlato del passato (il ruolo della Città nel Grand Tour settecentesco), del presente (la bellissima mostra organizzata in Mediateca con disegni, stampe e bozzetti relativi proprio al Grand Tour), dell’immediato futuro (la tappa del 5 luglio, con il Grand Tour itinerante, la visita ai sentieri della Badia, lo spettacolino di teatro in tema offerto dalla compagnia “Le nuvole” al ritorno dal minitrekking, la visita pomeridiana al Borgo ed alla Mediateca), del futuro prossimo venturo, con la presentazione del programma estivo sia degli itinerari dell’Anfiteatro Verde proposti dal Cai e dalla locale Azienda di Turismo e Soggiorno sia degli appuntamento autunno-invernal-primaverili degli ormai ventennali e sempre affascinanti Itinerari d’ambiente.

Erano presenti il Sindaco Marco Galdi, l’Assessore al Turismo Marco Senatore, il Commissario dell’AAST Carmine Salsano, il Direttore dell’AAST di Cava Mario Galdi, la “guru” storica degli Itinerari d’ambiente Lucia Avigliano, il Presidente del CAI di Cava Ferdinando Della Rocca, l’Amministratore della Mediateca Marte Filippo Trotta, la curatrice “by Marte” della mostra sul Grand Tour Matilde Nardacci.

Gli interventi si sono concentrati su punti molto significativi: l’importanza dell’inserimento di Cava nella riproposizione delle tappe del Grand Tour organizzato quest’anno dalla Regione Campania, la necessità e l’opportunità di investimenti per il rilancio di immagine della Città e della Vallata (oggi in risalita dopo le ultime iniziative, il successo al BIT di Milano, la pubblicazione della rivista A/R sulle eccellenze di Cava a tutti i livelli), il valore di una sinergia tra Enti (in questo caso Comune, AST, CAI e Mediateca) per produrre offerte stimolanti e di risonanza anche nazionale. Sono stati segnalati anche felici contatti di recente datazione, come quello con un gruppo del CAI del Trentino, che, pur provenendo dall’università delle montagne, ha molto apprezzato la bellezza dei nostri sentieri montani, la “galleria di quadri” del connubio mare-monti che ha affascinato due secoli di viaggiatori e pittori di tutta Europa, l’accurata predisposizione degli eventi da parte degli enti preposti.

Ghiotte anche le proposte relative agli itinerari verdi dell’estate, alcuni dei quali saranno effettuati nelle ore serali e notturne: e chi ha partecipato, ad esempio, al saluto alla luna piena a Monte San Liberatore conosce bene le emozioni da sballo che possono offrire certi scenari. Chi non li conosce ancora, senta l’acquolina e partecipi: diminuirà comunque la distanza dal cielo…

Il Gruppo del CAI, che ha sempre il pieno di benzina ed il motore acceso, ha in programma anche altri eventi, straordinari o straordinariamente ordinari. Tra i primi, la celebrazione dei trent’anni della sezione di Cava e la pubblicazione del libro documentario dei primi vent’anni degli Itinerari d’ambiente e soprattutto delle passeggiate letterarie dell’anno scorso, dedicate alla presenza della scrittrice francese Paolina Craven. Tra i secondi, la nuova edizione degli itinerari, che permetterà un giro a trecentosessanta gradi tra i casali della vallata e di quella storica periferia che è più antica del Centro …

Insomma, una serie di iniziative apprezzate ed apprezzabili (ma forse si sarebbe potuto informare più in tempo e più incisivamente la popolazione sulla tappa del 5 luglio) e concentrabili in un promettente poker: Turismo, Economia, Cultura, Ambiente. Un poker che le cui iniziali formano in acronimo l’affascinante suffisso –teca, che evoca la luce di nomi come Mediateca, Videoteca, Biblioteca….

Ma, a proposito di Biblioteca, saremmo felici se oltre alla rivitalizzazione della Città albergo si facesse qualche iniziativa in più per sostenere proprio la nostra storica e bellissima Biblioteca, anziché contrarre personale e finanziamenti e magari spostare altrove in un improduttivo Grand Tour operatori dalla professionalità decennale. Ci scusi la digressione, caro Sindaco, ma anche questa rivalutazione sarebbe fascinosa come la pur stellare tintarella di luna piena. Non le pare?

CAVA DE’ TIRRENI. Quegli storici casali orientali. Gli Itinerari d’ambiente 2014 iniziano alla grande, alla scoperta di Alessia, Marini, Arcara e S.S.Quaranta

Attraverso casali impregnati di radici, per angoli pittoreschi e/o infiorati dalla vista di un panorama arioso e

spettacolare, in strade e stradine che anche per molti cavesi avevano, ed hanno, il sapore dell’assoluta novità.

Così, con una partecipazione sempre più folta, si è svolto il 12 gennaio il primo Itinerario d’ambiente 2014,

della serie dedicata alla scrittrice “franco-cavese” Paolina Craven, guidata da Lucia Avigliano, la magnifica Guida di sempre. organizzata sia dall’Azienda di Soggiorno e Turismo locale diretta da Mario Galdi sia dal CAI presieduto da Ferdinando della Rocca,

Obiettivo, i casali orientali: Alessia, Marini, Arcata, Santi Quaranta.

Luoghi impregnati di storia, dicevamo. Infatti Alessia e Santi Quaranta sono stati fondati tredici secoli fa dai

monaci basiliani dell’Impero Bizantino in fuga dalle persecuzioni dell’Imperatore Leone III Isaurico, che aveva scatenato la lotta iconoclastica contro le immagini sacre. Lo rivelano anche i toponimi. Il nome di Alessia deriva quasi sicuramente da Alessio, santo molto venerato nell’oriente europeo e dell’Asia Minore. Il nome dei Quaranta Santi ricorda il numero di un gruppo di monaci basiliani martirizzati in uno dei momenti più duri della repressione. Anche Croce e la relativa Chiesa di Sant’Elena evocano lo stesso periodo: Sant’Elena, che era la madre dell’Imperatore Costantino, è una delle sante per eccellenza a Costantinopoli e dintorni.

Per chiudere il discorso toponomastico, i nomi di Marini ed Arcara hanno invece altra origine. Marini deriva

dal fatto che qui si rifugiavano le famiglie vietresi per proteggersi dai pirati: non a caso il cognome più diffuso in questa frazione è Di Marino, con tutte le sue variazioni, tipo De Marinis o Marino. Il termine Arcara rivela molto probabilmente la presenza di arcate per un acquedotto.

Ma torniamo all’itinerario.

È partito dalla piazzetta di Alessia, dove una lapide ricorda le decine di vittime dell’alluvione del 1954, che

spazzò via mezza frazione con una violenza tale che il materiale fu trascinato sul litorale vietrese. Prima scoperta: salendo per la viuzza che porta alla Valle, il gruppo ha deviato per il miniborgo e le sue cascine dal sapore antico e contadino. Qualcuno ricordava di averlo visto in occasione del Presepe Vivente, ma ai più non è rimasto che deliziarsi della scoperta di quei piccoli spazi odorosi di fascine, fieno e piccoli animali domestici.

Dopo una breve ma interessante visita alla Chiesa parrocchiale, discesa a Marini, luogo considerato finora

sempre di passaggio, difficilmente di passeggio. Eppure a Marini c’è la Chiesa di San Marco, dagli spazi armoniosi e con una strepitosa soffittatura che è stata ammirata e fotografata da esperti anche nazionali di arte e fotografia. Eppure a Marini c’è una piazzetta, dedicata al Vescovo De Sio, da cui lo sguardo si disseta e quasi si ubriaca con una panoramica che va dalle propaggini del vietrese fino a quelle del Vesuvio, passando per la Valle Metelliana, Monte Finestra e Monte Castello e Monte Sant’Angelo &Co…

Da Marini, per la pittoresca e panoramica stradina adiacente alla piazzetta (una novità assoluta per il 98

per cento dei presenti), giù ad Arcara, a salutare il miniminiborghetto colorato e la minichiesetta allegata.

Quindi, risalita per la strada carrozzabile fino a Santi Quaranta. Qui, nella Piazzetta Farfariello, dedicata al

famoso Eduardo Migliaccio, star del varietà americano, che qui nacque e da qui emigrò verso il successo negli USA, c’è stato un breve stop, con caffè e  deliziose merendina alla castagnola di cioccolato prima della lettura del frammento di Paolina Craven, dedicato ai dolci casali nascosti nelle colline ed ai divertenti fuochi d’artificio che vedeva scoppiare dappertutto nei periodi estivi (e non era ancora nato Fra Gigino, a dimostrazione che…).

Con lo spirito ritemprato, oltre che allietato dalla dolci curvature panoramiche che da Santi Quaranta portano lo sguardo sulla vicina Dupino e sullo sfondo della vallata e di Monte finestra, ritorno ad Alessia, per l’ennesima strada finora ignota, pur se carrozzabile, cioè la diretta tra i boschi, che sfiora il Ristorante “Piccolo Paradiso” e si adagia poi sulla strada che porta alla frazione di partenza.

Alla fine, saluti caldi e sorridenti, con lo spirito ed il fisico “chiatti chiatti” di soddisfazione.

Ora, appuntamento alla prossima, cioè il 9 febbraio:  Santa Lucia e all’Asproniata e Museo della civiltà contadina. In dolce attesa …

 

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Ripartiti gli itinerari d’ambiente nel nome della scrittrice franco-cavese Paolina Craven

Pur tra tante difficoltà e nuvole nere all’orizzonte per la cappa di un imminente scioglimento dell’Ente, per il diciannovesimo anno sono ripartiti  gli Itinerari d’ambiente, gli annuali percorsi mensili organizzati dall’Azienda di Soggiorno, dal CAI e dal Comune alla scoperta dei mille tesori più o meno ignorati della nostra città. In questo 2013 le passeggiate tra biodiversità, architetture ricche di sapore e fascinosi scenari naturali, come sempre guidate dalla troika Mario Galdi (Direttore AST), Ferdinando Della Rocca (Presidente CAI) e Lucia Avigliano (Dirigente CAI, aeda di Cava e motore culturale della Città) sono dedicate ad una delle più illustri tra gli ospiti storici della nostra vallata, la scrittrice Paolina Craven, di origine francese ma cavese di adozione. Nata nel 1808, era figlia del Conte di Ferron, uomo politico e diplomatico, fedelissimo alla monarchia assoluta, tanto che per rifiuto della monarchia costituzionale di Luigi Filippo (1831) preferì allontanarsi dalla Francia e stanziarsi nel napoletano, alla corte dei Borboni.

Conoscere ambienti altolocati e colti fece molto bene all’intelletto vivace di Paolina, ed anche alla sua dimensione donna. Conobbe e sposò infatti Augusto Craven, segretario dell’Ambasciatore inglese a Napoli. Nella sua casa, organizzò un salotto letterario molto frequentato e qualificato. Tra i suoi ospiti, la contessa Teresa Ravaschieri, Filangieri di origine e quindi cavese, che le fece conoscere la nostra vallata. E lei se ne innamorò, tanto da trasferirsi qui da noi, acquistando quella che oggi è conosciuta come Villa Cardinale. A Cava continuò ad ospitare, studiare e scrivere.  E scrisse tanto, soprattutto romanzi, anche dopo il 1872, anno del suo ritorno in Francia, dove ebbe l’onore della nomina ad accademica. Morì nel 1892.

Tra i testi, inserì anche numerosi resoconti o riferimenti della sua esperienza cavese. Descrisse situazioni, scenari, persone, luoghi. E proprio i luoghi di cui ha parlato saranno i protagonisti degli itinerari, secondo la seguente scansione mensile. Le passeggiate si svolgeranno la seconda domenica di ogni mese, con partenza alle ore 9 e concentramento in un posto che sarà definito volta per volta.

27 Ottobre: Itinerario storico delle Torri (già effettuato)

10 Novembre: Sulle orme di Paolina Craven (Villa Cardinale)

8 Dicembre: Quei casali ad Oriente

12 Gennaio: San Vincenzo

9 Febbraio: Pietrasanta

9 Marzo: Benincasa

6 Aprile: Cesinola, via Paolina Craven

11 Maggio: San Liberatore

8 Giugno: Li Curti

A conclusione del ciclo, saranno organizzata una pubblicazione ed una mostra con i riferimenti testuali della Craven ispiratori delle passeggiate e con una retrospettiva fotografica dei primi vent’anni di vita di quest’iniziativa ancora tanto giovane. Una gioventù che va coccolata, innanzitutto spazzando le nuvole sul futuro …

Itinerari ultimo atto: Sant’Anna con vista Vesuvio. L’edizione del 2013-2014 sarà dedicata alla scrittrice Paolina Craven

Il piacere della sorpresa. Quella che doveva essere quasi una routinaria camminatella di preparazione per la conferenza di presentazione degli Itinerari d’ambiente del prossimo anno è diventata la fascinosa scoperta di uno degli angoli panoramicamente più suggestivi eppure meno conosciuti della Valle Metelliana, in una zona adiacente all’ormai semidefunto Parco di Diecimare..

Partendo dal colorato e arioso Parco degli Ulivi-Happy Family di Sant’Anna il gruppo, guidato come sempre dalla solare guida Lucia Avigliano, dal Presidente dell’Azienda di Turismo e Soggiorno Mario Galdi e dal Presidente della locale sezione CAI Ferdinando Della Rocca, è giunto, attraverso una sgambatura in leggera salita “verde” di una ventina di minuti circa, all’area  verdissima dove si trova la Casa di Mariniello e, soprattutto, si gode di una vista strepitosa, che dalle propaggini sud di Cava arriva fino alla piana napoletana, con il Vesuvio a fare cucù sullo sfondo.

Qui, tra una guardata di ammirazione ed una distesa sull’erba, l’ascolto in gruppo sotto gli alberi delle spiegazioni delle guide ed una nuova guardata di incantata ammirazione, è trascorsa un’oretta assolutamente deliziosa.

Al centro delle spiegazioni, la casa di Mariniello e Sua Maestà l’Origano, abbastanza diffuso da queste parti allo stato selvatico.

Mariniello, come ha raccontato Lucia Avigliano, era un contadino che, al tempo in cui fu firmato l’armistizio di Settembre, credendo come tanti che fosse finita la guerra, non perdeva occasione di festeggiare. Ma la guerra purtroppo, come ben noto, era appena ricominciata, pur se sotto un’altra veste.

Vedendo passare un aereo alleato, Mariniello si affacciò al balcone sbracciandosi vistosamente per salutare. Ma il pilota, credendo che si trattasse di un tedesco in agguato, nel tragico inganno non esitò a scaricargli addosso una salva di fuoco. E il povero Mariniello, colpito a morte, cadde giù, nella cisterna, e finì di festeggiare, per sempre.  Ora la casa è un rudere antico, abbandonato: gli fa compagnia solo una vecchia carcassa di automobile, adagiata sotto un albero con tutte le sue ruggini a ricordare la caducità delle cose umane.

Non è caduco invece il piacere olfattivo che da secoli regala l’Origano, la popolarissima “arecheta” nostrana. La dott. Grazia Talone con colorata passione ha spiegato le sue tante proprietà, da quella olfattiva, tale che in passato serviva anche per regalare fiori profumati alle ragazze, a quella culinaria, e lo sa bene l’insalata di pomodoro nostrana quanto si gode nel connubio, a quella terapeutica antinfiammatoria, e lo sanno bene i nostri bronchi, stomaci e intestini che dall’erba si fanno rasserenare con voluttà, a quella “disinfestante”, e lo sanno bene le fastidiose formiche che di fronte ad una trincea di origano in polvere battono precipitosamente in ritirata.

Dopo aver reso omaggio a SM l’Arecheta, ritorno alla base e spiegazione del programma sia dell’Anfiteatro Verde estivo (vedi articolo specifico nella stessa rubrica) sia degli Itinerari del prossimo anno, che saranno un vero e proprio Parco letterario dedicato alla scrittrice transalpina Paolina Craven, Accademica di Francia, che alla fine dell’Ottocento ha vissuto a lungo nella sua villa di Castagneto, oggi Villa Cardinale, e che ha scritto bellissime pagine sulle sue escursioni dans les montagnes de la Cava.

A lei ancora oggi è dedicata una grande strada a Castagneto, per l’attività filantropica che la fece apprezzare ed amare da tutti gli abitanti di castagneto.

Proprio da Villa Cardinale partirà il primo itinerario della serie, nel prossimo ottobre. Poi, mese dopo mese, amene passeggiate, con annesse letture, nei luoghi metelliani da lei descritti dopo le sue escursioni.

Insomma, un programma molto allettante, che è stato accolto con grandi applausi, così come il solito ricco spuntino-quasi pranzo tradizionalmente offerto dagli organizzatori e che è stato ancora più gustoso perché infiorato dai colori “rumor bambini”del Parco Giochi, dal verde degli alberi dell’Happy Family-Parco degli Ulivi e dai sorrisi degli amabilissimi padroni di casa, oltre che naturalmente dalle facce “ciacianti” dei gitanti.

Alla prossima! Anzi, alle prossime!

E … state a Cava: c’è una vallata tutta da passeggiare. Presentati gli itinerari di “Cava anfiteatro verde”

anfiteatro-verde-presentazione-maggio-2013(1)-vivimediaSi inserisce in un filone già esistente, sviluppatosi particolarmente negli ultimi anni grazie agli Itinerari d’ambiente ed alla sinergia tra Comune, CAI e Azienda di Soggiorno, ma stavolta rappresenta una svolta significativa, perché è la prima volta che si ipotizzano tante passeggiate. È un importante salto di qualità: l’estate turistica di Cava de’ Tirreni ne sarà stimolata ed arricchita.”

Con evidente soddisfazione il Sindaco di Cava de’ Tirreni Marco Galdi, nella sala del Consiglio Comunale, lunedì 27 maggio ha presentato l’iniziativa Cava de’ Tirreni, anfiteatro verde: una serie di itinerari carichi di suggestioni paesaggistiche, culturali e scientifiche, al ritmo di un paio alla settimana, tutti con una guida esperta. Tra manifesti e volantini e comunicati stampa, oltre che sul sito Cavacittàalbergo il programma sarà adeguatamente esaltato e pubblicizzato. Si comincia sabato 1 giugno con l’ascesa al Monte San Liberatore a partire dalla bella Marini “nevicata d’azzurro”: quaranta minuti di cammino, con lo sguardo nutrito da quella splendida opera d’arte che è la Costiera e con la scoperta-riscoperta finale dello storico Eremo, in posizione incantevole, ma purtroppo recluso stabilmente ed aperto solo nelle grandi occasioni come questa.

anfiteatro-verde-presentazione-maggio-2013(2)-vivimediaLa bellezza del primo giorno è il segno della bellezza di tutte le passeggiate: sarà un affascinante cammino in progress ed in fieri. Ognuna di queste stimolerà l’occasione per conoscere e conoscersi, scoprire il sé e l’altro, godere di uno stimolante modus vivendi con la natura, sentire nei luoghi l’anima di una suggestiva connotazione identitaria. La nostra proposta ha il vantaggio della quantità, ma soprattutto il fascino della qualità.”  La neo Assessore alla Cultura ed al Turismo Teresa Sorrentino presenta l’iniziativa con l’entusiasmo della cittadina innamorata della propria vallata ed anche con l’emozionato orgoglio operativo della sua nuova veste istituzionale. E naturalmente gongola all’idea che dia alla sua Cava la promozione turistica che merita e magari faccia salire l’indice ISU che misura la qualità della vita di una città.

Le fanno eco il Presidente della sezione CAI, Ferdinando Della Rocca, che insieme con Lucia Avigliano sarà tra i protagonisti degli itinerari, continuando idealmente la tradizione degli Itinerari d’ambiente che si svolgono mensilmente durante autunno ed inverno, ed il Presidente della locale Azienda di Soggiorno, Mario Galdi, anche lui promotore ed attore degli Itinerari ed entusiasta “organizzattore” delle visite all’Anfiteatro verde.

Ma già si pensa al dopo estate ed alla XIX edizione degli Itinerari d’ambiente. “Dopo le biodiversità e le eccellenze architettoniche – spiega il Presidente Mario Galdi –  andremo sulle tracce di Paolina Craven, la prestigiosa scrittrice che soggiornò a Cava a fine Ottocento. Lei e Cava si incantarono reciprocamente: e noi ci auguriamo che l’incanto continui. Intanto, ci siamo incantati all’idea degli Itinerari come una forma di parco letterario. Comunque, la presentazione completa diamo appuntamento al parco degli Ulivi a Diecimare domenica 9 giugno.”

Sorride con giusta soddisfazione l’Assessore Sorrentino: l’idea del parco è anche una sua creatura, forse la prima tutta sua nella sua qualità di Assessore.

Ora si parte. Con giustificate attese e speranze. Se l’Anfiteatro avrà il successo degli Itinerari, si potrà brindare con la gioia dei pionieri vincitori.

Certo, bisogna augurarsi che arrivino i turisti, il che non è certo scontato. Ed anche che arrivino i cavesi: chissà che non decidano una buona volta di fare un sano turismo anche a casa loro … 

il programma completo è possibile visionarlo o scaricarlo cliccando sul link sottostante

Itinerari turistici “Anfiteatro Verde” – PROGRAMMA GIUGNO-OTTOBRE 2013

A Santa Lucia, nella storia, con pane e vino benedetto.

Il quinto Itinerario d’Ambiente a Santa Lucia, del 14 febbraio, come sempre guidato dal Cai (con Lucia Avigliano Guida ed il Presidente Ferdinando De Rosa) e dall’Azienda di Turismo e Soggiorno (col Presidente Mario Galdi) è stata una passeggiata in più mondi, uno più stimolante dell’altro: religione, storia, cultura, tradizione, economia, paesaggio.

Innanzitutto, la storica ed artistica chiesa, il cui primo nucleo è dell’XI secolo: una delle tante perle che infiorano le frazioni di Cava, una delle pochissime città al mondo dove la periferia è più antica del centro.   

Tra i policromi marmi  dell’altare, la pala della Madonna del Rosario (XVI secolo, attribuita al fiammingo Mijtens), gli stucchi leggiadri sulle pareti e sulle arcate,  l’antico pulpito di legno, lo spettacolare soffitto cassettonato con  le decorazioni pittoriche di un prestigioso pittore come Ragolia, senza contare le altre preziosità del tempio (statua di Santa Lucia in testa), gli itineranti hanno potuto riscoprire un piccolo grande tesoro d’arte, che nello stesso tempo è testimone di una storia antica, quella di una collettività operosa e produttiva, che ha saputo ben sfruttare le opportunità del territorio e la felice collocazione in un punto nevralgico della Via Maggiore che collegava Nocera con Cava e Salerno.

Non dimentichiamo che qui, accanto ad una campagna rigogliosa e fertile, per secoli, fin dai primi anni del Secondo Millennio, si sono prodotte a mano corde “firmate”, validissime per l’attività artigianale ma anche per quella marittima, tanto è vero che sembra quasi certo che le caravelle di Cristoforo Colombo fossero consolidate dalle corde di Santa Lucia.

Ed è proprio intorno a queste due attività che si è incentrata la seconda parte dell’itinerario. Prima, la visita al Museo della Civiltà Contadina, frutto dell’azione benemerita di un gruppo di innamorati del loro paese come Ciro Mannara, Filippo Gigantino e Franco Lodato (con quest’ultimo a fare da guida ed anche da vate, con la lettura delle sue incisive poesie di vita contadina), poi, le dimostrazioni dal vivo della produzione manuale della corda, non ancora del tutto soppiantata da quella industriale, infine, la passeggiata tra le stradine del Borgo e della campagna (infiorate da ceramiche con poesie dell’eclettico Lodato), per arrivare su all’Asproniata, a godersi lo splendore del panorama luciano, che dalle terre della frazione spazia fino alla campagna napoletana ed alle maestose erte del Vesuvio.

Chiusura come al solito nella gloria del palato, a Casa Trezza, tra il capicollo paesano de “La Selva”, dal sapore morbidamente intenso, il pane ed il vino da benedizione del padrone di casa don Giovanni e l’accoglienza sorridente organizzata da donna Lina Lamberti.

Poi, sotto un sole tiepido e compagno, si è risaliti fino alla Chiesa di Sant’Anna e di là si è tornati a Santa Lucia per il ritorno ed il pranzo casalingo. Ma l’appetito, anzi i tanti appetiti di tutti i tipi, erano oramai soddisfatti …

Vetranto, itinerario bagnato ma fascino immutato.

Passeggiata bagnata, ma passeggiata non sfortunata. O almeno non del tutto.

Il quarto Itinerario d’ambiente, che il 10 gennaio doveva portare all’esplorazione della zona di Vetranto ed alla riscoperta del sentiero che una volta portava da Cava giù a Molina, a Vietri ed alla Marina, è stato tarpato in parte dalla pioggia (ma poi è sopraggiunto il sereno) in parte dalla possibilità pratica di ripercorrere lo storico sentiero. Ma non ha perso il suo fascino di fondo.

Innanzitutto, perché ha troneggiato la visita della storica Chiesa di Santa Maria della Purificazione. E qui non c’era pioggia che teneva, essendo praticamente tutto al coperto. Così, sotto la guida sapiente dell’Architetto Pio Silvestro, che ha curato i lavori di restauro, della storica guida Lucia Avigliano Guida e del Presidente AST Mario Galdi è riapparsa sulla scena la fascinosa vicenda della Chiesa.

Dopo circa sessant’anni è tornata a vivere, di quella vita che l’aveva nobilitata per oltre un millennio, dal VI secolo, dai tempi in cui l’Abate Pascasio vivificò sulla discesa da Castagneto verso Molina la prima comunità cristiana della Valle Metelliana.  Una realtà, quindi, ben antecedente all’Abbazia Benedettina di Alferio Pappacarbone.

Per secoli la Chiesa di Vetranto ha rappresentato un punto di riferimento di fede, di accoglienza ed anche di ristoro per coloro che da Cava si spostavano verso Vietri  e Salerno e, mancando l’attuale strada nazionale, dovevano attraversare il vallone oltre San Francesco e incunearsi nella via boscosa che dalle colline discendeva verso il mare.

Tempo, incuria, bombardamenti, mancanza di fondi, ruberie varie hanno progressivamente depauperato la Chiesa, senza contare che anche il valore del passaggio è andato progressivamente diminuendo, data l’esistenza della Statale. 

Grazie all’impegno dei sacerdoti della Madonna dell’Olmo, da Padre Raffaele Spiezie a Padre Silvio Albano all’attuale parroco Padre Giuseppe Ragalmuto, grazie alle donazioni generose della popolazione ed agli aiuti istituzionali, i lavori di restauro  sono arrivati al traguardo.  È tornata a farsi bella la stupenda cupola arabescante, che purtroppo si può guardare un poco dal piazzate posteriore e si può ammirare intera solo dalla frontale strada per Santiquaranta. È tornato forte e saldo il campanile, hanno ritrovato un pulito vigore le ampie navate interne, con le eleganti decorazioni rimaste ed il sarcofago dell’Abate Pascasio. È ritornata alla sua Casa Madre l’emozionante statua ottocentesca della Madonna della Purificazione, opera di Giovanni di Nola. Nel corso dell’inaugurazione è stata riportata al suo posto, tra gli applausi, la colorata immagine della Madonna Addolorata. Sull’altare, la croce lignea è stata infiorata da un suggestivo ed artistico Cristo in croce di Emilio Socci, che, pur partendo dalle linee tradizionali, non ha rinunciato a lasciare il segno del suo stile gravido di movimentate torsioni del corpo e di parlanti colori. E sul Terrazzino Paradiso, per chi ha la fortuna di accedere, è possibile godersi a trecentosessanta gradi un vorticoso giro panoramico che comprende campanile, cupola, San Liberatore, la gola di Vietri col mare, Dragonea, Monte Finestra e Monte Castello.

Tutto questo, oltre alla suggestione di una calata nella cripta, si sono goduto gli appassionati “itineranti”. Ed al termine, dopo la consueta presentazione del “segno” dell’Azienda, in questo caso tabelloni con la storia della Chiesa, il godimento è stato santificato dal consueto e saporito buffet, con stuzzichini salati e dolci, tra cui stavolta spiccavano delle castagnole al cioccolato dal retrogusto avvolgente.

E così anche questo itinerario è finito in gloria. Alla faccia della pioggia …

CAVA DE’ TIRRENI (SA). Itinerari d’ambiente 2012 – 2013, una passeggiata nelle biodiversità.

cava-de'-tirreni-itinerari-d'ambiente-2013-2013-indice-vivimediaNon solo portici, ma anche verde. E sentieri secolari e casali antichi. E tracce della storia millenaria di una fascinosa Città in cui, caso rarissimo, la periferia è più antica del Centro.

Bene, anzi benissimo, fa dunque l’Azienda di Soggiorno a riproporre da anni gli Itinerari d’ambiente, che mirano a far riscoprire ed ammirare questa dimensione non solo ai tanti cavesi innamorati o ignari della Bella Vallata, ma anche ai non pochi cittadini della provincia che considerano Cava una meta suggestiva che val bene una mattinata o un’intera giornata. Da qualche tempo l’Azienda, oggi guidata da Mario Galdi  (nella foto, accanto alla Pietra Santa durante la Festa Medioevale) con la saggezza imposta dai tempi e l’entusiasmo dell’uomo d’azione e di cultura, ripropone gli itinerari con tematiche speciali, legate proprio verde e al paesaggio, che è anch’esso natura e storia. Lo scorso anno, in scena la ricerca e la spiegazione delle erbe officinali che profumano le nostre colline, con un brillante aggancio all’attività dell’Orto della Speranza di Pregiato. Quest’anno, attenzione alle biodiversità, con tutta la ricca varietà di forme viventi che la natura metelliana sa proporre.

Per sviluppare il tema, necessari protocolli e sinergie con altri Enti ed altri personaggi – guida di spicco: la Facoltà di Farmacia dell ’Università di Salerno nella persona del Prof. Vincenzo De Feo (Botanica Farmaceutica); Club Alpino Italiano sez. Cava, nella persona del Dott. Ferdinando Della Rocca; Amministrazione Comunale di Cava e ASST (rappresentati dal Sindaco Marco Galdi e dal Commissario Dott. Filippo Diasco). E poi, quanto a personaggi guida, la “Guida di sempre”, una delle luci più vive di cava, la carissima Lucia Avigliano.

Ed è nato così il programma 2012 – 2013. Come sempre intrigante ed interessante, come sempre, foriero di mattinate domenicali  che lasciano il segno. Eccolo qui.

Torri Longobarde (14 ottobre), Rotolo-Casaburi (11 novembre), Monte San Liberatore (9 dicembre), Vetranto (13 gennaio), S. Lucia Asproniata (10 febbraio), Acqua di Santa Maria (10 marzo), Frestola e San Vincenzo (14 aprile), Madonna di Loreto (12 maggio), Diecimare (9 giugno).

Nei dettagli, senza spendere ulteriori parole sui ben noti San Liberatore (un Paradiso però un po’ troppo “nascosto”), Rotolo-Casaburi (il cuore moderno delle colline orientali) e Diecimare (un’oasi da coccolare), diamo qualche utile indicazione sulle altre mete, ben sapendo che non tutto è noto a tutti.

Le Torri Longobarde rappresentano la serie di torri, forse introdotte dai Longobardi, che sul tracciato orientale tra Nocera Superiore e Cava permettevano la realizzazione della Caccia ai Colombi, un’attività per cui la nostra vallata è quasi unica.

Vetranto è attualmente il ponte più suggestivo tra passato e presente. Infatti, lo scorso anno è terminato il restauro della Chiesa, dove nel VII secolo d.C. pare sia nato il primo nucleo cristiano, ma Vetranto era anche un luogo fondamentale di passaggio tra Cava e Salerno quando non c’erano i ponti e si doveva scendere e salire per il vallone e per la stretta di Castagneto. Sul terrazzino della Chiesa, lo scenario che comprende le cupole, San Liberatore e l’arco Valle Metelliana-Gola di Vietri è di emozionante bellezza (vedi foto).

L’Asproniata è la località per la quale nei pressi di Santa Lucia passava una volta la via Maggiore, che permetteva il passaggio da Nocera a Salerno attraverso le colline orientali di Cava, che anche per questo sono così ricche di cappelle, chiese e confraternite.

L’Acqua di Santa Maria è una sorgente alle falde di Monte Finestra. Si raggiunge con un cammino non particolarmente complicato partendo dal parcheggio dell’Agriturismo “Il Casone”.

La passeggiata dalla Frestola a San Vincenzo, che collega il versante interno delle colline occidentali con quello marino dei monti sulla Costiera,  è una spettacolare affacciata sui boschi della Badia e sulle sue grotte.

La Chiesa della Madonna di Loreto, conosciuta anche come Eremo di Santa Maria della Fracta, si trova alle pendici di Monte Caruso ed è stata oggetto di una interessante rivalutazione negli ultimi decenni.

Il programma è fatto. Ora, non resta che aderire, con la gioia dell’anima e l’entusiasmo dei piedi. Buone passeggiate!